La gentilezza paga sempre

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La gentilezza paga sempre

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Sono passati tre anni da quando ho conosciuto Maria, ricordo ancora la torrida giornata di quel luglio 2017, erano le nove circa di una mattina e transitavo per lavoro lungo il controviale dove si svolgeva il mercato rionale, quando l’anziana signora inciampa sul cordolo del marciapiede e cade rovinosamente con le sue due borse piene di frutta e verdura.
Blocco l’auto e mi precipito a cercare di sollevarla, ma la sua stazza oltre il quintale non mi permetteva di fare da solo, si erano avvicinati due venditori che mi avevano aiutato e l’ avevo invitata a sedersi nella mia auto.
Poi avevo raccolto le borse e le avevo appoggiate sul sedile posteriore, lo strombazzare delle auto dietro la mia, mi avevano imposto di spostarmi di qualche centinaio di metri con lei a fianco, spaventata e dolorante per la ferita al ginocchio, quindi le avevo proposto di accompagnarla a casa.
Arrivati sotto al condominio ero sceso e gentilmente le avevo proposto di appoggiarsi a me, l’ avrei accompagnata volentieri poi sarei ridisceso a prendere le borse e gliele avrei portate su.
Lei si era appoggiata al mio braccio, dal canto mio anche se la situazione era un po’ imbarazzante, non potevo fare a meno di evitare il contatto del mio braccio sul suo grande seno che avevo sentito in tutta la sua abbondanza e morbidezza, avevo fatto finta di niente ma ne avevo approfittato e non la avevo lasciata neanche in ascensore.
Arrivati al pianerottolo, avevamo incrociato il marito che stava uscendo e aveva chiesto:
“Cosa è successo ?”
La signora aveva risposto imbarazzata:
“Sono caduta al mercato, mi sono fatta male al ginocchio e alla caviglia…. per fortuna questo signore che è un gentiluomo mi ha aiutato e mi ha accompagnato a casa, adesso dammi una mano tu…..”
Lui non l’aveva lasciata finire e aveva risposto frettolosamente:
“No no no, ormai sei arrivata e io ho l’appuntamento con la banca, non posso… te e la la tua mania di andare al mercato…. dimmi te se a ottantadue anni non puoi servirti al negozio che te la porta a casa la spesa. “
Aveva preso l’ascensore ed era sparito, lei era rimasta male e umiliata mi aveva detto:
“Quello stronzo e cafone….. gliela farò pagare….. mi lasci pure quì, vada pure….. la ringrazio molto….. le borse che ha in macchina le tenga lei per il tempo che ha perso con me, sono mortificata per l’atteggiamento di mio marito.”
Non me la sentivo di lasciarla così, gentilmente le avevo detto:
“Non se ne parla….. suo marito ha sottovalutato la sua ferita, non ha visto il suo ginocchio perchè è coperto dalla gonna, ora la accompagno dentro e poi vado a prendere le borse….. e se posso permettermi…. vorrei aiutarla a disinfettare la ferita.”
L’ avevo distesa sul divano poi ero ridisceso ed avevo portato su le borse della spesa, quando ero rientrato nell’appartamento lei si era già munita del disinfettante e dei cerotti, ora la vedevo in una ottica diversa, notavo i folti capelli grigi che arrivavano alle spalle, incorniciavano un viso bello e gradevole, due occhi azzurri e sapientemente truccati risaltavano su quelle gote con poche rughe, forse dovuto al fatto che la ciccia teneva la pelle tesa e florida.
Aveva sollevato la gonna sopra al ginocchio e potevo vedere le cosce molto in carne, mi trovavo ad apprezzare quel corpo formoso, avrei voluto toccarlo e approfittare di quella donna anche se anziana, presi l’ovatta e la passai sul ginocchio, poi presi una garza ed una benda e la fasciai toccando la carne abbondante delle cosce.
Lei docilmente mi aveva lasciato fare, infine mi aveva detto sorridendo:
“Giovanotto, non so come sdebitarmi con lei…… non tutti gli uomini sono cafoni come mio marito….. per fortuna esistono ancora i gentiluomini che aiutano una donna anche se vecchia, posso almeno offrirle un caffè ?”
Mi sentivo veramente un gentiluomo e mi ero affrettato a correggerla:
“Lo prendo molto volentieri, grazie per il…. – giovanotto-….. ma a sessant’anni di giovanotto è rimasto ben poco…”
Lei aveva riso mettendo in mostra una bocca carnosa e sensuale aveva risposto:
“Beh…. rispetto a me….. potresti essere mio figlio….. quindi posso darti del tu, a proposito: io sono Maria, tu come ti chiami ? “
Volevo prolungare quell’incontro e entrare in confidenza, ridendo azzardai:
“Sono Mario, guarda il destino….. eeeeehhh….. non lo sono…… tuo figlio…… quindiiiii……….”
Lei sembrava apprezzare la mia spontaneita, si era alzata dal divano mi aveva preso sottobraccio zoppicando ed appoggiandosi a me, mi guidava in cucina, di nuovo percepivo quel seno grande e morbido, era eccitante, con quegli occhi azzurri e profondi fissandomi aveva detto:
“Quindi…… cosa…???”
Io non abbassavo lo sguardo e sfacciatamente risposi:
“Quindi…….. quando sarai guarita dalla ferita…… se ti corteggerò e tu ti concederai a me…… non sarà incesto….. ahahahah”
Lei scoppiò a ridere, mi stampò un bacio leggero sulle labbra e disse:
“Sei troppo simpatico….. ma guarda che la ferita non ostacola….. ah ah ah ah……..ma tu ti rapporteresti con una donna che ha ventidue anni più di te ???”
L’avevo fissata ed avevo risposto sincero:
“Sei una bella donna, intelligente e simpatica, mi sto eccitando solo a guardarti……”
Appoggiai le mie labbra alle sue e spinsi in quella bocca carnosa tutta la mia lingua.
Le mie mani si erano intrufolate tra quei seni prosperosi, lei rispondeva al bacio e aveva messo un braccio attorno al collo ed una mano dentro la camicia, mi accarezzava i capezzoli, il caffè poteva aspettare, andammo in camera da letto, lei mi spogliò e mi spinse dolcemente sul letto, il mio cazzo era duro e pulsante, le tolsi la camicetta ed il reggiseno, il seno grosso e cascante mi eccitava da impazzire, le abbassai la gonna e le mutande, la pancia rugosa non diminuiva la mia libidine, cominciò un pompino che mi provocava l’estasi, la ricambiai con una lunga leccata e dopo averla abbondantemente insalivata, facemmo l’amore in modo completo ed eccitante.
Ci rivestimmo dopo più di un’ora, prendemmo il caffè che avevamo trascurato, concordammo un secondo incontro al quale seguì il terzo, il quarto il quinto e poi gli altri.
Da quel giorno ogni settimana, fa in modo di allontanare il marito, mi invita a casa sua e, nonostante l’età, mi fa provare cose e situazioni che non ho mai provato con altre donne.

 




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