Remi ed io – Capitolo 2

Remi ed io – Capitolo 2

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Capitolo 2

Erano passati quasi tre giorni dalla mia Sessione di Terapia al Liceo. In tutto il fine-settimana non ero riuscito a pensare a nient’altro se non al bel biondo Remi che si era così volentieri inginocchiato per me nel mio ufficio in quel caldo pomeriggio di giovedì. Dapprima era imbarazzato a farlo con un uomo più vecchio ed estraneo, desiderava sopratutto ed ardentemente l’intimità sessuale con un altro ragazzo. Tuttavia una volta che ebbi confessato che avevo anch’io sentimenti di amore e desidero per ragazzi e la cosa durava fin dalla mia prima adolescenza, Remi si rilassò rapidamente. Infatti divenne così a proprio agio con me che fu facile persuaderlo a mettere in mostra il suo sesso e mostrarsi di fronte a me.

Mentre stava masturbandosi con forza mi disse delle sue fantasie di succhiare un altro uomo. Quando lo vidi con emozione sprizzare, fui ispirato a rivelargli il mio rigido membro e lui non perse tempo, realizzò la sua fantasia avvolgendo con le sue labbra la mia erezione lunga e spessa. Remi non era il più esperto succhia cazzi che avessi conosciuto ma supplì con entusiasmo alla mancanza di abilità, permettendomi anche di fottergli la gola ed entrare con forza nella sua bocca senza che si lamentasse.

Gli avevo promesso un’ulteriore sessione e gli avevo dato naturalmente il mio biglietto da visita ma fui sorpreso quando il mio cellulare suonò domenica pomeriggio. Ero sdraiato sul divano con una lattina di birra a guardare un porno nuovo, una compilation di ragazzi che concedono la loro innocenza anale alla cinepresa. Amavo quella serie e stavo considerando seriamente di spegnere il telefono, specialmente perché non conoscevo il numero di chi mi chiamava. Risposi mentre il filmato proseguiva e sentii una giovane voce rauca con un familiare accento canadese che gemeva: “Oh Alessio, non riesco a tenere la mano lontano dal mio cazzo. Sono coooosì eccitato! Non so cosa fare.”
Sentii il cazzo che mi si irrigidiva nei boxer alle sue parole e bevvi un sorso di birra ghiacciata nella speranza di raffreddarmi.
“Sai nudo, Remi?” Chiesi ansando.
“Uh uh.” Rispose affermativamente. Io vidi il suo cenno anche se non potevo vedere la sua bella faccia. “È un giorno così caldo. Ogni volta che mi metto i vestiti mi sento scomodo, devo continuare ad andare in doccia e masturbarmi.”
“Sei da solo, Remi?” Dissi sotto voce accarezzandomi l’erezione attraverso il cotone umido di sudore delle mie mutande.
C’erano almeno 30 gradi, anche nell’ombra del mio soggiorno ed ero nudo, ad eccezione dei boxer di cotone neri. Abbassai rapidamente la cintura elastica sul mio uccello duro e giù sotto le palle, il mio lungo amico si dimenò sopra la pista di peli che correvano su verso il mio ombelico.
“Sì!” Ansimò il ragazzo e capii dal tremore della sua breve risposta che si stava pompando il giovane uccello.
“Bene!” Cantilenai lentamente nel telefono, tenendolo al mio orecchio con la sinistra mentre la destra cominciava a muoversi pigramente sulla mia l’erezione di 24 centimetri: “Mi dici dove sei e quello che stai facendo, Remi.”

