Le sartine…e le pellicce di visone…1° episodio…

Le sartine…e le pellicce di visone…1° episodio…

Tanti anni fa’ conobbi in discoteca Rita…ci mettemmo a parlare e poco dopo lei mi invitò a sederci perché con la musica alta non riusciva a capire bene…ci sedemmo in un divanetto in disparte… continuò a parlare di lei…che era stata lasciata da poco dal fidanzato, che aveva smesso di andare a scuola e che aiutava la mamma a cucire.
Mentre parlavo io la guardavo e la spogliavo con gli occhi…ancora oggi ricordo che portava un tubino nero senza spalline a mezza coscia e le scarpe con il tacco alto.
Ad un certo punto anche lei mi guardò fisso, smise di parlare e ci baciammo appassionatamente.
Con la mano cominciai ad attastare le sue tette prima sopra al vestito poi mi guardai intorno…c’erano altre coppie…mi feci più audace e le abbassai il vestito e iniziai a succhiare i capezzoli.
Lei con la mano cominciò a toccarmi il cazzo che si induriva sempre di più.
La invitai ad uscire…salutò alcuni amici…ci dirigemmo verso la mia macchina… appena saliti ci baciammo nuovamente…ma stavolta lei mi sbottonò i pantaloni tiró fuori il cazzo iniziò prima a masturbarlo poi si avvicinò con la bocca iniziò a dargli tanti bacini sulla punta della cappella poi con le labbra cominciò ad umidire tutta la cappella scendendo piano piano sempre più giù fino al punto di infilarsi quasi 20 cm di cazzo completamente in bocca.
Cominciò a fare su e giù…io ero eccitatissimo… stavo per godere…cercai di avvisarla ma lei continuò aumentando il ritmo.
Cominciai a venirle in bocca lei continuò a succhiare lasciando leggermente la presa con la bocca per permettere al liquido di uscire maggiormente.
Più sentivo che ne usciva più lei ne ingoiava… fino all’ultima goccia…poi con la lingua mi pulí tutta la cappella.
Mi chiese se potevo accompagnarla a casa… arrivati davanti casa ci mettemmo a parlare anche se io non ascoltavo e pensavo a quel meraviglioso pompino.
Lei se ne accorse e ridendo mi chiese se ne volevo un’altro…io rimasi in silenzio.
Lei mi invitò ad entrare…io domandai se c’erano i suoi genitori…lei mi rispose che non c’erano problemi e che aveva la soluzione.
Scendemmo dalla macchina e lei mi disse di aspettare al portone affianco al suo… aprí la porta ed entró in casa.
Aspettai qualche minuto ed iniziai a pensare ad uno scherzo poi sentì lo scatto del portone aprì e non trovando come accendere la luce salì la rampa di scale al buio.
Sulla sx vidi uno spiraglio di luce provenire da una porta accostata… aprì lentamente ed entrando sentì la sua voce che mi invitava a chiudere.
Mi guardai intorno tra la penombra vidi un armadio una sedia e un lavandino sotto la finestra…a sx c’era una porta socchiusa da dove era arrivata la sua voce.
Lei mi invitò a spogliarmi ed appoggiare i vestiti sulla sedia…poco dopo arrivò… completamente nuda… tiró fuori dall’armadio una bacinella la riempì di acqua calda prese un pezzo di sapone di Marsiglia da sopra al lavandino e inizió ad insaponarsi in mezzo alle cosce. ..si sciacquò e dopo essersi asciugata con un telo di lino bianco mi fece avvicinare al lavandino…con l’acqua fredda mi stimolò la pipì dicendo che serviva a pulire il canale visto la sborrata precedente e che lei non prendeva alcuna precauzione dicendo che i metodi antichi erano i più sicuri…mi insaponò il cazzo lo pulí con cura e dopo averlo sciacquato mi prese per mano e mi condusse nella sua camera.
C’era un vecchio letto alla francese…la stanza era molto fredda…chiesi come mai fosse così freddo e lei mi rispose che il papà era molto avaro e non permetteva né a lei né a sua mamma di accendere il riscaldamento…mi invitò ad infilarmi sotto le coperte e poi aggiunse non ti preoccupare ci sono io a riscaldarti.
