Compro casa da agenzia immobiliare.

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Ciao a tutti, sono Piero, 47 anni portati splendidamente, sono sposato, lo dico perché quello che vado a scrivervi non è un idea,un sogno,un desiderio non appagato, il sesso non mi manca essendo sposato, quindi quello che vi racconto sono frutto delle mie scappatelle. Oddio, non che sia io che vado alla ricerca di mettere le corna a mia moglie, ma se mi capita una che me lo fà capire chiaramente, non dico no.

Sono diverse le occasioni, non mi mancano, ma cedo al corteggiamento di una lei, se ha 3 requisiti:
1) E’ giovane, cioè dai 28 ai 35.
2) E’ fidanzata o sposata e quindi il rischio per me aumenta l’eccitazione
3) Ha un bel paio di tette superiori dalla 3 in poi. (se è inferiore non faccio le corna perchè non mi stimola sessualmente)

Fatto un quadro della situazione, vi spiego come è nato questo cornino.
La ragazza in questione che vado a chiamare Francesca, lavora in un agenzia immobiliare di un noto marchio (verde) famosissimo in italia, mi accorsi già alla prima vota entrando in agenzia che non le fui indifferente, alcuni sorrisi sono particolari, e io lo sapevo, poi incroci di sguardi in più di una circostanza è un chiaro segnale.

Il punto è che la visita per la visura di questa casa, mi accompagnava il suo collega Luigi, un ragazzo sui 27 anni, il classico ragazzo di oggi, che si crede che di fronte un 47enne equivalga a vecchio rinco, te ne accorgi da come risponde, affronta un dialogo, ma a me non dava peso, lo avevo già classificato come i classici giovani di oggi che si credono fighi, ma le loro ragazze sono le nostre prede. (fascino dell’uomo adulto)

Quindi dopo il primo appuntamento con Luigi, dove mi aveva fatto vedere la casa, successivamente, a distanza di una settimana, presi di nuovo appuntamento coinvolgendo anche mia moglie, la casa adesso doveva avere il benestare di mia moglie! E così dopo una settimana, rifaccio appuntamento con Luigi e andiamo tutti e tre a vedere la casa. io Luigi e mia moglie.

A mia moglie piacque tantissimo, ok prendiamola. E così fù, firmai l’assegno per compromesso e ce ne andammo, a distanza di meno di 15 giorni, mi chiama Luigi e mi fà, auguri ha accettato l’offerta, io felicissimo lo comunico a mia moglie, anche se in testa avevo già come creare l’occasione per scoparmi francesca. Pensavo, riflettevo ma non mi usciva nulla, corteggiamento tramite social non se ne parlava proprio, cercare di contattarla sul cellulare men che meno, dovevo farle capire che era interessato a lei, ma non mi veniva in mente nulla.

Fù così che telefonai Luigi, per dirgli se mi usava la gentilezza di vederci il sabato mattina poiché volevo prendere alcune misure per dei lavori che poi sarei andato a fare nella casa, e mi disse che lui non poteva avendo avuto un incidente con la moto ed aveva collarino al collo e si ruppe il femore, ma poteva farmela vedere Francesca se non c’erano problemi! Mi si accese un sorriso, con una specie di lampadina in testa, eccola l’occasione che cercavo! Si certo, ci vediamo sabato mattina alle 11 sono sul posto.

Viene il sabato, mi vesto di tutto punto, un bel pantalaccio crema leggero, camicia bianca, un paio di sneakers ai piedi, 2 bracciali con diamantini, orologio, 2 gocce di profumo e via verso la mia francesca.

Arrivai li con leggero ritardo, un 10 minuti, e come entrai mi accolse col suo meraviglioso sorriso, anche gli occhi le ridevano, ma si interrompeva quando entrava il terzo collega, in verità ne erano 3 i grandi che superavano gli “anta”, ed io pensavo che smetteva di sorridere e guardarmi nei miei occhi forse per dare quell’indice di serietà!

Scoprì invece aspettando seduto, in attesa del caffè che mi fecero avere dal bar, che la francesca altro non era che a fidanzata convivente di uno dei titolari di quell’agenzia, hai capito il tipo pensai, il titolare ci piace la francesca e col fascino del titolare l’ha catturata e ora stanno insieme,era pure brutto, grasso, bassino, faccia provata da una brutta acne giovanile, francesca meritava molto di meglio, ma non era affar mio, adesso sapevo che io e lei tra poco eravamo da soli.

Infatti, bevvi il caffè, e lei subito si alzò e mi disse col solito sorriso: andiamo?
ed io: certo, aspettavo te.

Le apro la porta come un gentleman, lei davanti a me, indossava un abitino estivo corto fin sopra le ginocchia, capelli neri scuri, occhi da cerbiatta, viso tondino,carnagione chiara, occhiali neri stile arisa per intenderci, un tacco a rocchetto color carne, ed un decolté che non lasciava spazio all’immaginazione, sicuramente aveva una 4 di seno.
Il suo camminare controluce, mi fece intravedere il tipo di intimo che aveva, dele culotte.

