Mariolino e Serena – Extreme sex

Mariolino e Serena – Extreme sex

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“Te l’avevo detto di fermarti prima a fare il pieno” obietto’ Serena a suo marito Piero che guardava sconsolato la spia rosso fuoco del gasolio sul cruscotto.
“Cacchio pa’, ci siamo arenati in mezzo al nulla senza carburante” realizzò Mariolino che stava sul sedile posteriore del SUV insieme a Sabrina, la sua fidanzatina.
“E non c’è neanche campo per il cell” fece la ragazza con una smorfia di delusione.
“Ragazzi, tutti giù, spingiamo la macchina a bordo strada e incamminiamoci, prima o poi o passerà qualcuno o troveremo una casa”.
Detto fatto, scesero dall’auto.
Con un pò di fatica spinsero il SUV a bordo strada e si incamminarono, i ragazzi avanti e Piero e Serena dietro.
“Certo che mio figlio si è proprio trovato una gran figa” pensò Piero mentre sbirciava le forme perfette e provocanti di Sabrina che gli stava un paio di metri avanti.
Era fine luglio ed erano diretti verso il mare per un mese di vacanze, le prime insieme dei due fidanzatini.
Sabrina aveva una maglietta fucsia leggera sotto la quale troneggiavano due tette piene, quasi una terza, assolutamente non bisognose di alcun reggiseno e con due capezzoli duri che tendevano provocanti la stoffa. Un paio di short di jeans contenevano a fatica uno dei più bei culetti del quartiere, sodo e tondo a far da capitello ad un paio di gambe perfette, con le cosce affusolate e modellate da un’assidua frequentazione della palestra.
Non bastasse tutto questo ben di Dio, Sabrina era bellissima anche in viso, si sarebbe detto la sorellina minore di Monica Bellucci.
Mariolino l’aveva conosciuta ad un festa di quartiere e si erano fidanzati quasi subito, un vero colpo di fulmine.
“Oh, che guardi ?!?” bisbiglio’ divertita Serena all’orecchio di Piero notandone lo sguardo un pò troppo concentrato sulle forme dell’avvenente fanciulla.
“Nnniente …” provo’ a svicolare il marito, distogliendo veloce gli occhi da Sabrina.
“Tu devi guardare solo me” rincaro’ con maggior decisione la donna, ancor più divertita dall’aver colto in flagrante il maritino.
E comunque, Piero, ne aveva già di suo da guardare.
Sua moglie Serena era una delle donne più belle di tutto il quartiere in cui abitavano, una che faceva voltare gli uomini per strada quando passava.
Alta un metro e settanta, un viso stupendo (da ragazzina aveva vinto concorsi di bellezza a iosa da “miss spiaggia” a “miss slip”) ed il corpo di una dea: una terza piena di seno, un culo marmoreo e due cosce che non finivano più componevano quell’autentico capolavoro della natura.
Certo, l’abbigliamento che aveva scelto per il viaggio verso le vacanze non era adatto al frangente del serbatoio vuoto e della scarpinata: invidiava molto gli shorts di Sabrina mentre la sua minigonna che, ad ogni metro di strada, risaliva pericolosamente sopra quota perizoma, la metteva un pò in imbarazzo (per questo aveva lasciato andare avanti i ragazzi: chissà cos’avrebbe pensato Sabrina vedendo il culo nudo della mamma del suo ragazzo e per giunta in mezzo alla strada).
Le scarpe con il tacco, poi … che idea assurda.
Passarono un paio di macchine ma nessuno che si fermasse al segnale di Piero che con la mano segnalava di accostare, tutto quel che rimediarono fu un “che strafighe che siete” da un ragazzotto che poi riprese la sua strada.
Dopo un’altra decina di minuti incrociarono un grosso pickup con a bordo tre uomini.
La macchina accostò e subito Piero chiese al guidatore se poteva dare un passaggio alla famigliola spiegando che erano rimasti senza carburante.
Serena squadro’ dal finestrino laterale i tre tipi a bordo del pickup: non avevano per nulla un aspetto rassicurante ed avrebbe preferito molto attendere un’altra macchina o continuare a camminare ma ormai Piero si era lanciato ed il tizio alla guida gli fece cenno che potevano salire.
Uno degli uomini scese, abbassò il portellone e li aiuto’ a salire.
Il pickup ripartì verso sud.
“Siamo stati fortunati ragazzi” esordì Piero “Avremmo dovuto camminare per chissà quanto prima di trovare una casa”.
“Ma dove stiamo andando ?” replicò Serena, molto turbata, mentre il pickup abbandonava la statale prendendo una stradina sterrata in mezzo alla boscaglia.
“Ci portano ad una loro officina qui vicino dove hanno taniche di gasolio. Mi ha detto che ce ne danno una da 25 litri e ci riaccompagnano alla macchina così possiamo ripartire” cercò di rassicurarla Piero.
