Gli amori estivi di Antonella 1

Gli amori estivi di Antonella 1

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Antonella era una dolce mammina di un bimbo di tre anni, era il duemilauno e quell’anno era in vacanza a Lignano con il piccolo Luca, suo marito la accompagnava con il camper all’inizio di luglio e poi tornava a Milano in treno, ritornava nei week end ma lui era proiettato alla carriera quindi il lavoro richiedeva il rientro alla domenica sera. Aveva sposato la ventisettenne Antonella tre anni prima perchè era rimasta incinta, non sapeva un granchè di lei ma si era fidato quando lei gli aveva detto che lui era il secondo uomo della sua vita, quell’altro era stato un amore senza importanza, ma la storia di sua moglie era ben diversa. Lei, ragazza irrequieta, aveva dato il suo primo bacio a dodici anni e le era piaciuto molto, di li in poi non perdeva occasione per pomiciare con svariati ragazzini, la verginità l’aveva persa a tredici anni e da quel momento era diventata una sgualdrinella che cambiava ragazzo mensilmente e contemporaneamente non disdegnava di rapportarsi di nascosto con altri. La mamma le aveva raccomandato di non fare all’amore senza preservativi e lei in questo era stata molto scrupolosa, se il ragazzo di turno non aveva il profilattico, lei non lo considerava, lo mollava per strada e cambiava compagnia. L’adolescenza era passata veloce e verso i vent’anni spesso faceva la conta di quanti cazzi aveva preso, ne contava centinaia ma era sicura di dimenticarne qualcuno. Dopo i vent’anni era diventata più selettiva, andava a letto con i ragazzi che le piacevano e era molto esigente, lei si bagnava con un semplice bacio e durante il rapporto squirtava facilmente raggiungendo uno svariato numero di orgasmi, se il compagno di turno non la soddisfaceva a sufficienza la relazione finiva. Si era diplomata e aveva vinto un concorso da insegnante elementare, a scuola era molto seria e non accettava il corteggiamento di nessun collega, ma al sabato sera in discoteca non si lasciava sfuggire nessuna occasione, l’ amore per lei era sesso e finiva quando era avvicinata da un altro che la intrigava. A ventotto anni aveva accettato di uscire a cena con l’impiegato della sua banca, Fabio, un ragazzo di trentotto anni di bell’ aspetto, dopo cena erano andati a casa di lui e ovviamente erano finiti a letto. La relazione durava da quattro mesi ormai, lei aveva acconsentito di fare sesso senza preservativo perchè lui le aveva assicurato che si sarebbe trattenuto, ma con la sensualità e l’erotismo di Antonella, non era facile trattenersi, qualche volta le era sfuggita qualche goccia e in breve la ragazza era rimasta incinta. Lui si era assunto la responsabilità e le aveva proposto il matrimonio, lei aveva accettato un po’ titubante ma dopo tre mesi erano convolati a nozze e dopo nove mesi era nato Luca. Il matrimonio per Antonella era troppo stretto, la bella casa, le auto che Fabio poteva permettersi, il camper e gli altri agi non bastavano a placare la sua smania di sesso, dopo la nascita del bimbo, lei qualche volta aveva chiamato sua madre per la custodia del bambino e si era vista con alcuni suoi ex, i tradimenti erano rari ma ad Antonella il marito non bastava più. Nel luglio di quell’anno, Fabio aveva portato moglie e figlio nel solito campeggio di Lignano, aveva sistemato il camper in una bella piazzuola vicina alle docce e, dopo due giorni di spiaggia con la sua famigliola, alla domenica sera era in viaggio con il treno verso casa pensando al suo lavoro di vicedirettore in ascesa verso posizioni lavorative adatte a lui. Stefano ed Enzo erano due diciottenni, avevano entrambi festeggiato il compleanno il mese prima, avevano ottenuto con molta fatica il permesso dai rispettivi genitori di passare quindici giorni in un campeggio a Lignano, era la prima volta che viaggiavano soli, si erano sistemati nel treno che li avrebbe portati dalla stazione centrale di Milano alla riviera Friulana, i grossi e pesanti zaini, contenevano