Una bellissima esperienza. Quarta parte

Una bellissima esperienza. Quarta parte

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Dal giovedì al sabato, il tempo sembrava essersi fermato. Più si avvicinava l’ora fatidica e più cresceva la mia indecisione. Volevo quell’esperienza con tutte le mie forze, ma, nello stesso tempo, la temevo. Mille pensieri contrastanti affollavano la mia mente e, soprattutto, le mie notti. Cosa dovevo aspettarmi? Sarei stato in grado di sostenere il gioco? Avrei avuto il coraggio di andare fino in fondo? E se poi qualcuno mi avesse riconosciuto? Qualcuno che conosco nella vita di tutti i giorni, come ne sarebbe uscita la mia immagine di brava moglie, madre esemplare, che nella realtà si prostituisce per soldi? Troppe domande, troppi dubbi, che mi facevano sentire ancor più impotente davanti a tutto questo strano gioco, in cui mi ero infilata. Certo, avrei potuto uscirne, ma intanto, il solo pensiero di essere usata da degli sconosciuti come oggetto di piacere, mi faceva bagnare così tanto fra le cosce, che a volte ero costretta a rifugiarmi nel bagno aziendale e masturbarmi per alleviare momentaneamente quella sensazione di piacere, quella forte eccitazione che stavo provando al pensiero di quello che sarebbe successo sabato. Inoltre Mario ci metteva del suo, inviandomi dei messaggini con cui mi informava che, per sabato, avrebbe provveduto lui al mio abbigliamento. Anche questa cosa mi incuriosiva ed eccitava, perché, dentro di me, avevo sempre pensato che sarebbe stata sufficiente una minigonna ed una camicetta per essere una puttana perfetta. Ma non con lui, che teneva a precisare che avrebbe provveduto a far sì che io, sabato, non fossi vestita come una puttana da strada, bensì una “escort” d’alto bordo. Altra ondata di adrenalina nel considerare che, evidentemente, il livello delle persone che avevano pagato una cifra, che tra l’altro ignoravo, ma che sapevo essere molto alta, doveva essere quello di gente dell’alta società. Sabato mattina, sono andata prima dall’estetista, per una pulizia completa del corpo, sia dei peli che della pelle, poi dalla parrucchiera affinché mi dotasse di un’acconciatura all’altezza della situazione e, quando son tornata casa, ho trovato un pacco contenente un abito con scollo a V, a manica lunga avvolgente, con uno spacco laterale in velluto nero, scarpe decolté estreme, nero vernice, tacco 15 metal oro, autoreggenti con riga posteriore ed un completo che io stessa avevo visto in un negozio di intimo molto famoso, denominato: Carioca – Prive’ – Miss Butterfly. Sono rimasta davvero stupita per le cose molto fini ed eleganti che mi erano state recapitate. Puntuale, alle 20:00, Mario si è presentato a casa mia e, mentre mi accingevo ad uscire con lui, ho visto che consegnava a Luca un tablet; poi, girandomi intorno, si è accertato che tutto corrispondesse a quanto da lui voluto, ha raccolto i miei lunghi capelli biondi, facendoli cadere sulla spalla sinistra e mi ha invitato a fare alcuni passi. Camminare su quelle scarpe dal tacco esagerato, rendeva il mio incedere sinuoso e sensuale, e si è complimentato con me, per tutto quello che i suoi occhi stavano vedendo.
«Sei veramente stupenda! Credo che questa sera potrei vivere un’esperienza indimenticabile, ma, in ogni caso, sei così bella che Luca può considerarsi orgoglioso di avere al suo fianco una donna come te. Ti scoperei, qui, in piedi, senza nessuna esitazione.»
Mi sono girata a guardare mio marito, che mi ha sorriso e, con un abbraccio, mi ha salutato, aggiungendo:
«Sei ancora in tempo a fermare tutto, ma, se non lo farai, sono sicuro che vivrai un’esperienza bellissima ed io starò qui ad aspettare il tuo ritorno.»
