Prime esperienze scambiste di una neo diciottenne

Prime esperienze scambiste di una neo diciottenne

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Premessa: il racconto che segue è già stato pubblicato da noi su altri siti inerenti.

Ciao,
sono Laura e vedo che il titolo di questo scritto ti ha indotto ad aprirlo.

Allora in questo caso posso condividere con te quelle che io amo chiamare in modo autoironico “Le mie memorie”. Ho deciso di scriverle dopo che numerosi amici conosciuti in chat (sia uomini che donne) si sono detti molto interessati al sesso ma incapaci di affrontare il discorso col partner. Ho pensato di poterli aiutare mettendo nero su bianco la mia prima volta. O meglio, le mie “prime volte”. In modo tale che ognuno possa fare delle scelte oculate ben sapendo a cosa si va incontro. Su questo argomento ritengo sia meglio essere chiari. Nascondere o alterare la realtà porterebbe solo ad amplificare I problemi successivamente. Quindi… buona lettura a te e (se lo riterrai opportuno) anche al/la tuo/a intransigente partner. Da parte mia resto a disposizione per chiarimenti.

Capitolo 1

Io e Francesco stiamo insieme fin dai tempi delle scuole medie (una simpatia iniziata addirittura alle elementari!) ma fui comunque molto perplessa se non addirittura arrabbiata la prima volta che Francesco mi propose di andare al club privè.
“Per il tuo diciottesimo compleanno…” mi disse con l’aria sorniona.
Quel mondo ci aveva sempre incuriosito e invece di rubare la marmellata di nascosto, come si dovrebbe fare a quell’età , spesso ci ritrovavamo con altre coppie di amici adolescenti come noi a spiare le coppiette che entravano nei locali per scambisti più famosi della città, ridacchiando del modo in cui cercavano di entrare senza farsi vedere.
Col senno di poi posso dire che noi ragazze commentavamo ridacchiando, anche per l’atteggiamento e gli abiti delle signore (quasi sempre di mezza età e passa) mentre ora so per certo che i ragazzi (in piena tempesta ormonale) fantasticavano su quello che avrebbero fatto la dentro.
Per me era solo il classico gioco di trasgressione che si fa da ragazzini, quando si inziano a provare i primi pruriti.

Ecco perché di fronte alla proposta di Francesco rimasi interdetta.
Accettai quasi per sfida nei suoi confronti.
D’altronde, mi dicevo, non gli avevo mai fatto mancare niente da quel punto di vista.
Tutti i giochini perversi che avevamo imparato guardando assieme ore e ore di filmati porno su Internet!
Lui, dopo aver buttato lì un sarcastico “sarebbe ora di metterli in pratica!” si schernì, dicendo che non avremmo fatto sesso ma solo guardato.
Ammetto che nonostante le sue rassicurazioni mi frustrava parecchio l’idea che Francesco mi avesse chiesto questo: non gli bastavo?
Ma allo stesso tempo la cosa mi incuriosiva, anche se non lo avrei mai ammesso.
Così, indossati gli abiti della fidanzatina ferita nell’orgoglio, accettai … “ma solo per guardare” precisai.

Ricordo ancora quella prima volta.
Francesco (neo patentato) riuscì a farsi prestare l’auto di sua madre.
“Facciamo un week-end al lago” la rassicurò “ per festeggiare il 18-esimo di Laura.
“Si ma l’albergo per dormire fuori lo paghi tu !” sussurrai con fare imbronciato mentre salivamo in auto.

Scegliemmo il club che le recensioni su Internet davano come il più distinto e riservato della città e parcheggiamo un pò lontano così da poter avere la situazione sotto controllo mentre ci avvicinavamo a piedi al locale.

