Sono stata violentata

Sono stata violentata

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Racconto di fantasia.

OGNI FATTO CHE RIPORTA NOMI DI PERSONE REALI , DI LOCALI O CITTÀ REALMENTE ESISTENTI È PURAMENTE CASUALE.

IL NO È NO. QUESTA È FANTASIA E LE PERSONE VANNO RISPETTATE. NON IMITATE IL CONTENUTO DI QUESTO BREVE RACCONTO.

BENE. INIZIAMO…

Ero come sempre, in giro, al mare con i miei amici. Ci conosciamo da anni. I nostri genitori si frequentavano, organizzavano cene e serate a bere. Noi passavamo le giornate in spiaggia o in acqua. Avevo compiuto 18 anni a novembre e l’agosto successivo potevo entrare nel locale del Signor Chen, un signore italianissimo, ma che si faceva chiamare Chen perché andava pazzo i film di Bruce Lee. In quel locale si esibivano le ragazze più belle e sexy e i ragazzi più muscolosi che io avessi potuto immaginare. E non solo… Chiunque ne avesse avuto voglia avrebbe potuto esibirsi. Comici, barzellettieri, ballerini… anche cantanti stonati… ma alle 24 poi gli spettacoli erano per soli adulti… dalla lap dance, agli streaptease sia di donne che di uomini e veri spettacoli di pornografia live. C’era un cast fisso, ma si poteva salire sul palco per scopare o con un protagonista del cast o far sesso in pubblico con il proprio partner o sceglierne a caso dal pubblico. Io ero sempre stata molto puttana sin da ragazzina. In classe i compagni mi lodavano per la mia capacità di bocca: ero portata a fare i pompini. Al mare salii una prima volta su quel palco e mi iniziai a spogliare. I movimenti erano lenti e gmi spettatori del Chen’s mi guardavano mentre .o toglievo i vestiti. Quando mi sfilai le mitandine restando nuda partirono applausi fischi e un “bonazza. Anche a Roma dovresti essere così troa. Almeno in classe di mio figlio lo eri”… il signor Chenxarriva sul palco e come congedo mi dice di tornare quando voglio. Raccolgo j i vestiti sparsi per terra e vado nel backstage a rivestirmi. Raggiungo i miei amico nel foyer. Sono tutti abbronzati e con la spensieratezza che essere appena vent’enni può dare. Usciamo dal teatro e Giorgio inuzia il rito di rientro delle altre loro fidanzate. Stranamente resto da sola con loro 4. In genere sono la prima o la secinda a tornare. .. Giorgio mi trascina in un vicolo e mentre mi mette la lingua in bocca mi infila una mano fra le gambe. Tocca il perizoma tigrato che indossavo e lo strappa. Mi strappa poi il vestitino sul seno e mi spinge contro la parete si apre i bermuda e mi violenta contro il muro. “Troietta. Hai la figa larga…” gli altri 3 hanno già il cazzo fuori e mi violentano a turno. Solo il cellulare che chiama uno dei 4 mi impedisce di far loro pompini e di venir inculata il giorno dopo eeavamo in auto per tornare a casa e io ripensavo all’intera giornata…

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