Inconsapevolmente cornuti. Finalmente sono la tua puttana.

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Il giorno successivo, è un martedì infernale per tutti e due. Silvia, in ufficio, non riesce a combinare nulla, ha problemi con la connessione in rete, soprattutto con una delle aziende cui deve compilare le buste paga. Luca invece riceve la visita inaspettata di Franco. Quando se lo trova davanti, per un attimo si aspetta che quell’uomo, che ha ripetutamente goduto del corpo della sua donna, abbia con lui un atteggiamento strafottente e arrogante, invece, a sorpresa, si rivela essere una persona garbata, che gli parla con un tono amichevole, quasi fraterno. I due, chiusi nell’ufficio della direttrice, si trovano a dover risolvere una seria questione. «Purtroppo Wanda ha avuto un bruttissimo incidente, che sicuramente la terrà lontana dal lavoro per molti mesi e considerato che è quasi prossima alla pensione, dubito che vorrà ritornare in servizio. Con Marco in luna di miele, tu, caro amico, dovrai occuparti di mandare avanti insieme alla tua collega questa agenzia. Purtroppo fino alla prossima settimana non ho nessuna persona da poterti mandare in aiuto, quindi dovete contare solo sulle vostre forze». Luca lo guarda un po’ sconcertato, prendendo atto che il lavoro prima svolto da quattro persone, dovrà svolgerlo lui e la collega, che non ha grande esperienza. Franco legge lo sconforto nei suoi occhi, lo invita a non sottovalutare la sua bravura, e il suo impegno. Aggiunge anche che ha grande stima di lui, che lo ritiene una persona veramente brava dal punto di vista professionale e che, sicuramente, non deluderà le aspettative delle persone che hanno fiducia in lui. Pronuncia queste ultime parole, con un tono alquanto convinto, e Luca ha la sensazione che quella frase nasconda in effetti un doppio senso. Alla sera ne parla con Silvia, la quale gli assicura che tutti gli amici di Dario hanno fatto un patto affinché nulla trapeli di quello che c’è stato fra lei e loro. Quindi l’affermazione di Franco era a considerarsi un complimento, un attestato di fiducia, puro e semplice. Il mattino successivo, mentre i due ragazzi fanno colazione, un’abitudine che hanno preso da tempo in un bar situato a metà strada fra i due rispettivi luoghi di lavoro, Luca è informato di tutto, sia del fatto che ha iniziato a mettere in chiaro le cose con Dario, ma soprattutto dell’appuntamento con Andrea. Chiede a Silvia se vuole il suo sostegno per andare a cena con Andrea, ma lei risponde che preferisce, se per lui non è un problema, andare da sola in quanto vuole che la questione sia risolta fra loro due, poiché è lei che ha coinvolto Andrea nella loro vita. Luca si guarda intorno e, anche se la zona dove sono non è la più elegante o importante della città, non gli dispiacerebbe trovare una casa nei dintorni. Mentre esprime questo suo desiderio, si trovano davanti alla cassa del bar, dove il titolare, un signore anziano, li guarda e chiede conferma di quanto gli è sembrato di capire. «Vi interesserebbe davvero acquistare un appartamento in questa zona?» I due giovani si guardano e confermano la loro intenzione, specificando che, anche se è una zona un po’ andata, con edifici che comunque necessitano di ristrutturazioni, per loro sarebbe una posizione ottimale. «Se volete vi vendo il mio appartamento. Non sono originario di queste parti, sono venuto qui circa una quarantina di anni fa, quando ha sposato una donna di questa città, che avevo conosciuto perché in vacanza nella mia città al mare. Dopo la sua morte, avvenuta circa tre anni fa, ho deciso di vendere tutto e di ritornare nella mia casa in riva al mare. Fra tre settimane, alla fine del mese, questo bar non sarà più mio e, se posso vendere anche l’appartamento, ne sarei molto contento. Siete una coppia giovane mi sembrate anche simpatici, posso farvi un buon prezzo». I due giovani si scambiano un’occhiata d’intesa e, dopo aver scambiato il recapito con il vecchio, nell’uscire Luca chiede dov’è ubicato l’immobile. Giovanni, il