Una bellissima esperienza. Quinta parte.

Una bellissima esperienza. Quinta parte.

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L’esperienza vissuta mi aveva davvero sconvolto. Per tutto il giorno della domenica e, per alcuni giorni a seguire, continuavo a sentire dentro di me quelle intense sensazioni provate: inutile dire che mi erano piaciute. In quei momenti avevo toccato vette del piacere mai nemmeno immaginate e, soprattutto, la libidine provata mi procurava ancora, ogni volta che ripensavo a quei momenti, un brivido lungo la schiena che mi faceva inumidire le mie mutandine. Ma oltre a queste sensazioni, dentro di me, la moglie, la madre, la donna di tutti i giorni, mentalmente rimproverava la Silvia puttana per essersi venduta, in cambio di sensazioni così forti e devastanti. Queste impressioni contrastanti, non sono passate inosservate a mio marito, che aveva assistito a tutta quell’esperienza attraverso il tablet e, ora, in maniera molto discreta, scrutava il mio comportamento, cercando di capire se essa avesse, in qualche modo, intaccato il nostro rapporto. Anche Mario mi aveva cercato, facendomi sapere di aver parlato con Luca, in quanto vi erano altre richieste, da parte di altre persone, che volevano godere del mio corpo, ma Luca gli aveva risposto che questa decisione spettava solo ed esclusivamente a me. Inoltre, parlando con mio marito, ho capito che forse non era il caso di ripetere quel tipo di gioco.
«Sono convinto che hai vissuto un’esperienza bellissima, anche se pensavo che, finalmente, ti avrei visto all’opera con un’altra donna. In ogni caso, vederti godere con quei tre cazzi, mi ha eccitato moltissimo e mi ha reso fiero di avere una moglie straordinaria come te.»
Le sue parole, in qualche modo, mi hanno toccato e, soprattutto, la sua affermazione “vederti all’opera con un’altra donna” mi ha evidenziato il fatto che, forse, all’inizio, era questo il suo più forte desiderio, vedermi cioè interagire con un’altra donna e, eventualmente, potersi inserire anche lui nel gioco a tre, anche se, tra le sue fantasie più ricorrenti, vi è sempre stata quella di lasciarmi giocare con un’altra donna anche da sola, senza la sua presenza. Questo mi ha fatto riflettere ed ho capito che avevo già vissuto due esperienze molto intense, mentre lui ancora non era riuscito a realizzare nessuna delle sue fantasie. Certo, vedermi all’opera con altri maschi, era comunque il suo desiderio primario, ma non serviva a realizzare la sua fantasia; quindi, dentro di me, ha preso vigore l’idea che era ora che anche lui trovasse piacere nel realizzare ciò che desiderava. Ho rifiutato ogni altra proposta di vendermi che mi aveva fatto Mario, anche se, il giorno dopo che avevo vissuto quest’esperienza, è venuto a casa nostra e mi ha consegnato la considerevole cifra che quelle tre persone avevano pagato per avere il mio corpo. Era, nell’insieme, più di quanto io possa guadagnare in un mese di lavoro, ma non erano i soldi ad avermi spinta a provare quell’emozione, bensì l’intimo desiderio di sentirmi comprata ed usata. Ha preso la decisione che, prima di realizzare qualunque altra mia esperienza, dovevo in qualche modo soddisfare i desideri di mio marito. L’occasione si è presentata circa due mesi dopo, in occasione delle vacanze natalizie. È consuetudine, anche se in questi ultimi due anni a causa della pandemia non è stato sempre possibile, riunirci in montagna, in una baita che, tutti gli anni, i miei suoceri affittano, perché è adiacente ad una casa che, in quel paese, ha il fratello di mio suocero. Ogni anno abbiamo trascorso dei bellissimi momenti tutti insieme, i miei figli, i miei genitori, i miei suoceri e il fratello e la moglie di mio suocero, che sono due persone veramente piacevoli. Sempre allegri, sempre disponibili e, soprattutto, non avendo avuto figli, adorano i miei, che ricambiano con un affetto che va oltre il normale rapporto zio/nipoti. Con tutte le dovute precauzioni, ci siamo ritrovati