la nostra storia 3^ parte: Trasgressione francese

la nostra storia 3^ parte: Trasgressione francese

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L’anno scorso, fine giugno 2017, decidiamo di prenderci una breve vacanza dal lavoro. Entrambi siamo stanchi e spesso dobbiamo separarci, quando lei va all’ estero per 1 o 2 settimane. Abbiamo passato periodi di relativa tranquillità sessuale. Lei è in un momento di calma, direi. Già passato qualche mese in cui non ha avuto incontri extra. Da un lato la cosa mi rasserena, dall’altra vorrei sentire la paura e l’emozione di quando mi ha reso cornuto, a distanza, durante i suoi viaggi di lavoro. Non è la donna che vive la cosa come un tradimento: mi ha detto più volte, la sua eccitazione ed il piacere si amplificano proprio perché vuole che io sappia, prima e dopo.
Questa è lei, nei suoi momenti di voglia: prendere o lasciare. Io ne sono ammaliato, rapito.

Una notte , dopo che avevamo fatto sesso duro sul divano di casa e che l’avevo sculacciata ed inculata quasi con rabbia più di mezzora, per punirla delle sue trasgressioni, a letto nel buio, mentre stava accoccolata a me, mi raccontava : “ Generalmente mi piace l’uomo maturo perché a letto è più fantasioso, porco. Ti fa sentire puttana ma pensa anche al tuo piacere. Dei giovani mi piace l’irruenza, la sfacciataggine. Pensano più al loro piacere che a quello del partner. Generalmente durano meno, ma hanno anche tempi di ripresa più brevi. Basta stuzzicarli un pochino e sono già in tiro, pronti a ricominciare. La bellezza di un corpo è importante ma non è tutto. Se il giocattolo è bello, giochi più volentieri…(rideva). Le dimensioni del cazzo non è vero che non contano. Non mi piacciono i cazzettini… Li voglio tosti, robusti, non enormi come quello del mio boss, che mi faceva male. Però devono essere notevoli, resistenti ; non quelli che vengono appena li tocchi… li voglio sentire bene dentro, l’ideale è il cazzo da culo… come il tuo… ahahaha”
Ovvio che sono preso da lei in maniera totale come mai in vita mia. Lei ha la capacità di essere due femmine in una. Nella vita di tutti i giorni, una donna responsabile, intelligente, irreprensibile che lavora sodo e si costruisce un futuro stabile; peraltro guadagna più di me. Ha un carattere forte come il mio e spesso ci scontriamo su parecchi argomenti, fino a litigare pesantemente. Poi c’è il lato della ragazza ribelle che, nel privato, ama il sesso come un gioco da vivere fino all’ ultima goccia di energia: sottomessa al maschio o ai maschi di turno. Me compreso. E’ stata chiara sin dall’ inizio : “ Io ti ho amato da subito e voglio tu sia il mio uomo, ma non rinuncerei mai alle mie avventure, quando ne sento il bisogno. Capita di rado, ma non posso farne a meno. E mi piace di più, proprio perché mi hai sempre voluta libera di agire come mi sentivo. So che sei geloso di me, ma al tempo stesso so che non puoi rinunciare a quello che sono nel mio lato oscuro. E questo mi eccita ancora di più. Tu avessi cercato di limitarmi, non saremmo qui, ora”. Non sono cretino. So bene che ha venticinque anni meno di me.
E’ tutto giocosamente e, per certi versi, tragicamente vero.

Andiamo nel sud della Francia, St.Tropez ed altri paesini della costa fino a Hyer. La rivedo euforica ed entusiasta. Facciamo il primo bagno di stagione. L’acqua è sempre freddina al mattino.
Abbiamo fissato camera in un piccolo B&B sul mare. Ci accoglie il gestore un giovane magrebino francese di 32 anni, K lo chiama “il marocchino”. Simpatico, sorriso accattivante di denti bianchissimi, non molto alto ma un fisico magro palestrato con bicipiti e pettorali molto forti sotto una camicia bianca sbottonata. Pelle ambrata, sguardo magnetico. Ci dice che hanno riaperto da poco la stagione e nell’ hotel ci sono solo un’altra coppia ed un paio di singoli.
