Luca e Monica – Olbia: una storia di corna e di amore

Luca e Monica – Olbia: una storia di corna e di amore

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Sono elettrizzato al punto che non sto letteralmente nella pelle; oggi sarà il giorno del grande salto, oggi entrerò in una nuova dimensione. Almeno spero. No, non è possibile che le cose non vadano come ho previsto.

Ho appena scelto l’ abbigliamento di Monica per questo incontro: è ancora estate, gran caldo, sole splendente, non è il caso di ricorrere ad orpelli come autoreggenti, intimo esasperato o altro. Una gonna moderatamente corta con gran spacco laterale, sandali di vernice con i 12 centimetri di ordinanza, camicetta gialla di tessuto impalpabile, un perizoma quasi inesistente e niente reggiseno. Monica non ha bisogno di nulla per essere desiderabile: ha un corpo che , nonostante i suoi 55 anni, è ancora tosto, sodo e, soprattutto, emana una sensualità che ti coinvolge dal primo momento che la vedi. E lei è conscia di questo suo fascino, gode ad esibirlo, la sua sicurezza quando affronta la tenzone con l’ altro sesso è disarmante, non è possibile resisterle. Ancora adesso ricordo quei miei due colleghi che, non sapendo che li sentivo, dicevano: “ Monica, la moglie di Luca, non fai nemmeno tempo a conoscerla che la desideri in maniera selvaggia! Ma non è che pensi solo che te la vorresti scopare, vorresti essere lì con il cazzo nella sua fica e sborrarle dentro !!! Mai visto una donna così sensuale. Chissà se Luca è all’ altezza della situazione. Probabilmente no, perché quella è un vulcano erotico in continua eruzione…”. Che emozione ad ascoltare quelle parole, che eccitazione e mi dovetti sparare l’ ennesima sega causata dal pensiero a mia moglie.

Sono all’ altezza della situazione? Adesso con i miei 60 anni e con il cazzetto che ho, sicuramente non sono in grado di soddisfare Monica, però sono il suo grande amore e trovo sempre la maniera di “colmare le lacune”.
Adesso Monica è in bagno che si sta preparando per il nuovo amico; si depilerà la fica in maniera perfetta, si starà massaggiando immaginando le mani sul suo corpo, penserà anche lei a questo nuovo e rischioso passo che stiamo facendo.

Adesso l’ abbigliamento è pronto, l’ ho appoggiato sul divano, pronto perché lei lo debba solo indossare. Sono al settimo cielo, mi siedo in poltrona e mi accendo una sigaretta assaporando questo momento di emozionante attesa.
Quanto tempo è passato dai primi pensieri “strani” su mia moglie, poi qualche timido “insulto” mentre la scopavo; poi parlare a chiare lettere della presenza di un altro cazzo (sempre e solo mentre si scopava) per poi evitare accuratamente di parlarne “a freddo”; poi cominciare a parlarne fuori dal letto e piano piano costruire una complicità che ci ha sempre accompagnato.

E poi i primi incontri con altre coppie; Monica già al primo incontro dimostrò la sua natura di dominatrice nel campo dell’ erotismo. Era vestita di un semplice jeans ed una camicetta appena scollata, però ha generato subito nell’ altro uomo un desiderio che si tradotto in una scopata praticamente istantanea. Bello, è stato bello, però ho cominciato ad avere i primi dubbi; si, ho scopato anch’ io, è stato piacevole, però ho passato più tempo a guardare Monica che veniva scopata che a dedicarmi all’ altra ragazza!!!

E così, dopo soli tre o quattro incontri mi sono deciso a parlare con Monica; rimase un po’ stupita, per lei lo scambio di coppia era perfetto perché anch’ io avevo la mia parte, però a me non interessava, volevo vedere solo lei montata da uomini infoiati. Il solo pensiero mi faceva impazzire. E mentre aspettavamo di incontrare la persona giusta per cominciare la nostra nuova avventura, i nostri giochi erotici erano sempre più ricchi di coinvolgimenti di amici o colleghi, sui quali Monica fantasticava raccontandomi avventure (ahimè solo) ipotetiche che rendevano le nostre chiavate autentiche esplosioni dei sensi.

