Il divano

Il divano

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A 50 anni dopo 27 di matrimonio succede che il divano diventi il tuo migliore amico. Con Donatella ci siamo sposati prestissimo, rimase incinta dopo il diploma così convolammo a nozze. Inesperti fummo proiettati nel mondo delle responsabilità perdendo la gioia e ingenuità dì quegli anni. Sebbene mi stesse bene la vita da pantofolaio vedevo da tempo che lei scalpitava e succedeva a causa dei social network. Sebbene non fosse portata per queste diavolerie informatiche era una assidua frequentatrice di Facebook dove non faceva altro che monitorare le sue amiche, noiosissime, che postavano piatti, ricette e vestiti come se fossero nel jet-set. Conoscevo donatella aveva desiderio di essere un’ape regina, doveva essere lei a guidare la banda. Una sera a cena dialogando con alcuni conoscenti mi trovai a dover aiutare uno di loro con l’installazione del nuovo po, credenziali di accesso, password eccetera. Tornati a casa controllai le varie cose che avevo installato tra cui indirizzo di posta elettronica. Curiosando mi accorsi che si era registrato su di un sito a luci rosse. La tentazione fu grande, così andai a vedere di cosa si trattasse. Il bricconcello era un estimatore di intimo femminile, un dominatore soft oltre che attento guardone. Questo aspetto mi incuriosì molto così continuai ad investigare. Riuscii a visionare il suo profilo, i contatti e mi feci una precisa idea di cosa cercasse. Inizialmente lo feci con l’intento di cazzeggiare un po’ ma piano a piano misi su un profilo identico a quello che lui ricercava. Farmi contattare fu semplicissimo, difatti dopo pochi giorni mi ritrovai la sua richiesta di amicizia. Non sapevo come comportarmi nelle vesti di una donna, così inizia a ragionare e scrivere come l’unica donna che conoscevo bene, ossia mia moglie. La cosa inizió a prendere una dimensione. Lui era un discreto maiale ma si vedeva che non era stupido, non si lasciava infinocchiare da profili falsi, così a poco a poco dovevo dare qualche informazione veritiera. Avevo in archivio vecchie foto amatoriali che riprendevano mia moglie, ma non volevo creare casini, così andai a ricercare immagini che abilmente fotoritoccai. Il resto lo facevo aderire alla realtà al punto che lui iniziò ad intuire che dall’altro lato poteva esserci sul serio lei. Come dissi prima aveva bisogno di prove concrete. La nostra frequentazione nella vita reale continuava e iniziai a farlo avvicinare a mia moglie, spingendo lei a stringere un legame. Fu semplice coniugare le due cose sebbene entrambi sposati lui era in una fase critica del matrimonio inoltre rivestiva una carica pubblica nella nostra cittadina. Questa frequentazione portò inevitabilmente mia moglie dal divano alla piazza. Si usciva spesso, organizzava cene con altri, prendeva appuntamenti e gestiva gruppi di WhatsApp. Era appagata. La spingevo ad essere più intraprendente, ed essendo donna e chiacchierona aveva innato in se questo bisogno di attirare l’attenzione. Lo invitai in casa sia da solo che insieme ad altri, volevo che si rafforzasse il legame tra i due. Funzionò. Era solito chattare la sera. Così dopo alcune cene, avevo modo di testare se c’era interesse sia da parte di lei, che ovviamente si sentiva messsa al centro e che negava ogni comportamento, sapendo benissimo che era consapevole che stare al centro dell’attenzione comportava anche una sua ambiguità, ma soprattutto testavo lui in chat che, convinto di chattare con lei, mostrava il suo desiderio crescente. Ad un certo punto notai che mia moglie aveva capito l’interesse del tipo, ma sebbene il suo modo di fare era riluttante per evitare scandali dall’altra parte era lusingata. Questo