La commercialista e la scoperta del sadomaso

La commercialista e la scoperta del sadomaso

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Chi l’avrebbe mai detto. Io donna dai modi gentili e delicati, io moglie madre di due figli grandi, tutto d’un tratto mi riscopro nei panni di una cattivissima Mistress.

Penso che la maggior parte delle persone che mi conoscono , mai si sarebbero potute immaginare che una donna, docile, sempre pronta al dialogo ed apparentemente remissiva si potesse trasformare nella vita sessuale in una malvagia padrona. Come dicevo poco innanzi, manco io mi sarei immaginato che dentro di me, vivesse “un anima nera”, pronta a godere nel dare dolore e nel sottomettere gli altri.

Avevo 46 anni , quando scoprii la mia  passione per il sadomaso ed ancora potevo dirmi una donna affascinante. Alta un metro e settancinque, occhi verdi ,capelli a caschetto, 62 kg circa, culo formoso tondeggiante e seconda misura di reggiseno. Per lavoro ed anche per piacere personale, mi vestivo  e mi vesto tuttora in modo piuttosto elegante. Avevo a che fare con molti uomini, nello svolgimento del mio lavoro di commercialista e spesso mi capitava di ricevere delle avance più o meno velate. Avance che ho sempre declinato in modo gentile e raffinato fin quando non conobbi Emanuele. Emanuele era un giovane imprenditore di 35 anni,  che stava vivendo un buon momento lavorativo, grazie ad alcuni investimenti fatti nel web. Era diventato da poco mio cliente e caso vuole, aveva lo studio nella stesso palazzo dove io avevo il mio. Proprio per questo ci capitava di incontrarci spesso e pian piano diventammo buoni amici. Emanuele ha un aspetto gradevole anche se un po’ sovrappeso e spesso trasandato (un po’ come tutti i clienti che lavoravano nel settore informatico) ma nel complesso è piacevole.

Con Emanuele, capitava spesso anche di incontarci nel bar dove entrambi, eravamo soliti fare la pausa pranzo e qualche volta capitò di pranzare assieme e fare quattro chiacchiere. L’imprenditore, aveva modi gentili ed una buona cultura e nonostante non fosse mai volgare, spesso faceva delle battute e delle allusioni così sottili e raffinate che non mi mettevano in imbarazzo ed anzi, mi facevano sorridere e riflettere. Con il crescere  della confidenza che entrambi avevamo raggiunto l’una nell’altro; Emanuele mi confessò la sua passione per il sadomaso.

-Vedi Claudia, anche se è difficile da immaginare, nel dolore e nella sottomissione si nascondono in taluni casi  momenti di piacere. Io ti confesso che amo essere sottomesso e ti vedrei bene nel ruolo della padrona.

Non fare lo scemo e non dire scemenze. Io non sono proprio la padrona di nessuno e non credo che nel dolore né tanto-meno nella sottomissione esista piacere sessuale.

Risposi io sorridendo e interrompendo ogni seguito alla nostra conversazione.  Fino a quel momento non avevo un’idea reale di cosa realmente fosse il sadomaso. Almeno ne avevo un’idea molto vaga,  quella dell’uomo medio, che non si informa a dovere e che pensa che il sadomaso sia solo una perversione o come si dice al giorno d’oggi una parafilia. Le parole di Emanuele, mi avevano stimolato la curiosità e spinta ad approfondire l’argomento; così inizia a leggere tutto quello che riuscivo a trovare sulle pratiche sadomaso. Trascorsi una settimana leggendo e rileggendo ogni manuale che trovavo, ogni racconto ed anche qualche romanzo sul mondo BDSM. Compresi a breve, che la mia non era semplice curiosità, ma stava nascendo dentro di me una passione reale per quelle pratiche e per quel mondo. Il ruolo che mi sentivo a pelle, era quello della Padrona. Emanuele era riuscito a cogliere la mia natura pur conoscendo così poco, il che gli fece guadagnare diversi punti ai miei occhi.

Dopo un mese di letture, ero diventata davvero esperta e  la voglia di dominare un uomo, assaliva le mie fantasie. Avevo voglia di provare e pensai: “chi meglio di Emanuele per provare?”  Tramite un sexy shop erotico on line, compra dell’intimo fetish, una palla per la bocca, un frustino ed anche un vibratore.  Il tutto mi arrivò in un pacco anonimo qualche giorno dopo in ufficio.

Adesso che avevo il materiale per il mio debutto, dovevo coinvolgere Emanuele. La mia idea era quella di fargli una sorpresa, così lo convocai nel mio ufficio una sera sul tardi con la scusa di riguardare assieme delle vecchie fatture.