Serena era sempre più preoccupata, non le era sfuggito lo sguardo di quel ceffo mentre aiutava Sabrina a salire sul cassone del pickup, i suoi occhi incollati al culo ed alle cosce della ragazza a pochi centimetri dal suo viso, si immaginava poi cosa fosse accaduto alle sue spalle quando quel tipo aveva aiutato a salire anche lei, con la minigonna ….
Serena guardava quel tipo dal vetro posteriore della cabina del pickup: era seduto a destra del sedile a tre posti, Serena non lo vedeva perfettamente a causa della polvere sul vetro ma ebbe la netta impressione che l’uomo stesse armeggiando con il cellulare sul quale c’era una foto sexy con le cosce ed il culo di una donna con una minigonna bianca: trasali’ all’idea che potesse averla fotografata mentre saliva sul cassone e che ora stesse inviando quell’immagine a chissà chi.
Dopo una ventina di minuti a bassa velocità dentro la boscaglia, arrivarono al capannone. Il pickup si fermo’ in uno spiazzo sterrato davanti all’entrata del capannone dal quale uscirono altri due uomini.
“Bel carico, Manlio” esclamò uno dei due al guidatore mentre con un sorriso compiaciuto guardava i nuovi arrivati.
“Scendete pure” fece Manlio a Piero mentre anche gli altri due seduti nella cabina del pickup scendevano sullo spiazzo.
“Bene, siete stati davvero gentili” si affrettò a dire Piero appena sceso: le facce di quei cinque uomini non erano per nulla rassicuranti e cominciava a condividere la preoccupazione di sua moglie, visto anche il posto totalmente isolato in cui li avevano portati.
“Se possiamo prendere la tanica di gasolio e tornare alla nostra macchina, non vi disturbiamo oltre” aggiunse con una leggera ansia nella voce.
“Ma certo” rispose Manlio “Però prima dovete riprendervi un pò, entrare che abbiamo un frigo con acqua e bibite. Non mi dite di no che ci offendete” replicò l’uomo guardando Piero negli occhi e squadrando Serena da capo a piedi.
Alla famigliola non rimase che entrare nel capannone, seguiti dai cinque ceffi.
L’interno era piuttosto pulito, con diversi macchinari per riparazioni meccaniche e molto spazio libero.
“Igor, prendi qualcosa da bere per i nostri ospiti” fece all’indirizzo di uno dei suoi compari, un ragazzotto che dimostrava 22 – 23 anni, mentre gli altri quattro uomini erano tutti tra i cinquanta e i sessanta.
“Sapete, Igor è slavo, è arrivato dalla Serbia tre anni fa. Lui dice che l’avevano messo dentro per una rapina ma a noi hanno raccontato una storia diversa, sembra che sia entrato in una casa per rubare e che si sia scopato madre e figlia per una notte intera. Poi ha caricato il filmato su un sito porno e l’hanno beccato come un imbecille” disse ridendo in maniera sguaiata mentre anche gli altri tre scoppiavano a ridere.
Il ragazzo si avvicinò al tavolone intorno al quale erano tutti seduti ed appoggiò le bibite.
“Dai Igor, fai vedere il tuo attrezzo da scasso ai nostri ospiti” gli fece Manlio in mezzo alle risate degli altri tre.
“Smetti, stupido italiano” replicò divertito il ragazzo ma gli altri furono veloci ad afferrarlo ed immobilizzarlo.
Manlio si avvicinò al ragazzo e, davanti allo sguardo imbambolato di Piero e dei suoi familiari, in un attimo gli tirò giù pantaloni e mutande lasciandolo con i genitali in vista ed un cazzo di notevoli proporzioni già mezzo eretto.
“Visto belle signore ? Gli è bastato guardarvi e già gli sta venendo duro a questo animale” e gli prese in mano il pene per scoprire il glande, manovra che fece completare l’erezione.
“Cazzo fai ?!?” si divincolo’ ridendo Igor mentre si sfilava dai piedi mutande e pantaloni.
La situazione stava degenerando, Serena era allibita mentre Sabrina la guardava sperduta.
“Molto divertente” fece la donna, seria, all’indirizzo di Manlio “ma ora dobbiamo davvero andare, abbiamo ancora parecchia strada da fare e dobbiamo tornare alla nostra macchina”.
“Ma no, non avete ancora visto i nostri di attrezzi: sapete, a noi piace fare a gara a chi ce l’ha più grosso e se c’è qualcuno che può fare da arbitro imparziale… beh … non ci facciamo sfuggire l’occasione”.
Ciò detto, anche gli altri quattro si abbassarono mutande e pantaloni e si tolsero magliette e scarpe, restando nudi.
“Cominciamo la gara, avanti bella signora, a lei l’onore di testare i nostri cazzi per decidere chi ce l’ha più duro. Forza, li prenda in mano uno a uno e li palpeggi per bene”.
“Ora basta, lasciateci andare oppure …” fece Piero, inorridito per la piega che stava prendendo la situazione.
“Oppure cosa ???” gli replicò uno degli uomini afferrandogli il pacco e stringendogli il cazzo e le palle.
