Culo a nord-est (capitolo 5)

Culo a nord-est (capitolo 5)

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Marco

E’ passato un giorno da quando Maurizio ha finalmente, trionfalmente fatto suo il culo di Marco. E oggi Marco si è svegliato contento, sorridente e rilassato. E molto eccitato!
La vita scorre lentamente a Schiavons, c’è perfino troppo tempo per pensare. E’ da quando ha ricevuto quel cazzone nel culo che Marco continua a pensare al suo scopamico Brandon, di quando stava in inghilterra.
Ripensa a come Brandon lo abbracciava da dietro e, con dolcezza, entrava dentro di lui, finché la dolcezza svaniva e lasciava spazio all’eccitazione un po’ più animalesca.

Marco prende il telefono e si fotografa le chiappe, dall’alto verso il basso, per condividerle almeno virtualmente con Brandon. “I miss you”, seguita dall’emoji del bacio e quella della pesca, la pesca a forma di chiappe.
Poi accende Grindr. Diversamente dalla tipica calma piatta che regna in quel paesino, oggi finalmente compare un messaggio: si chiama Jadro ed è un croato, sui 35 anni ad occhio. Perché ovviamente sul profilo gli anni dichiarati sono 30! Jadro è rasato ed è una montagna di muscoli, qualche tatuaggio grezzo, petto rasato alla perfezione. Abbronzato, abbastanza curato, con qualche piccola ruga che tradisce l’età vera.
Diversamente dagli altri messaggi tipici su Grindr, Jadro ha inviato un po’ di foto, compreso il viso. Questo è raro quando uno c’ha la ragazza e ha timore che lo venga a sapere: forse è per questo che ha scritto a Marco, un’ottantina di km di distanza!
Marco guarda quel sorriso accattivante e sicuro di sé stesso. Il messaggio contiene una breve descrizione, qualche convenevole inaspettatamente gentile ed educato, e poi “voglio scoparti”.

Marco sorride a sé stesso nel leggere il messaggio e invita Jadro a casa sua, sapendo con certezza che in realtà sarà il 35enne muscoloso a finire a culo all’aria.

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Mattia

Mattia è disteso a letto ed è eccitato. Dopo aver succhiato il cazzo di Andrei oggi a scuola, Mattia si sente così sporco, così in colpa ma anche tremendamente arrapato. Non riesce a resistere e tira fuori il suo cazzo gigantesco, per masturbarsi. Ripensa al cazzo di Andrei e chiude gli occhi, per non vedere e non sentirsi giudicato dalla sua voce interiore.
Ma con gli occhi chiusi, l’immagine del cazzo di Andrei diventa più nitida. Ripensa a quella mano che gli teneva la testa, poi però ripensa a Marco, e al cazzo nel culo.

Perché Mattia non è scappato? La voce nella sua testa si fa insistente e lo rende più frustrato. Mattia accelera il ritmo della sega e porta un dito sul suo buchino. Per la frustrazione Mattia prova a spingere il dito dentro: è appena appena bagnato con un po’ di sudore, quindi fa tantissima fatica ad entrare.
Ma quando il dito scivola dentro, brucia. Brucia molto di più di quando ha preso il cazzo di Marco, nonostante la differenza di dimensione. Brucia ed è stretto, ma è sufficiente per scatenare il suo orgasmo nervoso, masturbandosi rabbiosamente.
Mattia grugnisce mentre inizia a sborrare, ma proprio in quel momento il telefono vibra rumorosamente sul tavolo. La distrazione è sufficiente a rovinare l’orgasmo di Mattia, rendendolo poco intenso e facendogli subito sentire tutto il bruciore del dito nel culo.

Mattia sfila il dito dal culo, essendosi immediatamente pentito di averlo infilato una volta passata l’eccitazione. Vorrebbe spaccare qualcosa, ma trova le forze per imporsi di comportarsi in maniera normale. Afferra il telefono e legge il messaggio di Andrei: “allora tra 15 minuti passo da te a giocare alla playstation”. Mattia risponde di sì, agitato ma anche contento di rivedere il suo amico. Vorrebbe sentirsi un po’ rassicurato e protetto, ma al momento deve correre in doccia a lavare via la sborra e il senso di colpa.

