Inconsapevolmente cornuti. La prima vera esperienza da troia.

Inconsapevolmente cornuti. La prima vera esperienza da troia.

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La vita riprende sempre più frenetica. Passano due mesi e tutti sono coinvolti nel progetto matrimoniale. Alberto asseconda ogni desiderio di Lucia; anche se lei non ha chiesto nulla, provvede a farle scegliere una nuova cucina, una stupenda camera matrimoniale e altre parti della casa vengono completamente rinnovate. Conduce Marco dal suo sarto di fiducia per fargli confezionare l’abito da sposo ed il suo, perché assieme a Luca avrà il ruolo di testimone. Durante questo periodo Silva e Dario si incontrano tre volte. La terza volta sono presenti sia Franco che Tommaso, Stefano, Antonio, e Diego, cioè i cinque amici di Dario. L’occasione è il compleanno di Tommaso. Dario le ha chiesto se voleva passare una serata speciale con i suoi amici più fidati, che sicuramente le regaleranno un’esperienza indimenticabile. Ha specificato nel dettaglio come si sarebbe svolta la serata, cosa lui si sarebbe aspettato da lei e cosa lei avrebbe dovuto fare, sia per lui che per i suoi amici. La cena sarà molto intima e si svolgerà a casa di Tommaso, dove Silvia si troverà ad essere l’unica donna presente. Per l’occasione, dovrà indossare un tubino nero elasticizzato che arriva appena a metà coscia, autoreggenti nere con pizzo alto, scarpe con tacco dodici che le protendono il culo in fuori. Dario le ha espressamente chiesto di non indossare nessun tipo di intimo, cosa che anche per lei sarà motivo di maggior eccitazione. La sua è stata una richiesta ben specifica e dettagliata. «Per questa serata, ti voglio diversa: più troia e vacca possibile. La Silvia che conosco, deve lasciare il posto ad una nuova persona che non abbia nessun altro pensiero che quello di godere, farsi sfondare e riempire in ogni buco. La puttana per sei maschi che avranno il completo domino del suo corpo. Credi di essere capace di realizzare questo mio desiderio?» Ha riflettuto molto sulla proposta. È attratta dal desiderio di concedersi a loro, ma, nello stesso tempo, sente dentro di sé il rimorso per non aver ancora creato la situazione giusta per assecondare il desiderio di Luca che ambirebbe a vederla godere con un altro maschio. Naturalmente in questa occasione non è possibile che egli sia presente. Troppe cosa da spiegare che rischierebbero di incrinare il loro rapporto, ma la prospettiva di essere una troia nelle mani di sei maschi maturi ed esperti la fa bagnare da matti. La sera prima della cena si fa scopare da Luca. È eccitata al massimo e gode non solo perché lui la scopa con impeto e passione, ma anche e soprattutto pensando a quello che farà nella sera successiva. Già al risveglio, il giorno dopo, è eccitata e vogliosa, ma anche un po’ perplessa: sei sono davvero tanti e, anche se in pratica due li ha già avuti, si rende conto che con tutti loro sarà una cosa davvero diversa. Quando entra in casa di Tommaso, viene accolta come una regina. I complimenti si sprecano e lei se ne sente gratificata, ma, nello stesso tempo, essere al centro delle loro attenzioni la fa illanguidire, le procura una certa ansia erotica, che la lascia, per un po’ di tempo, con una certa tensione addosso. Tommaso è un simpatico e solerte padrone di casa, e la cena si svolge in maniera allegra e divertente. Silvia aveva temuto di essere immediatamente oggetto del desiderio dei maschi, invece la trattano con rispetto e nessuno cerca di metterla in imbarazzo. Anche i brindisi sono alquanto contenuti e lei è perfettamente sobria, quando, a cena finita, Tommaso la invita ad entrare in una stanza, un piccolo salotto privato, dove, seduta su un immenso divano di pelle color tabacco, lui le chiede quali siano le sue sensazioni in quel momento. Silvia è davvero confusa; per un attimo guarda verso Dario, che le sorride, invitandola a rispondere. Silvia li guarda tutti in faccia: è molto eccitata ma, nello stesso tempo, un po’ intimidita, poi, emesso un bel respiro profondo, decide che è ora che la Silvia di sempre lasci il posto ad un’altra persona, ad una donna, cioè che adesso vuole godere, esser riempita in ogni buco, vedersi inondare il corpo da tutto il piacere che questi sei uomini promettono di farle provare. Quindi si alza in piedi e con un semplice gesto, lascia scivolare il vestito in terra, restando completamente nuda davanti a tutti loro. «Questa è la mia sensazione. Mi sento calda e vogliosa, e mi aspetto che adesso voi mi facciate provare tutto il piacere che una femmina può desiderare». I presenti restano abbagliati dalla bellezza che esprime quel corpo nudo, fasciato dalle sole calze autoreggenti e scarpe con tacchi così alti che le fanno protendere il culo in fuori, rendendolo un vero spettacolo della natura. A quel punto, è Dario a rompere il silenzio seguito ad un “Ohh!” generale. «Miei cari amici, questa è la femmina di cui vi ho parlato. Una donna stupenda, molto intelligente, la cui bellezza è sotto i vostri occhi e che ora è pronta a godere fra le nostre braccia. Desidero che ognuno di voi le attesti ciò che fra di noi è stato pattuito: cioè, che questa sera, in questo posto, noi possiamo disporre del suo corpo a nostro piacimento, godere in tutti i modi possibili e immaginabili del piacere che una simile femmina ci darà. Poi, usciti da quella porta, ognuno di noi dovrà mantenere il patto che avete fatto con me, e che ora vi invito a fare anche con lei; dovrete in ogni caso rispettarla, ignorando tutto quello che è successo questa sera qui dentro. Non una parola, non un gesto, niente che possa in qualche modo crearle problemi di sorta». Tutti e sei la guardano negli occhi e le promettono che questa sera la tratteranno come la più troia delle troie, che useranno il suo corpo per godere e farla godere il più a lungo possibile, ma una volta fuori, tornerà ad essere la donna che merita tutto il rispetto possibile da parte di tutti. Franco, dopo aver dato una rapida occhiata ai suoi amici, propone che sia Tommaso, il festeggiato, a dare inizio al gioco con lei, nel modo in cui le sia più gradito. Tommaso, prende Silvia per mano, e rivolto ai suoi amici, li invita a continuare a pasteggiare con i liquori messi a loro disposizione, per poi raggiungerlo nella sua camera da letto, dove lui prenderà a deliziarsi delle qualità di quella femmina stupenda. Giunti in camera da letto, egli prende una benda e la mette sugli occhi di Silvia, che, a maggior ragione, si sente sorpresa ed intimidita da questa cosa inaspettata. Il suo, quindi, sarà un viaggio verso l’ignoto in tutti i sensi. «Ti ho bendata perché voglio che questa sera tu ti senta assolutamente impotente, disponibile e totalmente assoggettata al nostro volere. Ti faremo godere e inonderemo ogni tuo orifizio del nostro piacere, ma tu non dovrai sapere chi di noi, in quel dato momento. ti sta riempendo il ventre con il proprio sesso». La fa distendere sul letto e, per qualche secondo, rimane immobile in silenzio, senza far alcun movimento, nessun rumore. Silvia è distesa supina, a cosce aperte e immobile; sente, dentro di sé, una strana eccitazione provocato da quel gioco sconvolgente, cui egli ora la sta sottoponendo. Non vedere chi sarà a farla godere tra le sei persone che sicuramente ora entreranno nella stanza, in parte la sconvolge, ma ancor più la eccita. D’ìmprovviso avverte che qualcuno sta salendo sul letto e le infila la testa fra le cosce; prende a leccare la sua intimità, portandola immediatamente ad un altissimo livello di piacere, ma improvvisamente si interrompe nel preciso istante in cui quella persona si rende conto che lei era prossima al piacere. Per un lungo interminabile momento, lei non avverte nessun rumore, nulla, solo un silenzio assordante; poi ancora movimenti sul letto e una bocca, ora, le succhia i capezzoli, mentre una mano la masturba, e poi sente avvicinarsi qualcosa di duro alle labbra. Apre la bocca e inizia a succhiare un membro di buone proporzioni, mentre