Per entrare dovemmo annunciarci tramite un videocitofono.
Quando la porta si aprì ci ritrovammo in quella che intuii essere la reception; una sorta di anticamera completamente isolata dal resto del locale.
Chi era fuori e chi era dentro non aveva modo di vederci o di entrare in quella stanza assieme a noi. Il titolare ci accolse con un sorriso smagliante ma allo stesso interrogativo.

L’atteggiamento della persona (era chiaro che non gli capitava spesso di vedere entrare coppie così giovani) dapprima mi convinse dell’idea che mi ero fatta, ovvero che quel tipo di locale fosse frequentato per lo più da prostitute e single disposti a pagarle, ben sapendo che le signorine avrebbero solo recitato la parte della brava mogliettina, che di notte si trasforma in una dea del sesso.

Ci chiese i documenti e di consegnare tutti gli strumenti multimediali in nostro possesso (anche questo evidenziato a chiare lettere dall’avviso sul bancone che aggiungeva anche un minaccioso riferimento ad un eventuale coinvolgimento dell’autorità giudiziaria in caso di inadempienza). Ammetto che tutto questo mi tranquilizzò non poco.

Poi ci fece accomodare facendo scattare la serratura di una seconda porta che dava sull’interno del locale.
Mentre apprestandoci ad entrare indossavamo le mascherine acquistate durante l’ultima gita a venezia (non avrei mai pensato che l’avrei utilizzata a quello scopo) mi premunii di mandare a Francesco un’ultima occhiataccia, così da fargli capire per l’ennesima volta che lo stavo facendo solo per lui.

Ma non negherò che mentre varcavo quella soglia ho sentito chiaramente uno schizzo di umore scorrere lungo le mie cosce.

La mia eccitazione era a mille ed ero preoccupata di come avrei potuto reagire.
Il posto era carino. Numerose coppie sorseggiavano cocktails, ascoltando musica e guardando spettacoli di spogliarelli maschili e femminili.
“Ma dove sono i single?” mi sorpresi a chiedermi.
Ci sedemmo e iniziammo a bere qualcosa.
Alcuni ospiti indossavano maschere … altri no (altra assurdità, dal mio punto di vista di neofita).
Quando i drink iniziarono a fare effetto, realizzai che mi stavo rilassando, Francesco mi prese la mano e mi condusse verso una scala che saliva a lato del bar.
Ci ritrovammo in un corridoio di luce soffusa, con una serie di piccole porte.
Immaginavo già di cosa si trattasse.
In ogni stanza c’erano grandi letti e divani con persone che facevano sesso.
Altri guardavano in silenzio … e si masturbavano.
Mi fermai quasi pietrificata all’ingresso di una di queste stanze. Francesco al mio fianco tratteneva il fiato.
Il mio sesso gocciolava di umori ma ovviamente il mio orgoglio mi impediva di ammetterlo. Non sapevo come comportarmi perché capii che la parte della fidanzatina ferita non poteva più reggere.

Feci un ultimo disperato tentativo per giustificarmi e mi rivolsi a Francesco con espressione severa:i “ricorda” dissi “diamo solo un’occhiata e poi lasciamo questo porcile”.
Lui annuì … ma sapevo già che non sarebbe stato così.

Stavo ancora parlando quando sentii chiaramente una mano appoggiarsi sulle mie natiche.
Mi voltai rapidamente pronta a reagire ma quello che mi trovai di fronte mi colse di sorpresa.
Una bella biondina (poco più che coetanea, pensai immediatamente) dai capelli lisci raccolti in una lunga treccia e gli occhi azzurri.
Mi sorrideva con aria innocente.
Indossava una mascherina da gatto e un baby doll.
Non potei fare altro che ricambiare il sorriso.
“Ti piace?” mi chiese, indicando con un gesto del viso un ragazzo dai capelli scuri (chiaramente palestrato) che stava godendosi un pompino fatto da una signora di mezza età ma comunque ancora molto piacente.
Accanto a loro un altro gentiluomo, sempre di mezza età ma ugualmente bello (“il marito?” pensavo) si masturbava guardandoli compiaciuto.
“È … è molto bello …” balbettai, riferendomi al giovane.
“È il mio ragazzo …” mi disse e fissandomi con uno sguardo intenso mi diede un bacio sulle labbra.

