Il segreto inconfessabile di Rita Primo capitolo

Il segreto inconfessabile di Rita Primo capitolo

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Era la seconda metà degli anni ’80, Rita e Mario si reano sposati sette anni prima dopo una breve conoscenza nel loro ambiente di lavoro, erano entrambi impiegati in una grande banca di Milano. Lui, un bel ragazzo di trentasei anni, alto capelli biondi ed occhi azzurri, era in corsa per diventare direttore di filiale, lei, una avvenente ragazza mora di trentacinque non era da meno, ma aveva preferito un posto di capo personale nella sede centrale di Milano. La tranquillità economica era stata rapidissima e con l’aiuto dei genitori oltre al grande appartamento, si erano potuti permettere un camper dotato di tutti i confort che usavano in quasi tutti i fine settimana. Solo un cruccio quella giovane coppia aveva nel cuore, i figli non arrivavano e nonostante le ripetute prove in ormai otto anni, niente. Avevano affrontato l’argomento qualche volta lei e Mario, lui l’ aveva abbracciata forte e le aveva detto con le lacrime agli occhi che se lei non avesse potuto avere figli, lui l’avrebbe amata comunque e la loro coppia sarebbe stata solida come le molte coppie che sono senza figli, lei si era commossa e aveva concluso che di donne sterili ne conosceva tante. Rita ne aveva parlato spesso con la madre ex ostetrica, finchè lei l’ aveva accompagnata da un famoso ginecologo che aveva trovato la giovane sposa perfettamente fertile ed aveva sentenziato che forse il problema era del giovane marito. Si era sentita abbattuta, amava suo marito più di se stessa e non avrebbe mai osato chiedergli di sottoporsi a degli esami specifici con la possibilità di scoprire la sterilità di lui. La madre aveva trovato la soluzione, le aveva consigliato di masturbarlo per gioco, poi si doveva chiudere in bagno e lo sperma colato sulla sua mano avrebbe dovuto metterlo nella apposita ampolla. La sera stessa, si era accucciata vicino a lui nel letto, lo aveva stuzzicato ed aveva ottenuto con una leggera manipolazione la completa erezione, aveva aumentato il maneggio e lo aveva portato all’ eiaculazione in pochi minuti. Lui era rimasto male per la sua rapidità, ma lei aveva riso forte ed era corsa in bagno con la scusa di lavarsi le mani, accuratamente aveva depositato alcune gocce nella ampolla ed era tornata a dormire ridendo tra se. Pochi giorni dopo, per Rita era stata una doccia fredda quando la telefonata del ginecologo l’aveva informata che lo sperma del marito aveva pochissima mobilità e una quasi mancanza di spermatozoi, con quelle caratteristiche una gravidanza era praticamente impossibile, restava solo la via della inseminazione artificiale. Non se ne parlava proprio, non avrebbe mai accettato di farsi inseminare con dello sperma di uno sconosciuto, e poi, come l’avrebbe presa suo marito quando avrebbe scoperto che lo sterile era lui ? Ancora una volta, era andata a confidarsi ed a chiedere lumi alla madre che le aveva spiegato:
” Vedi Rita, la scarsa mobilità, non consente al seme di arrivare all’utero, se osservassimo degli uomini durante la masturbazione, si noterebbe che alcuni hanno una eiaculazione potente che arriva lontano dal pene, mentre altri hanno una eiaculazione che semplicemente cola senza slancio. Se un uomo è giovanissimo l’energia è talmente forte che impatta nell’utero, se un uomo è avanti con gli anni, lo sperma non ha energia e si ferma prima di incontrare l’utero, e se anche ci arrivasse, non ci sarebbe la possibilità che quei rari spermatozoi raggiungano l’ovulo. Però, poichè tuo marito ha trentasei anni, il miracolo può sempre avvenire, se non diventerò nonna, non avrà nessuna importanza, godetevi la vita che magari la tranquillità aiuta, fai distrarre Mario che il lavoro lo stressa troppo, tra poco ci sono le vacanze, chissà…”
Lei si era tenuto il segreto e non avrebbe mai umiliato il marito confessandogli la verità, aveva raccomandato alla mamma di non dire niente a nessuno, neanche al babbo. Il mese di luglio era arrivato, la giovane coppia era partita alla volta della Spagna, erano arrivati in un delizioso camping e si erano posteggiati in prossimità di un camper inglese, all’arrivo dei proprietari di quel grosso mezzo, si erano presentati ed avevano conversato un po’ in lingua inglese che i giovani sposi parlavano fluidamente. Si trattava di una coppia di coniugi intorno alla quarantina con un figlio di sedici anni scontroso ed introverso, i genitori avevano spiegato che il motivo della rabbia del figlio era dovuto al fatto che lo avevano obbligato alle vacanze con loro mentre lui avrebbe voluto trascorrerle con i suoi amici che erano andati in Francia da soli. I due bancari avevano sorriso ed avevano convenuto che sedici anni erano pochi per i viaggi con gli amici, Tom il ragazzo, aveva ignorato tutti e si era ritirato nel camper. Nei giorni seguenti, le due coppie avevano familiarizzato ed avevano cenato spesso assieme nella piazzuola, i due uomini avevano scoperto la passione comune per la pesca e spesso uscivano in barca e tornavano a mezzogiorno con vari pesci che alla sera consumavano assieme. Rita aveva spesso protestato debolmente, poi aveva optato per la piscina quando i mariti uscivano e per il riposo pomeridiano e la spiaggia a fine giornata. Tom, il ragazzo sedicenne, rimaneva spesso seduto davanti al camper a leggere e sentire musica. Un pomeriggio dopo la pennichella Rita si era ritrovata sola nel camper, suo marito era uscito con karl a pescare, si era seduta fuori con una tazza di caffè e aveva notato che spesso il ragazzo la guardava ma abbassava lo sguardo quando lei se ne accorgeva, lo aveva osservato spesso, aveva notato che aveva una bella chioma di capelli biondi con una lunga coda di cavallo, gli occhi poi erano di un azzurro intenso, aveva concluso che sembrava a suo marito Mario quando era ragazzo, in futuro avrebbe avuto uno stuolo di donne per lui. Provava inoltre una sorta di tenerezza per la solitudine di quel ragazzino, gli chiese se volesse un caffè italiano e lui si era spostato immediatamente sotto la veranda di lei. Rita aveva cominciato a chiacchierare e ad interessarsi a lui, avevano scambiato delle opinioni sulla musica e sulle amicizie che a lui mancavano, poi lei lo aveva invitato ad andare in piscina, erano partiti e per due ore si erano divertiti nell’acqua, quando erano tornati ai rispettivi campers, i genitori di lui e Mario erano già arrivati, la mamma del ragazzo era sorpresa che il figlio fosse andato in piscina ed aveva ringraziato Rita, quella sera il ragazzo era particolarmente allegro, avevano cenato in compagnia, quando si reano ritirati, Mario aveva detto a sua moglie:
“Hai fatto il miracolo, il ragazzo si è sbloccato e suo padre mi ha detto di ringraziarti, domani mattina noi usciamo a pesca, invitalo di nuovo in piscina, se un giorno avremo un figlio ringrazieremmo chi lo aiuta ad uscire dal suo mutismo.” Lei aveva sorriso e baciando suo marito aveva risposto:
“Si, lo posso fare, ha così bisogno di compagnia, notte amore.” Si erano abbracciati ed avevano dormito uniti. Fine primo capitolo.

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