Manolo e Ramos

Manolo e Ramos

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Dopo quell’orgia di sborra mi misi a posto ma sentivo la sborra scorrermi nella pancia, arrivai a casa verso sera i miei erano preoccupati ma spiegai a loro che avevo trovato degli amici e il tempo era volato, cenammo in silenzio poi televisione e a letto.
Ma quella notte mi venne voglia di essere ancora Lulù, mi alzai e in silenzio andai in camera dei miei apri il cassetto e trovai delle calze autoreggenti ed un perizoma dello stesso colore delle calze poi andai in bagno presi il rossetto e mi feci le labbra di un rosso vivo e con quello lo misi anche sulle guance e lo spalmai usandolo come fard mi piacqui tantissimo ma ad un tratto mi si gelò il sangue nelle vene, dietro di me vidi mio padre e l’immagine del suo viso non prevedeva nulla di buono
“Immaginavo che tu fossi gay e già questo mi veniva il voltastomaco ma vederti conciato così mi fà ribrezzo, non sei ancora maggiorenne per cui non ti sbatto fuori di casa ma il nostro rapporto di padre e figlio finisce qui, io non ti riconosco più, cerca di finire la scuola in fretta e poi fuori dai coglioni, non ti meno perchè ho paura di sporcarmi di merda”
In silenzio mi tolsi i rossetto e le cose di mia madre e tornai a letto.
Da quel giorno non ebbi più genitori, il mio rapporto con loro si limitava solo al minimo indispensabile, appena i miei andarono al lavoro presi i miei risparmi e cercai un negozio di intimo femminile, sentirmi quella roba addosso mi faceva sentire sempre più a mio agio, presi poche robe poi tornai a casa e solo di notte di nascosto mi mettevo quelle cose.
Un giorno mi alzai con la voglia di Ester e dei miei amici, sotto misi l’intimo rosso che avevo comprato e sopra una tuta leggera, presi i mezzi e scesi dal bus un pò prima del negozio di Ester, volevo arrivare piano piano ma mentre mi avvicinavo sempre più il mio cuore aumentava ii battiti e quando fui davanti mi sembrava che il mio cuore mi uscisse dal torace dall’emozione, che begli abiti eccitanti che aveva fuori li avrei voluto indossarli tutti, lei non mi vide subito era impegnata con una cliente ma quando questa uscì alzò gli occhi e mi vide corse fuori dal negozio e mi abbracciò subito, mi prese per mano e mi condusse dentro il negozio
“Ciao Lulù sono contenta di vederti”
“Io di più Ester”
“Allora i tuoi?”
“Hanno capito che sono gay e intimamente femmina”
” E Quindi?”
“Mio padre mi ha detto che appena maggiorenne mi butterà fuori di casa”
“Sai cosa puoi fare?”
“Dimmi”
“Con Ramos e Manolo riempi la macchina delle tue cose, ci vorranno più tornate ma una volta finiti lascia un biglietto”
“E la scuola?”
“Puoi sempre cambiarla in una qui vicina”
In quel momento arrivarono proprio i miei amici
“Ciao Lulù che bello averti qui”
Ci baciammo e tutti e due mi misero la lingua in bocca, poi Ramos mi si mise dietro e una volta abbracciatomi cominciò a leccarmi collo e orecchie mentre Manolo continuava a baciarmi, io di lì ad un pò cominciavo a sentirmi le gambe cedere Ester ci mandò nel retrobottega, Ramos mi abbassò il pantalone così potè vedere il mio intimo
“Lulù allora ti piace proprio indossare l’intimo femminile brava”
“Mi sento sempre più a mio agio”
Le mie parole uscirono però con voce eccitata, vogliosa, il cazzo di Ramos mi penetrò subito e cominciò subito con un ritmo intenso ed io comincia a godere
“Sii Ramos siii sii scopami bravo scopa Lulù, sono pronta dai scopami tu e poi Manolo vi voglio sentire dentro di me daiiiiiiiii”
“Lulù hai un culo troppo bello sexy arrapante io godoo godoooooo”
Sentii subito 4,5 , 6 fiotti inondarmi il culo, uno sperma denso e bollente, subito arrivò Manolo che grazie allo sperma di prima mi entrò dentro senza che me ne accorgessi e così potei pulire il cazzo di Ramos, Manolo era già eccitatissimo e così dopo soli 5 minuti mi aveva sborrato nel culo così pulii perfettamente anche il suo culo poi mi misero della carta a tapparmi il culo, poi mi abbracciarono entrambi i miei amici.
“Lulù il tuo culo è un polo d’attrazione, è impossibile resistergli” mi disse Manolo.
“Ragazzi il padre di Lulù ha scoperto che è gay ed in più intimamente femminile, gli ha detto che lo sopporta fino alla maggiore età e poi lo butterà fuori di casa”
“Che stronzo di padre” disse Ramos
“Si un vero stronzo, io allora propongo di svuotare lentamente delle cose di Lulù e una volta finito lasciare un biglietto per la scuola troverà qualcosa qui vicino”
“Siiii siiiiii Lulù con noi per sempreeee” urlò Ramos
“Iniziamo da subito che ne dici Lulù”
“Si cominciamo subito”.

 

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