Il Ciabattino – Parte prima

Il Ciabattino – Parte prima

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Una sera venne da noi S., la sua amica d’infanzia con la quale avevamo già avuto qualche nottata “a tre”; una bella ragazza, più alta di me, ma un po’ volgarotta nei modi e soprattutto quando faceva l’amore: le piaceva essere insultata pesantemente. Dopo cena e dopo che avevamo fatto l’amore iniziò a raccontarci una sua avventura che sconvolse A.: sentirsi raccontare di essersi fatta scopare da un camionista sconosciuto in un autogrill non le sembrava normale. Eppure nel racconto di S. traspariva molta soddisfazione; appena visto lo sconosciuto nell’autogrill aveva provato voglia di essere posseduta! Descrisse come lei l’aveva provocato, come lui l’aveva seguita, il suo fingere resistenza per provocargli una reazione decisa e come alla fine era stata sbattuta contro un muro e posseduta con grande vigore; la descrizione del membro che la apriva e del piacere che ne aveva avuto e del lunghissimo orgasmo che ne era seguito l’aveva sconvolta.
Proprio così! A. era sconvolta dal racconto! Sconvolta ed eccitata!
Si era alzata dal divano a metà racconto per andare in bagno e mettersi un assorbente negli slip per tamponare il bagnato dell’eccitazione. Non le era mai capitato! Eppure, l’idea dello “zotico” sconosciuto che la scopa senza pietà le era venuta già altre volte; in particolare il ciabattino – un uomo tarchiato e rozzo, che neppure parlava correttamente l’italiano e che puzzava sempre di sudore e di mastice – le aveva dato in passato questo brivido. Il braccio muscoloso e peloso aveva trasmesso un messaggio fallico di cui inconsciamente era stata vittima.
In passato, il ciabattino era stato parecchio volgare con lei, in negozio in un momento in cui non c’erano altri clienti: le aveva fatto delle avance molto esplicite e lei se ne era andata di fretta e un po’ spaventata; eppure, una volta raggiunta la macchina, si era accorta di essere completamente bagnata ed eccitata. Erano seguite alcune notti in cui, dormendo, aveva fatto il sogno ricorrente di essere scopata nel retrobottega del ciabattino mentre il marito era ignaro in piedi vicino al bancone. Quante volte si era masturbata pensando al ciabattino!!
Il racconto di S. le aveva riportato tutto alla mente. Mentre la rimproverava di essere stata incauta, in cuor suo sentiva che aveva fatto una cosa che sarebbe piaciuta anche a lei: il ciabattino tornò a ripopolare i suoi sogni.
-0-
L’indomani indossò una gonna corta leggera sotto la quale mise un perizoma color carne; a prima vista si aveva l’impressione di un nudo totale sotto la gonna attillata; indossò poi dei sandali aperti che mostravano il piede nudo e ben curato. Uscì di casa per andare dal ciabattino e verificare se il vederlo le faceva ancora lo stesso effetto.
Prima di entrare nel negozio sfilò un sandalo e tolse il gommino dal tacco, rischiando di rompersi un’unghia. A quell’ora c’era un continuo via vai di persone nella bottega e quindi si sentiva rassicurata.
“Mi si è rotto il gommino del tacco, me lo potrebbe riparare subito?”
“Signora, ci sono queste clienti, poi vediamo cosa fare…”
Tolse le scarpe e le mise sul bancone rimanendo a piedi nudi. Quando fu il suo turno il ciabattino velocemente le prese e le riparò.
Lei le prese per indossarle, poi si fermò:
“Non vorrei sporcarle, sono nuove, non avrebbe un fazzolettino per pulirmi i piedi?”
Lui prese dei fazzolettini detergenti, si inginocchiò davanti a lei e gentilmente le pulì la pianta dei piedi; ogni tanto sussurrava: “eh, signora, signora…”

Poi prese gentilmente il piede tra le mani, lo portò alla bocca e si infilò le dita tra le labbra; lei lo lascò fare e sentì un brivido percorrere tutto il corpo. Lui le infilò le scarpe con movimenti lenti.
Poi lei ringraziò e si mosse per uscire dal negozio. Prima di raggiungere la porta fece cadere ad arte le chiavi della macchina per chinarsi a raccoglierle. Il ciabattino vide il bel sedere inguainato e non riuscì a capire se indossava un perizoma o se, sotto la gonna, fosse completamente nuda! Gli divenne rigido in un attimo!
Lei uscì sapendo di avere ben seminato.
O-O-O
La mattina dopo tornò dal ciabattino con delle scarpe del marito da risuolare e gli chiese se poteva farle in giornata, poi precisò:
“Non sono sicura di arrivare per le 19:00, magari tardo di qualche minuto; sarebbe così gentile da aspettarmi?”
Il ciabattino, che non era un ingenuo, intuì e rispose:
“Bussi se è chiuso, che vengo ad aprirla!” – e vedrai come ti apro, troia! – pensò.
La sera arrivò al negozio in anticipo ed aspettò in macchina per vedere l’ultimo cliente uscire. Poi vide il ciabattino uscire e abbassare a metà altezza la saracinesca. L’attesa la stava eccitando, si solleticò un poco il clitoride e sentì di essere già molto bagnata. Si infilò il dito, si sentiva già vicina all’orgasmo! Dopo qualche minuto scese dalla macchina e andò al negozio, bussò sul vetro e il ciabattino venne ad aprirle.
“Grazie è stato molto gentile ad aspettarmi!”
“Si figuri, per lei questo e … altro …! Le sue scarpe sono nel retro!”
Lei si avventurò nel retro bottega, un pertugio ancora più squallido e puzzolente del negozio. Le scarpe del marito stavano in bella mostra. Si avvicinò e senti il ciabattino che entrava nella stanza e le abbracciò da dietro.