ora altre mani prendono ad accarezzare il suo corpo, facendola gemere di piacere, per poi, improvvisamente, bloccarsi tutti assieme quando lei tende il suo corpo, mostrando d’esser pronta ad esplodere in un orgasmo. Quell’esser vicina al piacere, senza permetterle di godere, sta sconvolgendo la mente della donna: aveva immaginato ed era pronta a ricevere sei maschi vogliosi, carichi, ma ora si rende conto che quel gioco che stanno attuando su di lei, è qualcosa di molto simile ad un supplizio, però infinitamente eccitante. Il gioco viene ripetuto ancora e ancora, sempre portandola al limite del piacere, ma negandoglielo. Ella, quindi, è così tesa e carica, che alla fine, li implora: «No! Così mi uccidete! Vi prego… voglio godere! Prendetemi! Scopatemi… ma fatemi godere!» Nonostante quel suo supplicare, i maschi proseguono in quel gioco estenuante, fin quando lei di nuovo, con la voce rotta dall’emozione e con il desiderio alle stelle, li supplica ancora: «Basta vi prego! Sto impazzendo! Vi voglio dentro, voglio sentire i vostri cazzi durissimi che mi prendono, che mi fanno impazzire di piacere». Appena finisce di parlare, tutti quanti restano immobili, poi è la voce di Tommaso, che parla per tutti. «Sei veramente sicura che è quello che vuoi? Ci chiedi di possedere il tuo corpo, di penetrare in ogni tuo orifizio senza alcuna limitazione»? Silvia rinnova ancora la sua implorazione, pregandoli di penetrarla dovunque. A quel punto si sente sollevare e adagiare sul corpo di qualcuno che è disteso sotto di lei. Una mano indirizza un membro duro direttamente sul suo fiorellino posteriore, per poi sentirlo scivolare dentro di sé, aprendole e penetrandole il culo fino in fondo. Finalmente ha qualcosa di vigoroso dentro e, subito dopo, un altro si appoggia alle labbra della sua fica, e le entra dentro con decisione. Quello che la prende davanti è decisamente molto più voluminoso rispetto a quello che le è entrato nel culo. Anche la sua bocca viene riempita da un altro fallo ed ora lei, stretta fra quei maschi, inizia a godere dal momento in cui essi iniziano a scoparla con tutta la vigoria che hanno in corpo. Sentirsi piena in ogni buco, le sconvolge la mente, mentre il suo corpo freme, scosso da ondate di piacere continuo. Nessuno dei maschi le viene dentro, ma, al contrario, si alternano nei suoi buchi, e ogni qualvolta lei raggiunge un orgasmo, uno di essi si sfila per far posto ad un altro, in una girandola di cazzi che la penetrano in continuazione, che la fanno godere ininterrottamente per un tempo infinitamente lungo. L’amplesso è condotto in maniera così forte ed intensa, che alla fine Silvia si sente quasi svenire per il piacere che prova a sentirsi usata da quei maschi che la scopano lentamente, ma con metodo e risolutezza. Non ha mai provato nulla del genere in vita sua; nemmeno fra le braccia di Dario e di Franco, ha goduto così tanto. Ad un tratto, qualcuno le toglie la benda dagli occhi e lei si vede sdraiata in mezzo a quei maschi, che la scrutano ancora con occhi carichi di libidine. Dario le chiede, se ha goduto abbastanza. Lei annuisce e si sente sfinita dal tanto godere. E’ convinta che ora il gioco sia quasi giunto alla conclusione, ma lui, dopo aver dato un’occhiata d’intesa ai suoi amici, mostra d’esser di tutt’altro avviso. «Mi vorresti far credere che una puttanella come te, una zoccoletta che abbiamo scopato per appena tre ore, è già sazia di cazzo mentre ancora nessuno di noi le ha regalato una sola sborrata? Oltre quella porta c’è il bagno; vai a darti una rinfrescata e poi torna da noi, perché inizierà il secondo round, durante il quale ognuno di noi vorrà raggiungere il suo piacere, svuotandosi dentro di te». Silvia, a quelle parole, resta un attimino perplessa, poi, camminando in maniera abbastanza incerta, entra in bagno e, dopo essersi ripresa, si guarda allo specchio, ricevendo l’immagine di un viso sfatto dal piacere e, stranamente, questa cosa, la eccita ancora, così rientra in camera, guarda i sei maschi