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Marco

Driiiinnn!
Marco corre ad aprire la porta. Di fronte a lui gli si presenta Jadro: è un armadio, ancora più grande di quello che si immaginasse. Canottiera stretta con i muscoli ben in vista, le braccia tatuate e i pettorali enormi. “Ciao, benvenuto! Sono Marco, piacere! Entra pure!”.

“Ciao, sono Jadro, piacere” risponde l’altro, col suo accento italiano di oltreconfine. Una stretta di mano energica, forse anche un po’ troppo, tipica di uno che si è esercitato a stringere la mano con forza perché la società giudica male le persone che stringono la mano in maniera fiacca. Chi non si è mai esercitato? Non è un po’ ridicolo che la “maschilità” di una persona venga misurata in base a qualcosa di così facilmente falsificabile come una stretta di mano forte? Evviva le persone libere che stringono la mano come vogliono!

Ma torniamo a noi. Marco proprio non riesce a distogliere lo sguardo: passa dietro a Jadro e ammira quelle spalle e la schiena super-definita, ma soprattutto il suo sguardo scende sul culo. E’ grosso e muscoloso, si vede che è duro e massiccio. I pantaloncini corti e comodi da corsa sono andati a insinuarsi leggermente tra le chiappe: Marco vorrebbe morderle, ma sa che è ancora troppo presto.

“Seguimi Jadro”. Marco lo conduce nella camera da letto, eccitato, e si chiude la porta alle spalle. Appena la porta è chiusa, Marco afferra il gigante e gli infila la lingua in bocca. Lo fa apposta: sa che Jadro ha la ragazza, quindi non sarà così contento di baciarlo. Ma la resistenza dura poco: la passione prende il sopravvento su Jadro, che ricambia il bacio e inizia anche lui a toccare il corpo di Marco.

Quelle due mani energiche esplorano velocemente il corpo di Marco, ma poi ovviamente vengono calamitate quasi subito sul suo culo tondo e perfetto. Per qualche secondo, sentendosi palpare il suo bel sedere con decisione, Marco pensa effettivamente che Jadro manterrà la promessa e lo scoperà, come annunciato via messaggio.
Ma pochi secondi dopo, la verità ritorna a galla. La mano di Jadro va alla ricerca del cazzo, toccando il pacco di Marco. Marco sfrutta l’occasione per allungare le mani e infilarle nelle mutande, per afferrare il culo muscoloso di Jadro.

A quel punto Marco ne ha la certezza: quel culone dev’essere suo, deve possederlo. D’altronde Jadro fa sempre l’attivo con la sua ragazza, quindi avrà voglia di fare il passivo con gli uomini!

Il movimento è rapido: Marco abbassa i pantaloni di Jadro e lo spinge sul letto a pancia in su. Jadro gli sussurra “Tu, succhiami cazzo!” e Marco obbedisce, più per tenerlo buono che per reale interesse. Gli si dispone tra le gambe e inizia a leccargli quell’uccello di medie dimensioni, grande più o meno come il suo. Ma il suo obiettivo è un altro: con la scusa di leccargli le palle, Marco solleva quelle gambe massicce per aria e scopre ciò che desidera.
Jadro ha due chiappe abbronzatissime: la Croazia è la patria del nudismo e quell’uomo non è da meno. Oddio, sempre meno abbronzato di Marco che è per metà moro, forse mulatto, ma comunque di un bel color bronzo. Però c’è un solo punto dove il sole non batte nemmeno per i nudisti: Marco cerca di separare quelle chiappe, per scoprire il buchino di Jadro.
La sorpresa è all’altezza delle aspettative: quel buco è quasi fosforescente, bianco tendente al rosa, perfettamente liscio e depilato. Prima che Jadro possa protestare, Marco ci si lancia con la lingua e inizia a baciarlo, a leccarlo, a massaggiarlo.

