La scommessa (secondo episodio)

La scommessa (secondo episodio)

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Il dado era tratto, la scommessa prendeva forma già il venerdì pomeriggio, mia moglie aveva indossato una gonnellina corta e una camicetta aperta sul seno, era particolarmente erotica, eravamo partiti da Milano subito dopo pranzo e alle quattro eravamo nella nostra abitazione in montagna. All’arrivo mia moglie aveva organizzato il week end, mi aveva detto che avrei dovuto scendere in cantina e verificare il funzionamento delle telecamere, se tutto era in ordine, lei avrebbe telefonato a Giulio di scendere dicendo che io ero andato a camminare e sarei stato fuori un’ora, lo avrebbe avvertito che l’indomani sarei andato al rifugio e sarei tornato non prima delle diciassette, lei lo avrebbe invitato a pranzo dicendogli che avrebbero avuto tutta la giornata a loro disposizione. Io ero in cantina in ascolto, Giulio era sceso immediatamente, si erano abbracciati e baciati a lungo, lui a causa dei quindici giorni di astinenza dal sesso era particolarmente intraprendente, aveva messo una mano tra le cosce di lei che aveva lasciato fare, erano entrambi eccitati ma mia moglie voleva tenerlo in astinenza fino al giorno dopo, si era staccata e aveva detto:
“Ho paura che arrivi mio marito…. domani voglio fare l’amore con te cinque volte… non resistevo più… avevo tanta voglia di vederti e ho fatto in modo che mio marito si organizzasse per una escursione lunga tutta la giornata… domani stai a pranzo con me e faremo l’amore tutto il giorno.”
Lui l’aveva abbracciata contento e aveva risposto pronto:
“Magnifico, maaaa….. perchè solo cinque volte ? Io vorrei farlo almeno sette volte visto che domenica ci sono i miei a casa e c’è anche tuo marito… da lunedì poi sono di nuovo solo, meglio approfittare.”
Mia moglie aveva riso e con sguardo languido aveva detto.
“Domani ti spompo…. ti farò dire basta non ce la faccio più.”
Il sabato mattina, mi ero portato lo zaino con qualche panino e birra in cantina, mi ero sistemato sulla sdraio in attesa e avevo dato a mia moglie il segnale con una telefonata, lei dopo aver riattaccato aveva indossato un vestitino cortissimo con la cerniera semi aperta sulle tette, aveva chiamato Giulio:
“Amore mio, il cornuto è partito, il caffè è pronto… mi vieni a trovare…? Noooo no ho una idea migliore, la doccia non farla che la facciamo insiemi quì da me, che ne dici ? Vieni giù che ti aspetto…”
L’ arrivo del ragazzo era stato immediato, avevano bevuto un caffè rapidamente poi i sensi avevano preso il sopravvento, si erano abbracciati e baciati con trasporto, si erano spogliati a vicenda rimanendo nudi, lui era in completa erezione ed aveva preso a sditalinare mia moglie che gemeva forte e si contorceva, si erano sdraiati sul divano e quel giovane cazzo era sparito tra le cosce di lei. La scopata era durata poco, l’orgasmo di Laura si era palesato con dei gemiti sempre più forti, poi lei aveva detto:
“Sto venendo… sto venendo…. godo… godo… vieni amore… veniamo insieme… aaaaahhhhhh aaahhhhh.”
Si erano abbandonati con le bocche unite, infine ridendo si erano alzati e si erano diretti in bagno.
Dalla telecamera posizionata in bagno potevo vederli bene, mia moglie aveva aperto l’acqua della doccia e lo aveva attirato dentro, l’acqua scrosciava su quei corpi uniti e abbracciati, si baciavano e si carezzavano, lei aveva preso il sapone ed aveva cominciato ad insaponare lui, lui insaponava lei dalle spalle, sulla schiena, sul seno e scendeva sulla figa, lei aveva messo una mano insaponata sul suo uccello e una mano tra le natiche indugiando con un dito, sapevo cosa avrebbe fatto, gli avrebbe messo un dito nel culo e lo avrebbe masturbato fino a farlo diventare duro, dopo pochi minuti lei cominciava a gemere e lui la masturbava con energia, vedevo il dito di Laura forzare il sedere di Giulio che aveva avuto una reazione di sorpresa ma aveva lasciato fare, istantaneamente il suo cazzo aveva ripreso l’erezione e mia moglie agitava entrambe le mani in una doppia masturbazione di cazzo e di ano.