E poi finalmente è arrivato il Capodanno 2011! Decidemmo di passare, come di consueto, le vacanze natalizie ad Ortisei, in Val Gardena. Luogo splendido, natura incontaminata e bellissima, panorami mozzafiato, servizio di altissima qualità in qualsiasi posto. Non sembra nemmeno di essere in Italia. Già da alcuni anni andavamo in vacanza in questa valle e sempre eravamo ritornati soddisfatti. Quell’ anno però, almeno per me, era un po’ diverso: sentivo una strana inquietudine, un presentimento di qualcosa di importante anche se non riuscivo a metterlo a fuoco. La nostra vacanza fu subito molto bella ed aspettavamo la fine dell’ anno perché, nel nostro albergo, ogni anno organizzavano uno splendido cenone ed una serata di musica e ballo di grande eleganza.

Monica, come sempre, era splendida! Lei lo è sempre. È molto sicura del suo fascino, sa di piacere e se ne compiace. Era elegantissima ed ammirata, molti gli sguardi che si fermavano su di lei, chi per guardarle le gambe, chi per sbirciare nella scollatura, chi ammaliato dai suoi sguardi che sembravano promettere molto.
Finita la cena ci accomodammo nella sala da ballo e, poco a poco, Monica cominciò a dare spettacolo. Lei adora il ballo e negli anni è diventata una provetta danzatrice. Io, invece, non sono sicuramente alla sua altezza ed inoltre una vocina mi diceva di non immischiarmi, di lasciare che altri uomini si dedicassero a lei. E così cominciò a ballare con vari uomini, sembrava divertirsi, anche se non notavo nulla di particolare. Lo spumante scorreva generosamente e Monica sembrava divertirsi sempre più, i suoi movimenti diventavano via via più sensuali, gli sguardi degli uomini sempre più insistenti. Uno in particolare sembrava avere un particolare interesse per mia moglie: mezza età, alto, magro, elegante, gentile ballava sempre più frequentemente con lei, con una certa insistenza ma senza essere invadente. Monica sembrava apprezzare molto questa compagnia, non lo nascondeva per nulla, io ero quasi rapito ad assistere a questo progressivo corteggiamento.

Dopo molti balli fatti insieme, conditi da carezze lievemente mascherate ma sempre più insistenti ed esplicite, ammiccamenti da parte di Monica, strusciate suggerite dal ritmo della musica sempre più pesanti, vedevo Monica molto “su di giri”, io ero in uno stato di “tranche” che non mi permetteva di valutare la situazione lucidamente; vennero a sedersi tutti e due al tavolo, ci presentammo e mia moglie andò in bagno. Cominciammo a parlare del più e del meno: Luigi (questo il nome) raccontò qualcosa di se stesso (che era di Milano, single, era un piccolo imprenditore, che adorava lo sci, etc.) ed io ebbi l’ ispirazione di chiedergli se gli piaceva Monica. Lui, vecchio marpione, capì tutto all’ istante e, rapidamente, arrivò al nocciolo della questione.
“È proprio una bella festa e mi piace molto ballare con tua moglie! È bravissima e anche….bellissima! Ho visto che ti piace molto vederla mentre si “esibisce” in pista. Avrai sicuramente notato che io sono molto interessato a lei. Ti dispiace se continuo a corteggiarla questa sera?”. La domanda è stata posta con queste parole, però il tono della voce, l’ atteggiamento del corpo trasformarono queste parole in un ordine tassativo. Non riuscii a far nient’ altro che farfugliare un assenso senza minimamente oppormi. Lui sorrise, soddisfatto e quasi beffardo, e poi tornò a ballare con Monica. Ormai le barriere erano cadute, Monica si lasciava andare sempre più nelle braccia del suo “cavalier servente”, si lasciava sbaciucchiare in maniera addirittura plateale mentre io ero sempre più in uno stato difficile da definire, come se avessi nebbia in testa accompagnato da un senso di latente beatitudine, ancora non riuscivo a credere a quello che stava accadendo.

Alle 3 di notte, decidemmo di ritirarci; lui si avvicinò a me e con tono gentile ma molto deciso mi disse solo: ”Preparamela e portamela!”. Mi diede il numero della camera e se ne andò. Io e Monica salimmo nella nostra stanza in silenzio, lei si è rinfrescata, è venuta da me, mi ha baciato e mi ha detto:”Se sei deciso, portami da lui.”. Era splendida nel suo vestito lungo con uno spacco vertiginosa e senza intimo: in quel momento la adorai!