Completamente nudi ci stringemmo in un gelido abbraccio…i nostri corpi iniziarono a riscaldarsi sempre di più…lei propose un 69…aveva la topa coperta di peli fino a sotto l’ombelico…cominciai con le dita a spostare i peli e scoprire la sua pisellona che bagnatissima emanava un forte odore quasi nauseante.
Iniziai a leccarle la topa lei inizió ad emettere un gemito di piacere sempre più forte iniziando prima a sbrodolare come una fontanella poi arrivó il primo orgasmo dopo pochi minuti il secondo…ed io sempre lì che continuavo a leccare, al punto che lei esclamò…”Che porco che sei…”
Lei prese due cuscini se li mise sotto la pancia mettendo il culetto bene in vista… offrendomi la possibilità di scegliere, disse ridendo…”Buchino n. 1 o buchino n. 2…”
Io rimasi in silenzio come un deficiente…lei disse che forse era meglio iniziare con il buchino n. 1 per una migliore lubrificazione e poi passare al buchino n. 2…
Iniziai a penetrarla sentì le pareti della vagina che si aprivano lentamente accogliendo agevolmente tutto il cazzo.
Aumentai il ritmo…la sua topa colava da tutte le parti era fradicia al punto che non sentivo più niente.
Lei mi propose di tirarlo fuori lo prese in bocca e facendolo tornare duro mi disse…”Ora mettimelo in culo”.
Era la prima volta ma lei mi guidó nell’operazione trasformando quel momento in uno dei ricordi più belli della mia vita.
Mi disse quando stai per sborrare tiralo fuori che te lo prendo in bocca… così quando stavo per eiaculare lo sfilai dal suo culetto…lei velocissima si girò lo afferrò con la mano e lo diresse verso la sua bocca completamente aperta, ricevendo tutti gli schizzi ed ingoiando tutto fino all’ultima goccia.
Mi ringraziò della bellissima notte insieme e mi chiese se ero d’accordo ad incontrarci nuovamente.
Io ovviamente accettai senza pensarci un attimo.
Mi chiese il numero di telefono dicendomi che mi avrebbe contattato lei appena possibile visto che quella settimana aveva molto lavoro e che sarebbero venuti molti clienti a misurare…a quel punto mi sopraffò un pizzico di gelosia e le chiesi…”Uomini o donne”…Lei mi rispose…”Uomini solo uomini…poi sorrise esclamando…”Che sei geloso”.
Iniziammo a frequentarci stavamo molto bene insieme…ben presto mi invitò a cena a casa mifece conoscere i suoi genitori.
Stavamo sempre insieme a pranzo e cena… finito di mangiare la mamma preparava il caffè e ce lo serviva prima a me poi a Rita e poi al marito.
Parlavamo del più e del meno e Rita mi si metteva vicino abbracciandomi e mentre parlavo con il padre mi sussurrava all’orecchio che aveva tanta voglia di cazzo.
Ad un certo punto si rivolse al padre dicendo…”Papino noi saliamo sopra s giocare un pochino”…Il padre rispose…”Me lo immagino che giochi che fate”.
Mentre salivamo le scale sentì il padre dire alla moglie…”Questo è quello fisso…”
La moglie rispose che non erano affari suoi.
Ci mettemmo dentro il letto iniziammo a toccarci e a masturbarsi reciprocamente.
Dopo lei si mise su un fianco e mi propose di penetrarla in quella posizione.
Mentre la scopavo sentí qualcuno che stava salendo la scala…mi fermai…lei mi disse di continuare tranquillamente…la mamma salì completamente la scala e guardando verso di noi esclamò…”Che fai ti fermi continua tranquillamente…e sorridendo altrimenti ti si affloscia”
Rita intervenne in mia difesa dicendo che per quello non c’erano problemi.
Poi mi invitò a continuare a scoparla davanti alla mamma…la cosa mi eccitó molto…la mamma alzò il lenzuolo e iniziò a sbirciare sempre di più al punto di scoprire completamente e lasciare la scena completamente a nudo…Rita mi disse di tirarlo fuori un attimo e di farlo vedere alla mamma…lo afferrò con la mano lo strinse forte dicendo…”Quanto è duro…!!!”
Poi sempre tenendolo con la mano lo infiló nella pisellona della figlia.