seduti sul letto e decide che adesso vuole sentire il loro piacere su di sé. «Io sono pronta; adesso mi aspetto che voi, maiali, mi facciate godere ancora, riempiendomi ogni buco del vostro piacere». Tommaso guarda verso Dario e, poi, la invita a ritornare sul letto in mezzo a loro. «Vieni qui, bella puttana, che fino ad ora, ci siamo solo riscaldati, iniziando ad aprire i tuoi due buchi; ora però cominceremo a farti sentire cosa significa ad essere la nostra troia». Subito viene ripresa fra le braccia di quanti le sono d’appresso; riprendono ad accarezzarla e eccitarla, poi viene invitata ad impalarsi sul cazzo di Antonio, che, fra i sei, sembra quello che l’abbia più lungo, anche se non troppo grosso in volume. Egli la penetra davanti, facendosi cavalcare. Poco dopo sente le braccia di Tommaso, che la spingono a distendersi sul corpo di quello che la sta scopando davanti, e immagina che adesso lui le entrerà nel culo, ma, invece, rimane sorpresa ancora una volta, quando avverte che il suo grosso randello è appoggiato alle labbra della sua fica e, con un movimento lento, cerca di entrare in lei, in contemporanea con l’altro. Si sente aprire allo stremo, sente dilatare le pareti della sua vagina in maniera assurda. Urla e implora che non lo faccia, ma egli, senza tener conto delle sue proteste, scivola dentro di lei insieme all’altro cazzo, e la sfonda e la dilata in maniera sconvolgente. Restano entrambi immobili, ben piantati dentro di lei, che, lentamente, avverte il proprio corpo adattarsi a quelle due, contemporanee, intrusioni. Le pareti della sua vagina si adeguano allo straordinario ingombro di quei due cazzi e, quando cominciano a muoversi, la fanno letteralmente impazzire di piacere, come se tutto quanto provato poco prima, non ci fosse stato. Gode a lungo, mentre i due maschi la scopano con un sincronismo perfetto. Ben presto, dopo la paura iniziale, la sua mente viene sconvolta da orgasmi multipli, mai provati. Sente il suo corpo percorso da scariche di piacere che, dipartendosi dalla fica, percorrono la spina dorsale e le arrivano direttamente al cervello, sconvolgendo la sua mente e facendole urlare, con tutto il fiato che ha in gola, il piacere che sta provando in quel momento. Poi senza neanche rendersene conto, prende ad incitarli. «Più forte! Scopatemi più forte! Dai, Tommaso, spaccami la fica, fammelo sentire fino in gola! E poi voglio sentire il vostro piacere riempirmi tutta, fin dentro lo stomaco. Avete ragione… sono una zoccola, una puttana, una baldracca succhiacazzi e rotta in culo! Più forte! Chiavatemi ancora più forte!» Dopo l’ennesimo orgasmo di lei, i due maschi restano immobili fino a che un’ondata bollente riempie la sua vagina dilatata. E’il momento in cui i due maschi stanno riversando un’enorme quantità di sborra dentro il suo corpo. Lei gode nel sentirsi riempire ed inondare da quelle notevoli scariche di piacere. Dopo averle riversato dentro tutto il loro piacere, i due maschi escono da lei, che viene lasciata distesa così che altri due possano prendere posto e farla godere di nuovo. Questa volta è Dario che si sdraia sotto di lei: il suo cazzo è abbastanza grosso ma la penetra con facilità, poi subito a lui si aggiunge Diego, che si inginocchia fra le sue gambe e con decisione appoggia la sua cappella fra le labbra della sua fica, già piena del cazzo di Dario. Con un movimento lento ma deciso, fa entrare il suo cazzo insieme a quello del suo amico. Silvia è incredula per quello che le stanno facendo e spalanca la bocca quando sente che, per l’ennesima volta, la sua fica viene riempita da altri due membri che la dilatano e le arrivano fino in fondo. Per un lungo istante, che a Silvia sembra eterno, entrambi rimangono immobili, consentendo alla donna di adeguarsi a quella nuova doppia penetrazione. Quando entrambi i due maschi, con un sincronismo perfetto iniziano a pomparla, Silvia è subito invasa da nuove ondate di piacere: le piace sentirsi riempita e dilatata all’inverosimile. In quel momento, dentro