atteggiamento lo manifestó tenendomi all’oscuro di alcune chiamate, inocue, ma esplicative del tipo di rapporto che si era creato. Adesso potevo osare in chat, mostrando una parte virtuale di lei vicina ai suoi desideri. La dipingevo con tratti torbidi, lussuriosa ma anche timida, succube. Caricai video in cui si vedeva una donna simile a lei che si dava piacere con oggetti, che si mostrava in situazioni eccitanti. Potevo creare un personaggio diverso. Ero diventato un burattinaio, lui era nelle mie mani e anche mia moglie, che tenevo in punto consapevole che la sua sovraesposizione la aveva esposta a desideri di estranei. In una delle tante chiacchierate fatte in chat, dipinsi una fantasia in cui lei si vedeva corteggiata in mia presenza. Riuscii a mettere in piedi questa situazione. Lo invitai da solo a casa. Lei ancora non c’era. Io mi ero dipinto come tonto agli occhi di mia moglie, un poveretto che non si accorgeva di nulla. Quando arrivò a casa preparai la cena per tre. Mi assentavano spesso dalla sala dove lui provava diversi attacchi, lei resisteva ma non opponeva resistenza, rendendo la mia bugia in chat veritiera. In più occasioni lui fece per baciarla, la palpeggiava per poi smettere al mio arrivo. Io facevo il finto tonto come se non accadesse nulla. Sotto il tavolo provarono a toccarsi a vicenda ma la paura di lei non rese possibile alcuno sviluppo. A letto parlando del più o meno con lei mi accertai se la cosa la avesse turbata, e nosi che per quanto scossa era interessata a ripetere la serata che era stata piacevole. Era quello che volevo sentirmi dire. Era difficile invitarlo a cena senza sua moglie ma ci riuscii. Organizzai una pizza avendo così la scusa per allontanarmi. Dopo aver riscaldato la serata sul divano con chiacchiere, mi assentai per andare a prendere le pizze. Sarei stato assente una buona mezz’ora. Lasciai aperta la finestra del terrazzo che aveva un ingresso indipendente. Riuscii e rientrai dalla mansarda, camminai con passo felpato e mi misi nel balcone. La visuale era perfetta. Si baciavano, lui era accelerato come se sapesse di avere per mano una Troia, lei era timida ma non riusciva a rifiutarsi. Glielo mise in mano e poi in bocca. Usava vigore, voleva sottometterla. Gli scopó la bocca incurante di tutto, voleva incularla ma lei si rifiutò. Voleva andare piano. Lui insisteva alla fine. Si misero d’accordo con un ingoio. Lui le massacrava le tette mentre lei con entrambi le mani se le teneva dentro. Durò meno del previsto. Riuscii dandogli il tempo di ricomporsi. Ritornai con le pizze calde, e li trovai al loro posto. Era fatta adesso sarebbe stato tutto in discesa.

 

2 thoughts on “Il divano

  1. MAX

    Bravo ! Complimenti!!!, io avevo tentato di organizzare quasi la stessa cosa, ma purtroppo non ha funzionato perché lui che non aveva capito un cazzo aveva paura che io mi incazzassi. Mentre io dall’altra stanza li osservavo da un buco che avevo praticato.
    Hanno solo limonato un po, lui le ha succhiato una tetta, e lei ci stava, ma poi lo stronzo ha detto “ora basta che arriva tuo marito”, lei che qualcosa aveva già capito gli diceva “Ma no non ti preoccupare” macchè non c’è stato niente da fare.
    Ma preso ci riprovo con un altro a cui ho già detto tutto e spero proprio che sia la volta buona… Poi lo racconto a tutti CIAO MAX(aspirante CUKOLD)

     
  2. peterpan55

    Il racconto anche se penso non sia veritiero è vomitevole. Se non sei nato, non diventi depravato fino a spingere, anche se non amassi più mia moglie non la spingerei mai a fare pompini a un’altro, la lascerei libera, solo all’ora potrebbe scegliere cosa fare della sua vita.

     

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