Il mio primo tradimento…vaginale

Il mio primo tradimento…vaginale

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Sembra ancora ieri, quando tradì mio marito per la prima volta, facendomi penetrare la vagina.
Si, perchè lo avevo già tradito in precedenza, ma solo “oralmente”.
Era un caldo pomeriggio di primavera, avevo appena finito una riunione di condominio in una località balneare, in uno stabile che amministro lontano da casa mia.
Stavo mettendomi in auto per fare ritorno a casa, quando, uno dei giovani condomini mi bussa al vetro dell’auto e mi chiede gentilmente di dargli un passaggio,
evitandogli la seccatura di aspettare il bus, visto che il suo comune di residenza è sulla strada per il mio.
Accetto volentieri, perchè mi è sempre risultato simpatico, oltre che attrae.
Ho sempre notato che ai miei sorrisi di circostanza nelle riunioni, lui rispondeva sempre con simpatia.
Mi faccio indicare il percorso da fare e durante il tragitto i suoi discorsi si fanno sempre più ammiccanti, mi fa i complimenti sull’abbigliamento,
sul profumo e dice che mai in vita sua le riniuoni di condominio erano state così piacevoli.
Capisco che la situazione è matura per il mio solito pompino extraconiugale e, senza distogliere lo sguardo dalla strada,
inizio a toccargli il cazzo da sopra il jeans.
Lui mi dice immediatamente:”gira a destra” e ci inoltriamo in un vicolo adiacente la strada principale.
Fermata l’auto sono immediatamente con la testa sopra il suo jeans, intenta a sbottonarglielo con la mia solita ingordigia: ho una voglia matta di succhiarglielo.
Il cazzo che tira fuori è grosso, largo e circonciso ed inizio, come mio solito, a leccarlo dalle palle,
per poi salire fino alla punta e farlo sparire nella mia gola, fancendomi scopare la bocca con voracia.
Mi sento stranamente molto bagnata perchè, dato che lui è di grossa statura (oltre il metro e novanta), riesce a toccarmi la figa con le sue lunghe leve,
cosa che non mi capita spesso, dato che sono molto sovrappeso, con una pancia molto pronunciata ed alta solo un metro e cinquanta.
Questa situazione mi è nuova e l’eccitazione sale a livelli mai provati, quindi ho un orgasmo come mai mi era successo, non sò se per il suo cazzo o
se per le sue dita.
Sono eccitatissima e lui non è ancora venuto, nonostante il cazzo sia veramente durissimo.
Mi chiede quasi innocentemente:”Dai, fatti scopare…”, io sono eccitatissima e gli rispondo comunque di no: “non faccio certe cose in auto”.
Ma lui insiste e mi propone:”Tra qualche chilometro c’è un magazzino dove lavoro, ho le chiavi e a quest’ora non c’è nessuno”.
Mentre continuo a guidare mostro una sterile resistenza, ma mi lascio convincere facilmente, dato che lui continua a chiedermelo, sostituendo
la leva del cambio con il suo cazzo eretto.
Arriviamo al magazzino e lui scende per aprirlo: sono eccitata ed il cuore mi batte fortissimo, quasi come se lo stessi rapinando quel magazzino.
Lui mi fa cenno di entrare con uno squillo ed io scendo dall’auto dirigendomi dentro correndo, veramente come una ladra.
Appena entrata, lui chiude serranda e porta dietro di me.
L’ambiente è ampio e confusionario e lui, con il suo uccello di nuovo fuori, mi avvicina ad una scrivania.
Ci limoniamo e ci tocchiamo come due liceali desiderosi l’uno dell’altro, lui inizia a spogliarmi ed io faccio lo stesso con lui, mentre le nostre lingue
si intrecciano come serpenti e scivolano all’esterno: mi lecca il collo, l’orecchio, poi scende sulle tette.
Le strizza, le lecca, le succhia facendimi bagnare sempre di più.
Lui mi fa cenno di succhiargli ancora l’uccello, ma io sono eccitata a dei livelli di troiaggine che manco sapevo di avere e senza pudore gli dico:
“Il pompino lo hai già avuto, è la figa che mi devi scopare adesso.”
Dopo mezzo secondo mi trovo sdraiata sulla scrivania a gambe aperte: il suo cazzo è duro, sento la cappella che mi apre le labbra ed entra come
uno scavatore nella roccia, è irruento e maschio.
Inizio a godere come una matta, mentre lui spinge forte ed aumenta il ritmo, condendo il tutto con un linguaggio molto forte:
“Era questo quello che volevi ora, eh puttana?”, “Dai, prendilo ancora troia, godi, pensa a quel cornuto di tuo marito a casa che ti sta aspettando,
mentre tu sei qui a prenderlo nella tua figona grassa”.
Quando ho sentito quelle parole ed ho pensato realmente a mio marito che mi aspettava a casa, sono esplosa nuovamente,
ho gridato come un’ossessa mentre godevo con lui che continuava a spingere ed ad insultarmi:
“godi troia, dai, dimmelo che sei una mignotta sù, urla che tuo marito è un cornuto”.
Non so cosa ho detto, pronunciato o urlato, so solamente che sono esplosa senza ritegno alcuno.
Due orgasmi meravigliosi nel giro di 40 minuti, mai successo in vita mia.
Lui mi ha guardato sorridente e così, come per magia, è diventato di nuovo calmo e sorridente mi sussurra:
“Allora cosa dici, mi merito quel pompino? Sai io ancora devo godere…”.
Mi sono inginocchiata davanti a lui e gliel’ho preso avidamente in bocca, volevo soddisfarlo pienamente e ringraziarlo per gli orgasmi ricevuti.
Lui mi spingeva forte con la mano dietro la testa e mi penetrava forte nella gola, quasi arrivavo a toccargli le palle con le labbra.
Sento che inizia a gemere, a godere e mentre urla di piacere mi fa:”Posso venirti in bocca? Posso venirti in gola”?
Non gli ho neanche risposto, ho continuato a succhiare più forte e con più passione, finchè non l’ho sentito espodere a fiotti nella mia gola.
Mi sentivo quasi soffocare ma per devozione nei suoi confronti non ho smesso, finche l’ultima goccia del suo sperma non è caduta nella mia bocca e nella mia gola.
Mi ha eccitato molto il fatto che lui dopo, mi abbia baciata con veemenza, anche se c’era ancora il suo sperma nella mia bocca.
Dio che eccitazione, l’avrei riscopato in quell’istante. Ci siamo ricomposti e siamo andati via velocemente,
l’ho accompagnato al suo domicilio mentre pensavo alla balla da raccontare a mio marito.
Ma il mio pensiero più forte era quello che era finita l’epoca dei soliti pompini extraconiugali,
dovevo concedermi tutta per sentire di nuovo sensazioni come quelle appena provate.

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