L’eccitazione offuscava le loro menti, lui cercava di entrare in lei ma le loro stature non coincidevano, quindi si era seduto sul piatto doccia con le gambe fuori ed aveva fatto impalare lei sul suo uccello. La doccia e l’acqua continuava a scendere su quei corpi presi dallo spasimo e dopo pochi minuti lui era venuto con un rantolo dentro quella figa viscida.
Altri lunghi minuti erano trascorsi con le loro bocche unite, poi a fatica e scivolando si erano alzati ed avevano completato le operazioni di pulizia intima, avevano indossato gli accappatoi e si erano diretti in soggiorno per un secondo caffè, si erano seduti guardandosi e ridendo come due bambini dopo una marachella.
Avevo guardato l’ ora, erano da poco passate le dieci e loro avevano già consumato due volte, ridevo dentro di me e mi chiedevo come lui avrebbe potuto riprendere rapidamente. Avevo però sottovalutato mia moglie e la sua libidine, la mano di lei infatti si era intrufolata nell’accappatoio di lui (che in realtà era il mio), lo aveva aperto ed aveva cominciato a tormentare quel giovane cazzo a riposo, si era tolto il suo e si era seduta a cavalcioni su di lui limonandolo, lui accarezzava le tette di lei e dopo pochi minuti avevo sentito mia moglie esclamare con meraviglia:
“Ma… si è già rialzato… ma quanta voglia avevi amore mio… però… senti come mi sto bagnando… anch’io avevo tanta voglia di te… facciamolo entrare… oooohhhh… come scivola…. “
Lui aveva iniziato a muoversi su e giù dentro lei baciandola appassionatamente quindi aveva detto:
“Cazzo come mi ecciti Laura… senti come è duro dentro di te… quanto ti desideravo…. fai come la volta scorsa dai… masturbati che voglio sentire i tuoi liquidi sulle mie palle… dai dai….”
Lei come spesso fa, si sditalinava con il cazzo di lui dentro la sua figa, dopo pochi minuti una scarica di squirting aveva bagnato il ventre di lui che non aveva resistito ed era esploso in una lunga eiaculazione.
Io ero eccitatissimo e mi menavo il cazzo al buio di quella cantina, era un godimento cerebrale sottile e ininterrotto, avevo una voglia pazza di eiaculare ma volevo conservarmi con la carica fino ad esplodere poi verso sera in mia moglie. Lei si era alzata e si era diretta in bagno per il bidè rigenerante, aveva chiuso la porta e guardando verso la telecamera mi aveva indirizzato un bacio, quando era uscita lui era entrato ed aveva usato la doccia per una accurata pulizia, avevo apprezzato quel gesto di rispetto verso mia moglie.
Lei lo aspettava in camera da letto, lui l’aveva raggiunta poco dopo, si era sdraiato sul mio letto e lei le si era accoccolata sul petto. Chiacchieravano amabilmente, lui le aveva chiesto:
” Quanti uomini oltre a tuo marito hai avuto ? Lui non lo ha mai scoperto ? Fai spesso l’amore con lui ? “
Lei aveva risposto mentendo spudoratamente:
“Due, ma sono state avventure senza importanza perchè se mio marito lo scoprisse… guai, non oso pensarlo, ora che sto con te sono molto più tranquilla perchè sai… lui ha qualche anno in più di me e io sento un bisogno maggiore di lui… sono un po’ troia, tu mi accontenti sessualmente e quindi mi basta così… sai, lui non sa che io lo tradisco con te… spesso mi sento una puttana ma lui è tranquillo povero cornuto, ahahah addirittura ieri sera mi ha detto di invitarti a pranzo con me… ho detto che ti avrei invitato… vero che sono una puttana ? Le corna non le sente e io penso che non faccio niente di male ahahah.”
