Il ricordo struggente della prima volta

Il ricordo struggente della prima volta

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Sono passati molti anni da quel giorno, ma ancora oggi all’età di sessantanni, il ricordo è vivo e mi provoca intense emozioni.
Era il lontano millenovecentosettantasei, avevo quindici anni e abitavo con i miei genitori in una cittadina in provincia di Milano.
Poco lontano da casa mia abitava Mauro con i genitori, eravamo molto amici oltre che compagni di scuola e trascorrevamo il tempo libero insieme, quando uscivamo eravamo sempre alla ricerca delle ragazzine, ma data la nostra eccessiva timidezza adolescenziale, non riuscivamo ad abbordare alcunchè e rimanevamo sempre soli e sfigati, eravamo i classici adolescenti con il corpo di uomini ma il cervello di bambini.
Durante l’estate, i suoi genitori mi invitavano dieci giorni nel loro appartamentino al mare, per dare una compagnia a Mauro che altrimenti sarebbe stato solo.
Durante la vacanza sognavamo avventure estive, la sera ci era permesso di uscire soli fino alle undici, ma rientravamo sempre con le pive nel sacco e senza aver conosciuto uno straccio di ragazza.
Al rientro il papà di Mauro ci metteva al corrente che la mattina seguente potevamo partecipare con lui a una battuta di pesca in canotto, io regolarmente rinunciavo perchè le poche volte in cui avevo partecipato, avevo vomitato a causa del mal di mare dall’uscita al ritorno, mentre suo figlio, patito della pesca, partecipava sempre.
Io rimanevo a casa con la signora Ada, facevo colazione con lei, poi alle otto lei andava in spiaggia, mentre io andavo alle dieci e aspettavo l’arrivo dei due pescatori che arrivavano verso le undici.
La signora Ada, mamma di Mauro, era una bella donna, decisamente in carne, un seno prorompente e due cosce provocanti, io ne ero letteralmente ammaliato, in particolare da quando avevo sentito (non visto) mia madre confidare a mio padre delle svariate relazioni e amanti della signora Ada.
Al mattino, lei preparava la colazione girando per casa in costume, io mi eccitavo nel guardarla, poi quando lei usciva per andare in spiaggia, io mi sdraiavo nudo sul suo letto, prendevo la foto sul comodino di lei in costume, la appoggiavo sul mio petto e mi masturbavo fantasticando su di lei, poi quando l’eccitazione raggiungeva il culmine andavo in bagno a sfogare la mia carica sessuale.
Ricordo ogni istante di quella mattina, lei aveva indossato un due pezzi giallo, le sue tette parevano voler uscire da quel piccolo reggiseno, quando era uscita, mi ero tolto i bermuda ed ero andato a sdraiarmi nudo sul suo letto assaporando il suo profumo.
Ero immerso nelle mie fantasie e mi stavo menando il cazzo, il rumore del traffico mi aveva impedito di sentire la porta dell’ingresso che si apriva, ricordo che me la ero trovata davanti all’improvviso, una vampata di sudore aveva avvolto il mio corpo nudo, mi ero alzato di scatto posando la foto incorniciata sul piccolo comodino che era caduta rumorosamente, con le mani mi ero coperto l’uccello in erezione ed ero corso in camera di noi ragazzi.
Davanti allo specchio del comò avevo indossato i bermuda, ora il cazzo era molle e vedevo la mia immagine riflessa, ero madido di sudore e bianco come il lenzuolo del letto, i miei pensieri spaziavano dalle varie persone, il papà di Mauro, poi il mio migliore amico, poi i miei genitori, immaginavo chissà quali conseguenze quando la mamma di Mauro avrebbe reso pubblico il mio gesto.
Il sudore continuava ad uscire abbondante, un nodo alla gola mi impediva di respirare, non sapevo quali sarebbero state le reazioni della signora Ada, la sua voce mi distolse da quei pensieri:
“Carlo… per favore puoi uscire un attimo ?”
Mi ero ritrovato nel piccolo corridoio mentre Ada in cucina armeggiava con la caffettiera, il nodo alla gola si sciolse ed un pianto dirotto mi assalì, l’indole bambinesca prese il sopravvento e piangendo continuavo a ripetere:
“Scusa Ada, scusa Ada, scusa Ada…. scusami….. non so cosa mi è successo…. mi vergogno tanto… voglio tornare a Milano in treno….”
Lei era calma, mi prese per un braccio e mi fece sedere nel piccolo divano dicendo:
“Adesso prendiamo un caffè… poi facciamo un lungo discorso… adesso calmati perchè non è successo niente che giustifichi un pianto.”
Mi calmai un attimo ma poi riscoppiai a piangere, lei mi asciugò il viso poi mi porse il caffè venendo a sedere vicino a me dicendomi calma:
