Il Potere – l’ esaminatore di guida

Il Potere – l’ esaminatore di guida

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Amo guidare. Viaggiare in auto mi regala sensazioni di libertà. Amando l’ignoto ed essendone attratto da sempremi eccita l’idea di vedere posti sconosciuti e conoscere gente mai incontrata. Come pure amo le donne, quelle attraenti e quelle normali che la vita mi ha regalato.
Anzi se devo fare un sincero bilancio in questo ambito, senza alcun dubbio affermo che sono proprio quelle meno appariscenti che mi hannoregalato le storie e i momenti più avvincenti.
La mia ultratrentennale attività mi permette di avere tempo da dedicare ai miei hobby e alle mie passioni.
Anni fa quindi decisi di assecondare quella per la guida mettendomi al servizio della collettività.Decisi che sarei diventato un esaminatore di futuri patentati.
Contattai la Motorizzazione e seppi che accettavano anche collaborazioni esterne per surrogare quadri insufficienti. Mi accordai per una disponibilità settimanale di 4 ore, ovviamente di più non potevo per via del mio lavoro. Partecipai come tutti a 120 ore di corso, superai brillantemente due esami e quindi ottenni la sospirata abilitazione.

Erano circa due mesi che esaminavo, quella mattina mi rimaneva solo una candidata dopo che i primi tre avevano superatobrillantemente l’esame. Si avvicinò all’auto una donna che poi mi dirà essere sposata da poco. La feci accomodare in autoe solo in quel mentre mi accorsi della sua gonna a mezza coscia e agli stivali a tacco alto che indossava. Ammetto una visione di insieme molto eccitante.
“Signora lei dovrebbe essere Rosanna C….. giusto?”.
“Buongiorno, sono io, spero vada tutto bene”. In effetti sia la voce che il movimento continuo delle mani lungo il volante tradivano un nervosismo che mi parve eccessivo.
“Rosanna se lei è qui è perchè ha passato brillantemente lo scritto e statisticamente è la prova più difficile, quindi stia tranquilla”.
“Mi piacerebbe davvero, ma vede questo esame per me è davvero più di un foglietto rosa timbrato in attesa della patente”.
“Se posso permettermi che cosa intende con le sue parole”.
“Guidare mi ha sempre messo ansia. Tanto è vero come vede che a 31 anni non ho ancora la patente. Solo è che sono sposata da sei mesi e con mio marito abbiamo fatto una scelta andando ad abitare in una zona residenziale della città,direi… oltre le nostre possibilità.
Lui è un avvocato che sta crescendo nello studio associato dove lavora, il mio stipendiodoveva integralmente coprire le spese mensili per il mutuo. Il fatto è che quattro mesi fa la ditta per cui lavoravo come responsabile amministrativa ha chiuso improvvisamente senza preavviso. Dopo tanto cercare, la settimana scorsa ho finalmentetrovato posto in una finanziaria per la quale dovrò girare molto per portare nuovi clienti che investano nei suoi prodotti. Inizio lunedì e quindi oggi devo assolutamente passare questo esame visto ho detto loro che sono automunita e che dopo quattro mesi di mancati introiti, beh cominciamo a fare fatica”.

Ispirare fiducia ad una donna, direi ad una persona in genere, è sempre stata una mia caratteristica naturale, quella confessione un poco mi toccò in quanto capivo il suo dramma interiore, ma dovevo pur sempre ricordarmi che mettere in strada gente sicura che conosce la segnaletica e le regole stradali, è una responsabilità a cui non potevo sottrarmi solo per simpatia.

“Rosanna stia tranquilla e vedrà andrà tutto bene, ora regoli per bene seduta e specchietti e si immetta nella statale”.
La vedo armeggiare titubante, poi allacciarsi la cintura di sicurezza e partire entrando decisa nella statale dimenticandosiperò di segnalare con la freccia le sue intenzioni. La faccio guidare tranquilla per qualche istante poi le chiedo:
“Signora è sicura di aver fatto tutto quello che correttamente doveva fare?”.

Alla sua risposta incerta, ma affermativa replico:
“Mi scusi ma lei non segnala con la freccia l’immissione in carreggiata dall’esterno”.
“Semplicemente guardando nello specchietto mi sono resa conto che la prima auto in arrivo era distante e quindi mi sembravasuperfluo farlo”.
“Rosanna lei scherza vero? Lei deve sempre segnalare con la freccia in questi casi ed il fatto che non lo abbia fatto sotto esamemi porta ad immaginare a come si comporterebbe quando sarà sola. Guardi a me interessa poco che faccia alla perfezione una curva o una retro, ma esigo che le regole si sappiano e si mettano in pratica. Di solito per un errore concettuale così, fermo l’esame immediatamentequesta volta mi faccio condizionare dalla sua situazione e le concedo un’altra possibilità, ma stia attenta!”.