barista li accompagna fino alla porta e con la mano indica il terzo fabbricato in fondo alla via, quello vicino al parco. «L’edificio è quello giù in fondo e, al sesto piano, c’è l’appartamento, da cui si gode una bella panoramica sul parco. Vi aspetto questa sera, venite quando avete tempo che ve lo mostro. Se la casa vi piace, riusciremo a concordare un buon prezzo, ne sono sicuro». Con quel buon inizio, la giornata sembra scorrere via meravigliosamente e la sera, appena liberi dall’ufficio, i due ragazzi si trovano davanti all’edificio dove è situato l’appartamento e vengono ricevuti calorosamente da Giovanni. Appena entrati, si trovano davanti un bella casa, costituita da un ampio salone che affaccia su un terrazzo, non troppo grande, ma dal quale si vede tutto il parco e la città sottostante, una camera da letto matrimoniale, con annesso armadio a muro e due bagni, di cui uno situato in mezzo ad altre due camere più piccole. Una bella cucina completa la proprietà, che ha anche un box auto nel sottosuolo. Insieme concordano che tutto l’appartamento necessita di una sistemazione non indifferente, ma Giovanni gli fa una proposta che sembra abbastanza favorevole. Per tutto il tempo che la coppia è stata dentro la casa, Silvia ha notato che gli occhi di Giovanni hanno indugiato a lungo sulle sue curve generose. Silvia indossa un top giallo tenue e una minigonna nera, con dei sandali a zeppa che le fanno protendere in fuori il suo meraviglioso culo, ed ha notato che Giovanni non è rimasto insensibile alla sua sensualità. Anche Luca ha notato quel dettaglio e questo gli ha provocato una violenta erezione, che sfoga chiedendo semplicemente di andare in bagno, lasciando Silvia da sola insieme a Giovanni, a parlare sul terrazzo. «Il prezzo che lei chiede, mi sembra un po’ eccessivo. Saremmo disposti a pagarlo in contanti, ma sarebbe il caso che ci facesse un piccolo sconto». Giovanni la guarda con occhi carichi di desiderio e, dopo aver dato un’occhiata e verificato di essere soli, a bassa voce, fa una proposta a Silvia. «Potrei anche concederti un discreto sconto, ma vorrei qualcosa in cambio. Tu sei una bella ragazza e, sicuramente, avrai capito che cosa desidererei avere in cambio: quanto più sarai generosa con me, tanto più lo sarebbe il mio sconto». Luca, dopo essersi masturbato in bagno, esce silenziosamente e li osserva parlare a bassa voce molto vicini, poi, quando fa la sua comparsa, lasciano la casa, senza che Silvia abbia dato una risposta alla proposta di Giovanni. Velocemente rientra a casa ed ha giusto il tempo di fare una rapida doccia e prepararsi per andare all’appuntamento con Andrea. Arriva appena con qualche minuto di ritardo e lui che l’attende in un parcheggio, quando la vede scendere dall’auto, rimane meravigliato dal suo abbigliamento. Silvia indossa un tailleur leggero celeste, giacca e pantaloni con sotto una semplice T-shirt bianca. Si sarebbe aspettato un abbigliamento più sexy e provocante, in un certo senso più da puttana, mentre resta sorpreso da questo nuovo look. Durante il percorso che li porta a quel ristorante che serve piatti sardi, dove lui abitualmente va cena con Alberto, parlano solo del matrimonio di Lucia, delle banalità inerenti a quella cerimonia e, soprattutto, del fatto che lei rivaleggiava in bellezza con la sposa. Appena seduti, iniziano a ricevere le prime pietanze da consumare, ma Silvia sembra avere poco appetito. Andrea la guarda e si rende conto che, decisamente, c’è qualcosa di strano nel suo comportamento. «È inutile che ci giriamo intorno. Desidererei sapere cosa è cambiato dall’ultima volta che siamo stati insieme». Silvia solleva lo sguardo, incrocia il suo e, per la prima volta, riesce a reggere il suo sguardo penetrante e, anzi, gliene rivolge uno quasi di sfida, che stupisce Andrea. Sorseggia del vino, poi, dopo aver fatto un bel respiro, inizia ad esprimere il suo pensiero. «Quando abbiamo iniziato il nostro gioco a tre, tu ci hai assicurato che, nel momento in cui noi avremmo deciso di smettere, eravamo liberi