tutti insieme e abbiamo festeggiato il Natale in maniera veramente bella, allegra e, soprattutto, serena, dopo il lungo tempo che ciò non succedeva. Il giorno 27 di dicembre, io e mio marito ci eravamo recati nel capoluogo per fare degli acquisti necessari per organizzare la cena di Capodanno, quando, passando davanti ad un ufficio turistico, abbiamo notato una locandina che parlava di una struttura, non molto lontano da dove eravamo noi, che era composta da un hotel, con annesso una Spa. La cosa ci ha un po’ incuriositi e siamo entrati per chiedere maggiori informazioni. La ragazza, che ci ha accolto, ha specificato che la struttura era particolarmente rinomata per due motivi: la prima perché tutto il complesso era dedicato al relax, era abbastanza capiente e, nello stesso tempo, capace di donare momenti di assoluto riposo. La seconda perché, essendo una struttura only adult, la tranquillità e la pace erano assolutamente garantite; inoltre, al godere di piscine termali riscaldate, dotate di ogni comfort e di ogni tipo di idromassaggio, era aggiunta la possibilità di abbandonarsi a massaggi a quattro mani, massaggi di coppia, grotta del fieno, grotta del sale, bagno turco, sauna finlandese e tante altre cose, tutte specificamente dedicate alla cura della persona e al totale relax. Ha aggiunto che vi era un particolare pacchetto dedicato al Capodanno, con inclusa la cena di mezzanotte. Ho guardato mio marito e, consapevoli del fatto che non saremmo rientrati al lavoro prima del 6 gennaio, gli ho detto che mi sarebbe piaciuto trascorrere almeno due giorni in quel posto. Insieme abbiamo però convenuto che non era possibile approfittare dell’offerta predisposta, ma che era possibile andare prima di Capodanno, oppure immediatamente dopo. La ragazza ha consultato la disponibilità nelle date da noi indicate, ma nei giorni antecedenti il Capodanno era tutto completo, mentre era libera almeno una notte tra il due ed il tre gennaio. Dopo un attimo di riflessione, ho guardato Luca negli occhi e lui, con un cenno di assenso, ha chiesto alla signorina di prenotarci per quella notte, aggiungendovi tante altre cose comprese nell’offerta più ampia. La sera, a cena, ne ho parlato con mia madre, che era seduta a tavola accanto a me, la quale ha trovato giusto il fatto che ci prendessimo due giorni tutti per noi, ma non mi è sfuggito il cenno che si erano scambiati mia zia Simona e zio Davide, quando ho riferito il nome della struttura in cui avevamo prenotato. Ero stata colpita dal sorriso sornione con cui Davide aveva leggermente annuito guardando Simona, quasi a sottintendere che vi fosse qualcosa di particolare a proposito di quella struttura. Anche Luca lo aveva notato e, guardando me, aveva cercato di indagare se vi fosse qualcosa che ci fosse sfuggito. Nei giorni successivi non ho avuto modo di rimanere da sola con Simona, ma nel pomeriggio del Capodanno, mentre stavamo preparando alcuni manicaretti da cucinare per la cena, ho avuto modo di restare da sola con lei e, con una certa indifferenza, le ho chiesto alcune informazioni su quel posto.
«L’altra sera, mentre parlavo con la mamma dell’imminente vacanza che ci prendiamo io e Luca, mi è sembrato di capire, da un’espressione del tuo volto e di quello dello zio, che voi due conoscete quel posto. Per un attimo, ho avuto l’impressione di aver fatto un grande sbaglio e vorrei saperne di più, visto che il posto non è molto lontano da qui.»
Lei mi ha sorriso e la sua risposta è stata più esauriente di quanto mi sarei aspettata.
«Io e Simone andiamo spesso in quel posto, perché amiamo rilassarci e, soprattutto, godere di momenti di assoluto piacere. È un posto un po’ particolare, dove non sono ammessi bambini, perché, come potrai costatare tu stessa, vi è gente che si immerge nelle vasche anche senza costume e questo può suscitare qualche imbarazzo. Ma, in ogni caso, è un posto che regala meravigliose sensazioni e, soprattutto, ci si rilassa e se ne ricava molto piacere.»