“Aahhh nooooo mi stai castrando così !!!!” urlò Piero sentendosi i genitali stretti in una morsa, mentre l’uomo non mollava la presa.
“Lasciate stare mio marito, cosa cazzo volete stronzi ?!?” sbotto’ Serena disperata cercando di raggiungere Piero per aiutarlo a liberarsi dalla mano di quell’uomo.
“Dai Tito, non dare un dispiacere alla più bella signora che abbiamo mai visto” fece Manlio “secondo me ha capito che le conviene giocare con noi e non fare storie”.
Tito mollo’ la presa sui genitali di Piero che si accascio’ in ginocchio con un sospiro di sollievo.
“Allora, mia bella figona, facciamo cosi: ora tu ti spogli nuda, ti metti in ginocchio e uno a uno, con calma, prendi in mano i nostri cazzi, li fai diventare belli duri e poi te li prendi in bocca. Se farai la brava non dovremo più strizzare le palle a tuo marito … o a tuo figlio. È tutto chiaro ?”
“Non osate, vigliacchi, lasciate stare mia moglie. Non vi abbiamo fatto nulla, perché ci fate questo ?!?” disse disperato Piero.
“Capo, questo rompe i coglioni e me lo fa ammosciare” fece un altro degli energumeni, “gli sfondo le palle così lo leviamo di mezzo”.
“No Franco, ho fatto un patto con miss bellezza e lo rispetterò. Spogliate nudo lui e il ragazzo e legateli al bancone”.
“No … cazzo fate … fermi !!!” provarono a ribellarsi Piero e Mariolino ma senza alcun successo. In pochi secondi si ritrovarono completamente nudi e legati ad un pesante bancone da lavoro in legno con i polsi
e le caviglie bloccati, le gambe larghe, divaricate, a lasciare oscenamente in mostra ed indifesi il cazzo ed i testicoli.
“Su avanti, abbiamo perduto troppo tempo” fece Manlio impaziente “Se non obbedisci, hai gia capito cosa facciamo ai tuoi maschietti” sibilo’ a Serena.
Serena, sconsolata, valuto’ che non c’erano molte chance: si tolse la maglietta e sfilò dai piedi minigonna a mutandine.
Da quei ceffi partì un applauso di scherno ma anche di sincero apprezzamento per la sfolgorante bellezza di quella donna e la perfezione delle sue curve.
Comincio’ con Manlio, senza dubbio il capo e gli prese in mano il cazzo: non c’era bisogno di segarlo, era già ben duro e lungo, non le rimase che aprire le labbra e prenderlo in bocca. Con sorpresa senti subito che il pene era pulito, visto il contesto si aspettava qualcosa di puzzolente ma fortunatamente almeno questa umiliazione le era stata risparmiata.
Comincio’ a succhiarlo e spompinarlo muovendo la bocca avanti e indietro mentre Manlio le aveva afferrato la nuca per tenerla bloccata.
“Ora basta, non voglio venirti in bocca” fece Manlio con dolcezza scostando dal suo pene la bocca della donna.
“Forza bella troia, ora tocca a me” esclamò Tito mentre Serena ripeteva anche con lui le performance già sperimentate con Manlio.
A turno, la donna dovette spompinare tutti e cinque gli uomini che, per metterla più comoda, le avevano messo un cuscino sotto le ginocchia.
“Sei proprio brava, lo sapevo che oltre ad essere una bellissima figa eri anche una gran troia” si complimento’ – a suo modo – Manlio “Però qui abbiamo un altro gioiellino che non possiamo certo sprecare” fece rivolgendo lo sguardo a Sabrina.
Per tutto il tempo la ragazza era rimasta in silenzio, rannicchiata su un vecchio divano a guardare inorridita quel che facevano a Serena.
Manlio le si avvicinò e la prese per una mano, conducendola in mezzo al capannone. Sabrina era senza parole, con gli occhioni verdi sgranati.
“Nuda !” fece l’uomo con decisione. Spaventata, Sabrina tentò l’impossibile e scattò verso la porta ma venne subito raggiunta dagli uomini che la riportarono al centro del locale.
“Spogliatela” fece Manlio agli altri quattro che in pochi secondi strapparono di dosso alla ragazza maglietta, shorts, mutandine, calzine di cotone e scarpe.
“Fermi, bastardi!” provo’ con decisione Serena.
“Vi siete già divertiti con me, lasciate stare questa ragazza. Prendetevela con me, luridi maiali, ma non toccate la fidanzata di mio figlio”.
“Calma, splendore, capisco che ci vorresti tutti per te ma non devi essere gelosa, ce n’è per tutte e due” la scherni’ Manlio con un ghigno feroce.
Rimasero per un pò ad ammirare la ragazza: anche Serena era uno spettacolo di prim’ordine ma una ragazza così giovane, bella e con un corpo perfetto come Sabrina era una visione da togliere il fiato.
