La moglie scambista

La moglie scambista

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Mi chiamo Mario, ho quarantun anni e sono sposato con Anna, che ne ha uno di meno. Sono un tecnico informatico e lavoro per una ditta che istalla e si occupa anche della manutenzione di sistemi informatici. Inoltre ho, come hobby, la riparazione di PC e tutto ciò che è connesso al mondo informatico. Per fare questo mi sono ricavato uno spazio nel garage, un piccolo mondo dove mia moglie non ha mai messo piede. Il mio lavoro mi porta ad esser spesso fuori casa. Mia moglie è una gran bella donna, mora, alta un metro e settanta, cosce snelle e ben tornite, terza di seno, ventre piatto, nonostante una gravidanza, ma quello che la rende particolarmente concupiscente è il suo stupendo culo a mandolino. Uno spettacolo della natura, che rende “satelliti” tutti i maschi che lo vedono. Circa tre anni fa, nella zona dove abitiamo, ci sono stati una serie di furti compiuti da ignoti ladri che, approfittando del fatto che le abitazioni erano, per quasi tutto il giorno, prive di persone, entravano e portavano via tutto ciò che c’era da rubare. Per ovviare al problema, ho deciso di istallare, ad insaputa di mia moglie che, al solo pensiero di un possibile furto, già si era spaventata, una serie di micro camere, collegate, attraverso il wi-fi, ad un computer che ho nascosto in garage. In un potente e capace Hard disk immagazzino le immagini che, giorno dopo giorno, vengono riprese, cancellando, sempre lo stesso giorno ma di tre anni prima. In questo modo conservo le immagini dell’anno precedente e così via. Un giorno un mio amico, di nome Claudio, marito di Marina, collega di mia moglie mi chiede se posso dare una ripulita al suo portatile, dopo che il figlio ci ha scorrazzato per vari siti porno e, con il termine da lui usato, è sicuramente “impestato “ dei peggiori virus. Ovviamente mi chiede di salvare alcuni documenti e foto contenute in alcune cartelle. Per precauzione salvo in un piccolo hard disk tutti i suoi file e poi lo formatto. Quando reinserisco i suoi dati, onde essere sicuro di non immettere qualche virus nascosto, apro e controllo tutto il materiale; mi imbatto in una cartella che ne apre un’altra e poi ancora una e poi un’altra. In breve, ne apro dieci ed alla fine scopro una cosa che mi lascia a bocca aperta. Sono quattro foto di mia moglie nuda, sul nostro letto, a cosce aperte e con le mani che invitano il fotografo a raggiungerla, poi una del suo meraviglioso culetto ben in mostra. Dopo un interminabile momento di puro stupore, mi metto ad osservare attentamente le foto. Sono bellissime! Mi riprendo dallo stupore, e mi assale una rabbia che quasi mi fa impazzire. Che cazzo ci fanno le foto di Anna nel suo PC? E quando le ha scattate? Analizzo attentamente le immagini. Vedo data e ora sul dettaglio della foto e, quindi, vado nel mio PC, che registra in casa mia e digito la data in questione. Arrivano precise le immagini del giorno. Ricordo che ero fuori per due giorni per un lavoro e vedo Anna che esce con Luca nostro figlio, e poi dopo circa un’ora torna, si spoglia e si fa una rapida doccia. Esce dal bagno e apre il nostro armadio a otto ante. e prende delle cose da una scatola che non ho mai visto. Calze velate, autoreggenti e un paio di scarpe dal tacco altissimo. Si ammira allo specchio e poi indossa il kimono azzurro che le ho regalato lo scorso anno e corre verso la porta di casa: è evidente che qualcuno aveva suonato. Vedo arrivare l’ospite, è Claudio. Appena dentro, chiude la porta e la bacia con passione, appoggiando entrambe le mani sul suo culo e lo palpa con gusto. Lei si stacca, si abbassa davanti a lui, gli apre i pantaloni ed estrae un grosso e lungo membro, già in perfetta erezione. Avevo sentito parlare di lui come un super dotato, ma non credevo che fosse così grosso e lungo. Io ho un membro nella norma, quasi diciotto cm, e di media grandezza, ma lui ne ha almeno il doppio. Lei lo lecca e succhia infilandone almeno la metà in gola e si impegna ad affondarne quanto più possibile. Resto stupito dalla facilità con cui lei ci riesce. Io e Anna siamo una coppia decisamente normale, facciamo sesso ogni volta che ne abbiamo voglia e possibilità. Lei era vergine quando l’ho conosciuta e l’ho sverginata io, sia davanti che dietro. Oggi lei gode anche nel prenderlo in culo con estremo piacere, ma vederla così abile nel succhiare e ingoiare con facilità quel palo, mi lascia non poco stupito. Osservo la scena che dura alcuni minuti, durante la quale lui le appoggia appena la mano sulla nuca, giusto per dare il ritmo alla pompata. Poi lei si solleva, lascia cadere il kimono e, nuda lo conduce, tenendolo per il cazzo, in camere nostra. Appena dentro si sdraia sul letto e lui dalla soglia gli scatta le foto che ho trovato nel suo