Sentii il fuoco dentro.
Non sapevo cosa dire, cosa fare, cosa pensare.
Guardai il mio Francesco. Lui sorrise e annuì.

La ragazza che fino ad allora era stata accanto a me tenendomi la mano sul sedere si spostò di fronte.
Sapevo che mi avrebbe baciato di nuovo. Non mi opposi. Questa volta sentii la sua lingua posarsi sulle mie labbra. Istintivamente chiusi le labbra ancora più forte, resistendo al suo tentativo di entrare.
Le sue mani adesso stringevano le mie natiche e i suoi seni (non enormi ma così eccitati da farmi sentire i suoi capezzoli turgidi) accarezzavano i miei … altrettanto eccitati.
Iniziai a rilassare le labbra. Lentamente la sua lingua iniziò a trovare spazio e io andai ad incontrarla, appoggiando la mia sulla sua.
Stavo vivendo la mia prima vera esperienza Lesbo.
Chiusi gli occhi. Le nostre lingue e la nostra saliva iniziarono a scambiarsi vorticosamente.

Mi ripresi dallo shock di quello che stavo facendo solo perchè lei uscì dalla mia bocca.
Mi prese dolcemente la testa con una mano mentre con l’altra si abbassava il reggiseno.
Mi stava invitando a succhiarle i capezzoli … rosa e turgidi come fino a quel momento avevo solo potuto immaginare al tatto.
“Cosa sto facendo ??!!” mi chiedevo mentre iniziavo a succhiare.
“Lui è con te?” mi sussurrò lei all’orecchio mentre io continuavo ad occuparmi del suo seno. “Si… è il mio ragazzo..” le risposi ansimando e senza smettere di leccare.
Non avevo ancora finito la frase che mi resi subito conto che una delle sue mani, fino ad allora delicatamente appoggiate sulla mia testa, si era staccata e il braccio si era allungato verso di lui.
Non so bene cosa successe.
Fatto sta che mi ritrovai con Francesco al mio fianco.
Lei guidava le nostre teste, mentre noi leccavamo i suoi capezzoli. Uno da una parte e uno dall’altra.

Ci stava letteralmente “introducendo” allo scambismo.
E io non opponevo resistenza.
Capivo che tutti i miei taboo stavano piano piano venendo meno.

Francesco si era abbassato la zip e si stava masturbando mentre continuava a leccare con avidità.
La mia vagina era un lago.
Ad un tratto capii dal movimento delle sue mani appoggiate sulle nostre teste che la ragazza ci invitava a rialzare i nostri visi dal suo seno. Ammetto che mi dispiacque. Non mi sarei più staccata da lì.
Riprese a baciarmi con la lingua. Ma questa volta senza entrare nella mia bocca e facendo avvicinare alle nostre lingue anche quella di Francesco.
Mi resi conto che mentre ci baciavamo lei aveva preso in mano il suo membro e lo masturbava.

“Ti va di farmi vedere come lo prendi in bocca ?”
La biondina me lo chiese con un tono per niente imperativo; piuttosto come un invito.
Apprezzavo molto il suo modo di fare gentile.
Annuii con un gesto del capo e per la prima volta da quando eravamo entrati … mi sentivo veramente a mio agio.
Lei mi posò la mano sul capo e con gentilezza mi fece inginocchiare. Iniziai a succhiare il cazzo di Francesco con avidità, mentre lei con entrambe le mani accompagnava i movimenti della mia testa. Percepii con la coda dell’occhio il suo accennare anche col suo viso ai miei movimenti avanti e indietro
Ad un tratto si inginocchiò anche lei e senza farmi smettere di succhiare mi si avvicinò all’orecchio sussurrando con tono malizioso “posso assaggiarlo?”.
Non risposi. Non serviva. Estrassi il cazzo dalla bocca e lo porsi a lei.