Ho potuto notare che nelle sue parole vi erano precisi sottintesi, molti doppi sensi voluti, anzi abbastanza specifici e avrei voluto saperne di più, ma l’arrivo di mia suocera ha interrotto il discorso. Il giorno prestabilito, ci siamo incamminati e, dopo circa un’oretta, eravamo a destinazione. Siamo stati accolti alla reception da una splendida ragazza che, dopo averci assegnato la camera, ci ha illustrato tutto quello che c’era da sapere per poter passare due giorni in assoluto relax. La struttura, in sé e per sé, era molto bella, tutta in legno, e le camere erano stupende. Situata sul crinale di una collina, da qualsiasi angolo o finestra si guardava fuori, vi era, tutt’intorno, un panorama mozzafiato. Sul letto, come previsto, abbiamo trovato piegati due accappatoi bianchi e relative ciabattine infradito e, subito, ci siamo recati nel settore dedicato al relax. Lì siamo stati accolti da una signora e da una ragazza, che ci hanno informato su tutto quello che c’era da sapere in ordine al pacchetto che avevamo acquistato. Per prima cosa, ci hanno invitato a fare una doccia sensoriale, cui avrebbe fatto seguito un massaggio di coppia, per poi rilassarci in un luogo dove saremmo stati completamente nudi. Quando mi sono distesa sul lettino per ricevere il massaggio dopo la doccia, ho potuto notare che, accanto a me, anche Luca era disteso nudo e veniva massaggiato da una splendida ragazza, mentre io mi sono ritrovata addosso le mani di un uomo dall’apparente età di una trentina di anni che, con fare molto esperto, ha percorso con le sue mani tutto il mio corpo, sfiorando anche le mie parti intime, ma senza mai toccarle direttamente. Inutile dire che, quando mi sono rigirata supina, lui ha continuato a massaggiarmi, passando ripetutamente le sue mani anche sui miei seni: i capezzoli mi si sono gonfiati, mentre, con la coda dell’occhio, ho notato che anche il sesso di mio marito era diventato bello gonfio e duro. I due si sono detti qualcosa parlando in portoghese, lingua che conosco benissimo perché ho una collega di lavoro che viene da quella terra e, anche se non ne ho compreso l’esatto significato, era ovvio che stavano parlando dei nostri corpi eccitati. Dopo il massaggio, ci hanno lasciato da soli in quella stanza, distesi sui nostri lettini e, per un attimo, ho avvertito forte il desiderio di godere con mio marito, cosa che, in questi ultimi tempi, non era stato possibile, data la vicinanza delle nostre camere con quelle dei nostri parenti. Dopo qualche minuto, è tornata la ragazza e ci ha invitato ad entrare nella piscina con l’idromassaggio per completare il ciclo del rilassamento totale. Ci siamo recati nella grande vasca e abbiamo notato che, all’interno, vi erano solo una decina di coppie, quasi tutte di età superiore alla nostra, ad eccezione di una donna, più o meno nostra coetanea, che non poteva passare inosservata per la sua meravigliosa capigliatura rossa. Il colore dei suoi capelli era assolutamente naturale e ciò la rendeva particolarmente visibile in mezzo a tutti gli altri. Nell’entrare nella vasca, ho notato lo sguardo di tutti indugiare sui nostri corpi: molti uomini hanno ammirato con particolare cupidigia il mio corpo, mentre dalle donne presenti è partito un brusio di apprezzamento per l’attrezzo che sfoderava Luca che, anche se in fase di riposo, rappresentava un esempio di potenza mascolina bella a vedersi. In relazione a quest’ultima considerazione, la certezza me ne derivava dal fatto che, in altre occasioni, su spiagge nudiste, molte donne non potevano far a meno di indugiare con lo sguardo sul sesso di mio marito. Inutile dire che, sentire quegli sguardi addosso, mi hanno risvegliato ancor di più il desiderio di fare sesso con lui. Appena entrati nell’acqua calda, mi sono spostata, insieme a lui, verso un angolo dove, sommerse, vi erano delle piccole sdraio in acciaio, sotto cui sgorgava il getto dell’idromassaggio. Una sensazione infinitamente piacevole e, mentre mi accingevo a sedere sull’unica