Fu Igor a rompere gli indugi: prese un pò di crema da un tubetto e la sparse sulla figa depilata di Sabrina. La pelle della ragazza era delicata e morbidissima ed Igor fu molto attento e leggero nel toccarla, non voleva che sentisse dolore, i suoi piani erano ben diversi.
“No, ti prego no !” provo’ ad obiettare la fidanzata di Mariolino mentre, completamente nuda e in piedi davanti a tutti, sentiva le dita di quel ragazzo stimolarle la clitotide e penetrarle la figa “Non voglio che mi toccate lì, per favore …”.
Anche Manlio si avvicinò alla fanciulla e, con le dita ben lubrificate, iniziò a giocare con il culo di Sabrina, palpandole i glutei e poi infilando la mano in mezzo.
Sabrina era nel pallone, da un lato imbarazzatissima per lo stare lì completamente nuda davanti a quegli sconosciuti ma, soprattutto, davanti ai genitori di Mariolino, dall’altro perché due uomini stavano armeggiando con la sua figa ed il suo culo a poca distanza dal suo fidanzato che stava assistendo alla scena.
I due uomini continuavano nel loro gioco esplorando l’uno il culo e l’altro la figa della ragazza e con l’altra mano menandosi i cazzi.
“Hei ragazzo” fece Manlio rivolgendosi con un sorrisetto a Mariolino “mi sa che tuo padre ha gli stessi buoni gusti tuoi in fatto di figa”.
Mariolino guardò il padre e, con stupore, vive che era in piena erezione.
Inaspettatamente anche Piero si era ritrovato ad indugiare con lo sguardo sulle forme nude e perfette della fidanzatina di suo figlio e su quello che le stavano facendo quei due ceffi, cosa della quale si vergogno’ ma che non pote’ impedire che gli provocasse un’indecente quanto incontenibile erezione.
Nella posizione in cui si trovava, legato nudo e con le gambe divaricate, era impossibile celare agli altri il cazzo lungo.
Manlio infieri’ “Guarda come gli è venuto duro a guardare la tua fidanzatina nuda. Eh paparino, mi sa che vorresti essere qui con noi a toccare la fighetta di questa meraviglia, dico bene ? Vecchio maiale schifoso, se ti comporti bene forse qualcosa avanza anche per te”.
Nel frattempo l’uomo si era fatto delicatamente strada nel culo di Sabrina infilando tutto il medio che spingeva avanti ed indietro: stimolata in quel modo e con Igor che le faceva lo stesso trattamento alla figa, Sabrina cominciava a cedere e, nonostante l’imbarazzo, ad essere sopraffatta dall’eccitazione.
“Bingo” fece Igor estraendo le dita dal sesso della ragazza: Sabrina si era bagnata e si vedeva bene dalle dita dell’uomo che sollevò la mano a mo’ di trofeo.
La stesero su uno dei materassini, i cinque uomini erano eccitatissimi e non si sarebbero fermati di fronte a nulla.
Le loro mani si impossessarono del corpo della ragazza, le palpavano le tette e le cosce, le accarezzavano e baciavano i piedi ed il culo finché Igor si corico’ su di lei e con delicatezza infilò il cazzo durissimo in quella morbida e ben lubrificata vagina.
Sabrina non si ribellò, le continue stimolazioni sessuali di tutti quegli uomini l’avevano fatta eccitare e non si curava più di quello che le stavano facendo davanti a Mariolino e ai suoi genitori.
In pochi secondi la ragazza si ritrovò con un pisellone infilato in bocca ed uno nella figa e con tante mani che la accarezzavano in tutto il corpo, soprattutto sulle parti più sensibili, i capezzoli, l’interno delle cosce ed il buchino del culetto.
Serena era disperata ed inviperita: l’avevano bloccata legandola ad una sedia e non poteva fare nulla per impedire quello scempio osceno ed allo stesso tempo provava imbarazzo per lo spettacolo che stava dando suo marito Piero che se ne stava lì con il cazzo duro a godersi lo spettacolo di quei depravati che stavano violentando la fidanzata di Mariolino davanti ai loro occhi.
“Basta, stronzi, lasciatela stare, smettetela di scopare la ragazza di mio figlio !” sbotto’ la donna con rabbia.
“E perché ?” le fece Manlio con un ghigno “Lei si sta divertendo un casino, sentissi com’è bagnata e come stringe le cosce, scommetto che una scopata così con tuo figlio non se l’era mai fatta”.
“Ehi, Sabrina ! Ma il tuo ragazzo te lo mette in bocca e nella figa come stiamo facendo noi ??? Dai, racconta …” fece sprezzante e togliendole il cazzo dalla bocca.
Sabrina stava godendo, impossibile nasconderlo, gli fece cenno con il viso di smetterla ma l’uomo voleva divertirsi anche in quel modo.
“Rispondi o dico a Igor di smettere di scoparti” disse vigliaccamente.
“Nooo …” fece con voce bassa e languida la ragazza.
“No … cosa? No che il tuo ragazzo non ti scopa bene come noi o no che non vuoi che gli faccia tirare fuori il cazzo dalla tua figa ? Rispondi troietta che sto perdendo la pazienza” le fece.