In precedenza avevo visto fare tanti pompini nei film porno.
Questa era la prima volta che lo vedevo fare dal vivo. E fra i protagonisti c’eravamo anche io e il mio ragazzo!
Lei era bravissima. Si capiva che le piaceva davvero.
Confesso che fino a quel momento mi era balenata più volte l’idea che lei potesse essere una prostituta assoldata dal locale per intrattenere i clienti.
Ma il modo in cui godeva nel giocare con noi mi fece immediatamente capire che mi sbagliavo.
Guardai Francesco negli occhi. Era la prima volta che gli sorridevo da quando eravamo entrati. Anche lui mi guardava soddisfatto e compiaciuto.

“Ti piacerebbe fare un pompino al mio ragazzo ?”. La nuova proposta della nostra compagna di giochi mi giunse inaspettata, mentre mi stavo dedicando a leccare i testicoli di Francesco e la lingua di lei scorreva lungo l’asta nerboruta.
Non nego che il ragazzo della biondina mi aveva attirato fin da subito: sicuramente più attempato di noi, forse addirittura verso la trentina, ma aspetto e fisico da urlo.
Quindi inconsciamente sapevo che speravo di arrivare a quello.
Guardai Francesco in attesa di un cenno di approvazione che non tardò ad arrivare.

La ragazza si sollevò sulle sinuose gambe affusolate (“che invidia” pensai “si vede che fanno palestra entrambi”). Fece sollevare anche me e mi prese per mano.

Ci avvicinammo al suo ragazzo che nel frattempo si stava dedicando alla vagina della signora, mentre lei a sua volta si dedicava al cazzo del compagno.
Il ragazzo …inginocchiato davanti alle gambe divaricate di lei (che sedeva sul divanetto mentre succhiava il compagno seduto sul bracciolo) metteva in bella mostra uno splendido culetto da atleta. Ricordo ancora perfettamente che in quella posizione (teneva le ginocchia piuttosto divaricate e la schiena inarcata) si distingueva perfettamente il rosa del suo buchino, pulsante anch’esso per le contrazioni provocate dal suo pene in erezione.

Non avrei mai immaginato di potermi eccitare nell’osservare le contrazioni dello sfintere di un uomo.

La biondina …senza dirmi nulla … ma come se avesse capito che ero rimasta folgorata da quella vista… si inginocchio e inizio a leccargli il buco del culo.
Capii che voleva portare a mille la mia eccitazione, perchè mentre leccava faceva attenzione a non impedirmi la vista della sua lingua che si insinuava nell’orifizio anale.
E aveva ragione.

Francesco, dietro di me, si godeva la scena e capito il mio stato, ne approfittò per abbassare la zip del mio vestito da sera (per la verità piuttosto castigato visto il contesto) che avevo deciso di indossare per l’occasione.
Non avrei certo immaginato di doverlo togliere, visti i presupposti con cui eravamo partiti da casa.
Rimasi quindi solo con tanga e giarrettiere che avevo indossato sotto.
“Già … come mai le giarrettiere se nessuno avrebbe dovuto vederle ?” … mi ritrovai per un attimo a pensare.
Probabilmente il mio inconscio aveva visto più in là della mia volontà razionale?

Mentre questi pensieri mi balenavano per un attimo nella testa … incrociai lo sguardo con quello del compagno della signora.
Mi fece capire che apprezzava molto la vista del mio corpo.
Mi sentii lusingata ed ancora più eccitata.

