Una moglie sadica e traditrice

Una moglie sadica e traditrice

Nadia, la moglie di Umberto era una bella donna, bionda con i capelli a caschetto che le davano un’aria sbarazzina, non molto alta, un metro e sessantacinque ed un corpo un po’ abbondante che le dava un aspetto molto sexi, amava le gonne corte e le camicette scollate che mettevano in risalto le sue abbondanti tette, era una donna molto disponibile perchè amava il sesso e suo marito non sapeva reggere i suoi ritmi.
Aveva avuto molti amanti, subito dopo sposata aveva cominciato con le sue avventure, ma suo marito grazie alla sua astuzia non aveva mai scoperto nulla, ora all’età di quarantacinque anni, dopo aver perso il lavoro a causa della chiusura della ditta in cui lavorava, si annoiava molto a casa e il bisogno di sesso anzichè diminuire con l’età aumentava sempre di più.
Negli ultimi anni poi, aveva scoperto che gli uomini della sua età erano spesso cafoni e meno dolci dei ragazzi più giovani che occasionalmente aveva provato, aveva quindi avuto un’ idea, avrebbe potuto unire l’utile al dilettevole, lei era interprete di inglese, poteva dare lezioni a ragazzi delle superiori, ne aveva parlato con suo marito e il giorno dopo aveva messo degli annunci on line.
Le richieste da parte di genitori con ragazzi in difficoltà a scuola, non tardarono ad arrivare, lei si era organizzata ed i pomeriggi della settimana si erano riempiti di appuntamenti, le lezioni duravano un’ora, ma lei aveva stabilito che i ragazzi non dovevano incontrarsi e lasciava lo spazio di un’ ora tra le lezioni.
Il primo studente era stato Tony, un bel ragazzo di diciannove anni che l’aveva colpita per il suo sguardo dolce e malizioso, lei quel giorno si era vestita con una minigonna a tubino molto corta che metteva in risalto le sue cosce rotondette, una camicetta rosso fuoco ampiamente sbottonata lasciava vedere le sue abbondanti tette sostenute da un reggiseno a balconcino, il trucco leggermente pesante completava l’immagine di donna facile.
Le lezioni si svolgevano nel tavolo del soggiorno, durante le prove scritte lei andava ad appoggiarsi con le tette sulla schiena dello studente, quando poi sceglieva di avvicinarsi e sedersi vicina al ragazzo con noncuranza appoggiava la coscia vicina alla sua provocando nell’allievo attimi di turbamento.
Con Tony la relazione era partita alla terza lezione, dopo il primo bacio che Nadia gli aveva dato per premiarlo del miglioramento, lui era eccitato e pronto, lei lo aveva condotto nel suo letto matrimoniale e se lo era goduto con il sottile piacere di farlo scopare sul letto di suo marito.
Quella sera prima di addormentarsi, guardava il suo uomo, ignaro di quello che lei aveva fatto in quel letto e una sorta di soddisfazione ed eccitazione cresceva in lei, pensava che tre dei suoi sei allievi avrebbero potuto alternarsi in quella alcova, sarebbero bastati a placare le sue voglie represse ?
Il secondo giovane era stato Giorgio, con lui si era intrattenuta fino al tardo pomeriggio e quando era rientrato il marito dal lavoro, lui era appena uscito ed il letto era ancora sfatto, lei aveva detto ad Umberto che si era coricata perchè era molto stanca, poi lo aveva attirato dicendogli che lo desiderava, lui come al solito era entrato subito in lei, il suo cazzo era scivolato in quella fica piena di sperma del ragazzo, ma lui aveva pensato che sua moglie era bagnata per il desiderio di sentire il suo cazzo.
Il terzo giovane amante si chiamava Diego, lo aveva adescato con il suo abbigliamento da troia e lo aveva fatto scopare tutto il pomeriggio apprezzando il suo ardore giovanile ed il cazzo decisamente sopra la media, con lui aveva provato svariati orgasmi, la sera aveva atteso il ritorno di suo marito nuda nel letto, lo aveva spogliato poi si era stesa ed aveva voluto che lui le leccasse la figa.
Spesso pensava con sadismo quali giochi perversi poteva fare con il marito cornuto, ed ogni sera escogitava un sistema per fare assaggiare al povero coglione un po di sperma dei suoi giovani amanti, lui apprezzava la rinata sessualità della moglie, non sapeva di essere cornuto, ma era contento.

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