Un erotico week end sul lago

Un erotico week end sul lago

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In questo periodo di lookdown, non si possono frequentare ambienti particolari come clubs privé perchè sono chiusi, è sconsigliabile vedere amici appassionati di sesso per ovvii motivi, quindi può essere bello ricordare gli episodi vissuti e rendere partecipi altri appassionati di racconti erotici magari confrontandosi su esperienze trascorse, a tal proposito voglio raccontare una esperienza al lago D’Iseo del duemiladiciotto.
Siamo una coppia molto trasgressiva di una città della provincia di Milano, io Carlo sessantenne, amo guardare mia moglie scopata da ragazzi giovani, mia moglie Laura quarantanove, bella donna, uno e sessantacinque, capelli neri a caschetto che la fanno sembrare una ragazza, qualche chilo in più del peso forma che sono la sua disperazione ma che secondo me (e secondo il parere dei suoi corteggiatori) la rendono estremamente sexi, un seno della quarta misura che esibisce con disinvoltura mediante generose scollature, e due belle cosce sempre in bella mostra per via delle minigonne che ama indossare.
Siamo sposati da quasi trent’anni, abbiamo un camper che sfruttiamo in molti week end per gite al mare o per vacanze a Cap d’Agde.
In quel fine settimana di fine giugno, poichè eravamo partiti il sabato mattina tardi, avevamo deciso di recarci in una meta relativamente vicina, il lago D’Iseo.
Arrivati in prossimità di quella cittadina, avevamo incrociato tre ragazzini fermi in una piazzuola seduti in sella ai loro motorini, avevo accostato e mia moglie aveva abbassato il finestrino chiedendo loro se conoscevano un posto dove sostare con il camper possibilmente vicino al lago.
Le tettone semiscoperte di mia moglie avevano subito fatto effetto, si erano avvicinati tutti tre al finestrino e guardando allupati rispondevano con gli occhi incollati alle cosce scoperte e alle tette, il più intraprendente aveva detto:
“Siiii, noi siamo molto pratici della zona, frequentiamo in posticino in riva al lago che conoscono pochissime persone, vi possiamo accompagnare noi se volete…”
Avevamo acconsentito e li avevamo seguiti, io avevo detto a Laura:
“Hai visto i ragazzi…. sbavavano per le tue tette… e le cosce… quando vanno a casa si fanno una sega pensando a te… ahahah”
Lei era stata alla battuta rispondendo:
“Che peccato sprecare tanta sborra giovane… ahahah, oltretutto se è un posto che non è frequentato, sarò quasi costretta ad annoiarmi sola con te…”
Si erano fermati ad aprire una sbarra con il segnale di divieto di accesso, ci avevano fatto passare ed avevano richiuso, eravamo scesi in una strada sterrata con una certa apprensione, mia moglie aveva obiettato che erano giovani per fare paura e dopo alcune centinaia di metri eravamo finiti in un posto incantevole, un ampio spiazzo per il camper e la spiaggetta a venti metri, era semplicemante incantevole, mia moglie era scesa ed aveva chiesto loro:
“Come facevate a conoscere un posto così stupendo ? Domani sarà pieno di gente immagino… ma siete sicuri che possiamo sostare ? La notte è pericoloso ?”
Loro rispondevano sovrapponendosi con le risposte:
“Nooo…. è un posto che non conosce quasi nessuno oltre a noi… quì è una zona comunale ma i vigili non vengono mai…. è un nostro posto segreto… veniamo solo noi a fare il bagno in estate… quanto al pericolo non c’è da aver paura perchè la sera in questo paese non si fa mai niente, veniamo noi ogni tanto e ci annoiamo…”
A quel punto Laura aveva dato la mano presentandosi e presentando me, lei con i giovani lega molto facilmente, Alberto, Ivan e Roby erano a loro agio e avevano concordato che il pomeriggio sarebbero tornati muniti di costume per fare il bagno, lei, la troia, sapevo dove sarebbe andata a parare, l’adescamento era parito, con civetteria aveva detto maliziosamente:
“Ooohh bravi ragazzi…. mio marito dopo pranzo mi lascia sempre sola e va a dormire… io mi annoio, almeno se ci sarete voi ci divertiremo ahahah…. ora se non scandalizzo nessuno vado a mettermi il costume e posiziono la sdraio sulla spiaggetta, allora ci vediamo oggi….”