Sabrina socchiuse gli occhi e rispose “No …. no ….. tutte e due”.
“Spiegati meglio, zoccoletta, che la signora non ha capito”.
“Stronzo …” replicò piano la ragazza ma con una voce sexy, alterata dal godimento “No … no che Mariolino non me lo mette dentro come fate voi e … no che non voglio che smettiate di scoparmi … perché mi avete fatta eccitare e bagnare e sto godendo. Sei contento adesso, brutto maiale pervertito ???”.
“Oh, cosi va bene ! Hai sentito mia bellissima signora?” riprese Manlio
“Ti piace lo spettacolo eh ? Che bella figa che si è trovato tuo figlio, di la verità che ti piacerebbe toccarla come faccio io ehhh ?!?”.
Serena rimase imbambolata sia per la scena cui stava assistendo sia per le parole di Manlio. A cosa mai alludeva quel porco pervertito, cosa avrebbe fatto ancora a Sabrina (o a lei … o a entrambe ….) ?
Ciò detto, Manlio la slego’ e la portò vicino al materassino sul quale Igor e Sabrina stavano scopando.
“In ginocchio, bella signora, su il culo e giù la faccia. Igor, riposati un pò che mi voglio divertire. Adesso la signora granfiga ci fa vedere come è brava a farsi la fidanzatina di suo figlio, vero ? O preferisci che mi faccia il culo di tuo figlio davanti alla sua ragazza ? Scegli ed io eseguo” le fece sprezzante.
Serena non ebbe alternativa, l’idea che Mariolino venisse sodomizzato davanti alla fidanzata era intollerabile, si chino’ in mezzo alle cosce di Sabrina senza guardare negli occhi la ragazza e cominciò a lavorarle la figa con la lingua, leccandola delicatamente prima all’esterno poi, aprendola con le dita, infilando la lingua dentro il sesso della ragazza che ricambiava abbondantemente stringendo le cosce e toccandosi le tette.
Sabrina riprese a godere anche più di prima: la mamma di Mariolino era davvero brava a fare sesso con un’altra donna, impossibile resistere alle sue mani esperte ed alla sua lingua.
“Beh, troietta, è così che ringrazi la tua futura suocera che ti sta slinguazzando ? Forza, ricambia il favore: puttanelle mettetevi a 69 che voglio vedervi godere tutte e due”.
Sabrina obbedi docile, si girò e si distese di fianco a Serena con la faccia all’altezza del suo sesso. Pochi secondi e le due femmine erano impegnate in un favoloso 69 ciascuna con il viso in mezzo alle cosce dell’altra mentre con le mani si accarezzavano e stringevano reciprocamente i fianchi ed il culo.
Manlio e i suoi compari ammiravano eccitati la scena segandosi i cazzi durissimi.
Purtroppo la scena pornografica non aveva effetto solo su quei cinque disgraziati ma anche Piero e Mariolino non riuscivano a staccare gli occhi da quelle femmine strepitose e l’eccitazione prevaleva sul pudore che si trattasse delle rispettive madre, moglie e fidanzata.
Lo spettacolo era notevole: due bellissime donne, completamente nude che facevano sesso davanti a una platea di maschi arrapati che si menavano il cazzo (tranne Mariolino e Piero che, legati, non potevano nemmeno toccarsi i piselli duri per sfogarsi).
“Di più, bella signora , voglio vedere di piu” fece Manlio a Serena che lo guardò smarrita.
“Tu, fighetta, girati a pancia sotto e allarga bene le cosce” ordinò a Sabrina “E tu, signora strafiga, voglio che le fai il culo, devi farla venire anche nel culo, altrimenti ti faccio vedere io come si fa e prendo come modello tuo figlio”.
Sabrina si rigiro’ immediatamente mettendo in bella vista le linee sinuose del suo stupendo corpo mentre Serena, senza possibili alternative, prese il tubetto di crema che le porgeva Igor e si sistemò in mezzo alle gambe divaricate della ragazza.
Schiaccio’ un pò il tubetto e si mise sulla punta delle dita la crema poi, mentre con una mano teneva leggermente allargate le chiappe di Sabrina, con l’altra cosparse abbondantemente di lubrificante l’ano della ragazza.
Sabrina reagì con un sussulto: già il solo essere toccata sul buchino la faceva eccitare.
Serena si impegnò al massimo: dapprima massaggiando delicatamente il buco del culo della ragazza scivolandovi sopra con i polpastrelli rivestiti di lubrificante, poi infilando il medio in quel morbido e meraviglioso culetto.
Sabrina accolse con un gemito quel dito che la penetrava, poi Serena infilò anche l’indice e cominciò a stimolarla facendo su e giù, su e giù, proprio come se la stesse scopando.
“Scusami Sabrina, non vorrei farti questo e poi davanti a Mariolino ma … questi bastardi hanno detto che se lo inculano se non obbedisco … non posso permetterlo, mi capisci vero ???”.