“Oh mio Dio, grazie, guardi non la deluderò, mi creda”. La faccio guidare per un paio di chilometri poi vedo un’utilitaria palesemente più lenta di noi:
“Rosanna adesso correttamente superi quell’auto, potrà scegliere di andare alla sua sinistra o alla sua destra”.
Era un’ovvia provocazione, mi aspettavo che lei immediatamente mi dicesse che sulla destra fosse vietato, avrei dimenticato l’errore di prima. Invece non solo la sua replica non arriva, ma vedo che mette la freccia a destra e si appresta al sorpasso.
“Bene Rosanna rimanga pure qui a destra, ma senza superare, tra un chilometro vi è un distributore, ci fermiamo là”.
La faccio scendere, accomodare sul sedile passeggero, metto in moto per tornare dove eravamo partiti.
“Rosanna mi spiace davvero, ma non posso promuoverla”.
Si era seduta composta accanto a me, le sue belle gambe generosamente esposte, la vedo irrigidirsi.
“Vede prima le ho teso un piccolo tranello che poteva evitare, a destra non si può superare e lei lo stava per fare”.
“Ma lei è proprio uno stronzo, mi scusi, ma è stato lei a dirmi che potevo scegliere”.
“Volevo capire se l’errore della freccia fosse dipeso dal nervosismo per l’esame, invece lei ha palesi limiti di conoscenza”.
“No la prego così mi rovina, senza patente prenderanno un’altra candidata di sicuro”.
“Rosanna mi spiace davvero, guardi per la prima volta mi lascio condizionare e le anticipo che non faròmenzione dell’esame. Significa che lei non si è presentata, quindi potrà rifarlo tra due settimane e non tra sei nel casofosse stata ufficialmente bocciata”.
“La ringrazio, ma io lunedì ho bisogno della patente non tra due settimane, ci sarà pure qualcos’altro che posso fare!”.
“Rosanna mi creda meglio della mia proposta non esiste nulla, se ne faccia una ragione”.”Io sono disposta a tutto per avere quel documento, potrei ad esempio versarle per qualche mese una parte dellemie provvigioni oppure metterla al corrente gratuitamente di qualche investimento sicuro”.

Nel parlare e nei dimenarsi la gonna era salita in modo quasi osceno, potevo tranquillamente intravvedere un ridottointimo nero sopra la balza delle autoreggenti, inoltre il suo agitarsi gonfiava in modo tremendamente erotico un pettoche intuivo fosse almeno una terza soda. Non si accorgeva dei miei sguardi, mi stavo eccitando senza ritegno.
“Rosanna non peggiori la situazione, sono molto agiato e faccio questo lavoro per passione nei ritagli di tempo libero”. “Ma cazzo ma ci sarà pur un modo per risolvere questo problema”.

Non mi piaceva il suo tono e la sua ingratitudine, la guardai a lungo poi le dissi:
“Guardi Rosanna una cosa ci sarebbe, ma non gliela proporrei mai, non sarebbe minimamente corretto e serio”.
“Cosa? c’è qualcosa che potrei fare e lei mi fa il moralista da quattro soldi? la dica subito al massimo non la farò”
.”No Rosanna mi spiace”
“Lo sa che lei è proprio uno stronzo? prima mi fa un tranello e ora non mi dice nulla!”.
Fermo l’auto in uno slargo a poche centinaia di metri dalla sua auto. La guardo in viso, poi sposto lo sguardo lungoil suo bel corpo florido, per la prima volta è in imbarazzo
“Bene, l’ha voluto lei, vede Rosanna, una delle poche cose da cui mi sento attratto in modo eccessivo sono le donne, lo riconoscoè un mio limite. E lei è una donna molto attraente. Quindi l’unica possibilità che mi faccia rivedere il tutto è che venga stasera a casa mia entro le venti e sia a mia disposizione”
Il suo bel volto già teso per la mancata promozione diventa ancor più trasfigurato. Vedo serra i pugni, si gira e mi guarda cattiva:
“Lei è uno stronzo, un porco schifoso, ma per chi mi ha preso! le ho detto più volte che quel che faccio è per mio marito, ma come si permette, è proprio uno stronzo”
“Rosanna la prego di moderare i termini, l’ho aiutata in tutti i modi, l’ho avvertita più volte che non volevo proporle questo,quindi adesso si calmi”
“Ma per chi mi ha preso! per quella che si concede con il primo che passa, io amo mio marito e sono solo sua porco!”
“Non avevo dubbi che avrebbe rifiutato e per dimostrarle che sono corretto non cambierò la mia decisione nonostantei suoi epiteti, non farò menzione dell’esame, adesso la riporto alla sua auto”

Mentre guidavo la guardavo, stava combattendo una battaglia dentro di sé. Le mani sulle gambe, il respiro affannoso,la testa che scuoteva di continuo.
All’improvviso: “Dove abita porco?”.
“Guarda guarda, la bella e fedele mogliettina, cambia idea? Non lo avrei detto”.
“Non ho scelta…. su mi dica dove devo venire per le 20”.
Era luglio, ero solo a casa con i miei al mare. Le porgo l’indirizzo di un appartamento che usiamo come appoggio per i nostri fornitori.
“Viste le sue continue offese fuori posto, le condizioni ora diventano tre Rosanna: entro le venti, a mia disposizione e…vestita come mai uscirebbe con il maritino. Se tutto verrà esaudito le garantisco che lei avrà quello che la interessava e che maldestramente non è riuscita ad ottenere. Ci vediamo stasera”
Esce dall’auto sbattendo la porta, è bellissima anche arrabbiata. Non avevo mai fatto un qualcosa di simile, mail suo atteggiamento e la mia debolezza vinsero le mie ritrosie….
(continua)
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