“Cosa sta facendo? – chiese facendo resistenza e fingendosi sorpresa – Mi lasci o urlo!”
Lui le mollò un ceffone!
“Cosa faccio? Non fare la santerellina! Sei venuta per questo!”
dicendo questo si slacciò la cintura e abbassò i pantaloni mostrando un uccello non troppo lungo, ma dal diametro sproporzionato, larghissimo!
La forzò a voltarsi e piegarsi sul bancone, le sollevò la minigonna, poi con un gesto deciso le strappò il perizoma!

“Guarda come sei bagnata, troia! – le disse mettendole sotto il naso il perizoma strappato – adesso sta ferma!”
Le veniva da piangere dal nervoso, ma si rese conto che se l’era cercata, anzi, era proprio quello che voleva!
Quando sentì quel pene così largo che la penetrava ebbe un piccolo sobbalzo, si sentì dilatare, poi incominciò a godersi i colpi vigorosi di lui e la sua lunga resistenza. Ebbe un orgasmo! Lui continuava il suo dentro e fuori; cercò di fermarlo:
“Non prendo la pillola, ti prego fermati! Non voglio rischiare di rimanere incinta! Te lo succhio!!”.
“Non dire stronzate! Non sono un ragazzino che si accontenta di un bacetto!”
Il ciabattino lo estrasse, allargò con due dita le natiche, posiziono l’uccello in corrispondenza dell’ano e spinse con decisione. Lei emise un gemito soffocato di dolore mentre si sentiva allargare.
“ahh, ma così mi apri tutta!!! Ahi, … mi rompi il culo ….!!”
Alla fine, lo sentì godere!
Quando ebbe finito, si ricompose alla meno peggio e guadagnò l’uscita! Aveva il magone e gli occhi lucidi, ma si rese conto di aver goduto come non le capitava da tempo. Quando fu in casa il marito le chiese se aveva fatto in tempo a ritirare le scarpe.
“Non sono riuscita stasera, caro. Non ti preoccupare, sicuramente passerò domani!”

 

2 thoughts on “Il Ciabattino – Parte prima

  1. Loredana

    Il mio ciabattino è un rumeno giovane ed aitante, anche io sono rimasta affascinata dall’idea di farmi scopare da lui nella sua lurida botteghina.
    Gli ho portato un paio dei miei stivali, alti e taccuti, da troia quale sono, chiedendogli se poteva allargarli perché facevo fatica ad infilarli, ero molto ammiccante e piacente (nonostante i miei 43 anni) e portavo una camicetta scollata e sbottonata sulla mia quarta di seno ed minigonna di pelle sotto il cappotto lungo di morbida nappa.
    Lui mi ha proposto: “se vuole li infilo io gli stivali, è tutta una questione di tecnica, le faccio vedere come si infilano bene”, ho fatto la finta tonta, ma stavo già bagnandomi tutta.
    Lui ha capito l’antifona, è andato a chiudere a chiave e mi ha spinto nel retrobottega, ha arrotolato stretta l’imboccatura del gambale di pelle e me lo ha letteralmente ficcato tra le labbra, dicendomi: “vedi come entra bene ! Succhialo che poi ti ci scopo” ed ha cominciato a pastrugnarmi la fica bagnata; mi ha sfilato le mutande (avevo le autoreggenti) ed ha infilato dentro le sue dita nodose mentre io spompinavo lo stivale.
    poi ha tirato fuori un arnese enorme, grosso e nodoso, mi ha sfilato lo stivale dalle labbra ed ha preteso che gli ciucciassi il cazzone, mentre mi dedicavo con passione alla pompa, mi ha allargato le gambe ed ha iniziato a scoparmi con lo stivale trasformato in cazzone di pelle morbida.
    Quando il suo cazzo è arrivato alla massima tensione e durezza mi ha girato brutalmente, continuando a limarmi la fica con lo stivale e mi ha inculato senza troppi riguardi. Con i due buchi pieni ho cominciato ad urlare di piacere ed a squirtare come una fontana. Il calzolaio rumeno non mi ha dato tregua, inculandomi fino alle palle e pompando con forza. Avrò avuto almeno cinque orgasmi potentissimi, prima che sfilasse il suo palo dal mio culetto e lo stivale dalla fica per poi sborrare come una fontana sullo stivale, mettendomelo davanti alla bocca ed ordinandomi di leccare tutta la sua sborra. l’ho leccata annusando la pelle profumata di sesso.
    Alla fine ero in un lago di sudore, ma pienamente soddisfatta. l’ho guardato ed ho detto “ho altre cinque paia di stivali da allargare come hai fatto con questi, allargare i miei buchi intendo ! Domani sera torno col secondo paio, fatti trovare pronto”

     

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