Lui ansimò e si lamentò un poco poi sentii un piccolo rumore di schizzo ed indovinai da questo e dall’echeggiare della sua voce che era nel bagno. Lui me lo confermò.
“Ho fatto scorrere dell’acqua fredda nella vasca, ci sono sdraiato dentro e mi sto facendo una sega.” Ansimò: “È così bello raccontarlo a qualcuno.”
“Io sono onorato che tu lo dica a me, dolcezza!” Sospirai, spremendo tra le dita la testa colante del mio pene duro e strofinando gli umori espulsi sotto la cappella, mentre stuzzicavo il mio attrezzo: “Mi è diventato duro immaginandoti sdraiato tutto nudo e bagnato, baby. Dimmi quello che gradiresti che ti accadesse ora.”
“Ohhh…” Rantolò Remi. “Alessio, signore… io… io vorrei che lei attraversasse la porta e mi sorprendesse nel bagno, mentre mi carezzo il cazzo e penso a lei. Lei viene, entra nella vasca con me e mi dice di lavarle il grosso cazzo.”
Ansimava rapidamente tra le parole ed io sentivo il sudore gocciolare giù per il mio torace mentre cominciavo a pompare la mia verga un po’ più velocemente.

“E poi, dolcezza?”
“Io comincio a carezzarle il cazzo duro con le mani bagnate e diventa più grosso e più rigido mentre lo pulisco. È proprio di fronte alla mia faccia mentre lei è in piedi nel bagno di fronte a me.” Frignò Remi, ansimando più forte: “Comincio ad insaponarle le grandi palle sudate e lei mi dice per finire di lavarle il cazzo con la bocca, signore.”
“Oh sì, Remi!” Grugnii, mentre sentivo un fiotto di pre eiaculazione eruttare dalla cappella a quell’immagine deliziosa: “Succhiami il cazzo, puliscilo per bene e leccami le palle, dolcezza. Succhia quelle grosse noci pelose!”
Per un po’ ci limitammo ad anelare e masturbarci, incapaci di parlare o pensare. La mia testa era piena dell’immagine tormentosa di Remi in ginocchio nella mia vasca da bagno mentre mi succhiava l’uccello e le palle finché non esplodevo sulla sua bella faccia.
Riuscii a controllarmi abbastanza per bisbigliare: “Dolcezza, hai le mani libere?”
“Huu…huu…sì!” La voce morbida di Remi sobbalzava, vicino alla sua esplosione.
“Bravo ragazzo… ora voglio che tu veramente mi dica, non hai mai fatto scivolare le dita sul tuo culo mentre ti fai una sega?” Gli chiesi con impazienza.
“Mmmmmhhh…” Remi rispose incoerentemente. Cominciò ad ansare come se stesse affogando.
“Cosa c’è, baby?” Lo incitai delicatamente.
“Io… uh… ora lo sto facendo!” Piagnucolò con voce sempre più alta.
“Sei un ragazzino molto sporco, Remi” Ridacchiai mentre altra pre eiaculazione colava dalla mia verga: “Me lo stai facendo diventare straordinariamente duro. Ora dimmi qualche cosa d’altro, ha mai messo qualcosa d’altro che non siano le tue dita nel tuo buco di ragazzo?”
“Uh uh… no,” lui si lamentò piano: “Io… io veramente vorrei ma non so cosa usare, signore.”
“Remi, dolcezza, va tutto bene.” Respirai, la mia eccitazione cresceva: “Ora dimmi, prima che ti faccia venire, non hai mai fatto spingere l’attrezzo duro di un uomo dentro di te? Hai mai preso un vero cazzo vivo nel culo?”
“No…” Pressocché uggiolò. “Oh dio! Oh dio ok dio!”
“Cosa c’è, baby?” Grugnii mentre sentivo che le mie noci cominciavano a contrarsi al pensiero del suo bel corpo ed essendo sicuro che lui era nudo ed eccitato all’altra estremità della linea.