di farlo, quindi, vorrei dirti che quel momento è arrivato: io e Luca, vogliamo semplicemente che il nostro gioco, si concluda qui». Andrea la guarda con un’aria stupita e, chiaramente, non si aspettava una simile dichiarazione. Dopo un attimo di esitazione e con tono un po’ incerto, chiede il motivo di quella decisione. «Sono una persona che mantiene la parola data e, come ho detto allora, ribadisco oggi che voi siete liberi di interrompere il gioco. Però devo anche dire che sono stupito da questa vostra decisione, in quanto mi era sembrato che avevamo raggiunto una perfetta intesa e ognuno di noi aveva ricevuto il piacere cui anelava. Evidentemente c’è qualcosa che è intervenuto e mi piacerebbe conoscerne la motivazione». Silvia lo guarda, nota il fatto che mentre parla la sua voce è diventata un po’ incerta, quasi timorosa, ed espone: «Ammetto che, fra le tue braccia, ho provato emozioni intense e meravigliose e, nel contempo, ho regalato analoghe sensazioni all’uomo che amo. Quelle sensazioni hanno rappresentato, per lui, un piacere enorme, in quanto era ciò che egli si aspettava da me. Tu sei un uomo stupendo, un maschio ben dotato e, soprattutto, attento al piacere della donna, con cui ama giacere. Sicuramente tutto sarebbe proseguito per il verso giusto, se non si fossero verificate due cose, che hanno cambiato per sempre il mio concetto di trasgressione. Questi due fatti mi hanno evidenziato che il gioco, che stavamo facendo, ha, in qualche modo, messo a rischio la mia vita al fianco di Luca. Potrà sembrarti banale, ma io amo quel ragazzo e tutto ciò che voglio è solo stare con lui, renderlo felice in tutti i modi possibili e immaginabili. Il viaggio ad Amsterdam è stata la cosa peggiore che mi sia mai capitata e, purtroppo, tu sei stato l’artefice della partecipazione mia e di Lucia a quell’evento maledetto, che ha stravolto il mio punto di vista sul sesso trasgressivo. Inoltre Luca aveva scoperto che io lo tradivo con Dario, mettendo in seria discussione il mio rapporto con lui che, pur di non perdere il mio amore, aveva accettato qualsiasi cosa mi veniva proposta. Ho capito, quindi, il grosso rischio che stavo correndo e, soprattutto, ho capito il profondo amore che lui nutre per me e che io ricambio in maniera esclusiva e privilegiata». Andrea ascolta quelle parole e non può non comprendere quale sia stato l’evento traumatico che l’ha indotta a quella particolare decisione. «Purtroppo, non sono riuscito a sapere dalla signora Helen cosa sia successo a quella festa. Mi ero subito reso conto che doveva esserci stato qualcosa che ha modificato il tuo far sesso con me. Non avevo intuito quanto negativa potesse esser stata quell’esperienza, ma è evidente che ti ha segnato marcatamente. Ho commesso un grande errore ed ora mi è chiaro che ha avuto un effetto a cascata su di te, trascinando via anche quel che di bello vi era stato. Vorrei però capire esattamente, anche se non in maniera dettagliata, cosa è cambiato da quella sera». Silvia ora lo fissa negli occhi e gli parla con un tono serio e deciso. «Fino a quel momento, godere fra le tue braccia mi aveva eccitato e fatto divertire moltissimo, soprattutto nello scorgere gli occhi del mio uomo, carichi di libidine nell’ammirare quanto fosse troia la sua donna. Invece, in quella maledetta sera ad Amsterdam, mi son sentita usata e trattata come una cosa da poter buttar via appena concluso l’amplesso. Non ho trovato niente di erotico in ciò che ho fatto quella sera, ma solo disgusto e paura. Mi sono mancati i suoi occhi, mi è mancato il piacere di esibirmi per lui e questa è stata la cosa che mi ha indotto a riflettere su quello che stavo facendo e su quello che effettivamente ero in quel dato momento, soprattutto, su come veniva usato il mio corpo. Lo schifo, il disprezzo che me ne è derivato da quell’esperienza, mi hanno indotto a riflettere, a decidere che, sentirmi viva, felice e desiderata fra le braccia di Luca, era la cosa che volevo di più al mondo. Non più tardi di sabato scorso, gli ho dimostrato che posso