Salimmo nella stanza di Luigi, lui aprì, le sorrise, ci fece entrare, mi guardò e disse: ”Molto bene cornuto! Vedo che hai appreso subito come ci si comporta. Adesso siediti sulla poltrona e non disturbare!”. Prese Monica tra le braccia, la baciò con grande intensità (erano ore che volevano farlo, ma in pista avevano dovuto “controllarsi”…) e la spogliò. Monica restò solo con le autoreggenti e le scarpe; Luigi si spogliò rapidamente e sfoderò un bel 22 cm in totale erezione che umiliò me, che sono minidotato, e fece quasi sobbalzare mia moglie. Lei lo prese subito in mano, lo menò un po’ ma poi non resistette e cominciò a succhiarlo. Lui la lasciò fare, poi la mise sul letto e cominciò a leccarla, con foga, ma anche con metodo, lei gemeva sempre di più per il piacere che le procurava e io mi menavo il cazzo a più non posso. Erano anni che aspettavo questa situazione ed ora finalmente stavo realizzando il mio sogno! Poi la scopò, con forza, a lungo, molto a lungo, la fece godere moltissimo e, dopo più di un’ ora, le sborrò in bocca. Io, dopo una prima sborrata iniziale, ero riuscito a trattenermi fino a quel momento e sborrai ancora nel mio fazzoletto.

Per altri due giorni Luigi l’ ha scopata e fatto godere sempre davanti a me, insultandomi insieme a lei. In genere lo chiamavo io, o lo andavo a cercare, qualche volta ha chiamato lui. Quando siamo ripartiti mi ha detto: “Hai un tesoro di moglie troia ed e’ una fortuna per un cornuto come te. Non farle mai mancare il cazzo”. Non l’ abbiamo più rivisto.

Finalmente i ghiaccio era rotto. Io ero entusiasta dell’ avventura ad Ortisei, Monica ancora di più, perché l’ amante milanese era stato capace di farla godere alla grande e perché aveva verificato con i fatti che io ero veramente un ottimo cuckold che accettava ed apprezzava questo tipo di situazioni senza problemi.
Quasi con affanno cominciammo a cercare nuovi partner per Monica; non era facile, alla verifica dei fatti molti ragazzi che si presentavano come novelli Superman dimostravano essere ben poca cosa. Un vigile del fuoco di Cagliari è stato all’ altezza della situazione, ma la distanza non ci ha permesso di sviluppare una relazione soddisfacente. Altri sono stati solo il capriccio di una sera e nulla più. Quasi ci stava prendendo un senso di leggero scoramento quando è apparso Marco, l’ uomo che ha cambiato la nostra vita.

Settembre 2014, un matrimonio ad Olbia, giornata calda, Monica elegantissima con abitino estivo al ginocchio, scollato ma non troppo, parenti e amici al matrimonio, sandalo tacco 12.
A tavola al pranzo con noi due coppie di amici e un ragazzo da solo, Marco, collega dello sposo. Giovane, carino, simpatico. Facciamo conoscenza tutti insieme e si ride, scherza e ci si diverte. Dopo pranzo nel parco dell’hotel con noi resta la coppia di amici e lui. Nella serata balli e lui che spesso invita Monica e l’altra signora senza mai far trapelare niente di men che cortese ed educato. Si fa notte e si comincia ad andare via dopo la lunga giornata. Saluti e un arrivederci anche a Marco.

Il destino complice me lo fa rincontrare il mercoledì successivo in un bar di Olbia: caffè e 4 chiacchiere e scambio di telefoni per una eventuale partita a tennis. La sera ne parlo con Monica ma senza secondi fini. Il venerdì sera squilla il telefono: e’ lui che chiede se ci va una cena in compagnia il giorno dopo, visto che è libero dal lavoro ed è solo. Gli dico che sentirò Monica e gli faremo sapere. Ne parlo con lei e decidiamo che va bene, anche noi non avevamo programmi e poi lui è’ gentile e simpatico. Ci accordiamo per sabato alle 20.30 per passare a prenderlo, lui ha prenotato ristorante a Golfo Aranci sul mare.