K. lo fissa interessata. Lui ricambia lo sguardo. Mi dice sottovoce: “mhhh…che maschio!”
Al pomeriggio facciamo l’amore in maniera tranquilla, rilassata, senza forzare. Stiamo bene. La vedo alzarsi e camminare nuda verso la doccia con quel suo culo stupendo che muove per farmi eccitare ancora. Torna, si stende sul letto. Io sono ad occhi chiusi. Vuole coccole, mi accarezza il petto. Mi parla all’ orecchio, sottovoce: “ Che ne dici se ti facessi un po’ di cornina..? “ Sento un fremito al basso ventre. “ Quando capita: chissà magari può essere anche stasera. Dipende dall’ occasione… quel marocchino non mi dispiacerebbe” e ride. Mi eccito ed il cazzo torna a farsi duro. “mhhh…” fa lei, “ ti piace sempre che si sbattano un po’ la tua donna… Guarda che ti accontento in fretta, sai ? “ torna a ridere. Io un po’ meno. Quando mi dice così divento eccitato, confuso e geloso. E la cosa mi scatena emozioni. Mi prende il cazzo già duro in mano e comincia a segarlo lentamente. “ Ti è già tornato duro. Se è questo l’effetto che fa sentirti dire cosi… Comunque se capita stavolta devi essere con me. Mi devi guardare, solo guardare. Ti voglio carico. Poi, più tardi mi punirai perché sono stata una cattiva ragazza… “, ride di gusto. Può giurarci, penso io.
Alle 20 ci prepariamo per uscire. Lei ha un vestito bianco molto morbido, stile francese, legato in vita e che le arriva a terra. La scollatura è abbondante ma non oscena: si intravede parte del seno senza reggiseno. Sotto ha solo un piccolo perizoma bianco. In controluce si vedono le sue forme. Sandali bassi ed un collarino di cuoio. Uno scialle di seta. Come solito: senza trucco. Le gambe lunghe e tornite. Ha l’aria un po’ da hippy americana anni 70. Comunque bellissima. Con la pelle chiara già arrossata dal primo sole.
Mi dice: “ Ti aspetto giù. Dammi cinque minuti prima di uscire. Voglio stuzzicare un pochino ‘il marocchino’… ”, si mette a ridere con l’espressione furba. La guardo, eccitato. Fumo una sigaretta sul terrazzo poi esco. Li trovo nell’ ingresso che stanno parlando, molto vicini. Lui mi sorride, un po emozionato, lei è rilassata. Mi dice davanti a lui in francese, sorridendo:
“ Sono già d’accordo con M… mi ha consigliato un ristorantino qui vicino Più tardi facciamo un po’ di ‘fiesta’, tanto non c’è nessuno in hotel,l’altra coppia va a letto presto”, ride a M, mi stringe la mano e ce ne andiamo, mentre lui ci augura una buona cena. Camminiamo verso il ristorante vicino, come due ragazzi innamorati..
Le chiedo cosa gli ha detto. Mi risponde ridendo: “ Ho fatto un po’ la civetta puttanina, prima. Gli ho chiesto di un ristorante vicino e lui mi ha dato il nome di quello di un suo connazionale, dice che è molto bravo come cuoco,e non solo…ahah. Ha già telefonato per prenotarci e ha detto di domandare del suo amico .Poi gli ho chiesto come facciamo a divertirci dopo. Mi ha detto che qui dintorno non ci sono discoteche aperte in questo periodo. Ovviamente gli ho chiarito che non mi interessano le discoteche, ma altro… ahahah. Allora, mi ha risposto che possiamo venire a bere qualcosa e fare tardi qui al bar dell’hotel ed organizziamo un po’ di festa. Naturalmente, gli ho spiegato che non mi piace molto affollamento. Ha capito subito che io sto bene con te , che a volte ho voglia di qualche extra e tu me lo permetti e stai al gioco. Proprio prima che tu arrivassi gli ho fatto i complimenti per il suo fisico. Mi ha risposto che fa molta palestra. Mi ha fatto toccare i pettorali. Mamma mia come è duro… gli ho pizzicottato un po’ i capezzoli – pausa – insomma se proprio vuoi saperlo mentre lo toccavo mi ha già messo un metro di lingua in bocca… ed una mano tra le cosce!” Torna a ridere: “ Beh, anch’ io ho approfittato per dargli una strusciatina tra le gambe – pausa – Ha proprio una bella sberla… come immaginavo. “.
La guardo. E’ euforica, eccitata, divertita. “Beh, dai… vedremo” e torna a ridere con quella sua occhiata furbetta. Mi lascia intontito.