“Siiii” fece Sabrina languida, cercando come poteva di mascherare il fatto che stesse godendo ancora, stavolta con le dita della futura suocera infilate nel suo bel culetto “lo comprendo … non ti preoccupare”.
Dopo qualche minuto di massaggio nel culo Sabrina era un fiume in piena: bagnata come non mai nella figa godeva senza controllo “ahhh … siiii … fammi il culo Serena … sei bravissima … dai baciami in bocca e i piedi e leccameli come fa Mariolino mentre gli sego il cazzo …”.
Serena non rimase indifferente all’avere nelle sue mani quella meraviglia docile ed eccitata “Ti fa così mio figlio ?” e la bacio’ in bocca, poi le prese in mano i morbidi piedini, glieli accarezzo’ e li bacio’.
“Sii … ” Sabrina si alzò sul letto, le prese le tette e la bacio’ come fosse la sua fidanzata.
“Sabri, Sere … cazzo fate ?” esclamò Piero vedendo le due donne ormai partite in un rapporto saffico senza più esservi costrette dagli uomini.
“Non rompere il cazzo, coglione e goditi lo spettacolo” lo investi’ Manlio poi gli si avvicinò e gli sciolse la corda che lo teneva legato al bancone.
“Vieni qui, che ti facciamo divertire un pò, ti facciamo diventare un vero uomo”.
Lo portò davanti a Serena e Sabrina ancora impegnate nel rapporto saffico.
“Hai visto queste due come si stanno divertendo ? Guarda bene, vedi le dita di tua moglie dove sono infilate e cosa stanno facendo alla fidanzatina di tuo figlio ? E lei, vedi come la ricambia palpandole le tette ? Non dirmi che lo spettacolo non è di tuo gradimento, sarei molto deluso” concluse Manlio con una fragorosa risata.
Purtroppo Piero non lo deluse: guardare quelle due femmine bellissime che lesbicavano proprio davanti a lui provocò una nuova, incontenibile erezione al povero Piero che non sapeva proprio come fare per nascondere l’eccitazione mentre cinque delinquenti si stavano facendo sua moglie e la futura nuora.
“Uh uh … ehi strafiga, guarda il tuo maritino … cosa vedi ?” fece Manlio a Serena.
La donna si staccò da Sabrina, diede una rapida occhiata al marito e comprese subito a cosa alludeva quel porco.
“Allora, hai visto o no ? Rispondi o ti arriva una sberla sul culo che te la ricordi”.
“Si, ho visto” fece Serena esasperata e spaventata.
“Visto … cosa ??? Troietta, rispondi bene quando ti chiedo le cose” fece Manlio con un tono più alto e autoritario.
“Ho visto … che a mio marito gli è venuto il cazzo duro … a guardare me e Sabrina costrette a fare sesso”.
“E dimmi tesoro, gli viene così duro anche quando ti scopa ?”.
“No …” fece Serena con un filo di voce.
“Cosaaaaaa ???!!! Non ti si sente, vogliono sentire tutti, vero ragazzi ?” fece l’uomo rivolto agli altri che si affrettarono a confermare sghignazzando.
“No, non gli viene così duro come adesso. Gli piace di più guardare che mi violentate e mi costringete a fare il culo alla fidanzata di nostro figlio … si eccita di più e gli viene più voglia. Va bene così, bastardi, siete contenti ora, era questo che volevate sentire, porci pervertiti ?” sbotto’ la povera Serena mentre gettava un’altra occhiata al cazzo di suo marito che, effettivamente, sembrava davvero durissimo, lungo e scappellato anche senza toccarlo.
“Si amore, era questo”.
Le presero tutte e due e le scoparono a turno, due uomini per volta, uno nella figa o nel culo e l’altro in bocca …
Serena apri’ gli occhi. Un pò di luce cominciava a filtrare dai finestroni impolverati del capannone, era l’alba.
Si guardò intorno, era stesa su un materasso, chiusa in un locale magazzino del capannone. Era nuda con indosso un accappatoio blu, ricordo’ che a notte fonda i suoi aguzzini erano spompati ed avevano smesso di scopare lei e Sabrina, avevano indicato loro dove potersi fare la doccia poi le avevano rinchiuse in quel locale. Stesa vicino a lei c’era Sabrina, stava ancora dormendo, però non c’era traccia di Piero e di Mariolino e la cosa le mise una grande agitazione.
Dopo circa un’ora senti’ girare la chiave e vide entrare Igor.
“Ciao belle, riposato bene ? Eravate un pò sfatte ieri sera” disse con sarcasmo “venite, c’è la colazione”.
“Dov’è mio figlio … e mio marito … cosa gli avete fatto ???” esclamò Serena preoccupata dal non vedere i suoi uomini.
“Vieni che te li faccio vedere !” disse Igor prendendo per mano lei e Sabrina e portandole fuori dal magazzino.
Tornarono nel locale principale del capannone, quello in cui avevano trascorso il giorno precedente.
Mariolino e Piero erano lì, anch’essi nudi ed ancora legati.