Ho ricambiato il sorriso e, insieme al mio accompagnatore, sono uscita. Durante la ventina di minuti che abbiamo impiegato per raggiungere il luogo, dove avrei dovuto vivere la mia nuova esperienza, Mario è rimasto sempre in silenzio, mentre, in cuor mio, provavo un misto di paura, eccitazione, indecisione e tanta adrenalina, che formavano un cocktail tale da rendermi come ubriaca, stordita: tra poco sarei stata palpeggiata dalle mani di persone sconosciute, che avrebbero potuto utilizzare il mio corpo a loro piacimento. Quando siamo giunti a destinazione, dopo aver varcato un imponente cancello, lui ha arrestato l’auto davanti ad una splendida villa; è sceso dall’auto, mi ha preso sottobraccio, e, insieme, ci siamo presentati alla porta. Un attimo prima di bussare mi ha guardato e mi ha ricordato che potevo ancora decidere di rinunciare a tutto, ma, una volta entrata, sarei stata completamente a disposizione di chi aveva pagato lautamente per avermi. Un mio profondo respiro gli ha comunicato che ero determinata in quello che era stato deciso, e lui, allungata una mano, ha schiacciato il pulsante del campanello. Un attimo dopo, la porta si è aperta e, davanti a me, si è presentata la signora che era seduta al tavolo, accanto al nostro, alcune sere prima. Alta più o meno quanto me, con i capelli neri tenuti corti a caschetto, gli occhi chiari e la bocca non troppo ampia, indossava un completo giacca e pantalone, con scarpe che dovevano esser, più o meno, identiche alle mie e, sotto la giacca, si poteva ben vedere una camicetta di pizzo, finemente ricamata, il cui collo sovrastava quello della giacca. Mi ha accolto con un sorriso e, allungata una mano, ha afferrato la mia e mi ha invitato ad entrare.
«Buonasera, mia cara; sono Giulia e sono molto contenta di averti qui, con me, stasera.»
Per un attimo ho immaginato che fosse lei la persona che aveva pagato per avermi, ma, entrata in un ampio salone, mi sono trovata davanti anche gli altri due commensali di quella fatidica sera. Uno dei due, completamente calvo, mi è venuto incontro.
«Buonasera, io sono Carlo, mentre lui è il nostro amico Giorgio. Ti diamo il benvenuto a casa nostra.»
Nello stringermi la mano, ho avvertito un brivido particolare e, mentre seguivo Giulia ed accomodarmi in uno splendido divano, non ho potuto fare meno di notare che Giorgio, nel parlare con Mario, gli ha consegnato una busta dalla forma rettangolare: ho ipotizzato fossero delle banconote. Lui, dopo averle messe rapidamente in tasca, si è girato verso di me e, con un cenno, mi ha salutato, avvertendomi che, dopo, uno di essi mi avrebbe riaccompagnato a casa.
Una volta uscito, mi sono sentita avvolta come in una coltre di silenzio: sentivo il mio cuore battere come un tamburo impazzito per la strana ed insolita situazione in cui mi trovavo. Il silenzio è stato interrotto dall’entrata di una giovane cameriera che portava un vassoio contenente quattro calici e, per prima, sono stata invitata a prenderne uno, per poi, insieme, far un brindisi.