Roby aveva precisato che era troppo presto per andare a casa, si sarebbero fermati un altro po’, mia moglie era entrata in camper ed era uscita con il costume rosso che era servito altre volte per adescare dei giovani, un minuscolo tanga metteva in evidenza le sue chiappe sode e polpose, il reggiseno di una misura inferiore alle sue tette le esaltava e copriva a malapena i capezzoli, i ragazzi erano estasiati, lei aveva sculettato fino alla sdraio, si era sdraiata a pancia in giù guardandoli e dicendo:
“Ragazzi spero di non scandalizzarvi…. questo costumino è un po’ stretto… avvicinatevi così facciamo quattro chiacchiere, oggi mio marito prepara lui quindi posso essere libera di prendere un po’ di sole… siete giovanissimi… le ragazze le avete ?”
Loro non se lo erano fatto ripetere, si erano seduti accanto alla sdraio e avevano risposto che erano single, io dal camper sentivo i loro discorsi a tratti, ma mia moglie sapevo che li avrebbe svezzati, improvvisamente con malizia chiese:
“Chi di voi mi passa un po’ di crema solare ? Ho paura di una insolazione…”
Alberto era stato il più pronto, aveva preso il tubetto e aveva cominciato dalle spalle con movimenti goffi e timidi, lei aveva rincarato la richiesta:
“Mentre Alberto mi spalma la schiena, voi mi passate le gambe ?”
Immediatamente gli altri due si erano dati da fare, era molto eccitante vederla massaggiata da tre giovani, ero eccitato e dall’interno del camper guardavo e mi segavo, la porcona si era girata e mentre Roby e Ivan avevano continuato con le gambe, Alberto stentava a osare e aveva cominciato sulla pancia, mia moglie lo aveva invitato a passarla sul collo e sul petto, i tre erano intenti a eseguire i suoi ordini, lei diceva:
“Ooohhh che bello avere tre ragazzi che mi massaggiano…. oggi se volete la spalmo a voi… grazie Alberto… sei un tesoro… dammi un bacio… anche tu Ivan… anche tu Roby”
Li aveva baciati sulle labbra, poi i loro discorsi erano continuati, Ivan aveva chiesto:
“Ma lui è proprio tuo marito ? Se ci vedeva spalmarti la crema… non è geloso ?”
Lei aveva riso sguaiatamente e con un tono di voce sensuale aveva risposto:
“Si, è mio marito e…Nooo… lui si fida di me… poi vede che voi siete molto giovani e pensa che non osate con le donne sposate… pensa che sono troppo vecchia per voi, infatti penso che sia così vero ?”
Robi aveva risposto a nome di tutti:
“No, non è così, sei una donna molto bella e ci siamo eccitati a massaggiarti, non abbiamo mai avuto esperienze con donne… siamo ancora … vergini… “
Mia moglie aveva riso e risposto:
“Tornate dopo pranzo, lui dorme e… “
L’avevo chiamate dicendo che il pranzo era pronto, loro erano passati accanto al camper e avevo sentito i loro commenti:
“Cazzo ragazzi, vado a casa e mi faccio una sega… io no… oggi si fa scopare…. eh si… magari… io ce l’ho duro solo a pensare a quelle tette…”
Avevamo pranzato commentando la troiaggine di mia moglie, il pomeriggio lei li aveva fatti scopare dietro al camper sulla stuoia, si era fatta montare a cosce aperte da tutti tre, l’avevo vista godere come una pazza sotto i colpi di quei tre giovincelli, la sera erano tornati e mentre io facevo finta di dormire lei si era fatta scopare in riva al lago a turno da tutti tre, la mattina della domenica ero andato in paese e mentre uno faceva a guardia che io non tornassi gli altri la scopavano, la domenica sera mia moglie dopo un innumerevole numero di sborrate dei ragazzi, nel nostro letto mi aveva detto:
“Amore… non ce la posso fare a scopare anche te… li ho fatti venire in questi due giorni, sette volte ciascuno… sono distrutta… posso solo farti una sega… tanto lo so che ti piace fare il guardone e ti piace sborrare sulle mie mani dopo che ho goduto tanto… dai segaiolo… torneremo ancora al lago un altra volta per farmi i ragazzi mentre tu ti seghi, dai fammi sentire la tua sborra porco… segaiolo cornuto…uhhh quanta sborra cornuto… ahahahahah cazzo mi hai bagnato tutte le mani porco vado a lavarmele”
Era corsa in bagno e quando era tornata a letto si era accoccolata tra mie braccia dicendomi:
“Ti amo tesoro, ti amo tanto per quello che sei e per come mi permetti di vivere…”
L’avevo baciata e le avevo risposto:
“Ti amo anch’io per come sei e per quello che fai, ti amo perchè mi permetti di vivere a modo mio senza giudicarmi…”
Ci eravamo baciati e ci eravamo addormentati abbracciati.

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