renderlo felice godendo fra le braccia di due sconosciuti, senza bisogno di vederlo umiliato, come succede quando siamo insieme noi tre. Sono stanca, voglio solo vivere la mia vita insieme a lui, giocando con la trasgressione solo quando entrambi ne sentiamo realmente bisogno e non perché altre persone ce lo impongono. Capisco che questo delude ogni tua aspettativa, ma preferiamo proseguire il nostro cammino in questo modo». Andrea la guarda e si rende conto della determinazione che Silvia mette nell’esprimere quel suo concetto, quindi le assicura che, a partire da quel momento, sono liberi di vivere la loro vita come meglio credono, anche se, dentro di sé, è rammaricato per la perdita di una persona meravigliosa come lei. Quando ritornano al parcheggio, Silvia scende e con passo deciso sale sulla sua auto e se ne va. E’ in quel momento che Andrea si rende conto che ha perso, non una schiava o una femmina con un uomo sottomesso, niente di tutto questo, bensì la donna che ama. Il giorno successivo, Silvia chiama Giovanni e gli dice che è interessata ad ottenere quello sconto che le era stato proposto. Lui, molto soddisfatto, la invita a raggiungerlo a casa sua la sera stessa. Quando ne parla con Luca, gli espone chiaramente il fatto che l’uomo vorrà delle prestazioni sessuali in cambio dello sconto promesso sull’acquisto dell’immobile. Egli le chiede se può essere presente, perché, in fondo, vederla nuovamente far la puttana con un altro sconosciuto, è una cosa che lo eccita tantissimo. All’ora concordata, entrambi si presentano alla porta di Giovanni, che, ovviamente, rimane doppiamente sbalordito nel vedere sia la presenza di Luca che il look di Silvia. Infatti, lei, consapevole del ruolo di troia che dovrà recitare, indossa una mini gonna molto corta, che lascia scoperte le sue splendide cosce lisce e ben tornite. Indossa dei sandali con tacco 12 e sopra un top bianco, che copre il seno lasciato libero, i cui capezzoli duri premono contro la stoffa, quasi a volerla bucare. Egli solo per un attimo resta sorpreso, ma è lei a chiarire subito quali siano le regole del gioco. «Mi hai chiesto di venire a letto con te per avere lo sconto e questo, come vedi, io lo accetto, ma poiché l’appartamento sarà anche suo, voglio che lui sia presente, per due semplici motivi: voglio vedere i suoi occhi mentre faccio la puttana con te, perché questo mi eccita di più, e poi, perché così mi sento più tranquilla, in quanto ancora non ti conosco. Naturalmente lui, se tu non vuoi, sarà solo uno spettatore silenzioso e discreto». Giovanni impiega appena un secondo per realizzare che sta sul punto di scopare quella bellissima femmina, sotto lo sguardo estasiato ed attento del suo uomo. Senza tanti complimenti, l’uomo stringe Silvia a sé e le appoggia una mano sul culo, cominciando a tastare quella meraviglia, mentre con l’altra mano cerca di liberare più velocemente possibile il cazzo già bello duro e gonfio che preme dentro i pantaloni. Appena ci riesce, spinge Silvia verso il basso e lei, inginocchiata davanti a quell’uomo, si trova un bel cazzo grosso, ma ancora non eccitato. Lo prende in mano e lo succhia, mentre lui continua a spogliarsi e, alla fine, lei si trova fra le mani due grosse palle, che lei con una mano accarezza, mentre con l’altra lo masturba e lo succhia fin quando lui incomincia a gemere di piacere. «Che bocca caldissima! Come lo succhi bene! Che bocchinara! Continua non ti fermare! Ingoialo tutto troia!» Silvia si dà da fare con estrema bravura e, ben presto, quel sesso comincia a indurirsi e a raggiungere dimensioni abbastanza ragguardevoli. L’uomo blocca la testa di Silvia e, con il movimento avanti/indietro del bacino, tenta di spingerle quel cazzo il più possibile dentro la bocca. Lei controlla bene l’intrusione e, con fare da esperta pompinara, riesce a farlo scivolare bene dentro la gola, fin quando l’uomo si ritrova con la sua faccia incollata al suo inguine. «Accidenti! Che troia! L’ho preso tutto in gola! Che succhiacazzi! Cazzo che troia!» Lascia che lei si