«Mia cara Silvia, sono molto onorata del fatto che tu, questa sera, abbia scelto di partecipare al nostro gioco. Io e mio marito, come pure il nostro comune amico, nonché suo socio in affari, amiamo, di tanto in tanto, inserire nel nostro ménage à trois, una persona che desideri vivere un’esperienza quanto mai singolare e ci eccita molto pagare la disponibilità di questa persona. Siamo tutti e tre a conoscenza del fatto che sei una persona tranquilla, una madre, una donna che, nella vita di tutti i giorni, non svolge il mestiere più antico del mondo, ma che questa sera, per il suo e nostro piacere, ha deciso di accettare la nostra offerta. Nessuno di noi ti farà del male e il tablet che Mario ha consegnato a tuo marito, gli permetterà di seguire, attraverso delle telecamere che abbiamo all’interno di questa abitazione, tutto ciò che noi faremo con te. Una volta uscita da qui, nessuno di noi, incontrandoti nella vita di tutti i giorni, ti rivolgerà la parola o farà qualsiasi gesto che possa in qualche modo far capire che noi ci conosciamo ed è quanto pretendiamo anche da te. In cambio di tutto questo, speriamo di farti vivere un’esperienza indimenticabile.»
La piacevolezza di quel Prosecco, che scivolava giù nella mia gola, mi ha, in un certo qual modo, rilassato ed ero pronta a sentirmi oggetto del loro godimento, ma, invece, Giulia, presami per mano, e con un sorriso sulle labbra, mi ha accompagnato oltre una porta scorrevole, dove una tavola imbandita era già pronta per consumare una cena. Ci siamo seduti a tavola come quattro vecchi amici, parlando anche di cose banali, di piccoli aneddoti e, soprattutto, di situazioni piccanti che loro hanno vissuto in tempi passati. Questo modo di fare, mi ha permesso di rilassarmi ancor di più, e, ben presto, ho avvertito in cuor mio un desiderio imperioso di vivere questa esperienza, che era cominciata con una tanta indecisione, ma che ora si era davvero rivelata intrigante. Finita la cena, siamo tornati nell’altro salone e ci siamo sistemati vicino ad uno splendido caminetto acceso, quando Giorgio si è seduto ad uno splendido pianoforte a coda ed ha iniziato a suonare una delle melodie di Richard Clayderman, Ballade pour Adeline, melodia che conosco benissimo, in quanto è stata la colonna sonora del video del nostro matrimonio. Sono rimasta stupita e mi sono appoggiata al piano, mentre Giulia ballava con suo marito sulle note di questa musica, che amo moltissimo. Guardavo le mani di Giorgio muoversi con estrema sicurezza sulla tastiera del pianoforte ed ho immaginato di sentirle sul mio corpo e, questo mi ha provocato un lungo brivido, che mi ha fatto inumidire fra le cosce. Vedevo nei suoi occhi il desiderio di ammirare il mio corpo e, nello stesso tempo, questa attesa rendeva il gioco ancor più intrigante e sensuale. Ad un tratto, Carlo e Giulia si sono avvicinati al pianoforte e, in un attimo, Carlo si è seduto ed ha preso a suonare al posto di Giorgio, che si è messo in piedi ed ha proseguito il ballo con Giulia. Ora vedevo bene gli occhi di Carlo che indugiavano sul mio corpo, mentre le note di quel motivo continuavano ad illanguidire il mio corpo. Dopo alcuni momenti, anche l’altra coppia si è avvicinata al piano e, con un po’ di stupore, ho potuto vedere Giulia prendere il posto di Carlo e, Giorgio, allungata una mano, mi ha invitato a ballare con lui. Sentire il suo corpo aderire al mio, mi ha subito dato piacere. Lo sentivo forte, tonico e, soprattutto, al contatto ho potuto verificare la presenza di un pacco già gonfio, che ha cominciato a premere contro il mio basso ventre. Per un attimo, ho socchiuso gli occhi, assaporando quel momento di piacere, ma subito sono stata riportata alla realtà da due mani e da un altro corpo che, appoggiatosi delicatamente dietro di me, mi ha stretto, mentre delle