Mentre ancora accondiscendevo la mia autostima (che in quel momento andava a gonfie vele) la ragazza sollevò il suo viso dal sedere del compagno … gli si allungò sopra la schiena e avvicinandosi all’orecchio gli mormorò “abbiamo compagnia…”.
Lui sollevò la testa dal fiero pasto che stava consumando e si girò verso di noi. Sorrise amabilmente con una chiara espressione di approvazione.
Era veramente un bel ragazzo.
Vista l’avvenente compagna che si era scelto non poteva essere diversamente.
Ebbi la netta sensazione che apprezzasse sia il mio corpo che quello di Francesco, perché percepii nettamente il soffermarsi del suo sguardo anche sul suo cazzo.
Poi riprese a dilettare la signora con la lingua.

Rimasi spiazzata, perchè mi aspettavo che alla vista di un così tenero bocconcino (a quel punto ritenevo di non essere da meno della biondina) si sarebbe immediatamente rialzato dalla sua posizione inginocchiata, mettendo a mia disposizione il suo notevole giocattolo, che invece continuava a penzolare turgido tra le sue cosce.

“Dovrò conquistarmelo” …pensai.

Tutto si fece immediatamente chiaro quando la ragazza, che nel frattempo si era rialzata dalla schiena del compagno, mi fece cenno di accomodarmi sotto di lui.
Per farla breve: di li a poco mi ritrovai sdraiata a terra, supina, con la testa fra le gambe di uno sconosciuto che, sostanzialmente, mi scopava la bocca.

A dispetto di quanto possa sembrare era tutto molto dolce e piacevole.
Il ragazzo, che nel frattempo aveva avuto anche l’accortezza di allungare una mano per prendere un cuscino dal divanetto e metterlo sotto il mio capo (procurandomi così una posizione più comoda) faceva scivolare il suo cazzo fuori e dentro la mia bocca con estrema delicatezza, evitando accuratamente di spingerlo troppo a fondo nella mia gola, così da evitare il seppur piccolo senso di soffocamento, per il quale non ero sicuramente pronta ma che avrei imparato ad apprezzare nei mesi a venire.

Sentii le mani della ragazza che mi sfilavano delicatamente le mutandine (ormai inzuppate dei miei umori).
Agevolai l’operazione inarcando leggermente la schiena e divaricando le gambe.
E… per la prima volta nella mia vita… una ragazza mi leccava la fica.
Capii cosa intendevano le mie compagne di classe più “esperte”, quando sostenevano che nessun uomo è in grado di leccare una vagina tanto bene quanto una donna. Evidentemente sapere cosa si prova nel subire un trattamento permette anche di eseguirlo meglio sugli altri. Mi ritrovai a chiedermi se lo stesso poteva valere anche per un pompino fra uomini.
Fu allora che mi chiesi dove fosse Francesco.
Allungai lo sguardo al di là delle gonadi, ormai gonfie di sperma, del ragazzo che mi sovrastava, approfittando del suo lento ma continuo su e giù nella mia bocca.

Francesco si era completamente spogliato.
Constatai che anche lui era veramente un bell’esemplare di maschio e che il suo cazzo non era sicuramente da meno di quello che stavo succhiando.
I nostri sguardi si incrociarono per un istante.
Da come mi guardava capii che stava godendo con me e per me.
Bastò ad entrambe per capire che il gioco stava piacendo e soddisfando entrambe e che … si poteva continuare.

Francesco si posizionò alle spalle della ragazza che continuava a leccarmi la fica. In quella posizione il suo fondo schiena perfetto (come solo una ragazza giovane può avere) svettava come un trofeo.
Potevo solo immaginare l’invitante spettacolo delle piccole e grandi labbra della vagina che doveva presentarsi in quel momento a Francesco.

