Il ricordo struggente della prima volta

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Il ricordo struggente della prima volta

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Questo racconto risale al lontano 1973, oggi all’età di 62 anni, lo ricordo con grande nostalgia.
Avevo 15 anni, abitavo in un condominio della provincia milanese, ero molto amico di Mario che abitava nei pressi, eravamo compagni di scuola e nel tempo libero uscivamo sempre insieme alla ricerca vana delle ragazze, insomma eravamo due giovani ragazzi con il fisico da uomini e la mente di ragazzini, timidi e sfigati.
I suoi genitori avevano un appartamento al mare e in estate negli ultimi tre anni, per poter dare una compagnia al figlio adolescente mi invitavano dieci giorni con loro.
Nel luglio di quell’anno, come sempre alla sera prima, il padre di Mario aveva organizzato l’uscita con il canotto per una battuta di pesca, io avevo partecipato qualche volta ma il mal di mare mi faceva vomitare dall’uscita al rientro quindi avevo detto che sarei rimasto a casa, Mario era un patito come suo padre quindi alle sette partivano e rientravano verso le undici.
La mamma, una bella donna procace e alquanto formosa, andava in spiaggia alle otto per prendere il sole mattutino, io la raggiungevo alle dieci ed aspettavo il ritorno dei due pescatori con lei.
Della madre di Mario ero segretamente affascinato, era la mia ossessione segreta e ogni giorno mi masturbavo fantasticando di lei, in particolare da quando avevo sentito (non visto) mia madre che diceva a mio padre dei facili costumi e degli svariati amanti avuti dalla signora Ada.
Quando alle otto puntuale usciva per la spiaggia, andavo nella camera matrimoniale, prendevo la foto della donna in costume da bagno che era sul suo comodino, mi sdraiavo nel suo letto e mi masturbavo lentamente guardando la foto, infine quando ero vicino alla sborrata, posavo la foto e andavo a sfogare il mio piacere in bagno.
Era oramai una abitudine, mi alzavo poco prima che uscisse per fare colazione, lei girava per casa in costume ignara dei miei sguardi, poi quando usciva il mio cazzo era durissimo e pronto per lo sfogo.
Ricordo ogni particolare di quella mattina, lei indossava un vistoso e ridotto costume giallo, era bellissima, ero particolarmente carico, quando era uscita come al solito mi ero sdraiato nudo nel letto di Ada, guardavo la sua foto che tenevo appoggiata sul mio torso nudo, la guardavo poi socchiudevo gli occhi e fantasticavo mentre la mia mano correva sul mio cazzo, ero assorto nei miei pensieri ed il rumore del traffico mi aveva impedito di udire la porta dell’ingresso che si apriva, ricordo solo che me la ero trovata davanti e che anche lei imbarazzata si era girata dall’altra parte.
Una vampata di calore aveva avvolto il mio corpo nudo, di scatto mi ero alzato dal letto e avevo posato la foto al suo posto che era romorosamente caduta sul piano del piccolo mobile, poi ancora con il cazzo duro nascosto dalle mie mani ero filato nella camera di noi ragazzi e mi ero chiuso dentro.
La vampata di calore non accennava a diminuire ero sudato madido ma nello specchio del comò ora vedevo la mia immagine pallida come il lenzuolo del letto, mi ero infilato i pantaloni bermuda ed il mio cazzo era moscio come uno straccio, ero sconvolto e immaginavo chissà quali conseguenze con il padre di Mario ed anche con il mio amico e poi con i miei genitori, mi veniva da piangere il nodo alla gola pareva soffocarmi, poi la voce di Ada mi riportò alla realtà:
“Carlo…… Carlo…… puoi uscire per favore ‘”
Mi ritrovai in corridoio mentre lei era nella piccola cucina, il nodo alla gola si sciolse e lasciò spazio all’indole bambinesca, scoppiai in un pianto dirotto.
Lei aveva acceso la fiamma sotto la caffettiera e si era avvicinata a me, mi aveva preso per il braccio e mi aveva accompagnato a sedere sul piccolo divano, si era seduta di fianco a me che non riuscivo a smettere di piangere e singhiozzare, mi aveva porto un fazzoletto e con voce calma aveva detto:
“Carlo…. Carletto…. dai, adesso ci prendiamo un caffè poi facciamo un lungo discorso.”
Pensavo tra me: ora arrivano le conseguenze e la sfuriata, mi ero sdraiato sul suo letto, mi ero fatto sorprendere nell’atto della sega…. che vergogna…. singhiozzando avevo balbettato sottovoce:
“Scusami Ada….. mi vergogno tanto che vorrei sparire….. voglio tornare a Milano in treno…… scusami non so cosa mi è successo……”
Un’altra crisi di pianto mi aveva preso e non riuscivo a fermarmi, lei si era alzata, aveva riempito due tazzine ed era tornata a sedere di fianco a me dicendo pazientemente:
“Carletto….. adesso bevi il caffè che ti fa bene, poi smetti di piangere perchè non è successo niente di grave da giustificare un pianto. Sono dovuta tornare perchè mi si è rotta la spallina del costume… vedi ? Altrimenti nessuno avrebbe visto, però ora facciamo un discorso da adulti, potrei essere tua madre: Ogni giovane uomo, se in salute, ha gli ormoni che determinano l’eccitazione che deve trovare un momento di sfogo. Se non si provvede con l’atto sessuale ….. oppure con la masturbazione, dopo qualche settimana, nel corso di una notte, avviene la polluzione, ossia una eiaculazione involontaria e questo avviene in ogni uomo, a te, a Mario, ed ogni giovane.