“Piero ! Mariolino !” fece Serena con uno slancio subito bloccato da Tito “Ferma, siediti e mangia”.
Tutti quanti consumarono i caffè e le brioches che Manlio era andato a prendere in un bar sulla statale.
Purtroppo in quel bar le brioches non erano l’unica merce in vendita e l’uomo aveva portato anche un sacchettino con dentro della polvere bianca.
Non ci volle molto a capire le intenzioni di quei cinque delinquenti: il supplizio non era ancora terminato.
“Ma lo sai che hai proprio un bel culetto ?!?” fece malizioso Tito a Mariolino, facendosi il primo tiro di coca.
In effetti Mariolino aveva un corpo molto curato ed effeminato, praticamente senza peli se si esclude il pube e con forme efebiche, cosa che piaceva molto a Sabrina che a volte gli aveva confessato che le sembrava di scopare una ragazza con il cazzo tanto il suo fidanzato aveva una pelle liscia e delle belle forme.
“Dai vieni qui in mezzo a noi !” rincaro’ Manlio afferrando per un braccio il ragazzo e facendolo sedere sul letto tra lui e Tito.
Serena intuì subito il pericolo: quegli uomini ancora nudi, la coca, loro quattro totalmente sottomessi …
“Non vi azzardate, schifosi. Questo no, questo è davvero troppo!” sibilo’ all’indirizzo dei due che, sghignazzando, stavano accarezzando le cosce di Mariolino.
“Troppo ?” replicò ridendo Mario.
“Scommetti che ora gli viene duro ?” e prese in mano il pisello di Mariolino, segandolo leggermente mentre Tito aveva fatto alzare il ragazzo e gli stava leccando il buchino del culo.
Mariolino era nel pallone più totale: nudo, davanti alla sua ragazza e a sua madre, con un uomo che gli stava scappellando l’uccello e un altro che gli infilava la lingua nel culo ma il peggio era che … non capiva come mai ma il cazzo gli era davvero diventato duro in pochi secondi ed ora svettava lungo e dritto davanti a tutti.
“Visto che gli piace ?!? Te lo dicevo, figona, e tu che non mi dai mai retta!” disse Manlio con soddisfazione a Serena.
“Eh si, è proprio un bel culetto” fece Tito mentre palpava e stringeva il culo rotondo e sodo del ragazzo.
Un attimo dopo lo fece appoggiare al bancone da lavoro.
“Chinati sul bancone ed allarga bene le gambe, stronzetto, che ora si che ti faccio diventare un uomo”.
E tu, bella fighetta” rivolto a Sabrina “Guarda bene cosa faccio al tuo ragazzo, vedrai che ti diverti”.
Ciò detto, infilò il cazzo in mezzo alle chiappe di Mariolino, fece un pò di pressione con il glande sul buchino del culo del ragazzo poi lo penetro’.
Mentre lo scopava, gli palpava il pene ed i testicoli, stringendoli delicatamente per far eccitare ancora di più Mariolino.
“Hai visto, Sabrina, come ce l’ha bello duro il tuo ragazzo ? Te lo dicevo che gli sarebbe piaciuto!”
“Stronzo, lascialo stare, smetti subito. C’è la sua fidanzata qui che sta vedendo tutto, sei proprio un bastardo, smettila … per favore” sbotto’ Serena.
“Oh, ma se sei in ansia per la fidanzatina, si rimedia subito” rispose Manlio.
Slego’ Piero, prese per un braccio lui e Sabrina e li portò verso un altro letto.
“Vecchio porco, vediamo di riprendere il discorso di ieri. Abbiamo visto tutti come ti è venuto duro mentre ci guardavi toccare la stupenda fidanzata di tuo figlio, solo che legato com’eri non hai neanche potuto farti una sega. Beh, oggi finalmente un pò di giustizia anche per te. Toccala!”.
“Piero no, ti prego, è la fidanzata di nostro figlio, già le hanno fatto di tutto ieri sera, non farle anche questo!” urlò Serena, disperata.
“Hei, amore, ma la vuoi tutta per te questa fighetta ? Non sarai mica gelosa eh?” replicò Manlio, strafottente.
“Dai paparino, facci vedere cosa sai fare” e, presa la mano dell’uomo, la portò sulle tette di Sabrina e sulle sue cosce.
Piero, ancora una volta, non riuscì a resistere e sotto lo sguardo incredulo di sua moglie, con il cazzo duro, si mise a palpeggiare quella bellissima ragazza ormai privo di ogni freno inibitore.
Le accarezzò le tette, sode e rotonde proprio come quelle di Serena, poi scivolò sui fianchi e sulle cosce della ragazza, le lecco’ e baciò i piedini poi Manlio la fece girare a pancia sotto e Piero si dedico’ anche a quello splendido culetto.
“Piero, è la ragazza di Mariolino, ma che cazzo fai ?!?” fece un ultimo, disperato tentativo Serena.
