18 anni 12 episodio

18 anni 12 episodio

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Con tutto lo spumante bevuto non mi accorsi che Ramos mi aveva completamente denudato e mi aveva messo un perizoma rosa come pure le calze autoreggenti rosa a rete ma me lo sentii addosso col suo fiato caldo dietro le mie orecchie, mi svegliai che lui mi aveva già messo il suo cazzo nel mio culo e cominciava l’andirivieni, mi voltai verso di lui e scoppiammo a ridere
“Avevi proprio voglia Ramos”
“Si ti volevo, in questi giorni che sarai a casa mia faremo una indigestione di sesso e sarai sempre en femme, sarai la mia Lulù”
“Ma ce la farai ad accontentarmi, a soddisfarmi?”
“Ma senti la mia Lulù, ha paura che non la soddisfi!! tranquilla amore mio che il tuo Ramos sarà all’altezza”
Il ritmo della scopata aumentò ed io entrai in estasi
“Ohhhh siiii cosììì trombami cosìììì, che bellooo siiiii”
“Vedi che sono bravo”
“Siii sei il mio toro, siii cosììì continua continua non venire subito ti prego scopami ancora amore mio scopami scopa la tua troietta”
“Sai hai un culo stupendo un culo fatto per essere scopato, tu sei nato per far godere noi uomini”
“Si ma solo con te mi farò scopare Ramos io sono solo tua”
“Tranquillo sono geloso io non tu dò a nessuno”
Suonò il telefono e a malincuore Ramos andò a rispondere
“Chi è?”
“Ma devo proprio tornare? noooo”
Ramos venne da me con gli occhi pieni di pianto e mi disse
“Ivano purtroppo devo tornare al mio paese, mio padre è morto e devo aiutare la famiglia, ci dobbiamo salutare quì domattina devo partire”
“Ma lo hai detto che qui avevi un lavoro e gente che amavi?”
“E’ morto mio padre Ivano, devo andare, mia madre è sola”
Ci abbracciammo stretti stretti poi mi rivestii e prima di andarmene mi voltai e chiesi
“Ci rivedremo ancora?”
“Non lo sò Lulù”
Tornai a casa con gli occhi pieni di lacrime, appena dentro mi buttai sul mio letto e scoppiai a piangere, la mia profonda tristezza si riversò nei miei romanzi, avevano tutti una fine triste finchè anche il mio editor si lamentò con me
“Può ogni tanto far finire il romanzo con una lieta fine?”
“In questo momento non lo sò, ma le disgrazie non erano finite.
Mi ero da poco diplomato i miei erano andati a trovare una persona, nel ritorno un disgraziato che andava contromano in autostrada centrò completamente la macchina dei miei genitori uccidendoli sul colpo.
La notizia mi arrivò che stavo cenando mandandomi completamente in disperazione, ora ero veramente solo al mondo e non avevo ancora 19 anni, avevo solo il mio mestiere di scrittore ma con poche pretese.
Ero triste, sconsolato e così non mi curavo nei vestiti, un giorno mentre vagavo per una via commerciale mi sentii salutare, mi voltai e vidi Franco, era solo ma il suo viso era radioso
“Ciao Ivano felicissimo di vederti, come và?”
“Peggio di così non si può caro Franco”
“Che ti è successo?”
“Lo sai di Ramos che ha dovuto tornare a casa, è morto suo padre, noi due eravamo amanti, poi recentemente mi sono morti i genitori vedi tu”
“Cribbio mi dispiace veramente e come vivi?”
“Un pò di soldi i miei me li hanno lasciati, la casa è mia e poi un pò di soldi mi arrivano dai miei romanzi che scrivo”
“Sei diventato uno scrittore allora, bene”
“Bè uno scrittore, non mi basterebbe per vivere, e tu?”
“A me và benissimo, sai ho avuto una grossa eredità da un parente che neanche conoscevo in più ho ereditato anche una grande villa in Piemonte, frà poco mi sposo con la nostra Laura, perchè non vieni ad abitare con noi, saresti il mio amministratore e poi non saresti solo””
“L’idea non sarebbe male, dammi un pò di tempo per pensarci Franco, dammi il tuo numero di telefono”
“Ecco il mio biglietto da visita Ivano, guarda che aspetto la tua telefonata per il sì, se lo sà la nostra aura viene subito a prenderti”
“Già mi vuole scopare pure lei”
“Bè anch’io tesoro”
“Appunto Ivano”
Ci salutammo con una stretta di mano poi tornai ai miei pensieri allietati però dalla nuova buona notizia.Arrivai a casa che la decisione era presa, sarei andato via da quella casa piena di ricordi, il mattino dopo misi l’inserzione sul giornale e il giorno dopo trovai una famiglia a cui interessava la mia casa, una volta presi i soldi telefonai a Franco.
“Franco se mi vuoi ancora vienimi a prendere ho già venduto la casa”
“Ohhhh mi fai felice e fai felice anche Laura, ci siamo sposati sai!! solo in comune però ora siamo una coppia”
“Felice per voi lo sapevo che finivate per sposarvi”
“Allora diciamo frà due ore sono lì da te aspettami Ivano”
Franco arrivò che non erano ancora passate due ore, mi venne incontro e ci abbracciammo, mettemmo le mie valige nel baule e poi partimmo.

 

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