muova autonomamente e, ad un tratto, Silvia si accorge che l’uomo non riesce più a controllarsi e, sicuramente, fra poco le inonderà la bocca con il suo seme; a quel punto di colpo se lo sfila dalla bocca, poi si alza in piedi e lo guarda insistentemente, mentre con la mano continua a segarlo. Lui la guarda con occhi smarriti, stupito, incredulo che tutto quel piacere sia di colpo finito. «Che cazzo fai? Continua succhiarmi il cazzo. Voglio sborrare nella tua gola da troia!» Silvia lo guarda, poi gira gli occhi a cercare quelli di Luca, che vede brillare di piacere, torna a guardare in faccia Giovanni e detta le sue condizioni. «Io non ti faccio venire nella mia bocca, fin quando non abbiamo stabilito a quanto ammonta lo sconto che intendi fare sul prezzo e fin quando non abbiamo firmato il rogito. In quel momento, io ti consegnerò una specie di contratto dove mi impegno a passare una notte a scopare con te. Perciò decidi: a quanto ammonta lo sconto? E dimmi se, questo che ti ho appena fatto, è di tuo gradimento». Giovanni resta un attimo a riflettere, poi le propone il 10% di sconto sul prezzo pattuito, alle seguenti condizioni: che lei dovrà passare tre notti insieme a lui e ad altri suoi amici, nel periodo che intercorre da questa sera alla fine del mese. Luca guarda Silvia che sta riflettendo sulla proposta e, quando lei gira lo sguardo, lui scuote il capo, per niente convinto di quello che lui propone. Silvia, dopo aver riflettuto, gli fa una controproposta. «Voglio il 20% di sconto, quattro notti con te, di cui solo in due potranno essere presenti dei tuoi amici, in numero non più di tre, te compreso. Potrete avere il mio corpo a vostro piacimento, ma sempre sotto lo sguardo attento del mio uomo, altrimenti quello che hai appena assaggiato resterà per te un pio ricordo». Giovanni fa rapidamente le sue valutazioni ed accetta quello che Silvia gli propone, ma aggiunge solo una piccola condizione: che la prima notte che loro due passeranno assieme dovrà essere lei da sola, senza la presenza di Luca. Luca, mentre ascoltava le parole di Giovanni, ha fatto un rapido calcolo e, quando Silvia si gira per chiedere il suo assenso, lui annuisce favorevolmente. Lo sconto rappresenta più o meno la cifra necessaria per ristrutturare l’intero appartamento, quindi considera la cosa un buon affare. Una stretta di mano fra i tre suggella l’accordo raggiunto, che sarà poi ratificato in presenza di un notaio. Dopo di che Giovanni chiede a Silvia di completare l’opera che aveva interrotto. Lei, senza nessuna difficoltà, si inginocchia davanti a lui e, forte dell’esperienza acquisita e perfezionata nella scuola olandese, gli confeziona un pompino da favola. Quando Giovanni raggiunge l’orgasmo, è come un fiume in piena che si riversa nella sua bocca, mentre lui mugola di piacere, continuando ad elogiare la sua bravura. «Bevi, troia! Continua a succhiare! Bevilo tutto, puttana! Sei una succhiacazzi di prim’ordine! Sborro!» Dopo aver leccato e succhiato fino all’ultima stilla di quella crema dolce che lui gli ha riversato in bocca, Silvia si solleva in piedi e girando gli occhi verso Luca, lo guarda rimanendo immobile, mentre con la lingua continua a pulire le sue labbra ancora impastate del seme che appena ricevuto in bocca. Lui le sorride, si avvicina e l’abbraccia forte; la sua bocca si congiunge a quella della sua donna, che gli fa assaporare, per l’ennesima volta, il seme di un altro maschio che ha appena goduto fra le sue labbra. Restano d’accordo che sarà Giovanni a comunicargli l’appuntamento con il notaio per la stesura del rogito, quindi escono e se ne vanno soddisfatti. Appena giunti in auto, Silvia stringe con forza Luca e lo bacia felice e contenta. «Amore! Amore! Amore, sapessi quanto ti amo! Ti rendi conto che abbiamo trovato il nostro nido amore! Amore, sei stato meraviglioso, ho sentito i tuoi occhi su di me per tutto il tempo che quel porco mi sborrava in bocca. Comprendo che sia un sacrificio la prima volta che andrò letto con lui e non potrai vedermi, ma sono convinta