Entriamo nel ristorantino sul mare, chiediamo di A. , il cuoco e titolare. Ci dice che M. gli ha già parlato di noi…. Immagino come. Ci prepara una cena di crudo innaffiato da Chablis. E’ molto diverso dal suo connazionale. Più vecchio, forse sulla cinquantina, ma più alto e corpulento, quasi come me, con capelli rasati, pelle scura, sorriso aperto. E’ simpatico e divertente. Chiacchiera molto. Si siede anche al nostro tavolo per brindare ed ovviamente non smette un attimo di guardare la mia K. Ha tutte le ragioni, per quanto lei è bella e con la voglia di ridere. Offre una bottiglia di moscato. Quando stiamo per andarcene, il locale è quasi deserto. K chiede il bagno. Lui resta con me e mi dice . “Bella la tua donna ed anche molto giovane. Particolare. Sembra molto matura di testa”
Gli spiego che ha venticinque anni meno di me e che stiamo insieme da un anno.
Mi fa’: “ Si vede che siete innamorati e tu sai come prenderla e lasciarla libera. E’ una puledra da ‘monter a cru’. Sei un uomo capace e fortunato. Ti ha levato ventanni ”. Ne convengo. E’ un uomo sveglio e molto furbo. Lo vedo da come guarda K. che se la vorrebbe godere.
E la cosa mi attira , anche se non vorrei.
Lascia ai dipendenti la chiusura del locale, si cambia in fretta la camicia e ci accompagna all’ hotel. K è nel mezzo e ci prende a braccetto, mentre ride. Il vino, l’atmosfera, l’avventura le fanno effetto.
Entriamo insieme nel bar dell’albergo, un piccolo locale ricavato dalla roccia, come fosse una grotta , col bancone e qualche divanetto, luci soffuse e sottofondo di musica magrebina molto ritmata. M, il marocchino, ci viene incontro saluta me ed il suo connazionale del ristorante. K lo saluta diversamente… gli butta le braccia al collo e lo bacia sulla bocca come fosse un vecchio amico. Fingo indifferenza.
A., il titolare del ristorante si siede accanto a noi. Serata calda ,la temperatura nel bar di più. La cena ed il vino ci hanno fatto sudare. I drink riscaldano ulteriormente. Beviamo mentre continuiamo a parlare. M ci propone una specialità. Sistema due tappeti, dove sediamo in circolo e poi prepara con abilità un narghilè, spiegandoci di cosa si tratta. Un mix di the, essenze africane , boh ? Ce lo passiamo l’un con l’altro. Anche K gradisce particolarmente. La vedo dagli occhi e dagli sguardi con M. L’aria si fa più carica. Se da un lato il bere ed il ‘fumo’ leggero, ci rilassano, dall’ altro vedo K, seduta accanto a me irrequieta, quasi infastidita. Non le dico niente. Il caldo è più forte. M. si toglie la camicia. Mi pare una scusa per ostentare il fisico. Faccio altrettanto, sono strasudato.
K si alza, ha il vestito incollato addosso dal sudore. La scollatura è aperta del tutto. Lei è bellissima. Immagino la scena per chi la guarda in controluce. Si mette a ballare da sola al ritmo della musica tribale. Si vede che lo fa per eccitare. Mi viene vicino e mi mormora: “Mi sento imbarazzata… la tua presenza mi limita un po’ ”
La assecondo a malincuore ma capisco il momento. Mi infastidisce sentirmi dire che la blocco. Dico ad M: “ Falla ballare tu…” Mi guarda con fare compiaciuto ed annuisce. Esco una decina di minuti. Vado in camera, al piano superiore, getto la camicia, mi rinfresco,fumo un paio di sigarette. Mi sento annebbiato, confuso.
Ritorno nel bar a torso nudo. Stranamente, forse sotto effetto di alcool e narghilè, non ho nessuna reazione spiacevole a quello che vedo. Lo scenario è cambiato, la musica ad un tono più basso, le luci più soffuse Al centro della stanza la mia K., sta ballando circondata da il marocchino ed il suo amico. Le stanno attaccati addosso. Nudi dalla cintola in su. mentre lei, sudata, ha lasciato cadere la parte superiore del vestito. Mostra i seni a M. che la carezza e la bacia mentre l’amico tiene le mani sui suoi fianchi e la fa muovere a ritmo. Nessuno mi degna di uno sguardo.
