mercatino del mercoledì

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Salve a tutti, non sò a chi raccontare, la mia migliore amica si è allontanata per una discussione che avemmo, e a distanza di 6 anni ancora non ci siamo riavvicinate, io e lei eravamo un unica cosa,ma questo a chi lo racconto? sorelle non ne ho, mio fratello men che meno, mia cognata figuriamoci, mio marito non ne parliamo proprio, e questo fardello che tengo dentro? Poi ho scoperto questo magnifico sito dove in forma anonima informo tutti e nessuno mi conosce. Mi chiamo Silvia, 35 anni da poco compiuti, insegno in scuola primaria dove abito in città, sono mora, alta 1.75,, 4 di seno, carnagione olivastra, gambe sottili, culetto piccolo, sono sposata con Alessio da 6 anni, abbiamo un maschietto di 6, avuto durante la convivenza, poi io e ale decidemmo di sposarci in seguito, il suo lavoro và più che bene, fà l’odontoiatra, e col tempo mi ha permesso fortunatamente di esaudire gran parte dei desideri di una mamma, figlio a scuola dalle suore, come sport lo abbiamo iscritto a maneggio, e poi qualche viaggio durante l’anno. L’apice lo raggiunse comprando una casa l’anno scorso a febbraio, in un paesino di montagna, a L’Aquila, non grande una 50 di metri quadri, ma pur di portare nostro figlio sulla neve, non ci conveniva più di affittare annualmente la casa e quindi decise di farmi trovare il rogito sotto l’albero a Natale. Mi fece vedere le foto, dov’era, la via, su google maps capì la zona, comunque non vedevo l’ora di vederla da vicino. Per quanto riguarda il sesso, nota dolente, Ale all’inizio ha avuto era uno stallone, un toro, mi trovavo io in difficoltà alle volte, pensavo fosse colpa mia per le poche esperienze avute, e quindi fare sesso significava stare lì un’ora, e quindi mi adeguai, non vi nascondo che di tanto intanto, quando avevo la possibilità di stare sola o a casa in tranquillità, vedevo qualche porno su di un noto sito, ma per la maggiore non vedevo i tempi in riferimento al mio problema, ma più che altro neri con un arnese lungo che si accoppiavano con bianche, in gruppo, tutto questo sesso consumato così, costruito non mi diceva nulla, non mi sortiva alcun effetto, poi invece un giorno vidi la didascalia di un film a colori retrò, lo vidi tutto e devo dire che dovetti correre in bagno per prendere una spazzola il cui manico si avvicinava molto ad un fallo per darmi pace. Poi col tempo, ale ebbe un problema con la prostata, e tra l’intervento chirurgico, il riposo e dei farmaci, le pochissime volte che ci ha provato, dalla stalla alle stelle, dall’ora che passavamo, ad un minuto contato ed era venuto, manco un’erezione al 100%, faticava ad entrarmi dentro che subito arrivava. ed io quindi ormai mi ero rassegnata e mi davo pace da sola successivamente in bagno, facendomi il bagno nella vasca. La casa in montagna ormai l’avevamo quasi finita di arredarla, la lavatrice, c’era, la tv, internet, cucina, camino..insomma era vivibile, mancavano solo i dettagli. stoviglie particolari, piatti particolari, una moka piccolina, cose così. Capitò che per Natale, io andai in ferie, lui invece no, quindi mi accompagnò dal lunedì, e lui andò via tornando in città e continuare a lavorare. Il paesino di montagna era bello grande, ma per fortuna lo conoscevo bene, già sapevo dove andare a fare la spesa dato che ero a piedi, e così mi feci la lista su un foglio di carta, misi altri 3 pezzi di legno nel camino e me ne andai a dormire. Il giorno dopo, fatte le solite cose, apro la porta e oltre la neve, un silenzio assordante, che pace pensavo, come si sta bene, chiusi il cancelletto e mi avviai verso il centro, rimasi scioccata come girai l’angolo coperto dalla siepe, un formicaio di persone, tutti camioncini uno attaccato all’altro con banche fuori, c’era un mercato in corso! Restai incredula, e dal ché ero uscita per un pò di zucchero e olio e carne, capì come sarebbe finita la mattinata, mi tornò la gioia di vivere d’un colpo, tutti quei colori, quelle lenzuola, tovaglie, chi vendeva pentolame, chi vendeva abbigliamento, chi vendeva tende, chi vendeva elettrodomestici, e io che mi era venuto in mente che a casa mancavano quegli accendini col becco lungo per accendere il camino, subito mi avvicinai e ne presi uno, fatta la mia compera utile pensai, così non mi scotto più quando accendo il fuoco, e mentre lo riponevo nella borsa, vidi un camion rosso che vendeva tappeti, mi si accese una lampadina, ne