Se qualcuno entrasse in stanza, si troverebbe di fronte a uno spettacolo non indifferente: Marco è bellissimo, maschile ed elegante, proporzionato e giovane. E’ a 4 zampe sul letto nudo, sembra pronto per prenderlo nel culo, ma invece è chinato per mangiare il culo di Jadro e nel frattempo è intento ad infilarsi il preservativo sul cazzo duro.
Jadro è maschile ma grezzo, una palla di muscoli, una specie di bambola gonfiabile maschile. E’ disteso di schiena con le gambe aperte e col culo sollevato: non resiste al rimming, alla mangiata di culo da parte di Marco.

Senza dire niente, Marco solleva la faccia dal culo e si avvicina, prendendo le gambe grosse e pesanti di Jadro sulle sue spalle. Il croato accenna una protesta ma Marco, in maniera protettiva ma autoritaria, gli sussurra “shhhhh. Zitto” e glielo appoggia. “Rilassati Jadro, andrà tutto bene”.
Marco sa quello che fa. Anche Marco è passivo e sa esattamente come Jadro si sente in questo momento. Deve farlo sentire sicuro e protetto, ma allo stesso tempo deve imporgli la sua autorità. Marco deve parlare da animale ad animale, e quindi inizia a spingere il suo cazzo ben lubrificato in quel buco raramente scopato. Ma nel frattempo lo accarezza sulla testa, dietro alle orecchie e sul collo: sono i punti più esposti e più vulnerabili.

Lo sguardo che i due si scambiano è molto intenso. Jadro lo vuole, sente il suo buco dilatarsi e prova quella sensazione che ha provato poche volte in vita sua, sempre di fretta e con freddezza. Marco si sente un dio, sta raccogliendo il suo trofeo, sente quel buco stretto che lo lascia entrare e nel frattempo afferra le braccia muscolosissime di Jadro per tenerlo fermo, per aggrapparsi.

Marco entra con forse un po’ troppa foga, ma non importa. Jadro rilassa il buco per bene e ansima, grugnisce ad ogni colpo. Il suo cazzo è lì, quasi inutile, moscio, mentre Marco lo stantuffa faccia a faccia. Gli fa un po’ male, ma non importa.
Però Marco se ne accorge, vede la smorfia di dolore e fa una mossa un po’ azzardata. Dovendo parlare da animale ad animale, ascolta il suo istinto. Guarda Jadro e, con un ghigno, gli molla un ceffone proprio sul viso. Uno schiaffo forte e improvviso, scioccante e inaspettato.
Jadro rimane senza parole, finché si accorge che… Il dolore al culo è scomparso. Marco lo sa, ha funzionato, ora può chiavarlo di prepotenza. Può spingerglielo fino in fondo e forte, fargli sbattere le palle sul culo.

Il bello di scopare i ragazzi muscolosi è che si può usare un po’ di forza, tanto sono grossi e massicci e non soffrono tanto. Marco si lascia trasportare e dà qualche pugno sui pettorali di Jadro e sui bicipiti, mentre possiede quel bel culo muscoloso. Non riesce a resistere molto a lungo, quindi in breve tempo Marco grugnisce, dà dei colpi più forti e profondi e sborra nel culone di Jadro.

I due si sorridono soddisfatti e Marco si lascia andare sul letto, sfilandosi il goldone. Poi, completamente fregandosene del cazzo di Jadro, lo abbraccia da dietro e lo tiene protetto, mentre con un dito continua a giocare col suo buco bagnato, rilassato e ben scopato, in attesa di essere eccitato di nuovo per incularlo ancora.
Jadro si addormenta senza accorgersene, sereno, venendo abbracciato per la prima volta da un altro uomo.

… Continua

Grazie a tutti per i vostri riscontri, scrivetemi pure (anzi fatelo per favore!). La mia mail è [email protected] oppure via messaggio privato qui!

 

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