“Senti bella, hai rotto il cazzo” la apostrofo’ Manlio preoccupato che queste lamentele potessero far ammosciare Piero e rovinare il divertimento.
“O stai al gioco e non rompi i coglioni oppure ti infilo un bastone nel culo e ce lo lascio fino a stasera”.
Piero non si era comunque ammosciato e, nonostante l’appello di sua moglie, aveva infilato il cazzo nella figa di Sabrina che, come in tranche, non reagiva e restava ferma mentre il padre del suo ragazzo la scopava.
“Mariolino, non guardare, ti prego!” fece Serena disperata rivolta a suo figlio nel frattempo lasciato libero da Tito che gli era venuto nel culo.
“Per favore, Manlio, portalo di la’, non deve vedere anche questa scena, è davvero troppo ….”
“Ma scherzi, amore ??? È proprio questo il divertimento, anzi adesso lo miglioriamo” replicò ridendo sguaiatamente l’uomo e la afferrò.
“Dai Tito, porta qui il tuo fidanzatino”.
Fece stendere Serena sul letto e cominciò a palpeggiarla insieme ad altri due uomini.
“Guarda bene, ragazzo. Questa è una delle donne più belle che abbia mai visto. Guarda che tette, vedi come reagiscono i capezzoli quando glieli tocco? E le cosce ? Vedi come le stanno accarezzando i miei uomini ?”
Poi infilò due dita nella figa di Serena che, malgrado la situazione, stimolata ancora una volta con delicatezza e decisione da tanti uomini non riuscì ad evitare di bagnarsi.
“Oh, cosi si fa!!!” esclamò quel delinquente vedendo il pene del ragazzo di nuovo eretto.
Lo spinse sul letto e, aiutato dagli altri due, lo fece stendere sulla madre per penetrarla.
“No, Mariolino … noooo …” fece debolmente Serena mentre veniva già sopraffatta dal piacere, poi si lascio’ scopare dal ragazzo.
Passarono altre due ore d’inferno per Serena e la sua famiglia: quei delinquenti, stimolati anche dalla cocaina, sembravano non essere mai sazi di oscenità ai danni della famigliola poi, verso mezzogiorno, sembrarono placarsi.
“Bene, ci siamo divertiti abbastanza con voi. Belle signore, vi salutiamo, prendete le vostre cose e levatevi dai coglioni che ora vogliamo dormire. Sappiamo chi siete ed abbiamo filmato tutto quello che avete fatto, non credo vi convenga che facciamo girare questi video. Forse fra un pò verremo anche a trovarvi, così, per una bella rimpatriata”.
Serena e Piero furono i primi a realizzare che l’incubo, almeno per il momento, era finito, afferrarono Mariolino e Sabrina e si diressero veloci verso l’uscita del capannone mentre quei cinque bastardi si gettavano sui lettini a dormire, strafatti di coca di sesso. All’entrata c’era uno sgabuzzino con il cartello di infiammabile sulla porta, Piero lo apri’ e, come aveva detto Manlio, c’erano moltissime taniche di gasolio e benzina. Ne presero una lui ed una Mariolino e tutti e quattro, senza una parola, si diressero verso la statale per poi raggiungere il loro SUV.
Dopo qualche minuto Serena si fermò di colpo: “Cazzo, ho lasciato il cellulare nel capannone, devo tornare a riprenderlo”.
“Sei impazzita ?” le fece Piero, sconvolto.
“Dopo tutto quello che ti hanno fatto, se ti riprendono e ti violentano ancora ?”
“Non ti preoccupare, hai visto quanta coca si sono fatti ? Ce ne vorra’ prima che si sveglino. Sabrina, abbiamo lo stesso numero, dammi le tue scarpe da ginnastica, farò più in fretta che con queste”.
Sabrina si sfilò svelta le scarpe e le scambio’ con quelle di Serena.
“Non vi preoccupate, andate avanti. Devo recuperare il cellulare, ci sono tutti i riferimenti dei nostri amici e conoscenti, vi raggiungerò per strada” e si allontanò veloce sotto lo sguardo preoccupato dei tre.
“Andiamo ragazzi, andiamo” fece Piero sconsolato prendendo per mano Mariolino e Sabrina.
Piero ed i ragazzi erano quasi arrivati al SUV quando li raggiunse Serena.
Era raggiante “Avete visto, ce l’ho fatta” e si diressero veloci verso la macchina.
Avevano appena finito di versare il gasolio nel serbatoio quando udirono un botto tremendo venire dall’interno della boscaglia, esattamente dal punto in cui c’era il capannone.
Si voltarono stupiti e videro una colonna di fumo, una specie di fungo, levarsi in cielo e fiamme così alte che si vedevano dalla statale.
“Oddio, e adesso cos’altro sarà successo ?” esclamò terrorizzata Sabrina.
“Nulla, tesoro mio, nulla che ci possa più riguardare” replicò con calma e freddezza Serena dando una carezza a suo figlio ed alla sua fidanzata.

Tutti i personaggi di questo racconto di fantasia sono maggiorenni

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