Monica si veste gonna al ginocchio, camicetta e scialle. Intimo normale perizoma nero e reggiseno abbinato. Soliti sandali. Arriviamo da lui sportivo jeans e camicia bianca. A cena conversazione educata e simpatica, si ride e si sta bene. Si arriva al dolce e il discorso cade sul rapporto di coppia lui è single da 6 mesi ma non dispiaciuto. Poi ci guarda e chiede a bruciapelo: ” Voi siete una coppia cuckold?”. Attimo di gelo. Poi aggiunge:
“Penso di avere l’ esperienza per capirlo dai particolari perché ho avuto qualche esperienza in merito”. Con Monica ci guardiamo e replichiamo che si, anche noi abbiamo qualche piccola esperienza.
“Allora mi piacerebbe essere il vostro fidanzato e guidarvi su questa strada”. Io guardo Monica e le chiedo se vuole. Lei ride:
“Non me lo aspettavo ma potrebbe rivelarsi interessante”. Poi rivolta a Marco:
“Perché non ci dici come funzionerebbe?” E lui, molto convinto
“Tu sarai mia come se fossimo una coppia e lui sarà cornuto guardone e schiavo. Ma prima dobbiamo capire se ci va, quindi proviamo e poi si deciderà di conseguenza. Ma sono io che detto le regole.”

Detto cosi era un po’ brutale ma molto intrigante. Marco si alza, paga il conto e usciamo arrivati in auto dice a Monica di sedersi dietro con lui e a me di guidare verso le spiagge. Guido e dietro sento solo silenzio. Si baciano e si toccano. Poi la voce di Marco:
“Cornuto la tua troia è’ già bagnata. Cosa vuoi che le faccia? Chiedilo per favore”
Sono eccitatissimo, tremo e riesco solo a farfugliare:
“Falle quello che vuoi per favore”
“Bravo cornuto stai già imparando ora le levo il perizoma e la faccio godere tu guida”.
Vedo pochissimo ma capisco che la sdraia sul sedile e la lecca tutta. Monica si lascia andare e dopo un po’ la sento godere. Allora lui mi chiede di trovare un posto riparato e fermarmi. Lo faccio. Mi volto lui ha calato i jeans ed estrae una bestia di 25 centimetri, Monica lo carezza, lo sbaciucchia e poi lo prende in bocca.
“Fai vedere al cornuto come ti piace” Monica non di fa pregare lo spompina alla grande; poi lui dice:
“Fammi venire troia e tu guarda cornuto” Le viene sulla camicetta e non in bocca. Poi scende e si ricompone mentre Monica si leva la camicetta sporca.
“Riportami a casa” dice, anzi ordina “E fatemi sapere se volete continuare a giocare”
Lo accompagno e restiamo soli con Monica che indossa solo il reggiseno arrivati a casa si lava, si prende un po’ di tempo, poi viene da me e guardandomi fisso negli occhi mi dice:
“Questa volta è fatta! Questa volta sarai cornuto per davvero. Mi piace e voglio continuare chiamalo e diglielo” Chiamo Marco e gli comunico là decisione . Così inizia la nostra storia con Marco.

E furono due anni memorabili, cambiò tutto nella nostra vita, Marco entrò nel nostro “menage” come un uragano e nulla fu come prima. Monica era sempre la mia adorata e complice mogliettina quando eravamo soli, ma si trasformava nella mia dura padrona quando c’ era lui, il nuovo padrone dei suoi sensi. Diventai dall’ oggi al domani il loro cameriere in casa mia, sempre pronto ad obbedire a qualsiasi ordine mi dessero.
“Stai seduto lì e non disturbare, cornuto!” era una delle frasi più gentili che mi sentivo dire.