calde labbra hanno preso a lambire il mio collo, alla base della nuca e, dopo aver spostato un ciuffo di capelli, ha preso a baciarmi da dietro, mentre sentivo premere sul solco dei miei glutei, un altro pacco, anch’esso di generosa consistenza. La sensazione di esser stretta in mezzo a quei due uomini, che continuavano a muoversi lentamente, seguendo la melodia suonata da Giulia, mi ha fatto eccitare ancora di più. Sentivo le loro mani scivolare sul mio corpo, ma senza soffermarsi in nessun posto in particolare e, nello stesso tempo, le sentivo passare dappertutto, sui seni, fra le cosce, sul mio culo. Ero inebriata dal piacere che stavo provando, quando, ad un certo punto, Giulia si è alzata dal piano e, giunta in mezzo a noi, mi ha preso per mano e, senza dir nulla, mi ha condotto oltre una porta e, insieme, abbiamo percorso un breve corridoio, seguite dai due uomini che, dietro di noi, in silenzio, osservavano il nostro incedere sinuoso, su quei vertiginosi tacchi che inarcavano in maniera provocante i nostri culi. Certamente viste da dietro, dovevamo offrire una visione molto eccitante. Siamo entrate in una stanza piuttosto particolare, dove vi era un letto rotondo molto ampio e, su due delle quattro pareti, erano installati immensi specchi, così come sul soffitto. Un lungo brivido mi ha percorso la schiena quando, delicatamente, Giulia ha iniziato a spogliarmi, rivelando il pregio delle cose che coprivano le mie intimità. In un attimo, mi sono ritrovata solo con quella ricercata lingerie, che indossavo. Il tempo di mettermi sdraiata sul letto e ruotare il viso dall’altra parte ed ho potuto ammirare lo splendido fisico dei due maschi che, in un attimo, si erano denudati. Nonostante entrambi potessero avere l’apparente età di non meno di cinquant’anni, il loro aspetto era quello di due uomini dal fisico asciutto e forte, con due ottime dotazioni. Ero pronta, psicologicamente, a vivere questa esperienza con due uomini ed una donna, quando, girato lo sguardo per poter ammirare il corpo di Giulia, sono rimasta letteralmente basita. Lei indossava una lingerie assolutamente identica alla mia, diversa nel solo colore, bianco, ma ciò che mi ha tolto il fiato è stato il fatto che, in basso, fra le sottili strisce che avrebbero dovuto coprire una figa, lei aveva un membro di notevoli dimensioni, che svettava duro verso l’alto, imponente, con una cappella grossa e due coglioni, a malapena contenuti nello striminzito indumento. Mi son, quindi, resa conto, che Giulia, in realtà non era una donna, bensì un trans. Che delusione! Io che mi aspettavo di sentire la lingua di una femmina fra le cosce, in realtà avrei goduto con tre maschi. Ma la cosa che, più di tutte, mi ha lasciato stupita, erano le dimensioni del membro di Giulia. Non tanto per la lunghezza: di sicuro quello di Carlo era più lungo, pur sempre di ottime proporzioni, mentre quello di Giorgio, anche se più sottile, era sicuramente il più lungo dei tre, ma lo spessore di quel cazzo era decisamente fuori del comune. Con i miei giochi soft sulle spiagge nudiste, di cazzi ne avevo visti di varie dimensioni, ma uno come quello di Giulia non lo avevo mai visto: il suo spessore era pari al mio polso e la grossa cappella rosso/viola che lo sormontava, lo rendeva come qualcosa di assolutamente unico.
«Leggo nei tuoi occhi, tutto lo stupore che ti ha assalito, nel prendere atto che, in realtà, questa sera saranno tre i cazzi che riempiranno i tuoi buchi. Spero che questo non sia un problema per te, perché ho desiderato il tuo corpo dal primo istante che ti ho visto. Quella sera, quando eri bendata ed i miei compagni ti hanno fatto succhiare i loro cazzi, ho volutamente tenuto il mio lontano dalla tua bocca, perché volevo che lo assaporassi in un altro momento, come ora, con calma e in tutta la sua vigoria.»