Devo essere onesto, la cosa mi eccita enormemente e mi fa perdere il senso del tempo. A. viene verso di me. Mi siedo al bancone. Ci versiamo una vodka ghiacciata. Beviamo.
Lui è diretto e non ha più voglia di ridere. Mi dice in francese: “ La tua donna ha voglia… tu vuoi che l’accontentiamo?” Annuisco senza sorridere. A questo punto voglio che la cosa si realizzi con la giusta tensione erotica. Sento la perversione che mi eccita. E so che anche la mia lei lo vuole.
Muove verso di lei. E’ corpulento con un po’ di pancia, più scuro di pelle dell’altro. Di colpo cala il resto del vestito di lei. Lo raccoglie e getta sul divano. Lei resta totalmente nuda e scalza tra di loro. La mia troietta si era già tolta prima il perizoma bianco ed i sandali. Vedo gli indumenti per terra.
Ora la mia donna e M. sono a lingua in bocca. Lui continua a martoriarli i capezzoli, mentre l’amico le fa passare la mano tra i glutei e le allarga le cosce; K continua a muoversi in modo sensuale. Resto a guardarli seduto allo sgabello del bancone, fumando e bevendo vodka. L’aria sa già di sudore e di sesso.
Si vede che lei è totalmente presa. Non si preoccupa più se io sia lì. Anche se so bene che lo sa. Improvvisamente l’amico dice qualcosa a M, ma io non posso capire. Vedo solo che lui si stacca da lei e la lascia all’altro. Sono a lingua in bocca in modo appassionato. M le mette la mano tra le cosce e lei inarca il dorso per il piacere. Le infila due dita nella fica. ma posso vedere solo quando le estrae fradice e le da’ a lei da succhiare. Poi riprende a baciarla. Lei apre il nodo della cinta che tiene i pantaloni larghi bianchi del suo amante e li lascia cadere ai piedi. Il cazzo del marocchino è già bello ritto, potente, una mazza davvero notevole. Io ho il cazzo oltre la media ma il suo è indubbiamente più lungo . Aveva ragione lei, una bella sberla. Lui le dice qualcosa. Lei si mette in ginocchio e continuando a segarlo inizia a leccargli i coglioni.
Anche l’amico si spoglia ed inizia a segarsi davanti al loro con il suo cazzo più corto e più grosso. Si avvicina mentre M. prende la mia donna per i capelli e la forza a succhiargli l’uccello. Ormai sono tutti partiti. Guardo K., ha lo sguardo perso nel vuoto mentre si alterna a leccare i due cazzi. Penso ormai sia fatta dall’ alcool. Capirò più tardi che non è così. Ma la cosa che più mi sorprende è l’intesa sessuale che ha con ‘il marocchino”. E’ lui il dominante. Lui che le ha detto di assaggiare il cazzo dell’amico. E’ lui che le ordina cosa fare, come fosse la sua donna. E lei è perfettamente sottomessa. A volte lui si china, le prende il viso e la bacia a lingua.
Si spostano sul divanetto a 2 metri da me. Lui si siede , ha il cazzo ritto, teso e lungo. Lei poggia i ginocchi sul bordo del divano. L’amico la aiuta e lei si impala sul cazzo lentamente. Vedo A. che le penetra il culo con un dito. Lei lo lascia fare e mugola. Mi sale l’eccitazione a vederla così bella: la pelle candida che contrasta con quella dei due. I capelli scomposti che le ondeggiano sulle spalle, la schiena rigida nello spasimo dei muscoli ed il suo culo che va su e giù mentre “ il marocchino” le penetra la vagina e le fa scivolare il cazzo in profondità. La sento miagolare ad ogni colpo mentre lui le tortura i capezzoli. Poi a volte la bacia in bocca e le sussurra frasi . Immagino cosa le dica. L’altro le sta dietro, col cazzo che le struscia sulla schiena. Poi finalmente si mette in piedi sul divano e le da’ la nerchia da succhiare. La tira per i capelli e lei mette le mani sui fianchi di lui, per sorreggersi , continuando il su e giù. Vanno avanti per un bel po’. Perdo il senso del tempo che passa. Sono inebetito. La musica è cessata sento solo lo strusciare dei loro corpi e d i mugolii di piacere della mia donna. Mi stupisce che sia ancora arrivata all’ orgasmo. In genere gode dopo pochi minuti…
A. scende dal divano e si posiziona dietro di lei col cazzo ritto. Ha la cappella larga e circoncisa. Spinge leggermente la schiena di K. in avanti. Le infila il pollice nell’ ano. Lei si irrigidisce. Se la vuole inculare. Ma M. gli fa un gesto di diniego con la mano, allontanandolo. Poi, prende K. per i fianchi e la alza. Poggiandola a sedere sul divano. Dice all’ amico che vuol bere. E’ tutto sudato. La mia K è oscenamente a gambe aperte distesa sul divano, senza espressione nel viso, come in trance. Mentre si avvia dietro il bancone, ordina al suo amico di scoparla in fica. Il culo lo vuole per sé. Beve acqua poi se ne va verso il bagno. Non mi dice una parola, ignorandomi.
