Sesso e tradimento con il collega negro

Sesso e tradimento con il collega negro

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Lucas è il migliore amico di mio marito, in realtà sono colleghi di lavoro, è un ragazzo americano di colore che vive in Italia da un paio di anni e fa il manager, un pezzo grosso di una grande azienda statunitense, quindi, non solo è bello ma anche ricco. Single, 34 anni, alto, robusto, il sogno erotico di tutte le mie amiche e anche il mio, ogni volta che lo vediamo il desiderio di fare sesso con lui è incontenibile, nonostante siamo tutte sposate e fedeli. Anche io credevo di essere una moglie fedele, lo ero sempre stata, ma quando mi si è presentata l’occasione non ho saputo dire di no. Una sera Lucas ha dato una piccola festicciola nel suo appartamento, si vedeva che era pieno di soldi, c’era il barman e le cameriere, il dj e la casa era fantastica. L’ho salutato e lui ha iniziato con i suoi soliti complimenti, mi ha offerto da bere, mio marito intanto si era perso a parlare di affari con gli altri colleghi e Lucas mi aveva proposto di fare un giro di quell’appartamento a due piani, un po’ inusuale, ma aveva acquistato sia quello in cui viveva che quello di sopra e aveva creato delle scale che portavano su. In pratica aveva due case. Il piano di sopra era ancora più bello di quello di sotto, è stato praticamente impossibile non rimanerne incantati. Mi ha fatto vedere la camera da letto, davvero enorme, poi ha mostrato il balcone, eravamo al buio, c’erano solo le luci esterne a illuminare leggermente la stanza. Sarà stato il cocktail o la voglia o quell’atmosfera ma non ho resistito e sono stata io a baciarlo, lui non si è tirato indietro, anzi, mi ha subito presa per i fianchi e portata sul letto. Ci siamo baciati con foga, mi ha alzato la gonna e sfilato le mutandine, me lo sono ritrovato tra le gambe a leccarmi la figa, la sua lingua scivolava sinuosamente tra la mia fessura, le sue labbra presero il clitoride e lo succhiarono, sapeva cosa fare e lo faceva bene. Dopo avermi leccavo e scopato con la lingua, ha tirato fuori il cazzo e me l’ha messo davanti alla bocca, l’ho accolto e l’ho spompinato velocemente, avevo paura che qualcuno potesse salire o interromperci. Gli ho fatto uno dei miei migliori pompini, il suo cazzo era bello grosso, una delle caratteristiche dei neri, da tempo, da quando ero ragazza, avevo sempre desiderato nelle mie fantasie di farlo con uno di colore e finalmente lo stavamo facendo. Gli confessai di essere un po’ in ansia, mio marito si sarebbe accorto della mia assenza e mi avrebbe cercata, per qui gli dissi che era meglio far presto, lui non se lo fece ripetere due volte, mi infilò il cazzo dentro la figa fino in fondo e mi scopò subito. Lo sentivo muoversi dentro, era grosso e quando me la sfondò mi fece provare una sensazione assurda di piacere, nulla togliere a mio marito che ci sapeva fare con il sesso, ma in quel momento stavo provando tutt’altra sensazione e mi piaceva da impazzire. Gli sono montata sopra, eravamo vestiti e avevo un po’ di problemi con la gonna ma riuscii a tirarmela su quel tanto che bastava per sedermi a cavalcioni su di lui e godermi la sua verga possente. Mi piaceva stare sopra e montare il cazzo, mi piaceva comandare e dettare il ritmo, mi sono sbattuta come meglio mi piaceva, prima lentamente poi sempre più veloce, poi ho continuato fino a quando non sono venuta bagnandogli l’asta del mio succo caldo. I miei umori gli sono colati fino alle palle, sono scesa per leccargliele e poi succhiare nuovamente il cazzo, poi mi ha preso di forza e mi ha messo a quattro zampe sul letto, si è posizionato dietro e mi ha scopato con forza, mi ha sbattuto velocemente, lo sentivo trattenere i gemiti ed io facevo davvero fatica a non urlare. Ogni tanto si fermava e mi dava colpi improvvisi e decisi, mi facevano sussultare, era pazzesco, poi riprendeva a scoparmi con forza, ci dava dentro sempre di più, gli dissi di sbrigarsi, era troppo tempo che stavamo via, mi era sembrato di sentire qualcuno salire le scale, forse fu quella cosa, quel pensiero che qualcuno avesse potuto vederci, a farlo arrivare al limite ed esplodere. Tiro il cazzo fuori dalla mia figa e mi bagnò il culo, cercando di fare attenzione a non sporcarmi la gonna, si sarebbe visto tutto. Mi ha sborrata abbondantemente, al punto che ha dovuto prendere un fazzoletto e ripulirmi il culo, poi ci siamo sistemati velocemente, lui è sceso prima di me, io ho aspettato cinque minuti e ne ho approfittato anche per andare in bagno a darmi una rinfrescata. Mio marito si era accorto della mia assenza, mi ha chiesto dove fossi finita e con tutta la naturalezza del mondo, gli dissi che mi ero sentita poco bene e che ero in bagno al piano di sopra, precisando che Lucas mi aveva accompagnata per mostrarmelo e poi si era chiuso nello studio per rispondere a una chiamata di lavoro. In questo modo avevo giustificato il perché avesse visto prima Lucas scendere e poi me, sembrò crederci, mi chiese se stessi bene e poi tornò dai suoi colleghi e chiacchierare, io feci un po’ di amicizie nuove e ogni tanto guardavo Lucas da lontano che mi sorrideva, prima che la serata giungesse al termine sono riuscita a parlare con lui nuovamente, entrambi abbiamo giurato di mantenere il segreto su quanto accaduto, lui non voleva perdere un caro amico ed io non volevo assolutamente perdere mio marito. Quando siamo tornati a casa, proprio mio marito ha avuto un’improvvisa voglia di scoparmi, ma ho dovuto prima farmi una doccia, perché sono sicura che si sarebbe accorto dell’odore di sborra che avevo sul culo. Autore: Biagio B.