Monica era perduta dietro il cazzo animalesco di Marco, ne era succube, lo anelava in ogni momento; quella autentica bestia le era entrata nel cervello e lo voleva ogni giorno di più.
Marco era il padrone di casa mia, veniva e cominciava subito a toccare Monica, spudoratamente, palesemente, tirava fuori il cazzo e glielo metteva in mano o in bocca davanti a me, la obbligava a smettere di mangiare per farsi succhiare la cappella; lei era sempre ubbidiente, sempre pronta a ricevere quel gigante in qualche buco.
Quando Marco decideva di passare la notte a casa mia, loro dormivano nel mio letto ed io venivo mandato nella stanza degli ospiti; a volte mi veniva concesso di assistere alla monta ed erano momenti paradisiaci: vedere Monica trapanata dal un tale arnese generava in me sconquassi emozionali dai quali non mi sono più ripreso, mi menavo il cazzo in seghe devastanti, incitavo Marco a sbatterla con maggior forza e mi menavo il cazzo a velocità supersonica.
E poi certi momenti di assoluta delizia, quando dopo aver sborrato Marco mi ordinava di pulire tutto, con la lingua, leccavo la fica di Monica ed anche il suo Bestione, con grande entusiasmo e devozione.
“Bravo cornutone, non pensavo che saresti diventato così bravo a pulire la sborra!” mi diceva Monica irridendomi. Avrei voluto giocare molto di più col il cazzo di Marco, ma non mi è stato mai permesso.

Quando uscivamo insieme cercavamo di salvare le apparenze, almeno finchè restavamo in Olbia, quando invece ci allontanavamo, allora il gioco cuckold veniva fatto anche in pubblico, nei ristoranti o nei bar, dove Marco diceva chiaramente ai camerieri e a voce alta che io ero il cornuto e lui il fidanzato di Monica; e se la limonava davanti a tutti sbeffeggiandomi davanti a tutti:
“Guarda come si tratta una donna, povero coglione. Ma cosa vuoi sapere tu che hai un cazzetto ridicolo e ti sai fare solo delle seghe!” . Mi sentivo morire quando mi umiliavano in questo modo, ma gli sguardi di pena della gente mi illibidinivano al punto che qualche volta ho sborrato nei pantaloni senza nemmeno toccarmi.

E quando andavano via da soli, per vari giorni; magari non mi chiamavano per due o tre giorni ed io mi maceravo nella disperazione. Poi mi chiamavano e mi facevano sentire il rumore delle loro chiavate, mi mandavano foto che si facevano negli hotels ed io mi masturbavo fino all’ esaurimento. Avevo smesso di scopare Monica, in due anni l’ avrò scopata al massime dieci volte, ma non mi importava, la volevo vedere godere tra le braccia di Marco e mi bastava.

E godeva, oh come godeva, la sua naturale sensualità è letteralmente esplosa con Marco, è stato un crescendo continuo, la sua sensibilità si è acuita al punto che ad ogni monta arrivava ad un numero incredibile di orgasmi! Come quella volta che Marco ha organizzato a casa sua una gang-bang con due suoi colleghi di passaggio e mi ha permesso di assistere: Mai ho visto Monica stralunata come quel giorno, è stata montata con foga belluina per tutto il pomeriggio, lei, che è una cavalla di razza, ad un certo momento non ce l’ ha più fatta e, stremata, si è fatta portare a casa da me; poi l’ ho lavata come una bambina, l’ ho messa a letto e le ho detto solo una parola: “Grazie”. È stato, forse, il momento più alto della nostra storia con Marco.

Poi, come tutte le cose belle, tutto è finito, all’ improvviso: Marco è stato trasferito in una città del nord Italia e siamo rimasti senza fidanzato. L’ ultima chiavata è stata quasi straziante, un misto di libidine, lussuria e tristezza, Monica era costantemente abbarbicata al cazzo di Marco, quasi a volerlo tenere solo per sé.

I primi momenti senza Marco sono stati duri, pensavamo solo a lui, abbiamo ripreso a scopare e scopavamo parlando di lui, non riuscivamo a darci pace.
Poi, poco a poco le ferite si rimarginano, le nostre fantasie erotiche hanno ripreso a fare capolino nelle nostre menti e ci siamo avvicinati sempre di più alla soluzione del nostro problema. Un altro fidanzato per Monica, però questa volta doveva essere qualcuno che ci facesse provare brividi non solo erotici, ma anche di altra natura: il brivido del proibito, la sfida alle convenzioni e al ridicolo, tutto questo ci eccitava e per questo la scelta è caduta su Luigi.