A. non vede l’ora di tirarla per le gambe , farla mettere seduta sul bordo del divano e farle spalancare la fica. Si posiziona in ginocchio e comincia a penetrarla. K. ha un’espressione di sorpresa. Quasi un gridolino di piacere. Per un attimo incrocio il suo sguardo. Poi lui la chiava con potenza e lei gli cinge i fianchi con le gambe per sentirlo meglio. Lui è robusto, possente. La sbatte. Vedo il suo culo che si muove avanti e indietro. Grugnisce. Le dice: “ Godi, troia… -salope, salope – “. Lei inizia a gridare ma senza venire.
Lui continua a sbatterla forte ancora, ancora ed ancora. Strano, provo piacere ora. Non mi piace l’atteggiamento del ‘marocchino’ che vuol fare l’amante. Mi piace Il modo di A. Lui la scopa e basta. Pensa al piacere e basta. Senza altre implicazioni. Lui sa che non è la sua donna. Fa la sua parte. La penetra , la fa godere. Ed infatti lei viene improvvisamente, in maniera violenta, graffiando i fianchi dell’uomo nel momento dell’orgasmo.Urla di piacere. Ora la riconosco…
Anche A. viene. Tira fuori il cazzo dalla vagina e le sborra sulla pancia e sulle tette, poi le dà il cazzo da pulire. Lei lo prende in bocca e succhia le ultime gocce. Mi piace vederla con lo sperma che le cola sul corpo. Ora mi guarda soddisfatta, come a dire: guardami come sono puttana!
Lo capisco e per la prima volta stasera , il cazzo mi viene duro. Mi sento presente, dopo una fase da spettatore quasi indifferente.
Torna M. Si mena il cazzo per cercare di farselo tornare duro. Vede la scena. La mia donna seduta a cosce larghe con lo sperma che cola dalle tette, A. appoggiato allo schienale del divano col cazzo bagnato che si va ‘smosciando’. Capisce il momento. Dice all’ amico: “ hai fatto godere la cagna? “ Lo vedo rabbioso, infastidito. Prende K. per un braccio e la fa mettere a pecorina sul tappeto. Lei obbedisce senza fiatare. D’altronde l’ ha provocato tutto il giorno ed è giusto che lui si prenda il suo piacere.
Lui mi guarda quasi dubbioso. Si sente confuso, probabilmente. Col labiale e gli occhi gli dico: inculala! Mi risento in pieno controllo della situazione. Come avessi avuto una scossa. Lui l’ha capito benissimo.
Si avvicina alle sue chiappe. Con una mano si mena il cazzo e con l’altra le infila un pollice nel culo. Lei inarca la schiena. Ha la testa bassa ed i capelli color mogano che le coprono il viso. Ha un sussulto.
Lui tenta di penetrarla nel culo, ma non è rigido abbastanza. Si ferma. Le chiede di farglielo tornare duro con la bocca. Lei obbedisce. Passano un paio di minuti. Stavolta ha la verga dura. Le dà due sculacciate e poi entra nell’ ano, dall’ alto verso il basso, piegando le ginocchia. Lei urla. Comincia a pomparla con rabbia e vigore, aggrappandosi ai suoi fianchi. Lei ondeggia in avanti per le spinte possenti. Lei miagola.
K alza la testa e mi guarda, come cercasse approvazione. Incrocio il suo sguardo. Forse mi vede quasi compiaciuto. Torna ad abbassare la testa , mentre l’altro continua a sbatterla. Aumenta il ritmo. Passa qualche minuto. Lei è malferma anche a quattro zampe, mentre il marocchino le penetra il culo con forza e con una mano le struscia il clitoride.