Ora, poichè questa mattina c’ero solo io, facciamo che resta un segreto tra noi… da parte mia, non uscirà mai niente, né Mario né mio marito lo sapranno mai, voglio sperare che lo stesso sarà da parte tua, non lo dirai mai né a tua mamma né a nessun amico, rimarrà un piccolo segreto tra noi, sei d’accordo?”
Mi ero calmato, mi sentivo sollevato e a quel punto notai la spallina staccata del costume, il seno sinistro stava quasi per uscire, lei mi cinse le spalle con il braccio e la mia spalla percepì prepotente la morbidezza di quel seno, il mio giovane uccello riprese vigore e puntò prepotente sulla tele dei pantaloncini evidenziando il gonfiore,
mi diede un casto bacio sulla guancia e chiese:
“Passato lo sconforto…..? Passata anche la vergogna ? Da quanto vedo pare di si…. ti sta ritornando vivo ahahah “
Mi ero fatto sorprendere di nuovo, un’altra vampata di calore mi aveva assalito, dovevo essere rosso come un peperone, balbettai umile:
“Scusami tanto Ada, non l’ho fatto apposta, vado in camera…..”
Feci per alzarmi ma lei rise e mi trattenne, mi diede un casto bacio sulle labbra e disse:
“Dai, con me non ti devi vergognare, sai, quando ti ho visto con la mia foto in mano ho pensato che ti provocavo l’erezione, ad ogni donna fa piacere sapere che un giovane è attratto da lei….. anche adesso…… sento che sei attratto da me….. fammi sentire come sei eccitato…… uuuuuhhhh…… ma come ce l’hai duro…… e che bel cazzone grosso sento….. “
Mi diede un altro leggero bacio sulle labbra mentre da sopra i pantaloni mi accarezzava il cazzo, poi improvvisamente mi mise la lingua in bocca e mi abbassò i pantaloncini.
Quello era il mio primo bacio, quella lingua mi faceva girare la testa, mi sentivo il cuore battere all’impazzata, avrei voluto correre in bagno a segarmi ma lei non accennava a smettere, la sega che mi stava facendo era di una dolcezza mai provata, si tolse il reggiseno, mi sfilò i pantaloncini e si sfilò anche i suoi, mi guidò in camera da letto, diede un giro di chiave alla porta dell’ingresso e mi fece coricare sul suo letto.
Mi prese una mano e se la mise su una tetta, guidò l’altra mia mano nella sua figa e mi insegnò come si fa all’amore, era la mia prima volta, sentivo come una donna si eccita come allarga le cosce e come ti invita ad entrare in lei, come sa infilarsi il cazzo in figa, per me era tutto nuovo, anche le sue parole:
“Che bel cazzone hai Carletto….. come lo sento duro……. come mi fai eccitare….. ti piaccio…?? Ti piace chiavarmi nel mio letto…? Ti sei fatto tante seghe pensando a me…? Dimmi quante volte hai sborrato pensandomi….. dai dimmelo che mi eccita saperlo…..”
Ora ero eccitatissimo e non temevo più le conseguenze, speravo di durare a lungo e le risposi:
“Oh si Ada, tante tante, anche a casa mia…… l’altro giorno ero in acqua e mi sono fatto una sega guardandoti da lontano…… mi piaci……”
La baciai con irruenza e sborrai nella sua figa. Poi mi adagiai vicino a lei tenendole la mano; lei guardò la sveglia del suo comodino e disse:
“Uh sono solo le nove e mezza, abbiamo il tempo di rifare prima del loro arrivo.
Guarda la mia foto….. fammi sentire come ritorna in vita….. toccami le tetto…… “
Il mio cazzo tornò duro in un attimo, lei salì sopra di me e mi scopò limonandomi per un tempo infinito, ora ero padrone dei miei sensi e dopo poco sentii il suo liquido bagnarmi la pancia, non sapevo che una donna potesse bagnare così tanto, urlò tutto il suo piacere e infine si sdraiò spossata guardandomi e dicendomi:
“Cazzo come mi hai fatto venire….. adesso tocca a te…. ti faccio provare una cosa nuova…”
Il mio cazzo era dritto e durissimo, lo prese in bocca e cominciò un pompino lento, poi sempre più veloce infine carezzandomi le palle mi disse:
“Voglio sentirti nella mia bocca, voglio berla tutta….”
Sborrai per la seconda volta con un senso di vuoto al cervello, lei mi svuotò nella sua bocca, ingoiò tutto il mio liquido poi mi guardò ridendo e disse:
Sei stato bravissimo….. chi ti molla più…..
Quella è stata la mia prima volta, ero giovane ma quella relazione mi ha reso uomo, ho imparato molto da quella donna, ero molto preso da lei.
La storia è andata avanti per tre anni, con la scusa di andare a trovare Mario, andavo a casa sua tutte le volte che il mio amico usciva, poi un giorno lei mi ha visto con una ragazza che era solo una amica e per gelosia mi ha mollato.
Con la mia famiglia infine ci siamo trasferiti a Firenze, ho fatto la mia vita ed ho avuto molte donne, oggi sono arrivato a a questa età ma al pensiero di Ada mi capita di masturbarmi e penso spesso che è stata la miglior donna della mia vita.

 


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