La troietta del liceo

La troietta del liceo

La troietta del liceo

Quando andavo al liceo c’erano un sacco di ragazze ma ce n’era una in particolare che mi faceva impazzire e che faceva impazzire mezzo istituto, si chiamava Eva. Altezza nella media, capelli neri ricci abbastanza lunghi, occhi scuri, bocca pronunciata, 2 tette da urlo, sarà stata una quarta misura, fisico slanciato ed un culo veramente bello.
Era nella mia classe, aveva un atteggiamento sempre provocatorio, si strusciava, portava sempre le minigonne e non mancava in accavallamenti da urlo…

Ricordo una volta, era nell’ultima fila, io nella fila affianco ma 2 banchi più avanti. Mi giro verso di lei ed era indietreggiata rispetto al banco, con una caviglia appoggiata ad un ginocchio, praticamente a gambe aperte. Ci siamo incrociati con lo sguardo e poi spudoratamente sono andato a guardare tra le sue cosce, Ricordo ancora le mutandine bianche. L’ho guardata di nuovo negli occhi e lei di risposta si è leccata le labbra.

Il professore inizia a dire che voleva chiamare qualcuno alla lavagna, perciò mi sono accucciato dietro a chi mi era davanti per togliermi dalla sua visuale. Per fortuna non ha chiamato me. Appena le acque si sono calmate sono tornato a guardarla, vedevo sempre il bianco delle mutande ma… erano scostate! La puttanella evidentemente ha approfittato del momento in cui tutti guardavano il professore e le ha scostate. Vedevo il suo pelo scuro ed un po’ di rosa delle labbra. Ce l’avevo durissimo!
Finisce l’ora, mi alzo e vado verso di lei. Lei mi viene incontro e facendo finta di affrontarmi mi viene addosso appoggiandosi al mio bacino e mi dice “senti senti ce l’hai duro!” ed io le rispondo “colpa tua!”.

Purtroppo però non si riusciva mai a concludere niente, alla fine della scuola c’era sempre la macchina di suo padre parcheggiata fuori che l’attendeva.
L’occasione arrivò con il carnevale, infatti organizzarono una festa in un capannone. Il costume era d’obbligo.

Sapevo che lei ci sarebbe andata, perciò ci andai. Mi vestii da diavolo, e lei si vestì da fatina. Per quanto fosse casto il suo costume aveva sempre l’aria da gran troia.

Iniziarono a mettere la musica e come era ovvio misero i lenti. La invitai a ballare ma più che invitai, quasi la trascinai. Ballando mi ci incollai addosso e le feci sentire che ce l’avevo di nuovo duro, mi eccitava troppo.

Lei mi guardava con uno sguardo da porcona. Lei dissi di andare in bagno e che per non dare nell’occhio l’avrei raggiunta dopo un minuto.

Lei lo fece, quando entrai c’eravamo solo noi due. La portai dentro la prima porta e chiusi a chiave. Iniziai a baciarla, mentre la sua mano si appoggiò subito sul mio pacco saggiandone la consistenza.

Il suo vestito era un abito intero, gliel’ho sfilato e l’ho appeso all’attaccapanni. Lei sotto aveva una maglia ed un paio di mutandine. Ho alzato la maglia e sotto sono apparse le sue tettone senza nemmeno il reggiseno. Mi sono tuffato a succhiargliele e nel frattempo con le mani le ho abbassato le mutandine, e le palpavo il culo, insinuandomi nello spacco ed andando a toccarle il buchetto.

Poi con una mano sono passato davanti ed ho trovato la sua fighetta completamente fradicia.
Mi sono inginocchiato per terra e le ho fatto appoggiare un piede sulla tazza del water per farle tenere le gambe aperte ed ho iniziato a leccargliela. Lei si mordeva il labbro per non ansimare, per paura che entrasse qualcuno e ci sentisse.

Mi piaceva troppo il suo culo, perciò non mi sono fatto sfuggire un’occasione così ghiotta, l’ho fatta girare e chinare in avanti con la schiena, ed ho iniziato a mordicchiargli le natiche infine a leccarle il buco del sedere.

Dopo un po’ si è girata, mi ha fatto segno di alzarmi e si è accucciata lei. Mi ha abbassato i pantaloni e le mutande ed il mio cazzo è svettato prepotente davanti ai suoi occhi.
Come una assatanata ha iniziato prima a leccarlo, e poi ad infilarselo in bocca succhiandolo alla grande e contemporaneamente mi accarezzava le palle.

Non resistevo più e le ho detto che stavo per venire, lei mi ha messo le mani sul culo e mi ha tirato ancor di più a sé, ficcandoselo tutto dentro. Le sono venuto in bocca ed ha ingoiato tutto. Ha iniziato a leccarmelo per pulirmelo bene. Il mio cazzo era ancora durissimo. Si è alzata e con uno sguardo da gran troia mi dice: “mi scopi adesso?”.

Si è girata piegandosi in avanti ed io gliel’ho ficcato dentro tutto in un colpo. L’ho presa per i fianchi ed ho iniziato a pomparla di brutto sbattendo ogni colpo addosso al suo bellissimo culo. Lei ha portato le mani sul culo e si è allargata le natiche. Ho capito che lo voleva anche là. Ho fatto colare un po’ della mia saliva sul suo culo, e nel mentre che la scopavo, ho iniziato a massaggiarle il buco del culo con il pollice, e poi ad infilarglielo dentro.

Quando ho sentito che entrava bene ho sfilato il cazzo dalla sua figa, era perfettamente lubrificato dai suoi umori, gliel’ho appoggiato sul buco del culo e l’ho presa per i fianchi con le mani e l’ho tirata piano a me. Un po’ alla volta è entrato tutto, era bellissimo.

Dopo un po’ le ho detto che stavo per venire, si è sfilata, si è girata e si è inginocchiata davanti a me prendendolo in bocca.
Ha ingoiato tutto di nuovo.
Poi ci siamo rivestiti e siamo tornati alla festa.
Non dimenticherò mai quel carnevale!

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