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5 thoughts on “Sesso e tradimento con il collega negro

  1. Zuccherina

    a me facevano senso, poi è arrivato un collega nero che non parlava l’italiano, il mio capo me lo affiancò per insegnarli il lavoro e l’italiano, non mi andava proprio non volevo, pensavo a tutte quelle cose che si dicono sui neri che sudano puzzano e non si lavano abbastanza, grezzi e rozzi, insomma non volevo proprio collaborare con lui, ma vista la costrizione accettai, furono sufficienti pochi giorni per comprendere quanto fossero false quelle dicerie sui neri africani, oltretutto era pure un bel ragazzo, pulito sempre ben vestito e ordinato, ma rimaneva da scoprire la diceria più sconcia, se sessualmente fosse dotato, questa curiosità mi stuzzicava nel profondo, volevo sapere cosa avesse tra le cosce, considerato che la curiosità è femmina non mi sono persa d’animo e con la scusa di imparare l’italiano l’ho convinto a rimanere in ufficio anche dopo l’orario di lavoro, così è stato facile approcciarlo fino in fondo, con un minimo di ammiccamenti e sguardi capì le mie intenzioni e mi corteggiò, ci vollero due sere e la terza scoprii la verità, tra quelle cosce robuste e muscolose nascondeva un tesori di proporzioni inusitate, una melanzana così non l’avevo mai vista, toccata, maneggiata figuriamoci provata, mi pervadeva la voglia al contempo la paura d’essere sfracassata, insomma abituata ai miei ex normali questo nero lo aveva più lungo di almeno 5 cm del mio fida, il glande poi come una pallina da ping pong! Avevo nella borsetta dei condom per il mio fida, ma non riusciva ad infilarli, si rompevano, non sapevo cosa fare, la paura prendeva il sopravvento ma l’istinto mi indico la strada giusta, gli feci una pompa con difficoltà talmente grosso e largo, ma si staccò da me e mi fece sedere sulla scrivania mi allargò le gambe e mi lecco la farfalla già bagnatissima con quelle labbra carnose che aderivano perfettamente alle mia grandi labbra, venni giù di orgasmo come un torrente, ma lui leccava come avidità, a quel punto ricambia il godimento con una pompa a due mani, riscii a farlo venire schizzandomi sul viso, ne sentivo il calore e l’odore diverso dal mio ragazzo, sapeva di muschio, era buono forte da assaggiarne due gocce, mi piacque per il sapore meno acido del mio raga, mi ripulii e poi gli ordinai di comprare dei profilattici per domani sera, o l’avrei fatto licenziare per inadempienze lavorative, ovviamente scherzando, così la sera dopo provai un esperienza elettrizzante ma estremamente orgasmica, non esagero se vi scrivo che mi è sembrato di perdere per la seconda volta la verginità, ma senza provare dolore solo godimento fino a toccarmi in fondo dove nessuno era mai arrivato.
    Ragazze, vale la pena provare, sono grossi e duraturi, hanno le labbra grosse e lingue capaci, succhiano e non si schifano dei nostre intime dolcezze, come io non mi sono schifata del suo nettare.

     
  2. bice

    siamo fortunate perché ne arrivano a centinaia dall’Africa, sono giovani e dotati, basta saperli scegliere, educare e sanno fare il loro dovere con virilità.
    Una mia amica ne ha già cambiati 4 in due anni, le dicevo che era una pazza a fidarsi, ma adotta un modo per essere sicura di tutto ponendo delle condizioni, la prima che si facciano analisi cliniche, poi lasciarsi educare riguardo l’igiene personale, io invece ho una certa paura a cambiare spesso per la probabilità di trovare maschi che non hanno molto rispetto per noi donne, insomma quelli che trattano le femmine come esseri inferiori, per ora mi accontento di questo giovane senegalese che si comporta bene, è bello nero come la notte, forte e virile, quando mi abbraccia e mi penetra mi sembra di morire di piacere, non mi sono mai sbrodolata così tanto in vita mia, la mia amica invece dice le sembra di perdere la verginità tutte le volte che cambia maschio, insomma un vero è proprio godimento per entrambe, spesso ci incontriamo e l’argomento principale sono i nostri maschi, ci scambiamo esperienza e pareri come comportarci e fare in modo di tenerli a bada in tutti i sensi, se lasciati liberi di scoparti si trasformano in bestioni senza rispetto né considerazione per noi donne.
    La mia amica mi fa ridere quando se la prende con i politici o razzisti che vorrebbero bloccare l’emigrazione, dice che i politici italiani sono ignoranti come le capre, sarebbe più semplice selezionarli alla partenza.