disponibile, mi son resa conto che accanto a me vi era la splendida ragazza dai capelli rossi. Ho appoggiato la testa al bordo della vasca ed ho chiuso gli occhi, cercando di rilassarmi il più possibile. Le nostre posizioni erano molto ravvicinate, quasi a contatto e, mentre le bollicine tonificavano i nostri corpi, ad un tratto ho avuto come la sensazione che la sua mano stesse sfiorando la mia coscia e, piano piano, risaliva lungo il mio corpo. Sono rimasta con gli occhi chiusi e, quando ho sentito di nuovo quella carezza, ha sollevato il braccio in maniera da agevolare il contatto in maniera più diretta, per esser certa che la sensazione non fosse generata dal flusso delle bollicine. Il mio gesto ha avuto l’effetto sperato e, ad un tratto, ho sentito la mano che, dopo aver accarezzato la mia coscia, anziché continuare a salire, si è spostata all’interno di essa e, con fare molto delicato, ho avvertito il contatto delle dita sfiorare la mia intimità. Ho emesso un sospiro, quasi un gemito, di piacere e, lentamente, ho divaricato ancor più le cosce. Quel gesto deve aver indotto la proprietaria della mano ad osare ancora di più e, ben presto, ho sentito distintamente due dita scivolare fra le labbra della fica, per poi insinuarsi dentro di essa, movendosi lentamente, ma in maniera decisa e costante. Un’onda di piacere ha invaso il mio corpo e, girando il viso dalla parte opposta, ho incrociato lo sguardo di mio marito, cui non era sfuggito quanto stava accadendo. Egli, avendo tenuto gli occhi aperti, aveva potuto osservare, attraverso la trasparenza dell’acqua, anche se increspata dalle bollicine, l’audace manovra della ragazza dai capelli rossi. In quel momento, ho desiderato, con tutta me stessa, che quel gioco proseguisse il più a lungo possibile. Dopo un certo tempo, che a me è sembrato infinito, durante il quale lei ha continuato a masturbarmi dolcemente, d’un tratto il getto delle bollicine è cessato e, immediatamente, lei ha tolto la mano dalla mia figa, mentre io, invece, continuavo a tenere gli occhi chiusi, finché la voce di Luca mi ha riportato alla realtà. Aprendo gli occhi, ho visto che lei stava uscendo dalla vasca e, preso l’accappatoio, si stava dirigendo verso la sala adibita a ristorante, annesso alla struttura. È stato in quel momento che Luca mi ha fatto notare che era ora di pranzo e che quel servizio era compresso nella nostra prenotazione, quindi siamo usciti anche noi e ci siamo incamminati sulle orme della rossa, che giunta in sala, si era seduta ad uno dei pochi tavoli ancora liberi. Nel sedermi a mia volta, ho, di proposito, scelto il posto davanti a lei, a poca distanza e, con fare quasi distaccato, ho fatto in modo che il mio accappatoio si aprisse in modo da offrirle una perfetta visione del mio seno. Per tutta la durata del pranzo, c’è stato un continuo scambio di occhiate, di piccoli sorrisi e di gesti intriganti, volutamente provocatori, come leccare in maniera molto languida il cucchiaino con cui mangiavo il dolce. Anche lei, in qualche modo, mi ha provocato, mentre mio marito osservava tutto questo in silenzio, ma con il viso carico di felicità, perché finalmente si stava realizzando il suo sogno: vedermi interagire con un’altra donna. Finito il pranzo, ci siamo diretti verso le altre zone dell’area relax ed ho notato che lei ci seguiva a poca distanza, così, quando noi due abbiamo imboccato un piccolo corridoio, è stata lei stessa che ci ha suggerito un altro posto.
«Non vi consiglio di andare in quella direzione, perché vi è la grotta della neve ed il freddo non è molto indicato per la digestione, al contrario, se andiamo da questa parte ci sono tanti altri posti, molto caldi.»
Noi due ci siamo scambiati un’occhiata ed un sorriso compiaciuto, per il piacere che provavo per essere riuscita ad intavolare un discorso con lei, che, a quel punto, si è presentata.
«Mi chiamo Katia e mi sembra che per voi sia la prima volta che venite in questo luogo, perciò sarei felice di farvi un po’ da guida.»