“Senti Carlo… non è successo niente di grave, da parte mia non uscirà mai una parola sull’accaduto… ne con mio marito, né con Mauro né con nessun altro… voglio sperare che anche tu non lo dirai ai tuoi… né a nessun amico, rimarrà un segreto tra noi.
Vedi… in ogni giovane uomo della tua età, se in buona salute, gli ormoni determinano l’eccitazione sessuale e ogni giovane se non si sfoga sessualmente con una donna deve sfogarsi come questa mattina ti sfogavi tu… se non si provvede con la masturbazione, nel corso di una notte… avviene la polluzione e il liquido seminale esce creando una sorta di piacere e contrazioni del pene. “
Ada mi sorprendeva per la sua sapienza e intelligenza, stavo imparando una cosa nuova, in passato una notte avevo sognato una donna e mi ero ritrovato con le mutande bagnate di sperma, ora lo capivo cos’era, la sua voce continuava:
“Sai, questa mattina mi si è rotta la spallina del reggiseno e sono dovuta rientrare per cambiarmi, altrimenti nessuno ti avrebbe disturbato…. mi spiace di averti creato questo imbarazzo, vedi ?”
In effetti notavo solo ora che il seno sinistro pareva quasi uscire, lei mi cinse le spalle con il braccio sinistro dandomi un bacio sulla guancia, la sua tetta semiscoperta era appoggiata sulla mia spalla e mi creava una sottile eccitazione, mi sentivo tranquillo e non avevo più paura delle conseguenze, sentivo il mio uccello puntare sulla tela leggera dei bermuda, lei se ne accorse e dandomi un altro bacio sulla guancia mi chiese:
“Passata la vergogna…? Passato l’imbarazzo…? A quanto vedo pare di si… ahahah…”
Il mio viso lo sentii avvampare per la vergogna, mi ero di nuovo fatto sorprendere, mi alzai di scatto per ritirarmi in camera ma il mio uccello puntava con ancor più evidenza, lei mi prese la mano e mi fermò dicendo:
“Oramai non ti devi vergognare di me, ad ogni donna fa piacere sapere che un ragazzo si eccita per lei…. te l’ho visto in piena erezione ahahahah e… devo dire che sei ben fornito…. fammi sentire… uuuhhh, ma è durissimo… senti come vuole uscire…. togliamo questi pantaloncini che lo trattengono….”
Così dicendo mi abbassò i pantaloni fino alle caviglie, il mio cazzo era dritto e durissimo, lei cominciò un lento maneggio, poi si alzò in piedi e mi baciò sulla bocca infilando la lingua, era il mio primo bacio, la testa mi girava e l’eccitazione faceva pulsare il mio uccello, mi prese per mano e mi portò in camera da letto, mi fece sdraiare, si tolse il costume e venne sopra di me accompagnando il mio cazzo nella sua figa, imparavo per la prima volta come una donna si infila il cazzo di un uomo, cominciò a muoversi sopra di me, mi limonava e mi scopava, io ero fermo ed eccitatissimo, non riuscii a resistere e sborrai dentro a quella figa che tante seghe mi aveva fatto fare.
Lei si mise di fianco a me accaldata poi guardò la sveglia dicendo:
“Uh sono solo le nove e mezza…. possiamo farlo ancora…. “
Mi prese una mano e se la appoggiò sulla tetta, prese l’altra e se la appoggiò sulla figa, il mio giovane uccello prese vigore quasi istantaneamente, lei cominciò una lenta sega, si sollevò e me lo prese in bocca iniziando un pompino, poi si stese a gambe aperte e mi fece scivolare in lei, iniziavo a capire come era il sesso, durai decisamente di più, lei mi baciava e mi accarezzava dicendomi:
“Ti piaccio…? Guarda la mia foto…. quante seghe ti sei fatto per me ? Dimmelo…”
Avevo risposto senza più freni:
“Ooohh siii Ada… mi piaci tanto… mi sono fatto tante seghe pensando a te…. anche a casa mia mi masturbo sempre pensando a te…. anche al mare…. ieri ero in acqua mi sono segato guardandoti sulla spiaggia….. mi piaci tanto….”
Lei mugolando aveva avuto l’orgasmo, muovendosi come una biscia, questo movimento aveva provocato in me una tale eccitazione che avevo sborrato in lei che aveva esclamato sospirando:
“Sei ben dotato e anche bravo… chi ti molla più…”
Poi ci eravamo vestiti ed eravamo scesi in spiaggia ad aspettare gli altri due.
Nei giorni successivi avevamo fatto l’amore tutte le mattine, al rientro a Milano la nostra relazione era continuata per tre anni, quando il mio amico non c’era io andavo a casa sua e lo aspettavo scopando sua madre, la nostra relazione era durata tre anni, poi lei un giorno mi aveva visto con una ragazza che era solo una amica, e per gelosia mi aveva mollato, ma presumo che forse era una scusa perchè probabilmente aveva un altro amante.
In ogni caso la donna che mi ha insegnato tutto è stata lei e le migliori scopate me le ha fatte fare lei, ancora oggi dopo tutti questi anni, la ricordo con una struggente nostalgia ed eccitazione.

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