App per sognatori

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In fondo sognare non costa nulla. Vi racconto questa vicenda realmente accaduta all’inizio di quest’anno. Festeggiavamo in famiglia l’Epifania, l’atmosfera era leggera, intima, si mangiava e beveva senza particolari scossoni. Come tutte i grandi pranzi, dopo il caffè, alla spicciolata, ognuno si allontanava dal tavolo cercando di rilassarsi e farsi una pennicchella. Restai a tavola con mio padre e mio fratello, parlando di politica locale, investimenti e altro. D’un tratto mio fratello tirò fuori dal marsupio il nuovo smartphone acquistato con i saldi e mentre ci raccontava delle strabilianti funzionalità, arrivò mio moglie portando una buona dose di amari fatti in casa. Nel servirci da bere, mio fratello prontamente le scattò una foto e si mise a ridere. Ci mostrò un’App che aveva scaricato da qualche giorno, abbastanza bizzarra. La funzionalità era semplice, si scattava una foto e in automatico il volto veniva adattato su foto preesistenti, un semplice fotomontaggio, che garantiva comunque delle curiose combinazioni. Nemmeno a dirlo che mia moglie in ben che non si dica divenne una prosperosa pin-up. Le risate furono grasse e anche lei parve prendere la cosa con la giusta ilarità. La banca dati di foto utilizzate erano porno-soft e le combinazioni apparivano alquanto intriganti. Trovai la cosa spiritosa su due piedi, ma pian piano mi accorsi che la foto veniva adattata su immagini sempre piu spinte e le risate precedenti si sostituivano a commenti di un certo spessore, fino a diventare un affare interessante. Mio padre si alzò a chiudere la porta, come a evitare eventuali intrusioni, mia moglie si era allontanata a sistemare la cucina e mio fratello iniziò a pistolare sullo schermo mostrando di volta in volta situazioni sempre più peccaminose. Mi mostravano l’elaborazione digitale come se chiedessero la mia approvazione. L’atmosfera era realmente eccitante e sebbene fosse palese che si trattava di un fotomontaggio digitale le immagini colpivano la corteccia cerebrale stimolando il sangue al pisello. Divenne necessario sotto il tavolo trovare il modo di sistemarsi il proprio membro. La cosa durò in tutto un oretta ma vi assicuro che si era mossa una bella erezione. Non ci furono conseguenze, incesti atti o cose del genere, ma scorgere quelle reazioni diede una bella sferzata a quel languido pranzo. Era consuetudine a fine pranzo slacciarsi la cintura per accomodare il pantalone, ebbene, slacciammo la cintura ma per sistemarci lo slip che evidentemente era sotto costante pressione. Ci chetammo e anche noi come il resto dei commensali, provammo separatamente a trovarci un angolo sul divano o sul letto e goderci il meritato riposo.

 

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