Siamo entrati nella sauna e la temperatura è di colpo aumentata, come è aumentata rapidamente la confidenza che si era instaurata fra me e lei, che sembrava avere occhi solo per me. Per un attimo ho pensato che la cosa potesse infastidire Luca, ma è bastato uno sguardo fra noi, per farmi capire che mio marito non si sentiva affatto escluso, ma si stava veramente gustando quest’esperienza abbastanza particolare. Distese nude, su delle assi di legno, nella penombra della sauna, dove eravamo assolutamente noi tre soli, improvvisamente ho sentito la mano di lei che mi ha accarezzato ancora lungo la coscia destra e, guardandomi dritta negli occhi, quasi a verificare se mostrassi dissenso e, al contrario, ottenuto un sorriso di compiacimento, la sua mano ha proseguito ad indugiare all’interno della mia coscia ed io l’ho incoraggiata ancor più, aprendo le gambe onde godere di quella carezza che volevo più intima, ma che lei continuava a ritardare. Ho teso il mio corpo che già veniva scosso da brividi di piacere, cercando di andare incontro a quella mano che in nessun modo voleva toccarmi la fica. Alla fine, ho allungato una mano e, afferrata la sua, l’ho schiacciata contro il mio sesso, gemendo dal piacere che quel contatto mi stava dando. Lei ha sorriso compiaciuta, ha abbassato la testa e la sua bocca si è impossessata di un mio capezzolo; lo ha succhiato e leccato in maniera magistrale, procurandomi intense ondate di piacere che stavano percorrendo tutto il mio corpo e che mi stavano già facendo bagnare in maniera incredibile. Per un po’, son rimasta passiva nell’assaporare il piacere di quella intima carezza, che, ora, si era trasformata in una vera e propria masturbazione. Sentire le sue dita dentro di me che mi scavavano dentro, che si muovevano veloci e sicure, mi stava procurando un’ondata di piacere che, a breve, mi avrebbe portato di certo all’orgasmo. Mi son girata dall’altro lato ed ho visto gli occhi di Luca che brillavano di gioia, mentre la sua mano, molto lentamente, accarezzava il membro, ora, teso e duro; allora mi son girata di nuovo verso di lei e, timidamente ho allungato una mano per accarezzare il suo corpo disteso accanto al mio. Lei, ha sollevato la bocca dal mio seno e si è allungata verso di me; un attimo dopo, le sue labbra si sono appoggiate alle mie e un dolcissimo, quanto intenso, bacio è iniziato fra di noi. È stata una cosa meravigliosa, altamente sensuale, molto diversa da come sei baciata da un uomo. Un bacio delicato, ma, nello stesso tempo, carico di erotismo, che mi ha fatto vibrare così tanto che, improvvisamente, ho sentito il piacere partire dal cervello e scorrere lungo tutto il corpo per, infine, concentrarsi sulla mia fica, sotto forma di esplosione di un orgasmo prepotente ed intenso. Katia, nel sentire il mio corpo vibrare, ha ripreso a mordermi il capezzolo, mentre ora le sue dita si muovevano dentro di me come impazzite, scopandomi dentro e fuori e muovendosi sempre in senso rotatorio, oltre che puntare il pollice contro il mio clitoride, facendomi godere immensamente. È stato un orgasmo intenso, prolungato che mi ha squassato tutta, dalla testa ai piedi. Lei mi ha lasciato il tempo di respirare, di assaporare il piacere così profondo e poi, sollevatasi, si è spostata e dopo essersi inginocchiata davanti a me, ha impresso la sua bocca su quella fonte da cui sgorgava copioso tutto il mio godimento. La sua lingua ha cominciato ad esplorare ogni piega della mia fica, scorrendo dal basso verso l’alto e indugiando con la punta contro il bottoncino, provocandomi scariche di piacere così devastanti, da lasciarmi quasi stordita. La sua bocca si è incollata alla mia fica e la sua lingua ha iniziato a scorrere in lungo ed in largo, così velocemente come un piccolo membro che mi stesse scopando, ma che, ogni volta, raccoglieva sempre più del succo che sgorgava dalla mia intimità. Ho sentito improvviso un ennesimo orgasmo e, con entrambe le mani, le ho afferrato la testa, schiacciandola contro