Potresti essere mio figlio … whatsapp per Elisa

Potresti essere mio figlio … whatsapp per Elisa

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Era da due settimane che ad Elisa, nei giorni lavorativi, puntuale alle 9 e 1 minuto appena in ufficio, arrivava il solito messaggino su whatsapp da Carlo …
C. buongiorno Elisa.
…. lei aspettava qualche minuto e poi rispondeva.
E. ciao Carlo.
…. non voleva rispondere ma quella attenzione da parte di Carlo le piaceva.
C. oggi sei bellissima ti ho visto mentre andavi al lavoro.
C. sei stata dal parrucchiere ieri pomeriggio mi piacciono i tuoi capelli che ondeggiano mentre cammini.
E. mi spii?
C. no … è la voglia di vederti, anche per un secondo, che mi costringe ad aspettare che passi.
E. Carlo questa storia di messaggiarci deve finire se li legge mio marito chissà che pensa.
C. non posso farne a meno lo sai che ti desidero, cmq tu cancellali.
E. si ma deve finire lo stesso, non ha senso.
C. … e tu non rispondere.
…. Elisa accusò il colpo … infatti bastava non rispondere …. ma anche a lei piaceva l’attenzione di Carlo che nei messaggi la riempiva di complimenti e la faceva sentire donna o meglio “una femmina desiderata” .
Carlo era un giovane universitario, un bel ragazzo, che abitava di fronte alla sua abitazione lei lo conosceva da sempre, anzi le famiglie erano amiche, con il padre Ernesto e la madre Marta si frequentavano e spesso Elisa con marito passava le serate a cena da loro.
C. oggi voglio una prova da te … mi sono scocciato di desiderarti solamente e dover andare con ragazze per sfogarmi … voglio sfogarmi su di te e amarti come una regina.
E. smettila.
C. stasera venite da noi con tuo marito, voglio che tu indossa quella maglietta rossa … sarà il segnale che vuoi fare l’amore con me.
E. ma sei pazzo? Io non voglio fare niente con te, sei un ragazzino potresti essere mio figlio … punto e basta.
C. non vuoi solo perché sono un ragazzino? mettimi alla prova e vedrai.
E. ma no anche se non fossi un ragazzino non lo farei, sono fedele a mio marito.
C. sicura? … stasera ti aspetto in rosso.
Elisa non ebbe dubbi la sera a cena niente rosso, Carlo guardò Elisa per tutta la sera con aria di sfida. Il giorno dopo ore 9 e 1 minuto …
C. sei una stronza lo si leggeva negli occhi che mi volevi ieri sera.
… Elisa rimase sorpresa era la prima volta che Carlo si rivolgeva in modo volgare verso di lei … non rispose.
C. non rispondi perche sei una troia che vuole fare la puritana e si vuol far credere … si vede lontano un chilometro che non fai sesso da un sacco di tempo e che tuo marito non ti tocca e non ti dice una parola dolce, non ti riesce di nascondere questa cosa si legge nei tuoi occhi.
… Elisa era sorpresa, le cose che diceva Carlo erano vere, dentro di lei sapeva che aveva voglia e bisogno di dolcezza ma anche di fare sesso e il marito la trascurava.
C. adesso ti faccio vedere io come il ragazzino è attrezzato …
… e cosi dicendo Carlo inviò una foto ad Elisa …
…. Elisa l’aprì e vide …. un pene grande ed eccitato …
C. visto stronza che ti perdi? e adesso se lo vuoi te lo devi meritare.
… per il resto della mattinata Elisa guardò più volte la foto … la riguardò … vedeva quel pene eretto che sembrava desiderasse lei e solo lei … la cosa la eccitava non riusciva a nascondere neanche a se stessa che … desiderava Carlo … la dolcezza di Carlo …. quel bel pezzo di cazzo di Carlo … le parolacce di Carlo … si anche quelle la eccitavano. Era confusa all’una, ora di uscita dall’ufficio, riguardò per l’ultima volta “quella foto” e a malincuore la … cancellò.
Il giorno dopo niente messaggi da Carlo, Elisa stava male … aspettava … niente … a metà mattinata non resistette e per la prima volta mandò lei un messaggio.
E. ciao
… risposta immediata di Carlo.
C. lo sapevo che avresti preso l’iniziativa e aspettavo.
E. non farti pensieri strani volevo solo dirti che questa cosa non mi è piaciuta …
… cercò di giustificare il motivo del messaggio.
C. invece ti è piaciuta stronza.
C. adesso conduco io il gioco e farai quello che ti dico …. domani sera venite a cena da noi, devi indossare la maglietta rossa e quella gonna corta grigia che mi fa impazzire … hai delle gambe favolose che voglio toccare … voglio baciarti dalla punte dei piedi fino in mezzo alle cosce.
E. non pensarci non lo farò.
C. lo farai e quando faremo l’amore ti tratterò da regina e da ultima delle puttane … ti farò impazzire.
Elisa pensò e molto …. l’indomani sera puntuale Elisa col marito andò a casa degli amici … bussarono … aprì la porta proprio Carlo … maglietta rossa scollata, gonna corta grigia, calze scure sexy e scarpe coi tacchi … “buonasera” disse Carlo con gli occhi sbarrati ed un sorriso a trecentosessantagradi … Marta nel baciare Elisa per salutarla disse “com’è bella la mia amica” e anche Ernesto nell’abbracciarla … “sei uno spettacolo stasera” … insomma non passò inosservata. Carlo cenò con loro e non tolse gli occhi da dosso a Elisa … a lei piaceva sta cosa … in un momento in cui gli altri erano distratti Elisa, che stava seduta sul divano con Carlo di fronte che continuava a guardarla, aprì le gambe … la gonna si sollevò … e l’ultima attenzione che Elisa aveva messo nel vestirsi si scoprì … niente biancheria intima … il pelo del pube arrivò diritto negli occhi di Carlo … lui restò di sasso … gli sguardi si incrociarono … Elisa sorrise con malizia mettendosi un dito in bocca e toccandolo con la punta della lingua … adesso il gioco lo conduceva lei … come sempre fanno le donne …

 

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