che il gioco valga la candela. Adesso, per cortesia, trova un posto appartato, perché ho voglia di scopare con te, da quanto sono eccitata». Luca prende velocemente la strada del lago e raggiungono la loro mitica piazzola, che li ha visti protagonisti di tanti momenti felici. Appena entrano nel piccolo parcheggio, scoprono che già è occupato da un’altra vettura, restano un attimo indecisi, poi, visto che l’altra coppia rimane senza scomporsi al suo posto, Luca parcheggia poco distante e subito Silvia gli salta addosso, eccitata da morire. Il tempo di tirare fuori l’uccello duro del suo uomo e ci sale sopra; ci si impala, spingendolo tutto dentro fino in fondo. Resta immobile, mentre lui la guarda estasiato e, allungate le mani, le afferra i seni e li scopre. Silvia contrae i suoi muscoli vaginali e regala a Luca una fantastica sensazione, che lui, praticamente, assaggia per la prima volta. Seguendo le indicazioni di lei, anch’egli inizia a contrarre i muscoli del pene e questo, unito all’eccitazione che avevano accumulato in corpo, regala ad entrambi un orgasmo che esternano con un urlo di infinito piacere. Quell’urlo in contemporanea, squarcia la notte e la coppia che sta scopando, poco distante da loro, solleva lo sguardo e vedendo le mani di lui che giocano con i seni di Silvia, cambiano immediatamente posizione e così, anche l’altra ragazza, ora sta cavalcando il suo uomo, che impasta i suoi seni e la fa, a sua volta, urlare di piacere. Silvia volge lo sguardo e si rende conto che anche l’altra ragazza la sta guardando e, colta da un desiderio di improvvisa libidine, apre lo sportello, scende, poi si posiziona piegata a 90° sul cofano della macchina e chiede Luca di scoparla in piedi, lì davanti agli altri due che la guardano, restando basiti davanti a quello spettacolo. Appena Luca la penetra da dietro, anche l’altra coppia scende e si posiziona nella stessa maniera, però girati dal lato opposto, perché questo permette ad entrambe le coppie di osservarsi a vicenda. Luca la scopa bene a lungo e lei gode ed urla il suo piacere, sempre più forte, e quando lui è prossimo all’orgasmo, lei si gira e gli chiede, ad alta voce, di venirle in bocca. Lui rimane per un attimo stupito, ma, consapevole che la sua donna deve avere qualcosa in mente, le assesta ancora qualche colpo, poi si sposta e si mette di lato, con lei che, inginocchiata, glielo prende in bocca, mentre lui, con un lungo gemito, scarica dentro tutto il suo piacere. La donna dell’altra coppia non fa che ripetere quanto ha visto fare a Silvia e, come lei, lo ripulisce al proprio uomo, fin a quando vede che Silvia si stacca da Luca e, fatti due passi, si ritrova davanti a lei, che è in piedi e la guarda in silenzio. Anche Luca si è lentamente avvicinato e osserva la scena di cui ancora non ha capito il significato, ma che è subito ben chiaro quando Silvia abbraccia la donna e la bacia con passione. In quel momento realizza il gioco perverso che la sua donna gli ha regalato. Per un lungo interminabile minuto le due donne continuano a limonare tra loro, poi, quando si staccano, ognuna si gira e bacia il proprio uomo facendogli assaporare, oltre al profumo, il sapore dell’altro maschio. Poi Silvia si gira, guarda verso l’altra donna, le fa un cenno di saluto e, senza dire una parola, prende Luca per mano e se ne vanno. Due giorni dopo Giovanni chiama Silvia e fissa l’appuntamento con il notaio, per il pomeriggio del giorno successivo. Quando escono dallo studio del notaio con il rogito appena firmato, l’uomo ricorda alla giovane il loro accordo. E’ così che stabiliscono quattro date e lui pretende che la sera dopo, lei sia sua ospite nel letto. La sera successiva, Silvia si presenta a casa di Giovanni, che l’accoglie a braccia aperte. L’uomo la tratta con grande rispetto, fin quando se la trova nuda nel letto, dove la scopa con entusiasmo e passione, facendola godere tantissimo. Quando ha soddisfatto il suo piacere, comunica alla ragazza che inviterà nel suo letto tre amici fidati che, in futuro, potranno essere