la mia fica, mentre emettevo con la bocca un lungo gemito che ha fatto fremere il mio corpo. Ho stretto le cosce intorno al suo collo, quasi temendo che potesse smettere da un momento all’altro, mentre, in me, desideravo che quel piacere continuasse all’infinito. Quando i sensi si sono placati, le ho liberata la testa e lei, rivolgendomi lo sguardo, ha potuto vedere i miei occhi estatici, languidi e resi umidi dal piacere appena provato, mentre i suoi brillavano di gioia. Si è sollevata e con la bocca è tornata a baciare la mia; in quel momento ho potuto assaporare il piacere del mio orgasmo sulle sue labbra. L’ho spinta di lato, l’ho costretta a distendersi supina e poi ho incominciato ad accarezzarla, cercando, in qualche modo, di restituirle il piacere appena provato. Lei ha socchiuso gli occhi ed ha lasciato che le mie mani indugiassero sul suo corpo liberamente, fin quando le mie dita si sono insinuate all’interno della sua intimità ed ho cominciato a muoverle, a ruotarle nello stesso modo in cui lei lo aveva fatto a me, e, ben presto, il suo corpo si è teso e con un grido soffocato, l’ho sentita godere, stringendo con forza le cosce contro la mia mano, per impedire di continuare, ma io, con le dita affondate dentro di lei, pur avendo la mano immobilizzata, ho proseguito a muovere le dita, procurandole altro piacere. È stato un orgasmo rapido, intenso anche il suo, cui ha fatto seguito un lungo bacio forte, passionale, carico di desiderio. In tutto questo tempo, Luca ha continuato ad osservarci, senza mai intervenire, senza in nessun modo disturbare quel momento magico che si era creato fra noi due. Placati i sensi, lei ha continuato a tenermi sdraiata sul suo corpo, coccolandomi dolcemente. Dopo un po’, siamo uscite e siamo tornate di nuovo ad immergerci nella vasca con l’idromassaggio e, sedute una accanto all’altra, abbiamo iniziato a parlare un po’ tra noi. Tra una confidenza e l’altra, abbiamo appreso che lei abita e vive in una cittadina non molto lontano dalla nostra e che svolge un lavoro molto importante: viceprocuratore della Repubblica e questo le impone un comportamento assolutamente irreprensibile. Per questo, di tanto in tanto, quando decide di evadere, percorre così tanta strada, fino a raggiungere questo posto, alquanto fuori mano, dai grandi flussi turistici per venire a rilassarsi. Ovvio che, come in questo caso, quando le si presenta l’occasione, si abbandona anche a godere del piacere del corpo di una donna. Siamo rimaste fino all’ora di cena immerse nell’acqua, poi, dopo una bella doccia, ci siamo vestite in maniera abbastanza elegante e, assieme a Luca, siamo andati a mangiare in un ristorante situato ancora più in alto, verso un famoso passo montano. Durante il tragitto, io e lei eravamo sedute dietro e, per tutto il tempo, le nostre mani hanno indugiato sui nostri corpi con carezze che ci hanno eccitato in maniera incredibile. Sentivo le sue mani sul mio corpo, mentre con lo sguardo osservavo gli occhi di mio marito che, mentre guidava, ci osservava attraverso lo specchietto retrovisore. Durante la cena, lei si è rivolta a mio marito, precisando che, in realtà, non è lesbica, che le piacciono gli uomini, solo che, quando mi ha visto entrare nella vasca, ha avvertito dentro di sé, il forte desiderio di godere del mio corpo. Tornati in albergo, ci ha invitati ad andare in camera sua, dove ci siamo distesi sul suo letto e, mentre noi due eravamo impegnate in uno splendido 69, Luca, da dietro, mi ha penetrato, scopandomi con lei sotto che mi leccava la fica. È stato giocoforza che la sua lingua potesse indugiare anche lungo l’asta di mio marito che mi penetrava, facendomi godere moltissimo. Dopo alcuni orgasmi, lei ha cambiato posizione ed ha messo me sotto di sé e, giratasi verso Luca, l’ha invitato a prenderla nel culo.
«Ti prego, lo voglio sentire nel culo: mi piace molto esser chiavata, ma avendo la lingua di Silvia che mi lecca, voglio sentire la tua splendida mazza che mi sfonda il culo.»