la tenda e tutta l’attrezzatura per i quindici giorni della sospirata vacanza. Il viaggio di notte era stato alquanto noioso, ma alla mattina alle dieci erano già usciti dalla reception del camping alla ricerca della piazzuola per la loro piccola tenda ad igloo. Di fianco a quel grosso camper, avevano visto uno spazio adatto a loro, avevano posato a terra gli zaini e si erano messi al lavoro, la tenda era facile da montare ma l’organizzazione non era una cosa semplice, il fornellino, le stoviglie di plastica… era quasi mezzogiorno quando Antonella e il piccolo Luca erano arrivati dalla spiaggia, il bimbo si era fermato a guardare quella tenda e i due ragazzi, li aveva salutati e aveva chiesto: “Ciao… avete la tenda degli indiani ? Mi fai vedere cosa c’è dentro ?” I ragazzi avevano riso e lo avevano invitato ad entrare, la mamma lo aveva chiamato: “Luca, vieni quì… non disturbare che i ragazzi devono lavorare…” Aveva risposto Enzo: “Lo lasci signora, abbiamo finito, è molto simpatico il suo bimbo…” Lei aveva sorriso e quasi risentita aveva risposto: “Signora…??? Va be’ che sono più vecchia di voi, ma non al punto di meritare il lei… voglio che mi diate del tu se vi rivolgete a me… io sono Antonella, quà la mano, di dove siete ?” Stefano si era precipitato a stringere la mano alla nuova vicina di casa e aveva risposto: “Con vero piacere, allora ci diamo del tu… siamo di Milano, zona…….. a quanto vedo dalla targa anche voi siete di Milano…speriamo di non disturbarti, ci siamo messi quì senza chiederti se diamo fastidio.” Antonella sorridendo aveva replicato: “Noi siamo di zona……. non siamo distanti neanche a Milano… sono quattro fermate di metro… nessun fastidio, mi fa piacere perchè c’è ancora poca gente quindi mi fa piacere avere compagnia… a meno che non vi portate ragazze rumorose di sera quando il bimbo dorme…” Enzo l’aveva rassicurata: “Tranquilla Antonella, siamo imbranati con le ragazze e non le sappiamo conquistare ahahah quindi… inoltre siamo a piedi e alla sera non so ancora se ci sarà modo di uscire e dove andare o cosa fare…” Lei aveva riso e consigliato di non sottovalutarsi, poi aveva fatto una battuta: “Ooohhh poveri imbranati… allora vuol dire che mi terrete compagnia ciocando a carte come i vecchietti… mio marito è tornato a Milano a lavorare, alla sera sono sola soletta con il bimbo che dorme già dalle nove, bene, ciao ragazzi… Luca vieni a mangiare, non disturbare i vecchietti…” Si erano salutati calorosamente, parevano tutti contenti del vicinato, i due ragazzi erano entrati in tenda, si erano messi il costume, poi Enzo aveva detto sottovoce: “Però… la mammina, hai visto che tette ? E’ nà bonazza… io me la farei anche subito… tu no ?” Sghignazzando Stefano aveva risposto: “Cazzo se me la farei…. ha un culo che è tutto un programma… le tette poi sono proprio da spagnoletta, la bocca con quelle labbra poi… sai che pompini potrebbe fare ahahahah” Avevano mangiato i loro panini seduti sotto un pino marittimo, Antonella dal finestrino del camper li guardava non vista, pensava che erano proprio dei bei ragazzi, giovani ma… era da tempo che non si rapportava con ragazzi nuovi, certi pensieri si facevano strada in lei, dopo aver dato da mangiare al bimbo lo aveva coricato, quando lui si era addormenteto lei era uscita ed aveva chiesto ai ragazzi se volevano il caffè, loro avevano accettato immediatamente e si erano seduti al tavolino sotto la veranda del camper. Avevano riso e scherzato, Antonella si era divertita a scherzare con loro, era tornata ai suoi diciott’anni, l’età più spensierata e più intensamente vissuta, era stato il più bel periodo della sua vita, quelle due ore glielo avevano ricordato, ma il risveglio del bimbo l’aveva riportata alla realtà. I due ragazzi le avevano chiesto dove andava in spiaggia, lei lo aveva spiegato e aveva detto che se non avevano di meglio potevano vedersi lì, mezz’ora dopo erano in riva al mare insieme. Fine primo capitolo.

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