Lui aveva sorriso e l’ aveva consolata dicendole:
“No… tu non ti fai pagare e quindi non sei una puttana… è nel tuo diritto godere, inoltre mi hai fatto conoscere il sesso e io te ne sarò sempre grato, ti prendi ciò che ti spetta e mi dai cio che non ho mai avuto.”
Io sorridevo e pensavo alle svariate decine di avventure di mia moglie. Il viso di lei appoggiato su quell’ esile torace ogni tanto si spostava per mordicchiargli i capezzoli, lo stuzzicava e la mano giocherellava con il cazzo a riposo, non capivo se mia moglie aveva ancora voglia o se voleva soltanto vincere la scommessa.
Il giovane cazzo stava crescendo stretto nella mano di Laura, lei lo masturbava lentamente, lui aveva di nuovo preso a sditalinarla con foga, sentivo il rumore del liquido di quella figa che ben conoscevo, lei era già di nuovo pronta ma lui anche, si era messo sopra a lei che aveva allargato le cosce per accoglierlo in quella figa bramosa di uccello giovane. Parevano una coppia molto affiatata, era quasi mezzogiorno ma per loro il tempo non contava, erano intenti a godere di quella giornata. I sospiri ed i gemiti di mia moglie erano ricominciati, la resistenza di lui ora permetteva a mia moglie di godere con più tranquillità, ma dopo una decina di minuti, la loro voglia di orgasmo aveva preso il sopravvento ed erano diventati come animali che urlavano il loro piacere, lei si dimenava e lo incitava a muoversi più forte, gridava:
“Dai dai dai amore… più forte… dai… sono la tua troia… sono una puttana che fa cornuto il marito con te… dimmi che sono troia… dimmi che sono una troia… pensa se ci vedesse il cornuto… dai più forte…più forte che sto venendo… vieni con me… sborriamo insieme dai dai dai… aaaaaaaahhhhhhhh aaahhhhhh oooohh”
Lui stava venendo con ritardo rispetto a lei ma anche per lui le parole di mia moglie avevano effetto:
“Siiiiii amore mio…. sei la mia troia e puttana….. ti scopo nel letto di tuo marito che non sa niente… aaahhh come mi fai godere siiiiiihhhhh senti come sborro dentro di te….”
Per fortuna il condominio era deserto, perchè dalla cantina si sentivano le loro urla di piacere, intanto il mio cazzo sollecitato dalla mia mano era gonfio allo spasimo, infine la pace dei sensi aveva preso i due amanti, lei barcollando si era alzata ed era andata in bagno, poi si era diretta in cucina per preparare un frugale pranzo con prosciutto e melone, avevano pranzato nudi, poi poco dopo le tredici erano tornati a letto ed avevano ripreso un atto sessuale molto più tranquillo, dopo una ventina di minuti, lei aveva voluto l’ eiaculazione di lui sulle sue tette e mentre lui veniva lei fissava la telecamera sicura che io la stavo osservando, era alla quinta eiaculazione quel povero ragazzo, pensavo che tutto si era concluso e oramai potevano rivestirsi, invece la stanchezza e la tranquillità aveva preso entrambi e si appisolarono.
Il telefono di Giulio li svegliò di soprassalto, la mamma lo aveva chiamato come ogni giorno per sapere se stesse bene, lui era seccato e disse che lo aveva svegliato dopo una mattinata di studio, disse che aveva pranzato e che era tutto ok, dopo quella telefonata mi ero sentito autorizzato a chiamare anche io per vedere la reazione di mia moglie, lei per niente sorpresa, prendendo in mano il cazzo di Giulio aveva detto:
“Ciao tesoro, si, ho invitato Giulio, stiamo chiacchierando… a che ora arrivi ? Va bene… non c’è problema… anche se tardi non importa…” Mentre parlava con me giocherellava con quel giovane uccello, poi fissando la telecamera si era abbassata sul cazzo del giovane amante ed aveva iniziato un pompino a cazzo molle, io cercavo di prolungare la chiamata per vederne l’effetto su entrambi, il ragazzo aveva cominciato a masturbare lei ed il cazzo ora era in tiro, lei si era adagiata a cosce spalancate e lo aveva attirato sopra di lei. Lui non si era fatto pregare ed era entrato cominciando a muoversi dentro alla sua figa, ora stavano chiavando tranquillamente mentre lei parlava con me, lui le metteva la lingua in bocca e la baciava impedendole di parlare, era una situazione che eccitava lei ma ancora di più il suo amante, ora la scopava con foga e lei si era sentita in dovere di chiudere la telefonata, guardandolo aveva chiesto:
“Ti eccitavi a scoparmi mentre il cornuto mi chiamava ? Io si… molto… mi sentivo più troia… ti eccita scopare la moglie di un cornuto ? Senti come mi bagno… dai scopami forte… pensa alla telefonata di mio marito che ti eccita…. la prossima volta ti voglio sentire che sborri dentro me mentre parlo con lui… dai… dai… dai che vengo di nuovooooo oooooohhhhhh ooooohhhhh come mi fai godere dai sborrami dentroooo.”