Ho tremato, ma, nello stesso tempo, ho sentito un’ondata di calore invadere la mia vagina, bagnando quell’esile string, che venne rapidamente rimosso dalle abili mani di Carlo. Subito la lingua di Giorgio è andata ad infilarsi fra le grinze della mia fica, da cui sgorgava nettare in quantità. Mentre osservavo lo splendido corpo di Giulia, costituito nella parte superiore da un seno bellissimo e, nella parte inferiore, da quel membro incredibile, nell’insieme appariva molto femminile, con tratti decisamente inadatti ad un uomo. Stupita, e nello stesso tempo eccitata fino al massimo livello, ho iniziato a godere subito in maniera intensa, sia per la lingua di Giorgio, che mi leccava avidamente, ma anche per le abili mani di Carlo, che accarezzavano i miei seni, fin quando ho avuto, fra le mani, il suo duro scettro, che ho portato alla bocca e iniziato a leccare, sotto lo sguardo attento di Giulia, che, in ginocchio, appoggiata alla spalliera del letto, ci osservava mentre si masturbava molto lentamente. Ben presto di gemiti del mio piacere hanno riempito la stanza e, ad un tratto, ho sentito Giorgio, che ha appoggiato il suo membro fra le labbra della mia fica e, con una spinta decisa, me lo ha infilato tutto dentro. Ho inarcato il corpo nel sentire la mia fica riempita da quel cazzo che, in tutta la sua lunghezza, è penetrato fino in fondo, facendomi subito gemere di piacere. Ha preso a pomparmi con una lentezza esasperante, infilando tutto il membro dentro per poi sfilarlo altrettanto lentamente e, subito dopo, riaffondarlo ancora, e poi ancora, con un ritmo veramente snervante. Succhiavo il cazzo di Carlo, che sentivo ingrossarsi sempre di più nella mia bocca, fin quando Giorgio, dopo avermi afferrato, mi ha trascinato e fatta sdraiare su di lui. Continuando ad avere la bocca piena del cazzo di Carlo, ho sentito la bocca di Giulia lambire l’esterno del mio forellino anale e la sua lingua ha iniziato ad insinuarsi dentro, mentre mi si leccava il buco del culo. È stata una sensazione bellissima, che mi ha procurato, insieme a tutto il resto, un orgasmo che ho urlato a bocca piena, mentre il mio corpo ha preso a tremare, come percorso da mille scariche elettriche, che si traducevano in ondate di piacere che provocavano diverse emissioni di umori dalla mia fica, magistralmente pompata da Giorgio. Per un attimo temuto che quell’enorme membro di Giulia potesse penetrarmi il culo, mentre ero scopata da Giorgio, ma lei, saggiamente, ha lubrificato e fatto rilassare i miei muscoli anali, preparandoli opportunamente ad una doppia penetrazione che, poco dopo, Carlo, posizionatosi dietro di me, ha eseguito in maniera esemplare. Sentirmi piena di quelle due splendide mazze che mi pompavano con un ritmo ben sincronizzato, facendomi assaporare sempre un cazzo dentro, mentre l’altro usciva, mi ha fatto provare un ennesimo orgasmo, facendomi urlare di piacere. La bocca avida di Giulia si è posata sulla mia e, baciandomi con passione, la sua lingua è penetrata nella mia bocca ed ha iniziato a leccare e succhiare la mia, mentre il piacere scorreva, ormai incontrollato, lungo tutto il mio corpo. Dopo aver limonato a lungo fra noi due, lei si è spostata e, inginocchiatasi sopra la testa di Giorgio, mi ha offerto alle labbra la sua splendida mazza. Era talmente grossa che non riuscivo a congiungere la punta delle dita, quindi ho appoggiato la bocca su quella splendida fragola rossa che era la sua cappella ed ho iniziato a leccare, cercando di farmela penetrare il più possibile in bocca. I gemiti di piacere di Giulia, che hanno fatto intendere quanto gradiva ciò che le stavo facendo e la sua voce rotta dall’emozione, ha, in un certo modo, spezzato il silenzio che si era creato nella stanza.