Prego sali accomodati, dissi a Francesca, e lei guardando la macchina notò in modo divertita i miei finestrini, dissi, ma come Luigi, un uomo come te, mette i finestrini specchiati? mi ci posso fare il maquillage tanto che ci si specchia dentro, e rise! No principessa, sono vetri parlamentari, cioè da fuori nessuno può vedere dentro manco se incolli il viso al finestrino, mentre dall’interno vedi tutto fuori, lei non ci potette credere, volle vedere di persona, e quando lo confrontò rimase estasiata. Ma è bellissimo, mai vista una cosa prima d’ora, eravamo già in marcia, percorsi diversi km, aria condizionata, ci divideva solo il bracciolo, ma che fù il nostro primo anello di congiunzione affinchè avvenna il nostro primo contatto pelle e pelle, non si staccò anzi, quasi come si accarezzava col suo braccio, e notavo che mi scrutava, le mie gambe, il mio vestire, il mio braccio, non pensava più a lei, aveva incentrato le sue attenzioni su di me, e il vedere che aveva accavallato le gambe lasciando gran parte della sua gamba liscissima fuori, mi fece capire che stava a suo agio, ogni mia parola mi guardava ossessivamente le labbra, non ne potetti più, mi fermai accostando sulla destra, ci guardammo e ci baciammo, fu un bacio meraviglioso,ma mi dovevo pur sempre continuare a far desiderare.. quindi mi staccai, e lei disse perchè ti sei staccato? non sò baciare? ed io, niente di tutto questo non voglio metterti in difficoltà, se qualcuno ti vede può pensare male, i vetri laterali sono parlamentari, non il parabrezza! quindi arrivammo a questa casa, parcheggiai, e sempre lei davanti mi aprì la porta di casa, come fummo al’interno, il tempo che lei appoggiò la sua borsa e le chiavi sul tavolo in legno con una incerata sopra, mi fiondai sul suo corpo, così all’inpiedi, incollati e di nuovo avvinghiati in un bacio vorticoso, lingue che si contorcevano avidamente ed il mio cazzo pulsante che già strusciava pietrificato al centro del suo calore, e anche lei si strusciava facendomi sentire la sua spaccata del piacere, fu un attimo la afferrai per i fianchi, le feci sedere sul tavolo, le sue gambe allargate per far posto al mio bacino, con tutto l’abito, ebbi il tempo di sfilarmi il pantalaccio e le affondai il mio nervo nella sua cavità paradisiaca, fù una liberazione per entrambi, una volta entrato tutto in un colpo solo, mi fermai, la guardai e mi disse…continua..non ti fermare, fammi tua, iniziai a pompare più forte, colpi forti e decisi, lei si sdraiò con la schiena sul tavolo, e mentre ero fuso in lei all’inpiedi, il mio indice medio me li passai in bocca, li bagnai, e mentre la trapanavo così, iniziai a sgrilettarla sul monte di venere…. Noooo…così mi fai venireeee, che cosa seiii…. adesso ti inondo il cazzo…ti piscio sul cazzo….senti come arrivoooo…e avvertìì un’ondata di fiume caldo avvolgermi la cappella, aveva avuto il primo orgasmo,..era ferma, porto la sua mano destra alla sua bocca e se la mordicchiava a occhi chiusi…era venuta la mia francesca, e vedere lei così mi estasiò la vista…siiii sto venendo pure io….vieni qui..le dissi…mi staccai, la feci scendere dal tavolo, la inginocchiai davanti a me, e mentre mi diedi 3/4 colpi di sega, le riversai sul viso e sugli occhiali tutta la mia crema bianca…si tolse gli occhiali sporchi e mi finì bene bene, dal mentre le spalmavo con la mia cappella tutto lo yogurt sul viso, lei fece scomparire il mio cazzo all’interno della sua bocca, bevendo le ultime gocce, mi fece il bidet con la bocca in pratica, usci pulitissimo e me lo infilò nei boxer, la rialzai, ci ricomponemmo, ci baciammo di nuovo.. ci sedemmo su quelle sedie impolverate, riprendemmo le forze…e la forza di una sua domanda: che misure dovevi prendere??? quelle delle mie tette o della casa??? scoppiammo a ridere, e tenendoci per mano, stabilimmo che adesso dovevamo veramente prendere le misure, ma alcune le “dovevo” dimenticare volontariamente
affinché potessimo di nuovo “rivederci”.. tornammo subito in agenzia per non destare sospetti, ed infatti come arrivammo il suo fidanzato ci accolse dicendo: tutto bene? risolto? e noi…si si… “ma in testa mia pensavo, cazzo come scopa da Dio la tua ragazza, che fica stretta che ha…sapessi quanto mi ha fatto godere”
Salutai tutto lo staff ringraziandoli per il caffè, e per il tempo che mi avevano dedicato, e ci saremmo risentiti nei giorni avvenire.

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