La voglia di cazzi enormi

La voglia di cazzi enormi

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Dopo l’ultima confessione non sapevo più chi c’era davanti a me.
Non capivo se effettivamente la persona con cui avevo condiviso così tanto fosse soltanto un’immagine che avevo creato nella mia mente oppure se realmente fossi stato così ingenuo da non notare tutto subito.
Ebbene, una premessa adesso diviene necessaria. Qualche settimana prima che lei mi raccontasse ciò che aveva fatto, mi aveva avvisato che sarebbe andata a trovare un suo amico che faceva fotografie. Aveva un vero e proprio studio ed era pure bravo, almeno così pareva guardando i suoi lavori. Faceva perlopiù ritrattistica, con ampio uso del bianco e nero. Avevano parlato in chat e lui le aveva proposto di scattarle qualche foto. Non ci vidi nulla di male e le dissi che se la cosa la interessava poteva rivelarsi una esperienza divertente. Il giorno stesso in cui lei doveva andare, mi disse che F., il suo amico, le aveva anche proposto qualche foto artistica in nudo. Le chiesi come si sentisse dinanzi a tale proposta e lei stessa mi disse che non vedeva grossi problemi, era un professionista. La mattina andò dal tizio, io ero un pò preoccupato ma la sentii nel corso della mattinata e lei era serena. Quando tornò a casa mi raccontò dello shooting fotografico, del fatto che era un pò imbarazzata nel farsi vedere completamente nuda, che alcune foto la ritraevano con le cosce aperte e che si vedeva tutto. Poi mi disse che si era eccitata nel fare quelle foto e per dimostrarmelo si abbassò i pantaloni e mi fece toccare la sua fica. Era completamente bagnata, con gli umori che scendevano ai lati delle cosce. Mi disse che anche durante le foto si era bagnata e che probabilmente F. se ne era accorto. Mi parve una cosa abbastanza anomala, ma scopammo meravigliosamente e tutto finì lì. Nel frattempo F. le aveva cominciato a mandare via chat diverse foto che aveva scattato in occasione di altri suoi lavori, compresi alcuni autoritratti di lui nudo. Lei candidamente me le fece vedere. Aveva un cazzo gigantesco e penso che lei si eccitasse a guardarlo. Dalle foto sembrava realmente impressionante, saranno stati più di venti centimetri con una circonferenza pari ad una lattina di coca cola. Qualche giorno dopo mi disse che doveva ritornare allo studio del suo amico per vedere le foto, ma a quanto pare non erano venute bene e furono cancellate.
Orbene, dopo la seconda confessione, per la precisione qualche giorno dopo, mi disse che doveva raccontarmi una cosa.
Io ero già spaesato e temevo il peggio.
Mi disse che quando era tornata la seconda volta al suo studio, lui, dopo averle detto che le foto non erano granchè, si era offerto di fargliene altre.
Lei aveva accettato.
Mi raccontò che appena si spogliò, subito si ritrovò fradicia di umori e la cosa sembrava alquanto evidente.
Lui incominciò a scattare avvicinandosi sempre di più, fino a fotografare in pieno la sua fica bagnata, con liquido che usciva fuori e scendeva piano lungo il suo inguine.
La guardò un attimo negli occhi e si avvicinò a leccarla.
Pochi secondi dopo lui aveva uscito fuori il suo cazzo e lei era rimasta letteralmente affascinata da quel coso gigante.
Mi disse che lo toccò ed era durissimo.
Aveva perso ogni limite ed aveva voglia di, parole sue, farsi riempire da un cazzo che non aveva mai visto in vita sua.
Lui la sdraiò per terra ed entrò direttamente nella sua fica ormai grondante.
Mi disse che non aveva mai provato una sensazione del genere, si sentiva riempita in maniera innaturale.
Lui si mise il preservativo e cominciò a pomparla. Lei iniziò a gridare lievemente, mi disse che aveva l’impressione che le stesse bucando l’utero.
Mi raccontò che ad un certo punto lei si mise sopra di lui e venne, continuando finchè anche lui arrivò al culmine.
Si rivestì e tornò a casa. Io quel giorno non mi accorsi di nulla. Lei era brava a simulare tranquillità.
Alla fine del racconto le chiesi semplicemente perchè avesse fatto tutto questo.
La sua risposta fu spiazzante…”avevo voglia di provare un cazzo enorme”.

 

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