     
  3. Lella.B

    hanno certe melanzane tra le cosce da rimanere esterrefatte, eccitate e desiderose di provare, non ho resistito alla visione di una di quelle, quella notte non riuscivo a prendere sonno pensando al quel nero intravisto nudo mentre usciva dalla doccia dopo aver lavorato, al lavoro abbiamo una sola doccia per femmine e maschi, passando la davanti eccolo uscire bagnato e con una coda davanti non dietro! Rimasi sbigottita, da moscio era enorme figuriamoci in erezione! Quella notte se non placavo i mie bollori masturbandomi con due dita non avrei dormito, il giorno dopo al lavoro gli ho fatto capire che avevo intenzione di uscire con lui, pensavo accettasse invece mi disse di no, che colpo, ma come gli offro la figa e la rifiuta, una mia collega mi disse che era gay quindi… che delusione, ma non mi persi d’animo, giorni dopo incontrai un altro nero alla tavola calda vicino alla nostra azienda agricola, e il sogno si è avverato, non era enorme come l’altro ma la melanzana l’aveva bella dura e duratura, che goduria pazzesca sentirlo dentro e sopra di me, peccato il ragazzo era di passaggio in Italia, lavorava solo per guadagnare soldi per andare in UK. In azienda chiesi alla mia collega di quel ragazzo nero gay, mi disse che se la faceva con il padrone dell’azienda, rimasi allibita, ma come non ha moglie e figli, si ma si vede che bisex! Pensai faranno sesso in tre? No no mi rispose, scopa il padrone all’insaputa della moglie! Rimasi di nuovo sbigottita, ma la collega mi disse che quelle melanzane piaceva a noi donne perchè non dovrebbe piacere anche ai maschi? Esclamai cosa potessero fare due maschi con i loro piselli, e lei candidamente mi disse: quel che ci facciamo anche noi.

     
    1. rosetta

      mia sorella scopa solo neri, dice che lo hanno grosso e duro, poi leccano e baciano bene perchè hanno le labbra carnose che combaciano perfettamente con le nostre grandi labbra, si appiccicano quasi come ventose e infilano la lingua dentro fin dove possono, io le ho detto che non ho il coraggio di provare e poi mi fanno un po senso i neri, specialmente quelli arrivati clandestinamente, ma lei mi assicura che non sono tutti malati e scemi integralisti religiosi, ci sono molti intelligenti, puliti, attenti e smaniosi di accontentare le femmine bianche, io comunque rimasi quasi sconcertata, ma non riesco a giudicarla moralmente, se a lei piacciono perché non dovrebbe farlo? Contenta lei contenti tutti, io però rimango tradizionalista, non sono razzista, ma non mi farei toccare da un nero, nemmeno baciare e leccare piedi, preferisco i ragazzi bianchi.

       
  4. gwen

    è inutile raccontare, se non si prova non si capisce cosa significa farsi scopare da un negro con attrezzature grandi il doppio dei bianchi. Io volevo e non volevo provare ero molto titubante, e quella sera esagerai con l’approccio e il negro mi prese con energia mi scopò senza preservativo, fu terribile e dopo corsi via a piangere e pensare di denunciarlo per violenza carnale, ma poi dopo la doccia presa la pillola e mi calmai, pensai a ciò che era successo anche per colpa mia per averlo invitato, ma a quanto avevo goduto, lo ammetto mi sentivo violata ma troia e contentissima per aver provato tre orgasmi di cui il terzo scrosciante, in me c’era contraddizione ma non pensavo ad altro che a quel cazzo nero duro e grosso che mia aveva sballato la mente, mai provato nulla di simile. Il giorno dopo lo volli incontrare, ci parlammo, mi chiese scusa inginocchiandosi fino a darmi due baci sui piedi per farsi perdonare, mi inginocchia anch’io, e lo bacia sulla bocca carnosa, gli feci capire che non c’era motivo di scusarsi, mi scopò di nuovo sul tappeto, stavolta mi prese da dietro, fu un esperienza extrasensoriale, sembrava non finisse mai, ma volevo che non si fermasse per il godimento assurdo e impossibile da raccontare se non lo si prova, sentire un cazzo enorme entrare ed arrivare fin dove nessuno mai era arrivato è da sballare la mente dalla gioia il piacere e gli orgasmi procurati, venni sconquassata, rimasi li sul tappeto a godere del mio corpo attraversato dal piacere anche dopo alcuni minuti uscito da me, ansimavo e avvolta da un stato di grazia glielo presi in bocca per gustarmelo, non lo avevo mai fatto con nessuno dei mie ex, vi assicuro è un esperienza extrasensoriale.

     

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