Tram 19

Tram 19

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Avete mai fatto l’amore su un mezzo pubblico? pare che sopratutto all’estero, queste cose accadano spessissimo, almeno cosi si racconta, tipo giappone o germania. Il fatto che vi vado a raccontare, e successo a me e qui in Italia, a Milano in una notte di luglio molti anni fa. Chi ha gia letto gli altri capitoli, del mio diario, sa gia cosa ho combinato in quegli anni di sperimentazione che chiamavo gli anni dell’amore, un po come si diceva in America o in inghilterra negli anni del Flower Power dei figli dei fiori, sesso e amore libero per tutti, ancora oggi trovo quel motto, davvero azzeccato, se nella societa bigotta razzista e omofoba di oggi, si vivesse il sesso e l’amore libero, senza pregiudizi ne cattiverie verso il prossimo, credo si vivrebbe in un mondo migliore. Io dell’amore libero ho fatto una bandiera per anni e anni, e l’ho sparso un po in ogni parte. D’estate si sa, il caldo difficilmente riesce a farci dormire, specie nei mesi piu estivi come luglio e agosto, quando l’afa e troppo alta per prender sonno anche con un buon condizionatore acceso. In quel periodo, avevo preso l’abitudine di fare lunghe passeggiate rinfrescanti nella notte, uscendo di casa e facendo dei giretti nelle strade semi deserte e abitate solo dagli extracomunitari, o da occasionali auto di passaggio. Fu una di queste notti, che mi successe cio che vi vado a raccontare. Vivevo sola in un appartamento lasciatomi dai miei vecchi, papa era morto, e mamma viveva in veneto, ormai non piu giovanissima e con una salute assai precaria, si era ritirata nel suo paese nativo per fuggire dall’aria malsana e inquinata della Metropoli milanese. Io ero rimasta, amando la citta e i suoi pregio e difetti. Quella nottata di luglio, fui colta da insonnia per il troppo caldo, e decisi di uscire per rinfrescarmi un poco. Come spesso succedeva, in quelle occasioni, mi vestivo da Troietta, cercando anche di farmi delle avventurette notturne con chi capitava, e devo ammettere, che molte volte avevo trovato i maschi giusti. Altre invece, ero tornata a bocca vuota e il caso di dirlo, non successe quella notte invece. Con un paio di shorts sgambatissimi che lasciavano scoperte le natiche, un perizomino nero ridotto al minimo, un reggiseno a coppe dure nero, stivaloni lucidi fino a meta coscia, una canotta senza maniche nera, capelli lunghi lisci biondi sciolti tra spalle e schiena, ben truccata, orecchini al clip sulle orecchie, dato sono sempre stata agofobica, e farmi i buchi non se ne parlava, uno zainetto nero sulla spalla destra, mi avviai a fare una bella camminata nel cuore della notte. Avevo i mezzi pubblici a portata di mano, e decisi di prendere il Tram che avevo come di riferimento al capolinea dell’ospedale Sacco, in zona Baranzate dove abitavo al tempo. I Tram di allora erano il 19 e il 33. Erano vecchi Tram con le panche di legno, gli stesso che girano anche oggi, con la verniciatura arancione, i finestrini mezzi aperti che si chiudono o aprono schiacciando ai lati delle molle e tirandoli giu o su a seconda, sempre sporchi credo non li puliscano spesso quei Tram. Salii sul numero 19 che portava in centro a Milano, ovviamente non avevo intenzione di andare fino in centro, ma di fare un giretto fin dove potevo almeno. Il mezzo era vuoto, e presi posto su una panca infondo al Tram, ben presto vidi salire dei ragazzi di colore, avranno avuto sui venti trent’anni circa, neri vestiti con pantaloncini corti e magliettine larghe, qualcuno portava il berretto altri no, erano in cinque, e subito mi lanciarono delle occhiate mentre prendevano posto poco piu in la di dov’ero seduta io. Vidi finalmente il conducente salire, sara stato un’uomo sui cinquant’anni, brizzolato con un po di barba bianca, e la divisa d’ordinanza, si mise al posto di guida, chiudendo il vetro scomparto, chiuse le porte e avvio il Tram, che parti con uno scossone.