molto utili alla coppia. Mentre parlano, Silvia accarezza ancora il membro di quell’uomo che, sotto le abili mani della donna, torna di nuovo turgido. Dopo averla chiavata ancora, lui la fa girare e la prende anche nel culo, fin quando non le riversa dentro il suo ultimo schizzo di piacere. Nei tre incontri successivi, Silvia ha l’opportunità di conoscere tre persone diverse e, poiché è presente anche Luca, per Silvia la cosa diventa molto più eccitante. Il primo è un costruttore edile che promette di ristrutturare l’appartamento con un prezzo vantaggioso, se Silvia accetterà di passare un’intera notte con lui. Anche gli altri due sono persone molto utili alla coppia: uno è un idraulico, che si offre di fare tutti lavori necessari nell’appartamento, e l’altro è un elettricista che, a sua volta, offre i suoi servigi, ma chiede di poter scopare quella donna ancora una notte, in cambio di un considerevole sconto. Durante queste tre settimane, mentre loro sono impegnati in queste serate, avvengono altri fatti che in ogni caso fanno parte della vita di questa coppia. Il primo consiste nel ritorno della sua amica Lucia dal viaggio di nozze, dove è stato abbondantemente scopata da entrambi i maschi, sempre in doppia penetrazione in figa e le hanno riversato dentro fiumi di sperma, allo scopo di ingravidarla il prima possibile. La seconda si ha quando Dario, scoperto che loro avevano finalmente trovato una casa, chiede a Silvia e Luca di passare una sera insieme. È una sera particolare, quando dopo aver cenato in un buon ristorante, si trovano tutti e tre a casa di Dario. Nell’occasione, Luca può assistere alla monta della sua donna da parte di quell’uomo che effettivamente lo ha cornificato. Non c’è nessun problema per lui, in quanto considera Dario una persona affidabile e, quindi, il piacere che ne trae è notevole. La cosa che invece crea qualche preoccupazione alla coppia è il comportamento di Andrea. Lo incontrano una domenica di metà luglio, quando tutte le coppie sono riunite a casa di Alberto, che ospita Luigi e Stefania che, assieme a Lucia, già mostra una bella pancia da un neo mamme. Quando lo vedono arrivare, si trovano davanti un uomo totalmente diverso. Spento, triste, con l’aria così malinconica che a Silvia fa quasi pena. È Alberto che chiarisce che l’amico, da quando essi hanno chiuso il loro gioco, sembra che non abbia più nessun interesse. Andrea scambia qualche parola in privato con Luca, assieme a Silvia. Si informa di come procede la ristrutturazione del loro appartamento e chiede quando la giovane coppia ha intenzione di fissare la data delle loro nozze. È palese la tristezza nella sua voce, mentre guarda con occhi malinconici quella giovane donna che ha goduto fra le sue braccia. Improvvisamente, chiede loro una cosa che stupisce entrambi. «Ho ripensato molto, a quello che abbiamo vissuto insieme, e soprattutto mi sono accorto che ero innamorato di te, proprio nel momento in cui ti ho persa. Ora capisco l’amore che Luca nutre nei tuoi confronti ed io sarei disposto a lasciarmi sottomettere da te e da lui, pur di vederti godere ancora. Accetterei tutte le umiliazioni che ha provato lui, pur di aver la possibilità di leccare la tua vagina piena del seme del maschio con cui hai goduto». La giovane coppia si scambia un’occhiata, cercando di capire se il significato di quelle parole pronunciate da Andrea, corrisponde a quanto da loro inteso. «Mi fa piacere sapere che hai capito quanto amore prova Luca per me, e quanto ne provava in quei momenti in cui tu lo umiliavi. Non posso assicurarti che ti offriremo un’altra occasione, ma ti prometto che esamineremo la cosa. Devi però capire che io, adesso, finalmente sono la sua puttana». Nel sentire quelle parole gli occhi di Andrea, hanno un guizzo, una luce che in qualche modo cancella la tristezza da cui erano pervasi; guarda ancora Silvia e annuisce, confermando che Luca è un uomo veramente fortunato ad avere una femmina così bella, innamorata, e tanto puttana.

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