Lui non riusciva a parlare, io mi menai la verga dura ed eruttai con un grugnito di soddisfazione mentre ascoltavo l’ansimare e piagnucolare del ragazzo all’altro capo del filo, che stava venendo con forza mentre era sdraiato nella vasca da bagno a masturbarsi per raggiungere l’orgasmo.
Quando finimmo ambedue di lamentarci ed ansimare, bisbigliai: “Tutto ok, Remi? Ti è piaciuto?”
“Mmmm… sì!” Sospirò schizzando intorno un po’ di acqua fredda.
Mi decisi e gli diedi il mio indirizzo: “Sai dove è?”
“Sì… non è lontano dal mio dormitorio.” Disse ridendo: “Comunque non lontano se prendo la bicicletta.”
“Bravo ragazzo!” Ridacchiai spegnendo la televisione ed il lettore DVD: “Hai un paio di pantaloncini piccoli e stretti?”
“Ne ho alcune paia, sì.” E rise di nuovo un po’ nervosamente.
“Mi piacerebbe che ti mettessi il paio più stretto e venissi al mio appartamento.” Gli dissi deciso: “È un pomeriggio caldo. Non c’è bisogno di preoccuparsi di camicia o mutande, dolcezza. Capisci quello che sto dicendo?”
“Penso di sì.” E rideva. Sentii il rumore dell’acqua quando uscì dalla vasca.
“Va bene.” dissi. “Ti aspetto!”
“Ok.” Il telefono tacque, io mi alzai, mi tolsi le mutande ed andai a fare una rapida doccia. Il tempo di uscire gocciolante e sentii suonare il citofono.
Mi avvicinai sempre gocciolante al videocitofono e pigiai il pulsante. Per mia delizia Remi stava senza camicia davanti alla porta, la parte superiore del corpo era nuda e brillava per il sudore della breve corsa veloce. Indossava un paio molto corto di jeans. La parte anteriore si stava già evidentemente incurvando.

“Molto bene!” Dissi approvando: “Ora prima che ti faccia entrare voglio che tu apra la patta.”
Lui si guardò ansiosamente intorno.
“Qui? Sulla porta?”
“Forza!” Lo stuzzicai: “Voglio vedere quel bel giovane cazzo penzolante.”
“In pubblico?” Disse allargando gli occhi.
“Tiralo fuori, Remi. Fai come ti dico o torna alla tua vasca da bagno e continua a farti seghe.” Dissi tentando di sembrare severo.
Remi si guardò di nuovo intorno, poi rapidamente lottò con la patta e slacciò gli shorts. Il suo giovane cazzo duro saltò fuori e si alzò orgogliosamente non appena furono aperti. Remi stava arrossendo come una ragazzina.
Io mi strofinai l’uccello a quella vista. Lui era così adorabile. Rapidamente schiacciai il pulsante, gli dissi che la porta era aperta e che salisse alla prima porta sulla sinistra, lui si gettò subito dentro. Pochi secondi ed era alla mia porta, ansante e bagnato di sudore.

“Togliti i pantaloncini ora!” Gli ordinai quando fu davanti alla mia porta: “Togliteli, ti voglio nudo quando entrerai.”
Attraverso l’occhio magico lo vidi piegarsi leggermente poi ritornare in piedi supplicando: “Mi faccia entrare, Alessio! Farò qualsiasi cosa!”
Quella era una vera promessa. Aprii subito la porta e lo vidi con le sole snickers ai piedi e gli shorts che pendevano dalla sua mano. Il pene era un po’ appassito per il nervosismo di stare nudo davanti alla porta, con la pausa che qualcuno dei miei vicini uscisse e lo sorprendesse. Decisi di non dirgli che erano tutti via per il fine settimana. Era così bello nudo e brillante, i grandi occhi blu luccicanti in sfida. La piccola lanugine bionda sulle palle correndo verso l’ombelico diventava scura per il sudore e più visibile. Il mio pene si contorse al vederlo.
“Andiamo nella stanza dei giochi…” Gli dissi prendendolo per mano e conducendolo nella mia camera da letto dove avevo già lubrificato alcuni sex toys e preparato manette ed un bavaglio nel caso diventasse nervoso prima che fossi pronto a prenderlo.

“Quelle cose per cosa sono?” Mi chiese guardandosi intorno.
“Alcuni ragazzi hanno gridato e sono diventati violenti quando ho messo il mio uccello dentro di loro per la prima volta.” Spiegai carezzandogli la schiena nuda: “Io ce l’ho piuttosto grosso e è un po’ difficile prenderlo per un ragazzo se è ancora vergine. Ma non preoccuparti, ho avuto molte esperienze con ragazzi stretti. Tu godrai veramente.”
Lui sembrò impaurito ma anche piuttosto eccitato e quando indicai il letto, lui ci andò subito e ci si sdraiò.
“Devo allargare le gambe?” Chiese
“A suo tempo, Remi” Lo calmai, sdraiandomi accanto a lui. Lo circondai con le mie braccia e portai la mia bocca alla sua, baciando quelle labbra morbide a lungo e lentamente. Lui si contorse immediatamente contro di me, strofinando il suo magro corpo nudo contro il mio mentre calciava via le scarpe. Era come di seta contro la mia pelle nuda, ce l’avevamo ambedue duro come pietra. Rotolai sopra di lui per mostrargli chi era il capo e presi il lubrificante accanto al letto. Mentre le mie labbra esploravano la curva del suo collo snello mi spremetti del lubrificante sopra due dita e misi la mia mano tra le sue cosce magre e dorate.
“Uhhhh…” Si lamentò quando sentì che carezzavo delicatamente la sua piccola increspatura rosa con la punta delle dita scivolose.
Anch’io mi lamentai. Fino a una settimana prima non avrei mai immaginato nei miei sogni più selvaggi che avrei toccato così intimamente uno dei ragazzi. Né che un ragazzo bello come Remi stesse sdraiato sul mio letto sotto di me, implorando silenziosamente di sentirmi dentro di sé.
Alzò automaticamente la gamba destra mettendo il piede sulla mia spalla, così le sue cosce furono allargate per me. Io cominciai a succhiare e leccare i suoi piccoli capezzoli rosa mentre strofinavo il suo bocciolo di rosa, carezzandolo e lubrificandolo finché non sentii il suo piccolo culo stretto aprirsi per me e lasciare che le mie dita scivolassero dentro. Remi vibrò e piagnucolò un poco ma non si oppose.
“Tutto bene?” Gli chiesi e lui accennò col capo rapidamente. I suoi occhi erano dei cerchi enormi di cielo blu intorno al febbricitante laghetto nero delle sue pupille dilatate.
Estrassi le dita e schizzai un po’ di gel sopra il suo piccolo bottone, pigiandoci sopra con forza. Sentii il suo stretto anello cedere e spinsi dentro più a fondo le mie dita.

“Mmmhhhh…” Si lamentò piano: “Oh Alessio… Sei andato più in fondo di quanto riesca con le mie dita. Che bello!”
Si contorse e gridò quando la punta del mio dito strisciò sulla sua piccola gemma d’amore, in quel buco di ragazzo morbido e bagnato. Solleticai e stuzzicai la sua prostata, era la prima volta che gli veniva toccata. Ora il ragazzino ansimava e piagnucolava più impazientemente, cavalcando le mie dita.
“Uhhhh… oh dio! Sento… sento… non so cosa sento!”
“Ti piace, dolcezza?” Chiesi: “Ti eccita?”
“Oh sì!” Ansimò impaziente.
La sua piccola mano giunse al mio cazzo eretto e cominciò a pomparlo con forza mentre io lo stuzzicavo. Mi lamentai a lungo e piano al tocco della sua giovane mano calda sul mio uccello. Estraendo le dita dal suo ano raggiunsi il più corto dei miei toys, uno snello dildo di 15 centimetri. Schizzai altro lubrificante sul suo buco mentre le sue dita si muovevano sul mio sesso, spinsi lentamente la punta del dildo nel piccolo culo stretto e guardai le sue natiche nude muoversi su e giù insistentemente mentre lui lo sentiva stirarsi.
“Aaaahhhh… Alessio!” Guaì quando il dildo si mosse lentamente dentro e fuori del suo fondo schiena sexy, entrando ogni volta di più nel suo culo magnifico.
Le sue dita strinsero con più forza il mio cazzo eretto ed io quasi venni sulla sua faccia. Invece ansimai: “Mettitelo in bocca, dolcezza. Dagli una bella succhiata lenta mentre ti preparo per il prossimo giocattolo.”
“Non mi scopi?” Chiese ansante, fissandomi con quei grandi occhi blu.
“Non c’è nessuna fretta, baby. Abbiamo molto tempo.” Lo rassicurai: “Non vorrai che laceri quel piccolo buco del culo grazioso conficcandoci il mio grosso cazzo prima che sia pronto. Non ci sarebbe alcun divertimento per nessuno di noi!”