Avevo lo zainetto vicino a me, dal lato sinistro, e ne estrassi il rossetto per ricalcarmi le labbra, mentre con la coda dell’occhio, vedevo i ragazzotti parlottare a bassa voce e fissarmi, qualcuno si mise a ridere in modo esagerato dopo forse una battuta di un’altro nella loro lingua. Li lasciai alle loro battute, immaginando che potessero dire su di me, magari mi stavano sfottendo senza che li capissi. Cercai di alzarmi, avevo caldo, e mi appoggiai ad uno dei finestrini aperti mettendo fuori la testa, l’aria che faceva il mezzo avviato, mi scompigliava i lunghi capelli, che mi scostavo piu volte dal viso. Non mi ero nemmeno resa conto di essermi messa a gambe aperte per restare piu stabile e non cadere ad eventuali fermate del mezzo. Questo pero, non era sfuggito ai cinque negri, che osservavano lo spacco dei miei shorts per vedermi meglio le chiappe. sorrisi appena me ne accorsi, e divaricai apposta ancora di piu le gambe per lasciarli guardare megli, anzi, mi piegai ancora di piu a novanta contro il finestrino. Era un’innocua provocazione pensai tra me, che male posso fare, che mi guardino pure,la cosa mi eccitava moltissimo. Intanto il Tram aveva effettuato gia alcune fermate, ma nessuno era sceso o salito, a quell’ora di gente per le strade ce ne stava davvero poca, macchine di passaggio, signori anziani o appunto neri che rincasavano da chissa dove. ad un certo punto, successe una cosa che non mi aspettavo, un paio di quei ragazzi, si sono alzati per avvicinarsi a me, li vidi percorrere attaccati alle maniglie del Tram, i pochi metri che ci separavano, e una volta raggiunta, uno dei due mi ha chiesto l’ora, cosa assai strana, gli avevo visto un orologio al polso e un telefonino moderno, strano mi chiedesse l’ora. il ragazzo parlava un italiano come sempre stentato come di solito parla chi e nel nostro paese da poco, gli dissi l’ora aprendo il mio cellulare, quello ringrazio, si allontano un paio di passi con il suo amico, parlottarono nuovamente, poi tornarono indietro da me una seconda volta. Stavolta fu l’amico a parlare nello stesso italiano sbilenco del primo, chiedendomi: “Dona?” ho risposto quasi senza guardarlo continuando a scostarmi i capelli dal viso con il volto fuori dal finestrino, “No non sono donna, sono un travestito” ho risposto, mentre quello ah borbottato “Ah Ok grasie”. il Tram ha fatto ancora qualche fermata e due di quelli rimasti seduti infondo dei cinque, scesero salutando quelli vicini a me urlando, i due risposero nella loro lingua, e quelli che stavano scendendo risero, non so per cosa. il Tram chiuse le porte e riprese il suo tragitto, mentre guardavo quelli appena scesi ridermi in faccia, ma che avranno da divertirsi tanto, mi son detta. I due di prima invece erano ancora li vicino che borbottavano tra loro, e io fingevo di farmi gli affari miei sempre con il venticello rinfrescante tra i capelli e il viso. dopo un paio di secondi, i due tornarono alla carica, stavolta chiedendomi esplicitamente se scopavo. Evidentemente che fossi donna o meno a loro fregava poco. Questa volta mi sono voltata verso di loro, e gli ho detto Ok va bene, ma solo qui…. per qui indicai il posto dove ci trovavamo, i due si guardarono in viso, e cercarono di farmi scendere per invitarmi da qualche parte, insistetti, o qui o non se ne faceva nulla. Pensavo cosi di farli desistere, mai avrei creduto che quei due, avessero avuto il coraggio di scoparmi sul Tram in corsa, dove chi unque poteva salire o il conducente chiamare qualcuno. Ero quasi convinta che mi avrebbero salutata e sarebbero tornati al loro posto, invece, uno dei due, mi ha avvicinata stringendomi a se, mettendomi una mano nera sulle natiche meta scoperte dagli shorts, mentre l’altro mi prese la manina dalle unghie smaltate, e se la strofino sulla patta dei pantaloncini facendomi sentire che aveva gia il cazzo dentro bello duro e pronto.