Lei inizia ad urlare, capisco che sta per venire di nuovo. Alza la testa e mi guarda. Con voce rotta dal piacere e dal dolore mi dice: “ amore….mi sfonda il culo…guarda…guarda come vengo…”
Anche lui viene improvvisamente, quando lei, per il piacere, comincia a stringere l’ano. Si scarica tutto dentro poi tira fuori il cazzo . se lo guarda poi con tono deciso , chiede a lei di pulirglielo con la bocca. Lei resta immobile con la testa bassa. Quasi sta per cadere per terra. Faccio un gesto al “marocchino” , come a dire: “ Basta! Lo vedi che non ha più voglia!”. Non è stupido , capisce che mi sto incazzando. Si stacca da lei e va verso il divano. Vicino al suo amico seduto, che nel frattempo non ha mosso foglia.
Lei resta immobile. Poi alza lo sguardo verso di me e mi dice con un filo di voce: “Portami via…” .
Mi alzo dalla sedia. Prendo la porta , senza guardare. Lei raccoglie i vestiti e nuda com’ è. Mi segue verso la camera. Nessuno dice una parola.
Entriamo in camera, lei si butta sul letto, col viso contro il cuscino e le braccia aperte. Resta immobile, in silenzio. Vado in bagno a pisciare e mi faccio una doccia velocissima. Ho il cazzo duro e la voglia di prenderla, dominarla. E rabbia abbastanza per punirla. Lei ancora lì. Le chiedo come sta, si volge. Ha ripreso la sua espressione vivace, mi sorride. Risponde: “ Ora bene… anche se mi brucia un po’ l’ano…ma normale, no? La micia invece sta bene…” sorride ancora toccandosi la fica depilata, come in una carezza. Poi riprende con voce rauca, alzandosi di botto: “ Ho bisogno di andare in bagno subito… stasera, qualcuno mi ha fatto un bel clisterino di sperma… ahah “. La vedo tornare a ridere. Senza mezzi termini le ordino di lasciare aperta la porta del bagno. Voglio vedere e sentire mentre si svuota. Capisce che non è il caso di opporsi, nonostante io sappia quanto tiene alla sua intimità dentro la toilette. La camera non è grande. Dal letto posso vederla mentre si siede sulla tazza, abbassa la testa, i capelli coprono il viso. Passa un po’ prima che la senta orinare con difficoltà. Poi sento uno scroscio improvviso, misto a rumore di aria intestinale. Alza la testa e mi guarda con aria di sfida, come a dire – sei contento ora? – Poi per provocarmi e sfidarmi oltremodo si pulisce con la carta, restando seduta e mi mostra il foglietto sporco di feci e, penso, di sperma. Sembra dire – vuoi annusare anche questo ? “ Poi si mette a ridere. Si alza, chiude la porta in un gesto istintivo e la sento aprire l’acqua della doccia Quando torna, dopo una decina di minuti, sono sul letto a luce spenta. La camera è in penombra per i fari del porticciolo sottostante- Sono a cazzo ritto e mi sto masturbando lentamente, pensando a lei.rivedo la serata come in un film. E’ stata la prima volta che l’ho vista farsi sbattere da altri maschi. So già che non sarà l’ultima.
K. esce dal bagno. Vede cosa faccio. Si stende accanto a me. E’ fresca come una rosa, anche se io ho ancora nel naso l’odore del fumo, del sudore e dello sperma. Forse lo immagino soltanto. Sostituisce la mia mano sul cazzo con la sua, mentre mi si struscia addosso i seni. Ha ancora i capezzoli duri. Penso al marocchino che li ha mordicchiati e titillati con forza. Mentre lei continua a segarmi lentamente. Mi bacia la bocca , il petto, mi succhia il capezzolo sinistro, il mio più sensibile. Mi sussurra all’ orecchio :” Quanto sono stata puttana, stasera..? E volevo esserlo di più, perché tu eri lì con me, per la prima volta. Sapevo che non mi avresti fermato. O forse avrei voluto tu lo facessi. Non so… “ . Sembra molto confusa. Penso sia stanca.