«Bravissima! Mi sta leccando in maniera divina! Sei una meravigliosa succhiacazzi e, sicuramente, sapresti essere una vera puttana, ma sapere che non lo fai di professione e sentire che mi lecchi in maniera così sublime, mi fa godere ancora di più. Fammi impazzire, fammi godere il più possibile con la tua bocca, perché poi vorrò godere anche con tutti i tuoi buchi.»
Sentire le sue parole mi hanno letteralmente sballato e, dopo l’ennesimo orgasmo, i due maschi si sono sfilati da me e, con un rapido gesto, mi hanno semplicemente rigirato. Mi sono trovata nel culo il cazzo di Giorgio, che è entrato fino in fondo, mentre ora la bocca di Carlo leccava la mia fica slabbrata, ma fradicia del piacere che aveva appena provato. Ha indugiato a lungo con la sua bocca fra le pieghe della mia fica e, alla fine, quando ero prossima all’ennesimo orgasmo, anziché scoparmi, egli si è spostato, lasciando il suo posto a Giulia che, inginocchiata fra le mie cosce, ha appoggiato la sua enorme cappella fra le labbra della mia fica, resa ancor più stretta per l’altro cazzo che avevo nel culo. L’ho guardata e per un attimo ho avuto il terrore che quell’enorme membro non sarebbe riuscito ad entrarmi dentro, ma lei, con un sorriso, ha appoggiato quella splendida mazza e, con un movimento lento e delicato lo ha spinto tutto dentro di me. Mi sentivo aprire, dilatare le pareti della vagina al passaggio di quell’enorme massa che lentamente scivolava tutta dentro il mio ventre. Mi sono stupita del fatto di averlo preso tutto dentro e quando raggiunge il fondo, un orgasmo devastante ha sconvolto il mio corpo, facendomi urlare con tutto il fiato che avevo in gola. Lei è rimasta immobile, lasciandomi il tempo di assaporare il piacere appena provato, poi, assecondando i movimenti dell’altro, ha iniziato a pomparmi con un ritmo più sostenuto rispetto a quello che era stato fino a quel momento, portandomi, in men che non si dica, a godere un orgasmo dopo l’altro, senza fine. Era incredibile quell’enorme mazza che mi slabbra la fica, me la slarga tutta in una maniera devastante e, nello stesso tempo, mi faceva godere come mai provato in vita mia. Non so per quanto tempo ho goduto di continuo, ricordo solo che, ad un tratto, lei mi ha afferrato e mi ha trascinato su di lei che, sdraiata sotto di me, mi ha impalato su quel membro grosso e duro facendomi sollevare il corpo verticalmente su di lei. Per un attimo, mi è sembrato che mi fosse arrivato in gola, per la profondità raggiunta dentro di me. Subito gli altri due si sono messi in piedi ai miei lati e, a turno, mi hanno offerto da succhiare i loro cazzi, mentre Giulia, dopo aver inarcato le gambe, mi sbatteva dal basso, devastandomi la fica. Ho goduto così tanto che penso di aver perso i sensi e, quando lei mi ha disteso ancora sul suo corpo, è stata la volta di Carlo che, appoggiatosi dietro di me, mi ha infilato il suo cazzo nel culo fino in fondo. Sentire anche quest’altra mazza dentro, ha devastato ancor di più i miei sensi, provocandomi un ennesimo orgasmo, che ha avuto il suo apice quando lui, dopo avermi pompato alla grande ha urlato il suo piacere, scaricando nelle mie viscere tutto il contenuto delle sue palle. Un’ondata di calore mi ha invaso l’intestino, facendomi godere tantissimo. È rimasto per un lungo istante immobile, poi si è sfilato da me, mentre il suo posto veniva occupato dal cazzo di Giorgio, che mi è entrato dentro, facendo fuoriuscire la sborra che vi era contenuta, mentre Carlo mi presentava il suo cazzo da