La mia ragazza e il suo segreto

La mia ragazza e il suo segreto

Entrai in quel locale convinto di poter trovare li le risposte che stavo cercando, erano mesi che la mia ragazza il venerdì sera spariva dicendo di uscire con le amiche e tornava a casa ogni volta più tardi. Avevo parlato con una delle sue amiche incrociandola per strada, per non sembrare troppo sospetto, le avevo chiesto con disinvoltura come fosse andata la serata il venerdì precedente e lei mi disse che non erano uscite e che pensasse che Monica me lo avesse detto. Quella fu la conferma che qualcosa non andava, così il venerdì successivo decisi di seguirla senza farmi vedere. A casa iniziò a prepararsi per la serata, indossò un minigonna di jeans ed un top nero abbastanza scollato, un paio di scarpe alte e una giacca avvitata di pelle nera. Era molto sexy e seducente, io non le dicevo niente perché sapevo che quello era il suo stile, l’avevo conosciuta in quel modo e anche se a volte ero geloso, mi stava bene. Mi disse che si sarebbe vista con le altre sotto casa di una sua amica e poi avrebbero raggiunto altre persone in un locale per mangiare qualcosa e fare due chiacchiere. Io mi inventai che quella sera sarei rimasto a casa a vedere la partita in tv con un paio di amici davanti ad una pizza e una birra, mi disse di non aspettarla alzata ed uscì. Dopo pochi minuti scesi anche io, mi misi in auto e iniziai a seguirla a distanza di sicurezza, si fermò effettivamente sotto casa di una sua amica, dopo qualche secondo vidi una donna entrare nella sua macchina e poi si allontanarono. Continuai a seguirle per circa un quarto d’ora fin quando non si fermarono davanti ad un locale che aveva una strana insegna rossa con scritto “Exodus”, non ne avevo mai sentito parlare. Parcheggiai distante, aspettai qualche altro minuto e poi entrai nel locale, fui subito accolto da una musica assordante, c’era gente che beveva al bancone del bar e tavoli pieni di uomini e donne, alcune di questi si baciavano, altri si toccavano e in qualche angolo, dietro i tavoli, qualcuno scopava. Capii subito che si trattava di un locale a luci rosse, mi chiedevo cosa ci facesse la mia ragazza in un posto del genere, mi guardai intorno ma non la vidi da nessuna parte. Attraversai il locale e mi diressi verso un piccolo corridoio, le luci erano soffuse e si intravedevano tante porte. Attraversai il corridoio, mi fermai davanti ad una prima porta, l’aprii e vidi un uomo ammanettato al letto ed una donna vestita di pelle che gli frustava i genitali, lui sembrava goderne. Provai con un’altra porta, una donna stava scopando un uomo piuttosto anziano con un dildo e gli diceva parole oscene, lui si faceva una sega e le ordinava di non smettere. Alla vista di tutto quel sesso iniziai a sentire anche io la voglia irrefrenabile di scopare ma dovevo controllarmi e trovare Monica. Alla terza porta trovai finalmente ciò che stavo cercando, Monica era seduta su un ragazzo contro il cazzo dentro la sua fica e se lo stava scopando. Lo teneva fermo e si muoveva velocemente sopra di lui, il suo uccello entrava ed usciva con estrema facilità dalla fica di Monica, che gemeva e godeva di quel piacere così intenso. Alla vista di quella scena fui invaso dalla gelosia, la mia ragazza stava scopando con un altro, me l’avrebbe pagata cara. Entrai nella stanza, lei non si accorse subito della mia presenza, quando mi vide cercò di scendere dal tipo ma io glielo impedii bloccandola. Le sussurrai all’orecchio che era una troia e che adesso avrebbe dovuto continuare a scopare quel tipo davanti a me, lei sembrò contenta di quell’ordine e riprese a cavalcare su quel cazzo. Io intanto tirai fuori il mio e mi feci una sega per diversi minuti, lo volevo bello duro, volevo farle male, l’avrei scopata con forza fino a farla supplicare di smettere. Vidi Monica agire come se io non ci fossi, non si preoccupò della mia presenza, si accovacciò sul tizio come quando ci si vuole sedere su una sedia e poi iniziò a dare colpì forte sul suo bacino conficcandosi fino in fondo il cazzo ad ogni colpo. Non riuscii più a trattenere la mia rabbia, la presi da dietro, la bloccai sul tizio, lui aveva ancora il suo cazzo dentro di lei, le allargai le gambe e la penetrai nel culo. Il mio cazzo entrò di prepotenza e lei urlò di dolore, cercò di ribellarsi ma io la tenni ferma e iniziai a fotterla. Spingevo forte, davo colpi profondi che alternavo con movimenti più veloci, lei aveva iniziato a godere del mio cazzo nel suo culo, si aggrappò alle lenzuola e urlò dal piacere di essere fottuta. Anche quello sconosciuto aumentò il ritmo scopandola più forte, la sentivo gemere e dire che voleva sempre più cazzo, accelerai il ritmo e ci misi tutta la forza e la voglia che avevo in corpo, volevo sfondarle il culo e sborrarle dentro. Il solo pensiero di riempirla del mio sperma mi portò al limite e dopo vari colpi forti e decisi venni dentro di lei riempendola di sperma. Mi allontanai e vidi il mio liquido colarle dal culo, intanto il tizio aveva ribaltato la situazione, l’aveva stesa e si era posizionato sopra, le teneva aperte le gambe le mani e la scopò forte. Quella scena mi provocò qualcosa dentro, mi eccitai nuovamente, il mio cazzo tornò in tiro, mi avvicinai al letto e senza esitare lo misi nella bocca di Monica. Lei me lo succhiò più volte, la sentii raggiungere vari orgasmi, poi quell’uomo si tirò indietro mi raggiunse e avvicinò il suo cazzo alla bocca della mia ragazza. Lei li prese in mano e stimolò diverse volte fin quando entrambi non le sborrammo in faccia. Da quella sera ogni venerdì sera vado con lei in quel locale, scegliamo qualcuno, donna o uomo e facciamo sesso a tre, ed ho scoperto che mi piace proprio fotterla come punizione per ciò che fa con gli altri.

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