Un altro sguardo verso di me. Francesco voleva essere sicuro della mia approvazione.
I suoi occhi scomparirono dalla mia visuale perchè il ragazzo affondò il colpo e rimase dentro la mia bocca per alcuni secondi più del solito.
Gemetti di piacere quando capii che Francesco aveva ricevuto il messaggio, per il fatto che la lingua della ragazza si fermò per un istante e poi affondò ancora più insistemente nella mia fica.
Francesco era entrato dentro di lei… e io ero felice.
Quando il ragazzo mi uscì dalla bocca e riottenni per qualche istante la visuale l’espressione compiaciuta di Francesco mi fece tenerezza. La testa della ragazza iniziò ad ondeggiare avanti e indietro fra le mie coscie sotto i colpi del suo bacino.
Anche lei iniziò a gemere.

Mi resi conto che la nostra performance stava attirando l’attenzione, perché la stanza si era improvvisamente affollata di uomini e donne che si masturbavano compiaciuti, guardando lo spettacolo che stavamo offrendo loro.
“Allora ci sono anche i single” (pensai) “e non solo uomini!”
Mi eccitava l’idea di godere mentre altri si masturbavano guardandomi. Probabilmente si stava scatenando la mia indole esibizionista che fino ad allora avevo soffocato.

Ebbi un primo intenso orgasmo.
Il ragazzo tolse il cazzo dalla mia bocca: penso che se non lo avesse fatto mi sarebbe venuto in bocca perchè l’orgasmo mi aveva fatto sollevare la testa e il suo cazzo mi era arrivato fino in gola.

Ma evidentemente il bello doveva ancora venire.
Il ragazzo abbassò il suo viso verso di me mentre la biondina si ritirava dal mio inguine.
Lui mi baciò con passione, mentre col bacino si faceva largo fra le mie gambe.
Iniziò a succhiarmi i capezzoli mentre il suo cazzo scivolava dentro la mia fica, completamente lubrificata dalla saliva della sua compagna e dagli umori del mio orgasmo.
L’ultimo taboo era definitivamente infranto.

Mi stavo facendo scopare da un’altro uomo di fronte al mio ragazzo di sempre.
E non solo lui mi osservava.
Anche la signora, la cui fica pelosa svettava sopra di me alcuni centimetri dietro la mia fronte, rimasta nella medesima posizione in cui era quando il ragazzo, fino a pochi istanti prima, la leccava, mi osservava seduta sul divano assieme al marito.
Si masturbavano con forza.
Dalla loro posizione, leggermente sopraelevata rispetto al mio viso, temevo che avrebbero potuto schizzarmi con i loro umori da un momento all’altro. Anche questa possibilità però non faceva che accrescere il mio stato di eccitazione.
Quando il ragazzo tornò a baciarmi percepii chiaramente il sapore aspro degli umori della fica della signora … e scoprii che mi piacevano.
Anche il ragazzo doveva averlo capito.
Non so se fu a causa di un suo cenno. Fatto sta che la signora sollevò il bacino dal divano, fece il passo che la distanziava da noi e si inginocchiò sopra di me … in modo tale che la sua fica fosse esattamente in direzione del mio viso.

La sua splendida vulva si stagliava sopra il mio naso… pronta per essere assaggiata. La signora si dimostrava molto discreta ed esperta della situazione. Nella posizione in cui si era messa stava a me decidere se andare oltre o smettere.
I colpi del ragazzo si susseguivano nella mia fica, decisi e profondi.
Anche la fica della donna sopra di me pulsava di eccitazione e alcune gocce di umore mi caddero sul viso.
Il profumo intenso di quell’organo sessuale eruttante piacere mi faceva impazzire. All’ennesimo colpo del ragazzo sollevai decisa la testa quanto bastava e… affondai la mia lingua.
Era per me un’altra prima volta: l’ennesima prima volta di quella sera.
Sentii nuovamente il sapore aspro che mi aveva procurato pocanzi il bacio del ragazzo.