Lui alle parole di mia moglie si eccitava sempre più e in pochi colpi eiaculò per la sesta volta dentro di lei.
Mia moglie aveva proposto una doccia insieme prima di rivestirsi, lui non si era tirato indietro, dopo pochi minuti ne erano usciti e Giulio si era ritrovato con il cazzo duro, mia moglie si era accucciata ed aveva cominciato un lento pompino, aspettavo una settima sborrata di lui, ma Laura lo aveva condotto nel nostro letto, lo aveva invitato a sdraiarsi e le si era impalata sopra, lui le aveva guidato la mano sul clitoride e l’aveva incoraggiata a sditalinarsi, lei non si era tirata indietro, aveva aumentato il ritmo della masturbazione ed in pochi minuti era venuta con un urlo liberatorio che avevo sentito dalla cantina. Si era lasciata cadere al fianco di lui, aveva preso il telefono dal comodino e aveva fatto il mio numero, poi aveva allargato le cosce ed aveva invitato lui a entrare in lei dicendogli:
“Dai amore, ora tocca a te…mentre parlo con lui tu mi sborri in figa… Ciao tesoro… volevo sapere dove sei e a che ora arrivi… quindi tra una mezzoretta…siii… va benissimo… no Giulio è ancora con me che ci facciamo una chiacchierata… si voleva salutarti allora gli dico di aspettarti… “
Vedevo dalla telecamera che il ritmo della chiavata era aumentato e il culo del ragazzo contrarsi sempre più, infine, uscì dalla figa, si spostò verso la bocca di mia moglie e le sborrò in bocca mentre lei sorrideva, infine la troia mi salutò e riattaccò il cellulare.
Avevo dato loro il tempo di rivestirsi, poi avevo preso il mio zaino ed ero salito in casa, loro mi aspettavano conversando ed io avevo salutato il ragazzo con cordialità, poco dopo lui se ne era tornato a casa e io avevo preso la mano di mia moglie e gliela avevo appoggiata sul mio cazzo duro, lei mi aveva portato in camera, si era sdraiata a cosce aperte e mi aveva fatto entrare in lei dicendomi:
” Allora cornuto ? Ti è piaciuto lo spettacolo ? Lo sai che l’ho fatto sborrare sette volte ? Io non ho contato quante volte sono venuta…. maaaa tantissimo… ho vinto la scommessa… mi devi quell’anello… mi sento una vera puttana e mi piace… adesso vieni cornuto… entra nella figa della tua puttana che è piena della sborra di un altro… dai vieni sborra anche tu porco cornuto… segaiolo… sborra con la tua puttana….”
Quel giorno avevo avuto una eiaculazione lunghissima, il week end era stato fantastico, e avevamo scopato con rinnovato entusiasmo parlando del giorno prima.
La settimana dopo, mia moglie si era fatta accompagnare dal famoso orefice, lei era vestita con una vertiginosa minigonna, una scollatura da capogiro, calze a rete e scarpe rosse con tacco alto, trucco pesante, da vera prostituta, entrando in negozio avevo detto al gestore che la mia amica voleva scegliere un anello, lei aveva detto che voleva quello della vetrina, lo avevo pagato dicendo che se lo era meritato, poi a casa la avevo abbracciata e le avevo detto che era la più bella troia del mondo e che anche senza scommessa l’anello glielo avrei regalato comunque, lei mi aveva baciato e aveva detto:
“Lo so amore, è per questo che ti amo.”

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