di sé si sente davvero una vacca, una troia sfondata e rotta in ogni buco; gode e impazzisce nel sentire due maschi che le forzano ogni buco, trattandola da puttana. Quando, finalmente, gode per l’ennesima volta con i due maschi ben impalati in lei, tutti i presenti mostrano di gioirne, rivolgendole una quantità di complimenti. «Che troia meravigliosa! Sei una puttana Stupenda! Una zoccola rotta in culo! Sei la troia che abbiamo sempre cercato e mai trovato. Una puttana come te, capace di prendere due cazzi contemporaneamente nella fica, la stavamo cercando da una vita, per finalmente trovarla solo ora. Guardate, ragazzi, come gode questa vacca a farsi sfondare da due cazzi contemporaneamente». Silvia gode nel sentire quelle parole; dentro di sé e nella sua mente, c’è solo godimento, non avverte altro, non ha nessun altro pensiero, nessun altro anelito oltre quello di godere, e, con quell’intendimento, incita i due maschi a inondarla, come hanno fatto i primi due, che le hanno farcito la fica, da cui continua a sgorgare seme. È in preda ad una frenesia erotica che le provoca delle convulsioni che le fanno tremare e scuotere tutto il suo corpo, fin quando, al culmine del piacere, sente che i due maschi sono arrivati all’apice, per cui li vede entrambi immobili, piantati dentro di lei, per poi riversarle una quantità industriale di sborra, nella sua fica già abbondantemente slargata al punto da non riuscire a contenerla: infatti cola fuori da quel buco, così oscenamente aperto. I due maschi si sfilano e tutti possono ammirare la voragine che è diventata la fica di Silvia. Ella, quando loro si sfilano, avverte quella strana sensazione, già provata in passato, di sentirsi decisamente vuota, come se ciò che era dentro di lei fosse parte integrante del suo corpo e di punto in bianco toltole, così da lasciarle quel senso di enorme vuoto. Resta sdraiata sul letto, sfinita; gli orgasmi provati l’hanno davvero sfiancata, ma, sollevando lo sguardo, si rende conto che solo quattro dei sei maschi, hanno goduto, mentre ce ne sono ancora due. Questi ultimi si inginocchiano ai suoi lati e, a turno, le infilano il cazzo in bocca e la scopano, alternandosi fra loro, fin quando, entrambi, le riversano in bocca due copiose sborrate che, manca poco, la soffochino, da quanta gliene fanno ingoiare. Quando anche l’ultima goccia è finita nella sua bocca, tutti e sei fanno un applauso, si avvicinano e le esprimono i loro più sentiti complimenti. «Sei stata magnifica, UNICA! La troia perfetta che abbiamo sempre desiderato avere fra le nostre mani. Ognuno di noi rispetterà il patto assunto circa il fatto che, appena uscita da qui, tutto questo sarà come mai avvenuto, ma saremo ben felici di ospitarti in questo letto, ogni volta tu abbia voglia di godere con noi». Lei è commossa al punto che quasi le viene da piangere; poi, aiutata da Dario perché malferma sulle gambe, raggiungere il bagno e si infila sotto la doccia. L’acqua risveglia i suoi sensi, tonifica il suo corpo e la riporta, in un certo qual modo, alla cruda realtà. Poi, recuperati i vestiti, Dario la riaccompagna a casa. Durante il tragitto, lui si complimenta con lei per la splendida serata che ha avuto il merito di regalargli. Silvia lo guarda sfinita, distrutta, ma dentro di sé molto felice per aver goduto in maniera così sconvolgente e soprattutto per aver fatto fare una bella figura anche a lui. Il giorno seguente arriva in ufficio a mattinata inoltrata; il suo corpo è un insieme di dolori, che le ricordano la folle notte passata insieme a Dario. Fortunatamente Lucia è impegnata fuori dall’ufficio e non può vedere in che stato è ridotta la sua amica. Dario la convoca in ufficio e, dopo essersi assicurato del suo stato di salute, la stringe forte fra le sue braccia, la bacia con passione e la sua voce la lascia stupita «Sei stata meravigliosa! Una donna veramente fantastica. Ti assicuro che ieri sera, mentre godevi stretta fra le nostre braccia, mi sono sentito la persona più felice del