l’amico di colore

l’amico di colore

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Bramo da sempre di vedere mia moglie Marie con un altro uomo, non uno qualunque; nei miei sogni c’è una ragazzo di colore alto, bello e dotato ma si sa, i sogni sono destinati a rimanere tali…quasi sempre.
Marie è una splendida donna dalla sessualità spontanea, sex appeal naturale, nessuna forzatura . Alta 1, 68 una cascata di capelli ramati che profumano di aria e di mare. Viso dai lineamenti perfetti. Seni alti e sodi, gambe lunghe che terminano con un culetto a mandolino che dovrebbe essere dichiarato patrimonio dell’umanità e come tale andrebbe condiviso, il contrario sarebbe solo egoismo.
Come tutte le donne è gratificata dagli sguardi degli uomini, la vanità è femmina e lei oltre ad essere vanitosa è anche un minimo esibizionista ma qui, a suo dire, si ferma la sua voglia di trasgressione.
Nei momenti di intimità è capitato di parlare del mio sogno erotico. La risposta è sempre stata una e categorica: Il sogno è il tuo, non mio, io amo te e solo te, non mi sognerei mai di farmi toccare da un altro fosse anche l’uomo più affascinate del mondo. Ogni volta rimanevo sia mortificato che felice da questo scambio di opinioni. Mortificato perché potevo solo accantonare la mia fantasia, felice per la consapevolezza del suoi sentimenti.
Un lunedì mattina come tanti parto per Brescia per lavoro si prospetta una giornata lunga e difficile con colazione inclusa nel pacchetto, Io odio le colazioni di lavoro. Riunione terminata i miei interlocutori mi informano in quale ristorante avremmo mangiato mi dicono anche che con noi ci sarebbe stato un ragazzo di colore che avevano conosciuto in un viaggio in Senegal sempre che io non avessi nulla in contrario. Naturalmente ho dato il mio assenso dichiarando che il mio punto di vista escludeva ogni tipo di razzismo, anzi, -ho dichiarato- le diversità mi creano curiosità e interesse intellettuale, trovo effettivamente interessante confrontarmi con chi ha un retroterra culturale diverso dal mio
Arriviamo al ristorante, direi elegante, con giardino esterno dove ci accomodiamo e dopo un paio di minuti arriva il ragazzo di colore che siede proprio di fronte a me. Rimango esterefatto. Più o meno 30anni Alto circa 1, 83 spalle larghe e vita stretta, bocca carnosa, bellissimo viso dai classici i tratti somatici africani, incedere sinuoso , sensuale e animalesco, i pantaloni attillati tradivano una “dotazione” di tutto rispetto. Bellissimo. Non credo ai miei occhi ma credo alla reazione che ho tra le gambe . Nella conversazione si dimostra anche interessante. Uno spettacolo. Conversiamo a lungo e alla fine mi lascia il suo numero di cellulare.
Torno a casa e racconto l’ accaduto a mia moglie e le descrivo il ragazzo. Le dico anche che mi sarebbe piaciuto molto averlo a cena da noi una sera pur consapevole delle difficoltà: lui non guida e dista c.a. 80 km da noi. Lei replica –senza nascondere le perplessità- beh …se proprio ci tieni …
Non mi faccio scappare l’occasione e davanti a lei chiamo il ragazzo e lo invito per il sabato successivo dicendogli che sarei andato a prenderlo e lo avrei riportato a casa dopo cena.
Accetta.
La settimana sembra non passare mai ma inevitabilmente il sabato arriva. Verso le 18:00 prendo la macchina e vado a recuperare il ragazzo mentre mia moglie prepara la cena. Lo trovo in forma smagliante, lo accompagno a casa nostra. Arriviamo e lo presento a Marie. Lei veste con una gonna leggermente sopra al ginocchio i tacchi le slanciano le gambe e alzano (non che sia necessario) il suo fantastico culetto a mandolino. Una camicetta in tinta un minimo trasparente senza reggiseno come sua abitudine L ’indifferenza di mia moglie sembra svanire nel nulla quando lo vede, si baciano sulla guancia per presentarsi e salutarsi. Il tempo sembra rallentare, le mani dei due non si staccano e i loro occhi non si lasciano. Un attimo di tensione e di imbarazzo. Lo facciamo accomodare per un breve aperitivo poi ci spostiamo a tavola per la cena. Gli occhi dei due non si lasciano mai, chiacchierano come se si conoscessero da sempre, i loro volti talvolta si avvicinano, le loro mani si sfiorano, i capezzoli di mia moglie si fanno sempre più turgidi ed evidenti sotto la camicetta leggera . La mia eccitazione cresce, cerco di darmi un tono distaccato con scarso successo ma anche inutilmente posto che la mia presenza passa inosservata .