Io sempre più arrapato cominciai ad aumentare il ritmo guardando fisso negli occhi la mamma.
Ad un certo punto Rita mi disse che dovevo avvisare quando stavo per sborrare e che la mamma me lo avrebbe preso in bocca.
Appena sentì lo stimolo diventare sempre più forte sfilai il cazzo e lo diressi verso la bocca della mamma che con grande maestria accolse tutti gli schizzi ingoiando completamente l’intera sborrata.
Rita scese di sotto dicendo che andava a fare compagnia al papà che stava solo soletto…io rimasi lì con la mamma.
La mamma mi chiese se avevo capito cosa fosse andata a fare Rita…io risposi che era scesa per fare compagnia al papà… lei ribadí…ma hai capito che tipo di compagnia…!?
Io rimasi in silenzio…lei senza mezzi termini disse…”È la puttanella del padre.. l’ha sverginata lui”
All’inizio rimasi completamente sconvolto poi la mamma mi tranquillizzò dicendo che era un segreto di famiglia che erano una famiglia rispettata e che Rita era una bravissima ragazza desiderosa di crearsi una vita ed una famiglia tutta sua e che secondo loro io ero la persona giusta.
Io risposi che anche io ero molto coinvolto e che stavo molto bene con Rita…sia a letto che fuori.
La mamma mi abbracció mi strinse forte dicendomi che per me c’era anche lei.
Ad un certo punto iniziammo a sentire dei gemiti sempre più forti provenire dal piano di sotto…la mamma mi disse…”Lo senti il padre come la fa’ godere…”
Dai diamoci da fare anche noi…
Iniziammo a baciarci a toccarci…fino al punto di ritrovarci completamente nudi.
Iniziai a penetrarla nonostante l’età era molto arrapante aveva le tette sode e i capezzoli dritti all’insù.
Io che scopavo la mamma e Rita di sotto che scopava con il padre.
Finimmo la scopata e rimanemmo abbracciati come due fidanzatini…
La mamma mi chiese se mi era piaciuto e che sarebbe stata disponibile ad altri incontri e che potevo approfittare sia di lei che della figlia.
Da quella volta iniziai a frequentare la casa…stavo lì a pranzo e cena e spesso con Rita ci addormentavamo e tornavo a casa all’alba.
Un giorno mi svegliai molto tardi erano circa le 3 del pomeriggio…presi la moto ed andai a casa di Rita.
Trovai la mamma che mi disse che Rita era di sopra che aspettava un cliente che doveva misurare dei pantaloni e fare delle modifiche…ad un certo punto suonarono alla porta, la mamma prese una chiave apri la porta ed aprì il portone a fianco…dove ero entrato io la prima volta…ed invitó questo signore, non più giovanissimo a salire sopra e entrare la porta a sx.
A quel punto la mamma mi spiegò che i clienti li faceva salire da fuori mentre loro passavano dalla scala interna.
Continuammo a parlare… ogni tanto mi soffermavo a sentire la voce di Rita che parlava con il cliente…a volte sentivo anche la voce di lui…il buco della scala a chiocciola aumentava l’acustica permettendo di sentire perfettamente ogni parola.
Ad un certo punto non sentì più niente non parlavano più…la mamma mi guardò sorridente… sentì Rita dire…”Vieni che te lo lavo”.
Ripensai alla sera che c’eravamo conosciuti al lavandino al sapone di Marsiglia…la cosa comunque mi eccitó… sentì Rita che diceva che bel cazzo… mamma mia quanto è grosso e duro…poi silenzio… sentì la voce di lui dire…”Brava la mia puttanella…dai succhialo tutto”
Ad un certo punto sentì Rita dire…”Se vuoi con 200.000 lire ti faccio un servizio completo…”
Lui accettò…da quel giorno scopri che il cucito era soltanto una copertura e che sia lei che la mamma arrotondavano per acquistare la desiderata pelliccia di visone.
Continuai comunque a frequentare sia lei sia la sua casa
…sua mamma in particolare… fino al punto di…
Troverete il finale nel prossimo racconto…
.

FavoriteLoadingAggiungi ai tuoi preferiti
Clicca per votare questo articolo!
[Voti: 1 Media: 5]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *