Lucy – Sesso e Videogames 5

Lucy – Sesso e Videogames 5

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E’ inutile provare a negarlo. L’esperienza dell’altro giorno mi ha turbato in maniera profonda. Prima di tutto mi sono lasciata sodomizzare da un mio amico. Mi ha sverginato il culo e quello che più conta, mi è piaciuto.
E soprattutto mi ha turbato quella sua dichiarazione d’amore finale. E’ vero, in quel momento, col suo sesso profondamente infilato in me ero una donna, mi sentivo donna. E in quel momento avrei concesso qualsiasi cosa al mio uomo. E anche ora, a ricordare quel cazzo che mi sondava le budella, sento salire l’eccitazione, e non vedo l’ora di rifarlo. Ma non per questo mi sento in grado di amare un altro maschio. Sono felice che il mio primo uomo sia stato lui, non vedo l’ora di rivederlo, ma non mi sento “così donna” da poter provare qualcosa di più dell’affetto.
Prendo la scatola dove conservo l’armamentario per trasformarmi in Lucy, e indosso le calze, il perizoma e il babydoll neri. Poi, curiosando nella scarpiera, trovo un paio di scarpe di mia madre col tacco alto, e decido di provarle; mi guardo allo specchio, e nonostante l’andatura traballante, devo dire che i tacchi mi slanciano ancor di più le gambe, rendendole più femminili, e facendo risaltare ancora di più il mio culetto, di natura arrotondato e glabro.
Sul davanti, invece, il mio sesso duro e rigido svela la mia vera natura e l’eccitazione che sta prendendo possesso del mio corpo… e della mia mente. Decido infatti di fare una pazzia: nascondo la mia mise con un giubbotto leggero e dei pantaloni maschili, metto un paio di scarpe da ginnastica, nascondo in una borsa le scarpe col tacco, la parrucca e i trucchi e… sì, manca ancora una cosa.
Prendo il piccolo plug che Marco mi ha regalato, lo spalmo un po’ di Nivea e, abbassati i pantaloni, provo ad infilarmelo. Sento l’oggetto forzare le pareti dello sfintere, farmi un po’ di male, ma poi, superato il suo diametro maggiore, scomparire risucchiato dentro il mio culetto, donandomi quella strana ma piacevole sensazione di riempimento.
E così esco di casa, dirigendomi verso la casa di Marco, che dista pochi isolati.
“Ciao, che fai?” mi dice sorpreso aprendomi la porta,
Non rispondo, ma mi limito ad abbassare la zip del giubbotto rivelando ciò che nasconde al di sotto, guardandolo negli occhi.
Marco mi abbraccia e cerca la mia bocca per un bacio, ma lo fermo.
“Aspetta un secondo… e non mi interrompere, perché non sai come è difficile per me… allora… sappiamo tutti e due cos’è successo l’altro giorno, e non voglio nascondermi come l’altra volta. Mi è piaciuto, e tanto. E non sai quanto sono felice che sia successo con te. E quanto… beh, quanto vorrei che succedesse di nuovo”
Marco, che continua a tenermi fra le sue braccia, mi cerca di nuovo per un bacio, e gli concedo un leggero e casto bacio sulle labbra.
Riprendo: “Voglio però che le cose siano molto chiare tra noi, Marco… se io penso a quelle cose, le desidero e ti ripeto, sono felice che sia successo con te. Ma se penso a ‘stare insieme a qualcuno’ lo penso come Luca e penso ad una ragazza. Non a Lucy e ad un ragazzo. Capisci cosa intendo?”
Marco mi guarda e annuisce. Non so se l’ho deluso, ma mi abbraccia ancora più forte e stavolta il bacio è lungo ed appassionato, mentre le sue mani palpano il mio culo attraverso i pantaloni.
Mi tolgo il giubbotto e lo appendo allo schienale di una sedia, poi prendo la mia borsa e mi dirigo verso il bagno, chiedendogli di aspettarmi nel salotto.
Mi bastano pochi minuti per completare la trasformazione ed esco dal bagno, dondolando un po’ impacciata sui tacchi, per raggiungere il mio amante che mi aspetta seduto sul divano che ha visto centinaia delle nostre partite ai videogames; mi inginocchio davanti a lui, che si abbassa verso di me e mi bacia voluttuosamente; poi chino il capo fino a strusciarlo contro quel bozzo che gli deforma la stoffa leggera della tuta.
Bacio teneramente quel vistoso rigonfiamento e poi abbasso i pantaloni e i boxer per liberare il suo uccello, già eretto e svettante.
Me lo struscio sul viso, lo bacio, lo lecco, e per finire ingoio quel bastone di carne che di lì a poco mi sfonderà di nuovo il culo. Lecco e succhio i glabri testicoli per poi leccare nuovamente l’asta e ingoiarla di nuovo fino a sentirla in fondo alla gola. Ma il mio amante vuole di più, e io sono ben contenta di darglielo.
Mi fa alzare e mi lascia il posto sulla poltrona, alla quale mi appoggio a quattro zampe offrendogli le mie natiche, tra le quali occhieggia il plug che lui stesso mi ha regalato.
Scompare per un attimo, per poi tornare con un flacone di olio solare. Mi sfila il piccolo plug dal culetto e mi spalma abbondantemente l’ano col liquido profumato, per poi infilarci un dito e poi due, strappandomi gemiti di piacere.
Pochi secondi dopo, sono già impalata analmente dal suo membro che si è appoggiato al mio buchino… me l’ha dilatato con piccole spinte e poi è scivolato a fondo in me, aiutato dall’olio, per tutta la sua lunghezza.
E io godo… godo a sentirmi violata, scopata nel culo come la peggiore delle sgualdrine. Godo e non mi vergogno ad urlarlo, ad incitare il mio amante a scoparmi più a fondo, mentre lui mi pistona l’ano con colpi talmente violenti da scuotermi tutta.
Certo, non potrei mai amare un uomo… ma tutto quello che ora voglio è essere sua. Completamente sua. Voglio che mi scopi fino a farmi perdere i sensi e che mi venga dentro, che mi riempia le budella col suo succo di maschio.
Ma, proprio quando Marco inizia ad intensificare i colpi nell’avvicinarsi dell’orgasmo, avviene l’impensabile.
Il citofono suona, ed entrambi ci geliamo sul posto, bianchi come cadaveri. Chi sarà?

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