mondo. Anche i miei amici sono rimasti positivamente impressionati per le emozioni che hanno vissuto con te; mi hanno detto di informarti che nessuno di loro violerà il patto stipulato con te. Inoltre, ognuno di essi ha aggiunto che, nel campo di propria competenza, tu potrai chiedere qualunque aiuto ti sia necessario. Ieri sera, mentre godevi sopra quel letto, ti sei fatta una cerchia di amici, che, forse, non potrai mai misurare per quanto sono importanti, ma ti assicuro che ognuno di essi, per la stima ed il rispetto che nutrono nei tuoi confronti, è disposto a qualunque sacrificio per soddisfare ogni tuo bisogno». Da quella mitica sera, passano parecchi giorni e, lentamente, si avvicinano le feste natalizie. La domenica prima di Natale, tutti dipendenti della banca vengono convocati nella sede centrale, per uno scambio di auguri che la direzione intende fare a tutti i suoi dipendenti. A questa cerimonia però, non partecipano Luca e Silvia, perché impegnati come padrino e madrina al battesimo della figlia di una cugina di Silvia. Solo Marco e Lucia partecipano alla cerimonia. Il giorno successivo Lucia racconta a Silvia che Andrea, il presidente della banca, è rimasto un po’ deluso, quando non l’ha vista con Luca insieme a loro, e lei li ha giustificati per la loro assenza alla riunione. Due giorni prima di Natale, nel tardo pomeriggio, Silvia esce da un negozio, lungo il corso principale della città, dove è andata per acquistare due piccoli regali, che le mancavano per completare il suo elenco di strenne natalizie. Passando davanti alla sede centrale della banca, improvvisamente sente qualcuno pronunciare il suo nome. Si gira e si trova davanti Andrea, che la guarda per un lungo istante, scrutando le linee del suo corpo. Dopo un breve saluto, anche perché sta cadendo qualche fiocco di neve, lui la invita ad entrare nel caffè che c’è dall’altro lato della strada, perché intende offrirle un aperitivo e scambiare con lei gli auguri delle imminenti festività. Seduti ad un tavolino, mentre sorseggiano l’aperitivo, Andrea, la guarda con occhi carichi di ammirazione e le parla in tono molto cordiale. «Ammetto di esser rimasto deluso, quando non ti ho visto con Luca alla cerimonia dello scambio degli auguri. Lucia, mi ha informato che la vostra presenza era stata richiesta altrove, per un incarico decisamente molto più importante; per questo, in qualche modo, ho giustificato la vostra assenza». Silvia sorride e gli spiega l’emozione provata nel tenere fra le braccia quella tenera creaturina, così piccola e indifesa; per lei è stata un’esperienza infinitamente bella. «Deve essere un’esperienza bellissima, diventare madre, sentire la vita che ti cresce nel ventre, per poi, per tutta la vita, prendersi cura di quella creatura che tu hai messo al mondo.» Andrea osserva la gioia che sprizza dagli occhi della ragazza, mentre parla di quella esperienza, poi si dice compiaciuto del fatto che Marco e Lucia lo hanno informato del loro progetto matrimoniale. «Ho visto la gioia negli occhi di Marco, nel sentire finalmente arrivare il giorno in cui potrà indossare la vera all’anulare e sentirsi un marito. Mi chiedo quando anche tu renderai felice Luca, accettando di diventare sua moglie». Silvia sorride e spiega ad Andrea, che la giovane coppia dei suoi amici, può contare su risorse economiche molto cospicue, anche se con loro non hanno mai fatto pesare questa disparità; ma lei e il suo Luca possono contare soltanto sui rispettivi stipendi, quindi, prima di parlare di matrimonio, è sicuramente necessario trovare una casa dove poi andare a vivere. Andrea la guarda, scuote il capo, poi le si avvicina e parla quasi sussurrando onde evitare che qualcun altro, oltre lei, possa udire ciò che le sta dicendo. «Non sono affatto d’accordo; quello che tu ritieni non esser prioritario, in realtà è una cosa che il tuo fidanzato attende da tempo con ansia. Credo che per lui sia una gioia immensa esser, finalmente, tuo marito. Ho visto con che occhi ti ammirava, quando