Inutile dire che Luca, dopo averla afferrata per i fianchi, si è piantato tutto dentro di lei e ha cominciato a pompare lo splendido culo che, nonostante fosse abbastanza stretto, ha completamente assorbito la splendida mazza di mio marito, che l’ha pompata a lungo, fin quando non ci ha detto che era prossimo all’orgasmo. A quel punto, noi due ci siamo staccate e, inginocchiate davanti a lui abbiamo preteso che ci sborrasse in bocca ad entrambe, cosa che lui ha fatto in maniera copiosa e generosa, riempendo le nostre bocche con tutto il suo piacere. Un attimo dopo aver ricevuto l’ultimo schizzo in bocca, noi due ci siamo unite in un bacio lungo e passionale, durante il quale ci siamo scambiate ripetutamente la sua sborra. Siamo rimaste abbracciate ed un sonno ristoratore ci ha avvolto fra le sue braccia. Mi sono svegliata sentendo le dolci labbra di Katia, che mi leccava fra le cosce, mentre Luca le ricambiava il favore, leccando la sua fica. Io sentivo l’onda del piacere percorrere il mio corpo e, giratami, mi son trovata davanti il cazzo di mio marito, che si stava lentamente eccitando, mentre leccava con avidità la fica della nostra amica. Ho aperto la bocca e me lo sono infilato tutto in gola, facendolo subito godere. La prima a raggiungere l’orgasmo è stata Katia, che sotto le sapienti leccate di mio marito, ha emesso un gemito profondo, il suo corpo ha iniziato a tremare intensamente e, a quel punto, lui l’ha distesa supina e, inginocchiatosi in mezzo alle sue cosce, ha appoggiato il suo cazzo fra le labbra di quella figa ancora scossa dall’ultimo orgasmo e, con delle spinte decise, le è entrato tutto dentro. Lei ha inarcato il corpo, per ricevere meglio quella splendida mazza che la stava penetrando, poi si è girata verso di me e mi ha invitato a sedermi con la fica sulla sua bocca. Sentire la sua lingua che mi leccava, mentre inginocchiata su di lei baciavo mio marito che la stava scopando, è stato qualcosa di veramente forte, intenso, che mi ha fatto subito godere di un orgasmo squassante, che mi ha fatto tremare tutta. Anche lei ha goduto nel sentirsi sfondare da quello splendido membro e, quando Luca è stato prossimo all’orgasmo, gli ho chiesto, ancora una volta, di eiaculare nelle nostre bocche. Però ho visto Katia incrociare le gambe intorno ai fianchi di lui per non farlo uscire, così lui, con un ennesimo affondo, ha sborrato tutto dentro di lei. Mi sono sollevata ed ho osservato lei che assaporava il piacere di sentirsi inondare il ventre del seme di mio marito e, poi, quando lui è uscito, lei mi ha fatto distendere supina e, sdraiatasi di nuovo nella posizione del 69, mi ha offerto la sua fica da leccare, quando da essa sgorgava il seme di mio marito. Mentre leccavo quel nettare, lei, sollevata la testa, ha preso in bocca il cazzo di mio marito e lo ha succhiato con forza, facendolo restare bello duro, e poi, si è sollevata su di me, mettendosi nella stessa posizione in cui ero io mentre lei veniva scopata da Luca, e l’ha invitato a fare la stessa cosa con me. Naturalmente Luca era molto eccitato da tutta la scena che aveva visto e, senza nessuna difficoltà, è entrato dentro di me, spingendo il suo cazzo fino in fondo e facendomi subito godere. Impazzivo di piacere, nel leccare quella fica da cui ancora sgorgava il seme di mio marito, mentre, a mia volta, venivo pompata con forza da lui, fin quando un orgasmo molto forte mi ha scosso il corpo. Stremata, sono rimasta distesa sul letto, mentre lui, segandosi velocemente, ci regalava gli ultimi schizzi di sborra ancora presenti nelle sue palle. Sentire il suo seme sul mio viso, mi ha, in qualche modo, ridestato e, subito dopo, la lingua avida di Katia ha cominciato a pulire il mio viso, leccando ogni singola goccia del piacere di cui era cosparso. Siamo rimasti per alcuni minuti distesi sfiniti sul letto, poi, presi i nostri accappatoi, siamo scesi e, dopo aver fatto colazione, ci siamo recati nell’area relax, dove abbiamo potuto usufruire di tutte le altre opzioni comprese nella nostra prenotazione. Nel pomeriggio inoltrato, ci siamo salutati, con la promessa di rivederci a casa nostra. Durante il viaggio di ritorno, le parole di Luca mi hanno riempito d’orgoglio.
«Grazie, amore mio! Era una cosa che desideravo da tempo, e non mi sarei aspettato di viverla in questo momento e, soprattutto, in maniera così bella e appagante. Ti avevo visto così presa dal gioco con Mario che non volevo in nessun modo interrompere le bellissime esperienze che stavi provando, quindi, questa nuova ed esaltante prova del tuo amore, mi rende particolarmente felice e, anche se non ce n’è bisogno, conferma ancor di più che ho, al mio fianco, una donna stupenda che amo da impazzire.»
Ho appoggiato la testa al sedile ed ho guardato fuori dal finestrino il magnifico panorama che scorreva, mentre, in me, mi sentivo particolarmente fiera e lusingata per aver fatto vivere a mio marito una cosa che desiderava da tempo.

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