Poi in mezzo a numerose pause, sempre continuando a masturbarmi, mi dice a bassa voce “ Devo dirti una cosa che non ti piacerà: vedi… ” Mi irrigidisco, infastidito dalle pause. Lei , lo sente. Continua sussurrando: “ Quando te ne sei andato e mi hai lasciato quei dieci minuti con loro… M. ha tirato fuori dal bancone uno specchietto… c’erano delle strisce… di coca. Loro ne hanno tirate un paio a testa, poi M. ha voluto che sniffassi anch’ io. Non volevo farlo, perché non mi piace e so che la cosa ti fa incazzare, ma lui mi ha costretto di brutto…tirandomi per i capelli.Ho fatto solo una pista…poi col resto che c’era, lui ha passato il dito e l’ha strusciato sulle mie gengive e… le sue, mi ha ordinato di togliermi il perizoma bagnato. Ho alzato il vestito e me lo sono tolto e mi ha passato il dito con altra polvere, sul buco del culo… e dentro.
Mi ha fatto piegare e me l’ha leccato. Con le mutandine si è pulito il naso e all’ esterno ed ha pulito anche il mio. Le ha gettate a terra quasi con disprezzo e mi ha detto, ghignando – così cagnetta, senti meno male quando t’inculo! – “
Si interrompe e mi scivola sul corpo fino a prendermi l’uccello in bocca. Mi spompina un poco. Mi lecca l’asta, poi riprende a segarmi ed a sussurrarmi : “ E’ la seconda volta che lo facevo in vita mia ,la prima ero una ragazza… tanto per provare. Non ricordo l’effetto di allora. Ma stasera era diverso, forse era roba grossa, mi sono sentita strana, forte di fuori ma vuota dentro… assente. Mi è passato anche l’effetto dell’alcool e comunque stasera sarei stata disposta a tutto, anche a farmi fare da altri maschi… ho solo sentito che avevo difficoltà a venire. Mi sono forzata a farlo. Devo dirti che ho goduto di più con l’ amico che con M. Lui era troppo rabbioso, voleva farmi male anche se sentivo poco, sono strasicura che aveva già sniffato un bel po’ prima che arrivassimo, glielo visto negli occhi, erano diversi da oggi… le pupille. E comunque, per me, si è ‘rifatto’ , quando è andato al bagno ed ha lasciato A. a scoparmi. “
Le chiedo come si sente ora. Non risponde. Si alza in ginocchio e si cala lentamente sul mio cazzo ritto. E’ di nuovo bagnata ma la fica è contratta. Entra con difficoltà. Poi lo sento scorrere fino in cima. Si muove lentamente. “ Così mi piace… “ mi sussurra. Mi cavalca piano strusciando il clitoride avanti ed indietro. Continua lentamente, mugolando. Non ho più rabbia. Non voglio punirla con una scopata violenta. Solo la voglia di godermela. Mi piace così ora. Domani vedremo…
Alle undici del mattino siamo già pronti per partire. Porto in macchina le due borse. Mi sento bene, anche se ho dormito solo 4 ore. Incrocio M. Mi saluta cordialmente, come se nulla fosse. Mi offre un caffè al bancone. Non fa cenno di K. Mentre bevo guardando la stanza del bar, mi tornano i ricordi della sera precedente. Lui mi chiede se vogliamo colazione, ma gli rispondo che è già tardi e preferiamo mangiare per pranzo, alla prossima meta, una quarantina di km verso Hyer. Scende K. E’ tranquilla e sorridente. Saluta M. con la mano. Lui ricambia, quasi imbarazzato. Pago il conto e ci salutiamo. Lui fa il gesto di baciarle la mano, lei le sorride ancora, quasi con distacco. Usciamo, lasciandolo ai suoi pensieri. Infondo si è divertito.
Noi continuiamo tranquillamente la nostra piccola vacanza.

ps: Continua la nostra storia sul filo dei miei ricordi e delle emozioni passate. A volte mi rendo conto che rammento particolari minimi e perdo descrizioni importanti. Capita quando cerco di rivivere certe sensazioni così forti. Il tempo a volte è cinico. Comunque, gli episodi sono realmente quelli della nostra vita passata. Probabilmente, il nostro futuro sarà diverso. Sicuramente, qualcosa d’importante è cambiato.
Storia presente, gennaio 2019: la mia K. è incinta di quattro mesi. Questo anno ci porterà un bambino o bambina. Non vogliamo sapere il sesso. Lei è raggiante. E’ il suo primo figlio. Io pure. Per me sarà il quarto ed oltretutto mi farà ringiovanire anche se ci saranno preoccupazioni in più. Al momento, K. mi ha detto che il sesso è l’ultimo dei suoi pensieri. La capisco.

 

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