alla cerimonia di inaugurazione, eri circondata da altri uomini, che non desideravano altro che ammirare una splendida donna come te, e lo facevano con occhi carichi di cupidigia. Quella stessa gioia l’ho vista negli occhi di Marco, quando, assieme a Lucia, mi ha comunicato che finalmente lei sarebbe diventata sua moglie». Silvia lo osserva, quasi incredula, poi gli chiede a seguito di quale ragionamento si sia formato questa convinzione. «A volte, nella vita, capita di notare cose che, in genere sfuggono a molti. Ero seduto, quando ho notato un dettaglio che, solo dal mio punto di osservazione, potevo vedere. Ti posso assicurare che, mentre leggevo negli occhi dei maschi che ti guardavano, il desiderio di possedere una splendida donna come te, la parte bassa del corpo di Luca ha preso a gonfiarsi in maniera inequivocabile, indice che lui non aspetta altro che di diventare tuo marito, diciamo, in maniera un po’ speciale». «Un cornuto?» L’espressione non sorprende Andrea, che prosegue in maniera ancor più chiara la sua analisi. «Vedo che hai capito perfettamente quale sia il suo più grande desiderio. Negli occhi di Marco ho letto lo stesso desiderio di Luca e, infine, anche in quelli di Luigi». Silvia lo guarda con profonda meraviglia e chiede perché quelle sue valutazioni siano state estese anche a Luigi. Ed egli chiarisce: «Quando, circa una decina di anni fa, per tutti ero ad un convegno economico, in realtà ero da tutt’altra parte, nudo e in compagnia di una donna, anch’essa nuda, intenta a darmi molto piacere, ma sposata con un uomo molto geloso, che aveva assunto un investigatore privato per ottenere prove che sua moglie era una adultera. Io, invece, ero sposato con una donna estremamente rigida, con principi morali molto severi, che non amava nessun tipo di trasgressione. Per lei il sesso era semplicemente una questione chimica, necessaria al concepimento della prole. Io, invece, ho sempre amato il sesso in tutte le sue possibili varianti e sfaccettature. Naturalmente, il risultato di quella indagine fece emergere la verità, con la conseguente richiesta da parte di mia moglie del divorzio, cercando in tutti modi, di ottenere il massimo vantaggio economico, utilizzando le inconfutabili prove, che l’investigatore privato aveva fornito, sia al marito della donna che era con me, che a mia moglie. Fortunatamente già conoscevo Luigi, che all’epoca era già un ottimo avvocato, ed egli ha saputo convincere i giudici che l’adulterio, per quanto palese, era in qualche modo dovuto al modo rigido di vivere la sessualità da parte di mia moglie. Fortunatamente non avevamo figli, quindi la bravura di Luigi nel demolire l’avvocato di mia moglie, giovane e inesperto, ha, in qualche modo, limitato i danni. Da quel giorno, spesso e volentieri, ho usufruito dei suoi servigi, i suoi consigli legali e, quando qualche giorno fa è passato per farmi gli auguri di Natale, ho letto nei suoi occhi la stessa gioia che vi era negli occhi di Marco. Quando gli ho chiesto per quale motivo fosse così felice, egli mi ha risposto che finalmente aveva trovato il modo di dare un senso alla sua vita. Fatta la conoscenza di Marco e Lucia, mi ha reso l’uomo più felice del mondo, perché, dopo quella singolare esperienza, non ho più cercato nessun tipo di legame sentimentale, ma solo sesso sporadico che, a lungo andare, mi ha lasciato molto insoddisfatto. Ho ripensato molto alle parole di Luigi ed ora, sapere che anche il tuo futuro marito, in qualche modo, è già un cornuto, anche se inconsapevolmente, mi spinge a farti una proposta, che, forse, potrebbe cambiare la vostra vita. Oggi, che ho raggiunto una certa età, mi son reso conto che la mia vita è diventata molto solitaria e, consapevole che sono ancora un maschio in grado di soddisfare una donna in tutto per tutto, vorrei proporti, non solo di giacere fra le mie braccia, ma condividere il tuo corpo assieme a tuo futuro marito. Se ciò dovesse avvenire, per me sarebbe la gioia più grande che potessi mai desiderare». Silvia