pulire davanti alla bocca. L’ho leccato, succhiato, raccogliendo fino all’ultima goccia del piacere da cui era ricoperto, mentre anche Giorgio, con un ritmo molto sostenuto, mi riversava nel culo la sua copiosa sborrata. Durante tutto questo, Giulia era rimasta immobile, mantenendo piantato dentro di me il suo splendido cazzo, assecondando i movimenti degli altri due che, in qualche modo, mi stavano inondando il culo di sborra. Poi, appena Giorgio si è sfilato, lei mi ha fatto togliere da sopra di sé e, posizionatasi dietro, ho sentito la cappella tendere con forza le pieghe del mio buchetto posteriore, che si è teso cercando di inglobare quella mazza enorme. Un gemito di dolore è uscito dalla mia bocca, quando improvvisamente la sua cappella è entrata dentro di me e solo a quel punto mi son resa conto che, avendomi gli altri sborrato nel culo, hanno agevolato il passaggio della bestia, che ora mi stava letteralmente sventrando. L’ho sentito scivolare dentro di me come un palo infuocato, mi ha aperto in due, sfondandomi le reni e quando ho sentito il suo corpo aderire al mio, mi son resa conto di averlo tutto dentro; stranamente questa cosa, anziché preoccuparmi, mi hai eccitato in una maniera incredibile e quando lei ha cominciato a muoversi avanti/indietro, limando in maniera incredibile il mio culo, ho iniziato a godere, pisciando letteralmente il mio piacere. Carlo si è sdraiato sotto di me e, ben presto, ho sentito la sua lingua leccare la mia fica, mentre Giulia continuava sfondarmi il culo; Giorgio mi ha presentato il suo cazzo davanti alla bocca e, in un’incredibile girandola di orgasmi, li ho sentiti godere entrambi dentro di me. Il primo a riempirmi la gola è stato Giorgio che, con un grido soffocato, mi ha riversato in gola una sborrata, poi, quando lui si è tolto, ho abbassato la testa e mi son trovata davanti alla faccia il cazzo di Carlo che, stando sdraiato sotto di me, continuava a leccarmi la fica. L’ho succhiato con forza, fin quando anche lui non mi ha riversato in gola il suo piacere, mentre sentivo il cazzo di Giulia sfondarmi il culo, con colpi sempre più forti, fin quando, d’improvviso, con un grido acuto mi ha riversato in culo tutto il suo piacere.
«Troia, ti stai facendo riempire il culo, e allora ti farcisco anch’io questo culo da puttana! Te lo sfondo tutto e te lo inondo tutto!»
È rimasta immobile, mentre sentivo chiaramente le pulsazioni di quel cazzo che mi eruttava in culo tutto il suo piacere, mentre io venivo scossa da un ennesimo orgasmo. Carlo si è sfilato da sotto di me, mentre Giulia, lentamente, è uscita dal mio culo e, quando ha tolto il cazzo, mi è sembrato come se il mio culo fosse così tanto dilatato, da esser simile ad una voragine. Anche lei, mi ha presentato la sua splendida mazza davanti alla bocca per farla pulire. L’ho fatto con estremo piacere, godendo del fatto che, nonostante avesse appena eiaculato, la sua erezione non si era indebolita per niente. La mia bocca lo ha leccato, pulito e succhiato fino all’ultima goccia di sborra e, alla fine, l’ho reso bello, lucido e dannatamente ancora duro. Lei mi ha sorriso e, facendomi sdraiare supina, si è di nuovo infilata fra le mie cosce e, dopo avermelo piantato di nuovo davanti, si è allungato sulle braccia, ha portato il suo corpo su di me, in modo che la mia bocca fosse perfettamente all’altezza dei suoi seni. Mi ha invitato a baciare e a succhiare i suoi capezzoli.
«Succhiami, succhiami i capezzoli, leccali forte, mordili, fammi male così godo di più!»