PC. Poi abbandona il cellulare sul letto e si infila fra le cosce aperte di mia moglie e la lecca, impegnandola in un 69 di alto livello erotico, durante il quale Anna raggiunge un orgasmo. La micro camera, che non ha l’audio, riprende il viso di lei estasiato dal piacere. Le immagini sono talmente nitide che sembra di esser lì con loro. Lei sale su di lui e si impala su quel membro lungo e dritto, che la sfonda in tutti i modi, per almeno una mezz’ora, o forse più. Infine, dopo averla fatta venire varie volte, la rigira e, dopo averle dato una bella leccata al buchetto posteriore, glielo pianta tutto dentro ed il suo culo lo accoglie con estrema scioltezza, chiaro indice di ripetute intromissioni da parte di quel palo. Sì, devo constatare che mia moglie ha il culo sfondato! A volte, mi era sembrato strano, quando tornavo dopo giorni passati lontano, che facendo l’amore con lei era, come dire, un po’ più aperta, ma non vi avevo mai fatto caso, più di tanto. Ora ne conosco il morivo: si fa sfondare da un super cazzo! Analizzo il tutto e decido di fare un bel casino. Cazzo, non ci sto a fare la parte del cornuto! Per prima cosa, clono il cellulare di mia moglie. Sì, sono consapevole che è da ignobili e scorretto, per vero anche illegale, ma non me ne fraga nulla, voglio sapere. Di conseguenza, ogni telefonata o messaggio che riceverà, io sarò informato con chi ha parlato o scambiato messaggi. Un’improvvisa e reale richiesta di intervento fuori città, mi dà l’opportunità di allontanarmi da casa. Lei come sempre è comprensiva e mi prepara la valigia, ma, in realtà, starò fuori al massimo una notte, ed a lei faccio credere che saranno almeno tre. La metà del primo giorno è tutto regolare, poi inizia, con lui, una serie di messaggi che annunciano una serata molto intrigante. Claudio la passerà a prendere intorno alle venti e la esorta ad esser puntuale e sexy. Io, dal canto mio, mi metto al lavoro rapidamente, risolvo il problema e torno a casa mia, nel tardo pomeriggio, del giorno successivo alla partenza. Mi apposto nelle vicinanze di casa e la vedo uscire e salire in auto con Claudio. Li seguo con discrezione. Immagino che se ne andranno da qualche parte per cenare e stare da soli, per poi andare a scopare insieme da qualche parte. Percorrono un po’ di strada e poi escono dalla tangenziale; vanno verso la collina ed entrano in un gruppo di casette nuove molto carine e distanti un po’ fra loro; si fermano davanti a una villetta molto bella. È circondata da una bassa recinzione ed è abbellita da molti fiori e piante, che mi consentono di osservare tutto, senza esser visto. Al loro arrivo, vengono accolti da una giovane coppia, che li abbraccia e bacia con affetto ed enfasi; la cosa mi stupisce, ma resto ancor più basito, quando vedo arrivare anche Marina, la moglie di Claudio, che scende da una vettura insieme a tre maschi, molto giovani e prestanti. Nel piazzale ci sono anche altre vetture e, subito dopo, dall’interno provengono risa ed applausi con un clamore che mi incuriosisce molto. Giro intorno al perimetro e scopro un posto dove, se scavalco la recinzione mi ritrovo coperto da alcune piante e, come farebbe un ladro, entro. Sono passati circa venti minuti dall’arrivo di tutti ed ora si sente solo della musica melodiosa di sottofondo. Mi avvicino con circospezione ed in perfetto silenzio spio dentro la casa da una posizione leggermente rialzata, che mi mostra una realtà cui non avrei mai creduto. Dentro ci sono quattro donne, di cui una è mia moglie, e ben quattordici maschi! Sì, per esser certo, li ho contati due volte. La scena che mi si presenta davanti agli occhi è quella di una gang-bang in piena regola, dove ogni donna ha più maschi a disposizione e se li gode alla grande. Una delle donne, una bionda dalle tette enormi, ha un maschio che la scopa da sotto, uno in bocca e due che giocano con i suoi seni; Marina è già a cavallo di uno che la scopa da sotto mentre un altro la incula di gusto, mentre lei ne spompina un terzo. Resto sorpreso da mia moglie che, a pecora, si fa inculare, mente un altro da sotto la lecca e lei ne sega e succhia uno per mano. Osservare questa scena mi fa venire il cazzo durissimo. Senza accorgermene mi sego come un sedicenne davanti al primo porno. Improvvisamente la scena cambia: Anna viene prese da tre che le riempiono tutti i buchi e pure le mani, Marina gode mentre urla insultata da un maschio che le sborra in faccia. La moretta, che stava succhiando due cazzi, è infilata da entrambi direttamente in figa e urla di piacere. Io sono combattuto fra lo spettacolo sublime di vedere mia moglie come gode e fa godere e l’incazzatura che comunque non mi abbandona. Senza quasi rendermene conto, entro nel salone fra lo stupore di tutti; l’ultima ad accorgersene è proprio Anna, che mi guarda, senza proferir parola.