Erano le 18:00 e come d’accordi sento suonare il campanello; dal video-citofono, vedo che è Emanuele, gli apro e gli dico di raggiungermi in ufficio. Nel contempo io ero già vestita da misstress e l’aspettavo con la frusta in mano. Emanuele entrò dentro la mia stanza e come mi vedi esclamò un semplice ma eloquente: Oh Cacchio!”

“Schiavo, adesso spogliati e mettiti al mio cospetto a leccarmi i piedi. Muoviti!”  “Sì mia padrona”, risponde Emanuele prontamente. Dopo pochi minuti Emanule si trovava nudo a terra a leccarmi i piedi o meglio i miei tacchi. Era adorabile vederlo devotamente compiere quel lavoro con tanto impegno  e fervore.  Mi tolsi i pantaloni in pelle, rimanendo in perizoma e tacchi e mi misi con le gambe leggermente  divaricate  seduta sulla sedia dell’uffucio. “Adesso cammina a quattro zampe verso la mia figa e leccala”. Ordinai questa volta al mio schiavo.

Emanuele obbedì ed inizio a leccarmi la mia figa divinamente e con grande intensità, lavorando bene con la lingua e con la bocca. Tutte le qual volta davva cenno a diminuire il ritmo delle sue leccate, lo frustavo e gli ricordavo che doveva obbedirmi.E lui così riprendeva brio. Nel mentre che mi stava leccando, mi fece una  richiesta esplicita: “per favore padrona, pisciami in faccia e fammi bere il tuo piscio”.  Io non ci pensai due volte lo esortai ad aprire la bocca e mentre era inginocchiato sotto di me, gli pisciai in faccia e tra i capelli. “Bevilo porco, forza”. Emanuele sembrava in estasi ed aprì la bocca, come un assetato che  in una giornata di calura estiva si abbevera da una fontana, dopo un lungo digiuno.

Mi eccitò molto quella sensazione di sottomissione e mi venne voglia di ricompensare il mio schiavo. “Avvicinati!” Ordinai con voce austera e così gli presi il suo cazzo duro in bocca tutto di un fiato. “Adesso mettiti a pecorina come una cagna”. Emanuele una volta ancora obbedì al mio ordine ed io iniziai ad ingiuriare contro di lui ed a frustarlo quindi sadicamente sollevai un piede e con la punta del tacco mi appoggiai su una delle chiappe del mio schiavo. Lo continuavo a frustare e contemporaneamente continuvo a stuzzicargli le chiappe ed anche il buchetto del culo, con la punti affilittissima del tacco. Quando arrivai  a stuzzicargli l’ano, notai la sua eccitazione e così tirai fuori dalla scatola dei vari oggetti acqustati al sexy shop, un vibratore, che gli infilai nell’ano.

Mi misi a pecorina a mia volta, mi abbasssai il perizoma e  poggiai le mani sulla scrivania. “Adesso scopami, schiavo, ma tieniti il vibratore nel culo mentre lo fai, è un ‘ordine.” Emanuele si mette dietro di me e la mia scrivania è molto attaccatta al muro ed essendo io a pecorina a lui ne rimane ben poco spazio, così quando spinge per penetrarmi su e giù viene a sua volta penetrato dal vibratore che poggiandosi sul muro fa forza e si conficca come un cazzonel suo ano.

“Ah godo!” Urla Emanuele mentre mi scopa con il vibratore nel culo, ed io che lo sento eccitato gli ordino di non fermarsi e di sborrarmi dentro la figa. Il mio schiavo ancora una volta, diligentemente obbedisce al mio ordine e mi sborra dentro la figa, provocandomi un orgasmo. La mia voglia di sottomissione non è ancora finita però , così mi metto a gambe larghe sulla sedia e dico ad Emanuele di leccare la mia figa piena di sborra e lo intimo a berla. Anche  questo ordine, vien esaudito dal bravo schiavetto.

“Allora, avevo indovinato, sei una padrona di alto livello“, mi dice sorridendo lui, appena finiti i nostri giochi di sesso. “Avevi indovinato, anche tu sei stato molto bravo e da adesso sarai il mio schiavetto”.

E così io seria commercialista, rispettabile donna dai modi gentili, sono diventata  nel privato ,una padrona cattivissima sempre pronta a sottomettere il mio schiavo diturno.

 

 

 

 

2 thoughts on “La commercialista e la scoperta del sadomaso

  1. Marco

    mi piace molto essere dominato con eleganza da una donna. sottile gioco di dominazione virtuale che sfocia in controllo fisico del piacere

     
  2. Daniel Pisa

    Nel mio caso, non è una commercialista, ma una ragazza che fa la farmacista. Questa farmacista è sempre timida, ma nel privato mi ha fatto provare da schiavo la cattiveria di una dominatrice.

     

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