Studentessa abusata dal professore per passare l’esame

Studentessa abusata dal professore per passare l’esame

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L’università quest’anno è particolarmente impegnativa, sto al terzo anno di psicologia e gli esami sono diventati più difficili, quello che più odio è Psichiatria, in realtà odio il professore, un montato di testa che pensa di essere un grande uomo di mondo.

Comunque dovevo andare a ricevimento da lui, avevo fatto il suo esame e lo avevo passato con riserva, per cui dovevo fare un colloquio verbale in privato nel suo studio.

Quando entrai, lo trovai alla scrivania, fumava un sigaro e aveva quel sorrisetto beffardo, era compiaciuto ancor prima di dire qualcosa, mi sedetti chiaramente infastidita e lui se ne accorse.

Mi chiese quale fosse il problema, io cercai di rispondergli in modo garbato, dicendogli che ero solo stanca, lui però insistette più volte e a un certo punto mi tirò fuori la risposta, gli quasi urlai che era lui il problema, non lo sopportavo.

Non disse nulla, guardò i fogli del mio esame, quel 22 con riserva, mi disse che potevo anche ripeterlo nuovamente, si stava vendicando, io gli dissi che non avevo intenzione di ripeterlo, a quel punto era diventata una sfida.

Si alzò visibilmente innervosito e chiuse a chiave la porta, poi mi disse di girarmi verso di lui, era in piedi fermo davanti a me, mi disse che se avessi voluto quell’esame dovevo trovare il modo di compiacerlo, mi fece ancora più schifo.

Mi alzi e gli dissi che era uno schifoso, viscido, lo mandai a quel paese dicendogli che se lo poteva tenere l’esame, lui si urtò non poco, mi afferrò per braccio e mi rimise a sedere, posò una mano intorno al mio collo, la strinse lievemente, tirò fuori il cazzo.

Mi ordinò di succhiarlo, non potevo fare altrimenti, lo presi in bocca e lo leccai e succhiai per bene, mi riempì fino in gola, mi tenne ferma la testa, avevo la bocca piena e non potevo muovermi, per un attimo ebbi paura che mi lasciasse soffocare, poi mi liberò.

Mi prese di forza e mi mise sulla scrivania, mi abbassò i pantaloni e si stese su di me, mi scopò forte, la scrivania sbatteva per quanto ci stava dando dentro.

Si ritirò in tempo per sborrarmi sui peli della mia figa abusata, poi si sistemò, non mi guardò nemmeno negli occhi, scrisse un voto sul libretto e me lo firmò, io in silenzio lo presi e uscii fuori disgustata, quando uscii fuori alla facoltà, lo aprii e vedi un trenta e lode. Era stato un porco ma almeno avevo avuto il massimo dei voti.

 

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