«…sei…. sei… una puttana!…»

Non aggiungo altro, poi mi giro e me ne vado come un fesso che ha fatto un casino, senza chiedersi nemmeno il perché. Mi aspetto che lei mi rincorra, ma, giratomi vedo che nessuno esce dalla casa; meravigliato e sconfortato, ritorno verso casa. Mi chiudo in garage e riguardo tutti i filmati che sono nel PC. Scopro che, se avessi dato un’occhiata più approfondita, anche a casa mia c’erano state delle orgette, più o meno simili: Marina che si lecca Anna, maschi che le inculano, e coppie bellissime che si sono godute mia moglie; mentre io, come un cretino, non mi sono mai accorto di nulla, anzi ho anche fatto la figura del cornuto e fesso. Mi è tornato durissimo nel vedere la bravura di mia moglie nel prenderne due o tre insieme; mi chiedo perché mai, non mi ha mai palesato quel tipo di desiderio. Ripenso a tutto il mio modo di fare; mai una trasgressione, sempre preciso e lineare, anche nel sesso; appena un bell’orgasmo, una inculata ogni tanto e credevo che tutto fosse perfetto. Invece scopro che ho al fianco una vera bomba di donna, che gode a far godere anche più maschi. Sento la vettura parcheggiare davanti casa; salgo dalle scale interne ed esco dalla cucina, proprio nel momento in cui lei entra in casa: sono pronto a farle una scenata, ma, al contrario, è lei che mi attacca.

«Razza di stronzo che non sei altro!! Ti sei divertito? Non potevi stare nascosto nel giardino o, meglio, ti potevi spogliare così avremmo potuto dire che eri una sorpresa e ti godevi la festa insieme a noi tre, che eravamo gli unici a sapere chi eri? No, lo stronzo deve fare l’entrata trionfale e la sceneggiata napoletana! Bravo lo stronzo! Ce n’è voluto di tempo per farti capire che mi ero rotta di scopare solo in maniera insignificante con te, mentre avevo voglia di cose nuove! Cazzo! Abbiamo passato la scorsa estate a fartelo capire in tutti i modi, ma tu? Niente. Alla fine abbiamo dovuto dimostrartelo con le foto e non credere che non ce ne fossimo accorti che ci seguivi. Non capisci che abbiamo scelto la casa apposta perché potesse esser facile per te entrarvi ed unirti a noi? Questa ipotesi proprio non ti è venuta in mente?»

La guardo sconvolto. Non ho capito nulla di come ragiona mia moglie, ma so che mi è venuto duro e lei lo vede.

«Cazzo, ma sei proprio uno stronzo?! Ti viene duro a vedermi sfondare da maschi cazzuti e poi… mi scassi con le tue menate?»

Si gira e va in bagno. La seguo; mi osserva, la sfuriata è passata e, quasi per magia, mi abbraccia e bacia. Sento il sapore di maschio fra le sue labbra, sopra il suo corpo e mi eccito ancora di più: ho voglia di scoparla.

«No, dai… sono stanca e poi ho addosso tutta la sborra dei maschi …e dai…no.»

Ma io non demordo. La faccio sedere sul lavandino, mi inginocchio e lecco la sua fica slabbrata e ancora piena del piacere suo e di quello degli altri. Sono eccitatissimo e glielo pianto dentro. Mi metto a pomparla come un pazzo. Lei asseconda il mio movimento e poi, improvvisamente, viene urlando.

«Si…dai…mi piace… adesso… Vengo! No! Mi fai godere…. Sei un bastardo!»

Sborra e si dimena, ma anch’io sono al limite. Mi sfilo e la faccio inginocchiare davanti a me.

«Bevi, vacca! Ingoia anche la mia di sborra! Vengo!»

Le schizzo il mio piacere in gola e lei lo succhia tutto. Poi, dopo, ci trasferiamo a letto e lì si ricomincia; nonostante le sue proteste, la scopo altre due volte. All’alba, ci svegliamo abbracciati: mi bacia e mi stuzzica un poco.

«Buon giorno, cornutello mio. Come ci si sente a sapere di avere una moglie troia e tu un bel mucchio di corna?»

La guardo e sorrido.

«Bene, considerando che adesso voglio mettermi in pari, scoperò tutte le tue amiche, vacche come te! Poi, alla fine, vedremo chi ha più corna!»

Mi guarda e mi risponde, sorridendo anche lei.

«Intanto ora mi godo mio marito, poi, a scambiarlo con le altre, vedremo».

Mi bacia e prende a succhiarmi il cazzo.

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