Non me lo son fatto dire due volte. Ho preso a succhiare e mordere quei capezzoli, mentre lei mi stantuffava la fica sempre più forte, sotto lo sguardo estasiato degli altri due uomini che, a turno, hanno infilato i loro cazzi ancora barzotti fra le nostre bocche. Era incredibile il piacere che stavo provando e, nello stesso tempo, mi eccitava molto quel giocare con la sua bocca, sopra un altro cazzo. Spesso le nostre lingue si sono incontrate mentre leccavano una cappella, o le palle del maschio di turno che ce lo aveva infilato in bocca, finché segandosi entrambi velocemente, ci son venuti sul viso. Appena due schizzi, ma sufficienti ad imbrattare il mio viso, che Giulia prontamente ha pulito, leccando la mia faccia coperta di sborra. Ho goduto anche in questo nel sentirmi posseduta e, nello stesso tempo, schizzata, leccata come una cagna. La cosa deve avere eccitato molto anche lei, perché, improvvisamente, ha cominciato a muoversi più velocemente dentro di me e, ben presto, guardandomi negli occhi, mi ha riversato dentro un’ondata di calore, urlando il suo ennesimo orgasmo.
«Troia vengo! Vengo dentro di te, puttana! Ti inondo il ventre, troia!»
Per un lungo istante, è rimasta immobile, piantata dentro di me, poi lentamente si è sfilata e sdraiata al mio fianco; ha preso il mio viso fra le mani e, con gli occhi resi umidi dall’emozione, mi ha baciato, mentre ho sentito una lingua farsi strada fra le pieghe della mia figa tumefatta e gonfia, da cui sgorgava tutta la sborra che vi era stata appena riversata, che ha preso a sorbire tutto il piacere che ne usciva. Ho stretto istintivamente le cosce, sfinita dall’emozione per l’intenso piacere provato, ma anche perché sentivo ancora stimolare la mia vagina ormai resa insensibile per il troppo piacere.
«Grazie, sei stata veramente fantastica e, soprattutto, ti ringrazio per avere ospitato dentro tuo corpo il mio cazzo. Come vedi non è facile, per me, trovare una donna capace di ricevere una simile mazza nel ventre, ed è per questo che troviamo giusto pagare, ma devo ammettere che questa è stata una delle poche volte, in cui veramente ho visto una donna godere mentre la penetravo, sia davanti che dietro, e questo mi ha riempito estremamente di gioia. Silvia sei una puttana stupenda, sei una femmina meravigliosa e una troia capace di farsi sbattere, come poche altre. Se vorrai, mi piacerebbe ancora avere il tuo corpo, ma dovrebbe essere una tua libera scelta e, soprattutto, mi piacerebbe avere la tua amicizia anche al di fuori del letto. Come avrai capito, per il fatto che sono una trans, non ho molte amicizie ed è per questo che, quando trovo una donna speciale come te, le chiedo sempre se gradisce la mia compagnia e la mia amicizia.»
Nonostante fossi stordita dall’immenso piacere provato, le ho dato un bacio sulla bocca e le ho assicurato che anche per me sarebbe stato bellissimo poter coltivare il nostro rapporto anche al di fuori del sesso, che, in ogni caso, era stato bello ed appagante. Poi mi hanno aiutato a rivestirmi e Giorgio mi ha accompagnato a casa; quando sono entrata, poiché stremata, sono stata aiutata da Luca a mettermi a letto, non prima di avermi abbracciato e baciato con estrema passione.
«Amore mio, sei stata stupenda! Ammetto, che quando ho visto cosa c’era tra le gambe di Giulia, per un attimo ho avuto paura per te, ma, vederti godere così tanto con lei, mi ha riempito di gioia e di profondo orgoglio nel vedere quanto troia sia mia moglie. Ti amo, ora riposa; il futuro è tutto ancora nelle tue mani.»
Ho chiuso gli occhi, e ho sentito ancora un brivido di piacere percorrere il mio corpo, mentre la stanchezza mi ha fatto addormentare.

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