Lui si sollevò per permettere alla signora di posizionarsi a 69 sopra di me. Non ebbi il tempo di chiudere le gambe per rilassare un attimo la muscolatura delle coscie, perchè la signora accomodò immediatamente la sua lingua laddove fino ad un attimo prima stazionava il cazzo del ragazzo. In quella nuova posizione, con la fica della donna non più sopra ma ora davanti al mio viso , potevo ammirare anche il suo splendido culetto.
Dietro di me scorsi il suo uomo, ancora seduto sul divanetto che si masturbava.
Mi sorrise, ammiccando verso il tenero buchino della sua donna che pulsava davanti a me.
Capii all’istante: mi stava chiedendo di prepararla perchè lui potesse penetrarlo.
Non me lo feci ripetere.
Dopo alcuni colpi di lingua decisi sulla fica spalancata allungai il collo e iniziai a spostare il movimento della lingua…piano piano … sempre più su… fino a che arrivai al buchetto rosa.
Ancora una prima volta.
Mi sentivo una verginella alle prime esperienze… e la cosa mi eccitava.
Cercai di produrre più quanta saliva possibile per poi riversarla nel buchino, aiutandomi con la lingua affinché il liquido lubrificante potesse penetrare a fondo.
La mano dell’uomo che mi accarezzava delicatamente la nuca mi fece intendere che poteva bastare.
Allentai la tensione del collo, appoggiandosi sul cuscino e lasciando spazio.
Lo splendido e invitante culo della signora era pronto.
L’uomo si alzò dal divano, i piedi uno da una parte e uno dall’altra del mio viso.
Da quella posizione potevo ammirare sopra di me il nerboruto cazzo, costellato di venuzze rigonfie. E lo scroto, anch’esso evidentemente pronto a scaricare fiumi di liquido seminale.
Fu un attimo. L’uomo piegò le ginocchia quanto bastava affinché il glande fosse esattamente all’altezza del buchino di quella che poi seppi essere la moglie e senza soluzione di continuità affondò il colpo.
Vidi perfettamente quell’enorme oggetto di carne (da quella distanza ravvicinata mi resi conto di quanto fosse lungo e grosso) scomparire completamente nel culo della donna. Non percepii nessun tipo di forzatura; era scivolato dentro come una lama infilata in un panetto di burro fuso. Anche il rantolo di piacere della donna mi confermò che la pratica era per lei del tutto usuale.
Dopo aver assestato il primo colpo l’uomo rimase dentro di lei alcuni istanti.
A pochi centimetri dal mio naso solo il suo scroto, appoggiato fra le natiche e la vulva della moglie, e un sedere ricoperto di pelo scuro, muscoloso e sodo nonostante l’età non più giovanissima.
“Aaaahhhhh”…. il gemito di piacere della signora accompagnò il movimento del membro, che iniziò ad entrare e uscire in tutta la sua interezza dal culo.
Lo spettacolo era mozzafiato.
Mi chiesi se anche Francesco stesse provando un piacere così intenso. Col poco margine di movimento che avevo a disposizione, spinsi la testa da un lato per vedere davanti a me.
Capii perché da qualche istante la signora non si occupava più della mia fica.
Si stava facendo scopare la bocca dal ragazzo della biondina.
L’andirivieni dei due cazzi, uno nella bocca e l’altro nel culo della donna, era perfettamente sincronizzato.
Seppur con fatica cercai di capire dove si trovassero la biondina e Francesco perchè all’appello mancavano solo loro.
Li ritrovai sul divanetto da cui si era alzato l’uomo per venire ad inculare la moglie.