volevo prendere subito 4/5 per piazzarli davanti al camino..in camera, in corridoio, così che potevo anche camminare scalza a casa, che i pavimenti sono gelidi e con dei persiani avrei risolto. Mi avvicino e subito vengo avvicinato da una signora obesa, alta 1.60, che con fare sbrigativo mi disse volete comprare o guardare? e io innervosita per l’indisponenza, alzai le spalle dicendo che avrei voluto anche comprare, ma con quel suo modo di fare sarei andato da un altra parte, e così feci.. appena subito accanto a questo dei tappeti, c’era uno che aveva delle pentole in rame, carine per l’arredamento, e indicando col dito quella che volevo, venne subito la titolare che me la prese, e mi regalò anche un mestolo vicino, mentre andai alla cassa,se così si può chiamare uno sgabello con uno scatolo di scarpe dove ci infilavano i soldi, senti che il marito di quello dei tappeti stava urlando la moglie che per il suo atteggiamento in pratica, gli aveva fatto perdere una cliente, che ero io in pratica, mi nacque un sorriso quasi di rivincita, ma a poco serviva anzi a dire il vero era misto a rimorso per il fatto che magari mi aveva visto con gli occhi di una rivale in quanto donna, e non come cliente. Ed infatti come usci con quel bustone con la pentola, mi sentì chiamare dalla signora dei tappeti che mi diceva, signora se volete spendere accomodatevi scusate per prima, ma avevo fretta e non avevo soldi per comprare da mangiare per oggi, e io con un grazie molto gentile mi accomodai, lei mi disse, io vi lascio bella signora, mio marito mi ha dato soldi per andare a fare spesa, scegliete pure. Io frastornata da quei profumi, tipo incenso misto a polvere, ne presi 3 ma erano pesanti e iniziai a guardarmi intorno per vedere dove fosse il marito per aiutarmi, niente, non ce nessuno, poso i tappeti su un altra fila di tappeti, e mi dirigo sul retro del camioncino, vedo una portcina aperta, con uno scaletto,2 gradini in legno che fungevano da rampa che davano accesso al camioncino all’interno, come guardo da fuori verso l’interno, mi arriva uno spintone da dietro, che mi scaraventa all’interno di quel furgoncino, non ho manco la forza di urlare tanto sono caduta di peso, ancora devo riprendermi, che a fatica mi giro appena con la testa, alzando per metà il busto con la forza delle braccia appoggio i gomiti per terra…per fortuna l’atterraggio non mi sono fatto nulla perchè venni scaraventata sul pavimento che altro non era una decina di tappeti l’uno sull’altro. Ebbi solo il tempo per vedere cosa diamine fosse successo alle mie spalle, che vedo un uomo magro, capelli ricci neri corti, scuro di pelle e con la barba nera, vidi che mi si parava davanti e chiudeva dietro di lui il portellone del furgone..divenne tutto buio, la poca luce che filtrava arrivava da una specie di finestra, un quadrato di plastica, sul tetto del furgone. Io ancora per terra ebbi solo da dire, ma che cav … che venni interrotta da: ciao bella signora, io sono Jille, per colpa tua ho litigato con mia moglie, adesso tu fai quello che fa mia moglie, e dicendo questo si abbassò la lampo, e io ancora per terra, già capì le sue intenzioni, ero paralizzata dalla situazione, quasi in trance, che non avevo il tempo di razionalizzare, mi fece tornare alla realtà quell’odore strano di cazzo, non era di sporco, ma odore diverso dal nostro, come pensavo questo mi trovai le sue mani ai lati della testa e che già mi stava ficcando il cazzo in bocca, mi stava letteralmente scopando in bocca, e non potevo urlare, ma quell’essere presa così mi fece capire che una parte di me era contenta, infatti sotto sentivo bagnarmi, e come mi alzai per mettermi comoda, ancora lui con violenza mi sfilò subito la cintura,e mi abbassò i leggins neri…avevo un perizoma nero..me lo sentii calare e spingere la schiena in avanti, voleva che gli inarcassi il culo, e così feci, grondavo come un fiume in piena, ero prontissima a ricevere quel cazzo scuro, coi peletti riccissimi, con le venature ai lati, e che io avevo pulito con la mia saliva… mi deflagrò la fica con una botta, mi trovai impalata così..e i suoi schiaffi sul culo mi mandarono in extasy, mi afferrò per i fianchi e in un attimo gli riversai il mio nettare caldo sul cazzo, e lui avvertendolo venne anche di più..mi riempì tutta… stavo godendo come una cagna in calore..mai avevo raggiunto un orgasmo tale. Se volete vi racconto il seguito.

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