Remi aprì la bocca ed io sentii il caldo disperato del suo alito sul mio uccello che cominciò a contorcersi prima che lui lo trascinasse tra le sue labbra rosa e morbide e cominciasse a succhiarlo vigorosamente. Io spinsi con forza il giocattolo nel suo buco di ragazzo finché non fu completamente dentro e lo ascoltai lamentarsi piano intorno al mio pene. Le sue guance erano gonfie come quelle di uno scoiattolo con molte noci in bocca. Pre sperma e bava colavano dagli angoli della sua bocca e correvano giù per il mento, lui soffocava e succhiava, determinato a darmi piacere.
“Sei un tale bel ragazzo, Remi” Ansimai mentre afferravo i suoi capelli biondi e spingevo profondamente nella sua gola, ascoltandolo tossire e soffocare. Sborrai pompando fuori dal mio cazzo come glassa da un tubo, colando nella sua gola. Lasciai andare i suoi capelli e mi allontanai da lui guardandolo farfugliare mentre tossiva fuori un po’ del mio sperma: “Che bello! Ma riuscirò a controllarmi meglio quando penetrerò il tuo buco di ragazzo.”

Le mie palle stavano pulsando di piacere quando mi estrassi della sua bocca e rimossi lentamente il dildo sottile dal suo ano. Il piccolo buco rosa si aprì e brillò come una piccola bocca. Non vedevo l’ora di sentirlo succhiare il mio uccello.
Lubrificai un dildo di 18 centimetri realistico, completato di grandi palle nere, gli dissi di sdraiarsi sulla schiena e l’inserii dentro di lui. Lui non aveva mai avuto niente di così grosso nella sua micia di ragazzo prima di allora; in breve stava frignando ed agitandosi tentando di prenderlo nel suo giovane buco. Io mi chinai su di lui e l’aiutai incoraggiandolo ad allargare le gambe e tirando indietro le ginocchia al torace. Il suo piccolo culo era così grazioso ed invitante che quasi gettai la cautela al vento e pensai di penetrarlo subito.
Con mani tremanti spinsi altro lubrificante nel suo buco, poi pigiai la testa del grosso dildo nero contro il suo anello finché non lo sentii scoccare dentro. Remi fece un breve abbaiare acuto e si agitò sotto di me. Lentamente cominciai a torcere e spingere il dildo nel suo buco del culo finché non fu dentro per circa 8 centimetri.

“Puoi continuare tu, Remi” Bisbigliai emozionato.
Il piccolo sexy biondo abbassò le gambe ma le tenne spalancate, piantò i talloni nel materasso e spinse il culo bianco e stretto sul dildo infilandoselo nel sedere. Fece scivolare le due mani sotto il culo e cominciò a torcere lentamente il sex toy come avevo fatto io. Presi il cellulare e gli feci alcune fotografie nudo e mentre cavalcava quel cazzo di gomma. Dopo poco cominciò a pompare le anche strette su e giù vigorosamente mentre il dildo scivolava facilmente dentro e fuori del suo buco di ragazzo.
Masturbai impazientemente il mio cazzo mentre guardavo la puttanella masturbarsi lo stretto tunnel vergine col mio giocattolo. La sua giovane verga dura rimbalzava rapidamente mentre le sue anche sgroppavano su e giù, lui stava uggiolando di piacere mentre il suo culo nudo cavalcava con impazienza l’asta del dildo nero. Presi alcune immagini di Remi che cavalcava scendendo fino alle palle. Con mio grande piacere fece un piccolo rumore come di soffocamento e le sue palle si contrassero mentre lo sperma cominciava a sprizzare dalla testa del giovane cazzo. Aveva eiaculato senza che nessuno di noi avesse toccato il suo cazzo.

‘Che piccola puttanella splendida!’ Pensai felice mentre coprivo di lubrificante il mio pene e lo pompavo con forza per prepararlo al suo buco vergine. Il biondo studente stava per perdere definitivamente la sua innocenza quella sera ed io stavo per godere della vera verginità di un ragazzo!

 

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