Si godevano lo spettacolo, masturbandosi a vicenda.
Ebbi solo il tempo di scambiare un rapido sguardo d’intesa con Francesco perchè l’uomo sopra di me stava allungando una mano dietro di sé, per afferrare con decisione la mia nuca e indirizzare così mio viso verso fica e scroto.
Capii subito cosa dovevo fare e sinceramente non aspettavo altro.
Furiosamente iniziai a leccare tutto quanto avevo davanti: fica, scroto e asta del cazzo, che continuamente scompariva e riappariva da quell’antro invitante che sembrava non averne mai abbastanza.
Ad un tratto, dopo alcuni colpi ben assestati, l’uomo tolse il cazzo dal culo della moglie e si fermò.
L’oggetto penzolava davanti ai miei occhi, grondante di umori.
L’uomo lo spinse leggermente verso il basso: offrendomelo.
Anche questa volta il messaggio era chiaro: inarcai leggermente il viso all’indietro per favorire la penetrazione.
Aprii la bocca mettendo fuori la lingua cosi da creare maggior spazio all’interno della mia cavità orale. L’uomo piegò leggermente le ginocchia ed il cazzo mi entrò fino in gola.
Si. Mi stavo facendo scopare la bocca dal cazzo di uno sconosciuto appena uscito dal culo della moglie!
“Che puttana che sei!”(mi dissi). “No! Le puttane lo fanno per soldi. Tu lo stai facendo gratis e solo per godere. Quindi sei solo una grande troia” (mi replicai). L’idea mi piaceva. Il sapore di cazzo misto agli umori del culo della donna era inebriante.

Il pene dell’uomo mi riempiva la bocca all’inverosimile. Percepivo distintamente le venuzze rigonfie di cui era costellato. Iniziavo a provare sincera curiosità per quanto doveva aver provato la signora nel sentirselo tutto dentro il culo.
Poi, all’improvviso, l’uomo aumentò la frequenza e la profondità dei colpi.
Capii che stava per venire, le pulsazioni del suo glande aumentavano.
Un cazzo di notevoli dimensione e chissà quanto sperma pronto ad eruttare.
In un attimo di lucidità pensai che non ero pronta a ricevere lo sperma di uno sconosciuto ma capivo che in quel contesto e con quel livello di eccitazione non sarei riuscita ad evitarlo.
Per un attimo ebbi paura di poter soffocare.
Ma non mi venne in bocca.
“Aaahhh ti sborro nel culo! Troia!” rantolò l’uomo. “Si .. sborrami dentro … siii…sono la tua troia!” replicò la donna.
Repentinamente l’uomo sfilò il cazzo dalla mia bocca e altrettanto velocemente lo tornò ad infilare nel culo della moglie. Un colpo netto e il cazzo entrò fino alle palle per subito risalire in modo tale che rimanesse dentro solo poco più del glande.
Ebbi così modo di vedere chiaramente il canale spermatico dell’uomo pulsare più volte, mentre scaricava nel ventre della moglie tutto il carico di eccitazione accumulato dall’inizio di quella incredibile serata.
Credevo non finisse più di venire.
E questo non faceva che aumentare la mia eccitazione al pensiero di quello che sarebbe uscito da quel culetto una volta rimosso il tappo di carne che lo occludeva.
La risposta arrivò di lì a poco.
L’uomo, spossato, si sollevò claudicante per la posizione mantenuta così a lungo e si accasciò sul divanetto.
Accanto a lui la biondina lasciò la presa dal cazzo di Francesco e si precipitò a succhiare gli umori di cui il cazzo dell’uomo era ancora rivestito.
L’ano della moglie si presentava completamente dilatato di fronte a me. Tutto il liquido versato al suo interno iniziò a defluire copiosamente, colando sul mio seno.
Venni una seconda volta mentre le mie cosce tremavano convulsamente.
La donna che fino a quel momento aveva continuato a ingoiare il cazzo del ragazzo, si alzò, si girò e si stese sopra di me. Il suo seno era di notevoli dimensioni.
Iniziò dapprima a baciarmi ma capii che il suo vero obiettivo era un’altro.
Infatti quasi immediatamente iniziò a leccarmi il seno con tutto il suo carico di liquido lasciato dal marito.
Una volta ripulito il tutto, tornò a baciarmi per alcuni istanti, poi si rialzò e si accomodò soddisfatta sul divano.

Ma la serata era appena cominciata.

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