lo guarda, con occhi decisamente severi che, per un attimo, lasciano lui un po’ sgomento e preoccupato. «Sono convinta che tu sia una persona veramente stupenda e che, sicuramente, saresti capace, con il giusto tatto e le dovute attenzioni, a far finalmente provare a Luca il piacere di vedermi con un altro uomo. Ho bisogno solo di un po’ di tempo, per cercar di capire se, veramente, tutto questo è ciò che lui vuole, mentre, dentro di me, posso assicurare che l’idea di stringermi fra le tue braccia, mi provoca una sensazione molto particolare. Ora, per cortesia, lascia che io vada; devo prendere l’autobus per tornare a casa». Il viso di Andrea si trasforma in una maschera di gioia, i suoi occhi brillano per l’emozione nel sentire le parole di Silvia. Non le permette di tornare a casa con l’autobus, e si offre di accompagnarla lui stesso con la sua vettura. Seduta al suo fianco, lo osserva e lo ammira, fin quando, giunti a casa, prima di scendere, dopo avergli rinnovato i suoi auguri di Natale, lo lascia con la promessa che, certamente a breve, gli comunicherà la fattività di quel loro progetto. Si scambiano i recapiti telefonici, poi, prima di scendere, Silvia lo bacia sulla guancia. Nel pomeriggio del giorno di Natale, Silvia, in un momento in cui è sola con Luca, gli chiede se veramente ha ancora il desiderio di vederla godere con un altro. Lui, dopo averla stretta forte al suo corpo in un caloroso abbraccio, la guarda con occhi carichi di desiderio e le rinnova la sua ferma decisione che, in qualunque momento lei decida di godere fra le braccia di un altro maschio in sua presenza, egli sarà la persona più felice del mondo. Silvia, allora, lo mette al corrente di quanto gli ha suggerito Andrea, che, però, ha tenuto a precisare che la cosa deve rimanere assolutamente molto riservata. Se lui è d’accordo, lei sente che Andrea possa esser la persona giusta per realizzare quel loro desiderio. Luca fa salti di gioia, la stringe forte al petto e le copre il viso di baci. «Amore mio ti amo! Sei la mia vita! Sei la luce dei miei occhi, il mio respiro, il mio sole. Se ritieni che lui sia la persona giusta, ti lascio tutta la libertà di cui hai bisogno per fare in modo che si possa realizzare questo mio sogno». Silvia parla ancora con lui e convengono che potrebbero organizzare dopo le festività del Capodanno, quando la vita ha ripreso il suo corso normale, in quanto, in questo periodo, sono troppo impegnati con le varie cene e pranzi con tutti i parenti. Il Capodanno, decidono di passarlo in città, insieme ad un gruppo di amici, fra i quali anche Marco e Lucia, e partecipano alla festa in piazza, che si tiene la notte dell’ultimo dell’anno. Guardano i fuochi d’artificio e ballano fino all’alba, poi essi quattro, si recano verso il lago e, raggiunta la piazzola, dove per la prima volta hanno goduto del piacere di scambiarsi le donne, scendono dall’auto e restano immobili appoggiati ad essa, mentre aspettano di ammirare il sorgere del sole del primo giorno dell’anno. Quando il primo raggio di sole squarcia la notte, Lucia si volta a guardare Silvia, poi d’un tratto, senza dire una parola, come ci fosse un tacito intento, entrambe si inginocchiano ciascuna davanti al compagno dell’altra e, estratti i loro sessi, li succhiano e li pompano con estrema bravura, portando ben presto due maschi a godere nelle loro bocche. Succhiano e raccolgono tutto il seme che sgorga da quei membri duri, poi si girano e si scambiano un bacio per mischiare il seme che hanno in bocca e, infine, si rialzano ed ognuna va a baciare il proprio uomo. Nel ripetere quel gesto, che in definitiva rappresenta il primo atto del loro darsi alla trasgressione, tutti e quattro si rendono conto che il piacere che hanno appena provato, non è altro che il primo passo lungo il percorso della trasgressione, che, da quel momento in poi, li porterà a vivere esperienze bellissime, emozioni fortissime, per il resto della loro vita.

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