gli infilai io stessa, la manina dentro i pantaloncini corti prendendogli in mano il cazzo, e masturbandolo, mentre l’altro da dietro, mi teneva i fianchi strusciandosi il suo anche quello bello duro sul mio culo. Anche il mio cazzo era duro dentro agli shorts, e i due se ne accorsero ben presto, misero le loro mani sui miei shorts, sbottonandoli e facendomeli scivolare a terra, restai cosi in intimo con la canotta addosso il perizomino che poco nascondeva, e gli stivaloni neri lucidi lunghi fino a meta coscia, uno mi prese il cazzo estraendomelo dal perizoma masturbandomi. l’altro da dietro, coprendomi con il suo corpo, si abbasso quel tanto i pantaloni corti estraendo il suo bel cazzo nero e duro, mi allargo le natiche con le sue manone e spinse piano piano attaccandosi completamente alla mia vita, che abbraccio con le sue braccia. La sua cappella dolcemente e entrata dentro di me poco alla volta, mentre davanti il suo amico ora mi baciava in bocca tenendomi il cazzo e io tenevo il suo. li avevo appiccicati a me, uno davanti l’altro dietro a toast io immezzo, li in piedi mentre il Tram proseguiva il suo tragitto, saltando un paio di fermate. Quello dietro mi fece alzare le braccia, e anche la mia canotta, scivolo a terra restando solo in intimo,mentre iniziava a stantuffarmi avanti e indietro tenendomi stretta con le sue braccia attorno alla vita, iniziai a godere ad occhi chiusi e lasciarmi andare al piacere di quei due ragazzi neri che avevo addosso. Ero cosi presa a godere di quel cazzo che mi stava stantuffando, che nemmeno mi accorsi che il conducente aveva fermato il mezzo, e che qualcuno stava salendo. Aprri istintivamente gli occhi, e vidi due signori di mezza eta sedersi poco distanti da dove ci trovavamo noi in piedi, le porte si richiusero e il Tram ripartii, i due neri non si scomposero, e continuarono come se nulla fosse successo. Mentre io mi ero fermata con lo sguardo a fissare i due signori, che a loro volta fissavano noi. Per fargli capire che non era uno stupro, cio a cui stavano assistendo, gli accennai un sorriso, che solo uno dei due mi ricambio, mentre l’altro volto la testa dalla’tra parte facendosi i cavoli suoi e borbottando qualcosa. Continuai a godere fissando l’uomo che mi continuava a sorridere, intanto che il nero dietro di me mi spaccava le natiche a colpi di cazzo, facendomi a volte anche gemere troppo ad alta voce. Mi chiesi se il conducente si fosse accorto della situazione, e speravo non chiamasse qualche carabiniere dalla postazione, per il momento sembrava filare tutto liscio, e speravo continuasse cosi. quello dietro ad un certo punto lascio il posto all’amico davanti, si spostarono, rimanendo attaccati a me pero, quello dietro quindi, passo avanti, e viceversa. io non staccavo invece gli occhi, dal signore anziano che mi continuava a fissare divertito e sorridente. gli mandai un bacio con le labbra socchiuse, che ‘uomo ricambio al volo. Che situazione eccitante, sborrai subito e il mio fiotto fini a terra, fortunatamente non sporcando quello davanti. Adesso altre persone stavano salendo erano altri ragazzi di colore, che nel vederci si sedettero non distanti da noi, ad ammirare la scena. La cosa si stava facendo sempre piu intrigante, e i due adesso senza ormai piu nessuna vergogna avevano preso un po le distanze lasciandomi piu libera e scopandomi sotto gli occhi dei nuovi arrivati, mentre io impazzivo dalla goduria. Venivo scopata senza preservativi davanti a un paio di anziani, e a dei ragazzi mulatti che parevano divertirsi molto a vedere la scena. godevo ansimavo e gemevo sotto i colpi del nero dietro, e masturbavo quello davanti a me. Non sapevo nemmeno dove eravamo, forse avevo fatto un giro assai piu lungo del previsto, ma non mi fregava piu nulla, godevo come una vaccona che ero, e volevo dare spettacolo, feci sborrare quello davanti a me, che venne in mano e mi sporco il ventre e le gambe nude, quello dietro mi diede ancora qualche colpo, prima di sbrodolarmi pure lui dentro, attaccandosi nuovamente con le braccia strette attorno alla mia vita.