La cena volge al termine e bisogna riaccompagnare il ragazzo, propongo a Marie di venire con noi per tenermi compagnia nel viaggio di ritorno. Lei accetta di buon grado.
Prendo l’auto e mentre i due stanno salendo faccio presente a mia moglie che sarebbe stato scortese lasciare il nostro ospite solo sul sedile posteriore, la invito a salire dietro con lui…solo per educazione.
Onestamente mi aspettavo un rifiuto invece lei sia pure perplessa si accomoda sul sedile posteriore con lui mantenendo le distanze.
Il viaggio inizia, i due ricominciano a parlottare e ridere mentre il ragazzo con molta cautela comincia una lenta manovra di avvicinamento. Lui si avvicina mentre lei cerca di allontanarsi, gli spazi però sono pochi e lei più di tanto non può arretrare.
Inevitabilmente i due corpi finiscono con lo sfiorarsi, le mani a toccarsi
Lui azzarda, le passa un braccio attorno al collo, la mia ansia cresce a dismisura prevedendo una reazione violenta da parte di lei, invece si limita a suggerigli senza molta convinzione di evitare.
Lui si ricompone ma comincia con la mano a sfiorarle le gambe, lei sembra turbata, il ragazzo fa scivolare la mano all’interno della coscia di mia moglie che la scosta tremante , al secondo tentativo comincia ad ansimare socchiudendo gli occhi e appoggiando il capo sul poggiatesta
Le mani del ragazzo salgono lungo le gambe . ormai lei è in balia degli eventi. Divarica leggermente le gambe, la gonna sale, lui comincia a baciarla sul collo poi in bocca. Lei sembra persa e risponde ai baci, una mano del ragazzo si infila nella camicetta
La mia non è più una semplice emozione potrei definirlo uno tsunami emotivo. Non riuscivo più a guidare
Il retrovisore continuava ad essere il mio scarso punto di osservazione.
Li sento ansimare non reggo più…faccio fatica a guidare. Un autogrill provvidenziale attira la mia attenzione mi fermo parcheggio lontano da sguardi indiscreti ( in ogni modo i vetri posteriori dell’auto sono oscurati) e vado a bere un caffè lasciandoli soli. Nemmeno si accorgono della cosa. Scendendo la luce di cortesia dell’auto illumina la scena: lei nuda a gambe divaricate e lui con la testa tra le sue gambe. Nel bar cerco di riprendermi …prendo tempo poi mi faccio coraggio e torno. La solita luce di cortesia illumina la scena contraria: è lei questa volta con la testa tra le gambe di lui con un enorme fallo nero in bocca, proprio in quell’attimo lui non riesce a trattenere l’orgasmo che sembra senza fine e versa i suoi umori copiosi in bocca a Marie che non si lascia scappare nemmeno una goccia.
Riprendo in cammino i due continuano ad abbracciarsi e baciarsi in bocca e in poco tempo il magnifico totem nero riprende la posizione eretta duro e altero, lo vedo per poco tempo perché mia moglie si sdraia e lui lo infila dentro di lei quasi con violenza così come è violento e interminabile l’orgasmo di Marie. Allungo una mano trovo il membro durissimo ed enorme del ragazzo infilato dentro Marie. Lei ansimante e bagnata come non la avevo mai sentita. Abbiamo raggiunto la destinazione, si ricompongono. Lui scende dall’auto, lei lo accompagna e lo saluta con un lungo e appassionato bacio in bocca. Si scambiano i numeri del cellulare poi lui si perde nella notte. Risale in macchina pochi chilometri in silenzio poi mi fermo in un posto appartato. Infilo la testa tra le gambe di lei rimasta senza mutandine (regalate a lui). Lecco con avidità gli umori di lei e del ragazzo fino a quando lei esplode in un orgasmo furioso. Il ritorno a casa è lento e silente.
P.S.: le donne innamorate non mentono mai, si limitano a raccontarti quello che pensano tu voglia sentire…qualche volta sbagliano

 

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