Amore di figlia 3

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Amore di figlia 3

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Continua il frammentario racconto di Lucia.
” Ci baciammo furiosamente almeno per dieci minuti. Poi papà mi chiese se mi era piaciuto.
” Certo, babbo, è stato bellissimo, ho goduto da morire. Però ce l’hai davvero grosso! Mi brucia sempre un po'”
” Ti ho sverginata, figlia cara. Vedrai che le prossime volte saranno ancor più piacevoli. ”
” Ti amo, babbino”
” Ti adoro, Lucia”
” Un po’ mi dispiace non essere più vergine, ma in fondo è stato con te e…”
” Sei molto meglio di tua madre”
” Ho anche venticinque anni di meno”
” Sei strettissima; mentre lei soprattutto dopo che sei nata tu era diventata ampia, persino per me che sono messo bene. Poi non me la dà ormai da quattro anni. ”
” Da quando hai incominciato a pensare a me? Insomma, a pensare di scoparmi? ”
” Da qualche mese, da quando abbiamo incominciato a fare quei giri in macchina da soli. A lavoro c’è un tale che si vanta di scopare l’amante in macchina. Tu sei bella, giovane; poi ci vogliamo un bene dell’anima. Ho pensato che avremo potuto farlo anche noi. ”
” Io da quella sera che mi hai baciato ho cominciato a pensarti sia come padre che come fidanzato: una vergogna e un’eccitazione quell’idea. Non sarà mica perché ora te l’ho data che mi consideri una puttana! ”
” Ma cosa dici, Lucia, mia figlia una puttana! Penso solo che mi vuoi bene, che mi vuoi far felice”
Mio padre prese ad accarezzarmi le natiche, quindi le dischiuse. Erano sode, compatte, serrate. Mi vellicò il buchino grinzoso con dito, io presi a gemere.Mi fece girare in modo che il mi culo fosse all’altezza della sua faccia e me lo leccò appassionatamente.
” Di che cosa sa? ” gli chiesi.
” Di te, amore”
Mi fece mettere a cavalcioni sulle sue gambe e risalendo giunsi a far combaciare il suo cazzo di nuovo eretto alla mia fica.
“Lo vuoi ancora nella passera, vero figliola? Te lo caccio fino in fondo come prima. ”
Fui io a infilarmelo a smorzacandela. Lo sentii entrare, poi salire su su, mi apriva oscenamente, ero piena di lui. I nostri movimenti si sincronizzarono e chiavammo ancora. Quella volta non facemmo in tempo ad evitarlo: mi schizzò dentro come una fontana, facendomi urlare. Uscì dalla mia fica grondante di sperma. Avemmo un attimo di smarrimento.
“Non è successo niente, Lucia”
” Se mi cresce il pancione? In fondo non mi dispiacerebbe. ”
” Ma che cosa dici? Sarebbe un bel guaio. In questi giorni dovresti pensare a studiare, hai la maturità. Sei sempre stata brava. Quando sono stato a parlare con i professori ho sempre avuto grande soddisfazione: devi continuare a studiare, con un figlio … Se fosse non dirai a nessuno che è mio, vero?”
” No, babbo”
” Mi raccomando, Lucia, con tua madre non ci facciamo accorgere di niente. ”
” Prima hai trombato tua figlia, adesso hai paura, babbo”
Ci rivestimmo. Misi in moto e ripartii. Mi sentivo strana, ma felice di aver dato il mio amore a mio padre. Gli esami andarono benissimo, la pancia non crebbe. Da allora in poi usammo prima il preservativo, poi incominciai con la pillola e scopammo con passione fin dopo la mia laurea.

 


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