Monica sta uscendo dal bagno, viene verso di me, è nuda, profumata, emana freschezza ed allegria, mi bacia e mi sorride dicendomi:
“Sei contento che viene Luigi?” “
Non penso ad altro da una settimana!” le dico.
“Sei sempre deciso a fare questo passo?”
“E’ da un mese che ne parliamo, ormai la decisione è presa!”
“Sai che può essere un rischio? E poi è sposato e facciamo una cattiva azione con sua moglie!” mi dice con cautela.
“Di sua moglie non mi interessa niente, sono affari suoi. Si, lo so che è un rischio, ma questa storia mi intriga da morire e la voglio vivere. Così riusciremo anche a dimenticare Marco ed il suo super cazzo!”.
“Come vuoi, io sono sempre al tuo fianco, ricordalo. Posso prendere tutti i cazzi del mondo, ma tu sei e resterai il mio amore. Cornuto ma il mio grande amore!” E ridendo comincia a mettersi gli indumenti che ho scelto per lei.

Luigi è il mio socio di affari, da tempo ho notato che ha un debole per Monica; prima non avevo mai pensato a lui perché Marco assorbiva tutte le nostre attenzioni, ma adesso che eravamo “orfani” di quel ragazzo iper-cazzuto, sentivamo una specie di vuoto; avevo bisogno di un nuovo fidanzato per Monica. La scelta di Luigi è un po’ rischiosa, perché fa parte della nostra compagnia; fino ad oggi le nostre “performances” cuckold siamo riusciti a tenerle solo per noi, con Luigi sarebbe stato più difficile e forse qualcuno (o molti) si sarebbero accorti di qualcosa. Però questa prospettiva, se razionalmente mi spaventava un po’, di fatto mi eccitava in maniera folle, al punto che ormai scopavo Monica con una frequenza inusitata, sempre pensando a Luigi.

Ora ci siamo, a minuti dovrebbe arrivare Luigi, qui è tutto pronto. Suona il campanello, è lui, rispondo al citofono, apro il cancello esterno e lo attendiamo. Monica viene da me, mi abbraccia forte, mi sorride, non dice una parola, mi da un bacio a fior di labbra e ritorna in soggiorno.
Luigi arriva molto allegro, non si aspettava il nostro invito, proprio oggi che sua moglie è fuori Olbia per lavoro. Mi saluta con calore, entra in casa nostra ed ecco Monica! È un’ autentica apparizione! Io che la conosco bene vedo quanto è eccitata, i capezzoli turgidi sembrano bucare il tessuto della camicetta, ha lasciato i bottoni ben slacciati in modo che le sue tette siano ben visibili, l’ abbronzatura risalta in maniera fantastica sul colore giallo ed il suo sorriso, come sempre molto sicuro e lievemente beffardo, è assolutamente irresistibile.
“Ciao Monica!” dice Luigi con entusiasmo “ Ma sei veramente stupenda. Sembra quasi che tu mi voglia conquistare…”
“Perché, ti dispiacerebbe?” risponde lei civettuola, guardandolo di sottecchi, mentre lo saluta baciandolo lievemente sulla guancia ed appoggiando un po’ una tetta sul suo braccio. La mia Monica, il mio adorabile ed adorato troione ha cominciato la sua opera di seduzione….

Ho le farfalle nello stomaco dall’ emozione, ma sono anche euforico, il primo contatto non poteva andare meglio; ed allora rafforzo questa atmosfera di attesa dicendo:
“Magari ti abbiamo invitato apposta, perché tu la conquisti!!! Su, andiamo in terrazza a bere l’ aperitivo.”
Monica ci precede sculettando, Luigi ha gli occhi lucidi per l’ eccitazione e per la novità, io sono in Paradiso. Fantastico! Non poteva cominciare in maniera migliore…..

 

3 thoughts on “Luca e Monica – Olbia: una storia di corna e di amore

  1. Giorgio

    Fantastica questa storia! Ricalca tanti episodi vissuti da me con mia moglie Elisa.
    Ho sulle spalle quarant’anni di corna, 150uomini circa sono passati nel nostro letto per la gioia di lei, ma anche mia. Felicissimo di essere umiliato e insultato in tutti i modi.
    La vita da cornuto è la cosa più bella che ci sia per chi l’accetta e la sa vivere.

     

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