poi si stacco e alla prima fermata i due scesero al volo, lasciandomi li in bella vista degli altri, gocciolante di sperma dal culo e in intimo con il cazzo ciondolante dal perizomino. guardandomi velocemente attorno, vidi che l’altro dei due vecchi era sceso ed era rimasto solo quello che ancora mi sorrideva fissandomi, sembrava inebetito con una faccia felice, come se a scoparmi fosse stato lui. rimasi cosi senza vergogna e senza coprirmi, guardando negli occhi i ragazzi appena saliti li seduti, come per invitarne qualcuno, ma nessuno si fece avanti, quando stavo per raccogliere la mia roba, uno di quelli si alzo finalmente, estrasse il suo cazzo senza abbassarsi i pantaloni, e mi invito a succhiarglielo, gli sorrisi, senza scompormi, accucciata gli succhiai il cazzo e lo veci venire nella mia bocca li davanti agli altri. Finito di svuotarsi con un sorriso soddisfacente sulle labbra il ragazzo, come nulla fosse torno a sedersi al suo posto, lasciandomi li accucciata con la bocca piena e gocciolante mentre raccoglievo le mie cose e mi trascinavo fino alla panca piu vicina dove era ancora seduto il signore anziano che mi aveva sorriso in continuazione. il gruppetto dei mulatti commentava nella loro lingua, di loro solo uno aveva avuto il coraggio di farsi avanti. cercai di sistemarmi estraendo dallo zainetto dei fazzolettini di carta con cui mi son ripulita prima tamponata il culo, poi con altri, la bocca e il mento dalla sperma rimasta, il signore finalmente parlo: “Che spettacolo che sei stata cara” ha detto fissandomi, gli sorrisi, mentre il Tram ora si fermava e il gruppetto di mulatti scese, lasciandomi sola sul mezzo con il vecchio accanto. Forse adesso soli e senza piu la vergogna degli altri, l’uomo mi mise una mano su una coscia nuda, mentre mi tornavo a infilare la canotta, lo gardai, e istintivamente gli misi una mano sulla patta dei pantaloni che era bella gonfia. Non ci son volute parole ne altri sguardi, mi sono scosstata di lato i lunghi capelli e chinandomi su di lui, gli ho estratto dai pantaloni un cazzo di modeste dimensioni che mi sono immediatamente portata in bocca succhiandoglielo all’istante, mentre lui in estasi mi accarezzava la testa che faceva su e giu, mi ha riempita la gola in pochi istanti, forse era troppa l’eccitazione, feci ancora il pieno di sperma ingoiando pure quella come avevo gia fatto con gli altri. mi alzai da lui e gli sorrisi nuovamente infilandomi gli shorts prima che l’uomo si sistemasse e scendesse alla sua fermata ringraziandomi dello spettacolo. chiuse le porte, rimasta sola sul Tram ormai vicino al centro di Milano, volli togliermi la curiosita che da quando i due neri mi avevano scopata mi era balzata in testa, mi alzai avvicinandomi al conducente, e accostandomi gli chiesi se per caso avesse assistito a tutto cio che avevo combinato fino a poco fa li dietro. L’uomo candidamente sorridendo affermo di avermi sempre tenuta d’occhio dallo specchietto, a quel punto stavo per chiedergli perche non avesse detto o fatto qualcosa, ma mi anticipo lui stesso dicendomi che ero stata un vero spettacolo, e che chiamare una guardia per fermarmi sarebbe stata un’azione davvero brutta nei miei confronti, se ero consenziente e adulta poi che problema c’era… rimasi senza parole e chiesi se potessi ringraziarlo a modo mio, per quel favore enorme che mi aveva fatto. L’uomo rise e disse che era in servizio ma al ritorno forse… se restavo fino al capolinea di Roserio. Per scambio opinioni sull’argomento [email protected]

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One thought on “Tram 19

  1. Ivano

    I racconti troppo lunghi possono diventare noiosi .poi hai scritto che faceva un caldo infernale ed esci con gli stivaloni?secondo me una che ha caldo nn ci pensa nemmeno!

     

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