Appartenenza o Amore

Appartenenza o Amore

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Al risveglio, la sua chiamata.
Ciao piccolina, come stai?
Come se fossi stata masticata e poi sputata.
Ti va di vederci domani?
Si amore mio. Quando? A che ora?
Ecco ora mi si riempie il cuore di felicità. Basta poco. Solo alcune parole ed è di nuovo luce. Vado a prepararmi. Compro un vestito nuovo, vado dal parrucchiere poi dall’estetista. Passo una giornata a preparare la mia carne per lui. Devo essere perfetta. Alla sera esco, rido e mi diverto di nuovo con i miei amici. Domani sarà un giorno fantastico. Rivedrò il mio love.
Poi alla notte mi assale un pensiero buio. Non sarà che… ma no non ci voglio pensare. Certo non sarà così. Sono troppo paranoica. Dormo.
Al mio risveglio sono pronta preparata. Stasera vedrò il mio love. Forse addirittura dal pomeriggio. Mi deve far sapere. Il pensiero continua a strisciare nella mia mente. Lui mi vuole abbandonare. Glielo ha ordinato sicuramente lei. Non può essere altro.
Ad un certo punto mi manda i messaggi di lei. E’ irritata non vuole che ci vediamo. Dice che sono insolente. Che non merito di vederlo.
La stronza. Non pensava di farmi abbandonare. Troppo presto forse. Sono sicura che prima o poi glielo ordinerà. E’ di una malvagità lineare, lei, semplice. Inoltre, è lunatica. Appena lui mostra un minimo di interesse nei miei confronti lei lo rivuole tutto per se. Forse non immaginava che avrei accettato. Lui mi mostra ancora le intenzioni di lei. Addirittura vorrebbe che mi presentassi all’appuntamento e che lui mi desse buca senza dirmi niente. Lui mi dice che non lo farebbe mai, ma propone a lei di vedersi. Lei risponde con un forse.
Sarebbe pronto a darmi buca dicendomelo, e ne dovrei anche essere gratificata solo se lei risponderà di si…
Questo è troppo. Sbotto. Lei deve sapere che sono stufa di stare in questa situazione che non è più un gioco. Ma un confronto con una ex gelosa. Che io sono una signora e che non dico quello che penso perchè non mi voglio abbassare al suo livello. Che sono stufa, che sono furiosa.
Ora è lui a perdere le staffe. Mi chiama e mi dice se voglio vederlo oppure no, che ho tempo tre secondi per rispondere. E naturalmente gli dico di si. Ma solo per andare da lui guardarlo negli occhi e sbattergli in faccia quanto sia delusa dal suo comportamento da omuncolo!! Questo sei: un omuncolo. Lo ripeto lo urlo per tutto il viaggio. Non a lui certo. Quando lo vedrò glielo dirò. Certo che glielo dirò. E da signora me ne andrò lasciandolo come un poveretto a disperarsi perchè mi ha perso. Per sempre. Poi voglio vedere quanto si divertiranno nel loro rapporto malato e crudele senza di me. Ma io basta non ci sto più.
Sono accanto alla macchina che l’aspetto, furiosa già pronta ad esporre tutto il mio discorso preparato accuratamente. Il gioco è finito.
Lui arriva, mi prende per i fianchi mi e gira contro l’auto. Bastano pochi secondi e sono già di nuovo sua. Mi sfiora la schiena e i fianchi mentre con l’altra mano mi tiene la nuca…. Ma non con fare eccitato. Era come se stesse controllando il suo pezzo di carne. Con fare meticoloso ecco. Poi mi fa male. Morde. Strizza i capezzoli con le dita. Vorrei ribellarmi. Ci ho provato, ma perdo le forze quando sono con lui. Poi mi lascia e si mette di fianco a me. Lo tira fuori: è durissimo. Mi chiede di menaglierlo ed io ubbidisco voltandomi dall’altra parte. Il mio respiro è veloce, sono ancora arrabbiata, combatto tra la rabbia e l’eccitazione. Mi gira la testa e mi bacia forzandomi, ma io non voglio, gli mordo il labbro, gli sussurro che lo odio. Odio lui e la sua Mistress, ma niente era più importante. Ora ero tra le sue braccia.
Siamo saliti in macchina e ci siamo spostati in un luogo più appartato.
Il ricordo è un po’ confuso, mi ha sicuramente umiliata prendendo in giro il mio amore nei suoi confronti alternando umiliazione a baci appassionati.
Poi mi ha parlato di Lei, di cosa gli aveva fatto quella sera. Che gli aveva tirato i capelli e fatto assaggiare i suoi capezzoli, quindi mi prende mi fa salire sulle sue gambe, mi toglie via la maglietta e il reggiseno in un secondo e li nuda davanti a lui comincia a mordermi, prima le labbra, poi il collo poi i capezzoli. Il dolore ai capezzoli è sempre così pungente. Io cerco di resistere poi non ce la faccio e lancio un gemito di dolore. Allora lui si ferma e mi guarda deluso. Non resisto al dolore come lui vorrebbe. Mi fa spostare. Ora sono in ginocchio di fianco a lui. Mi chiede di toccarmi mentre mi infila piano piano un dito dietro nel mio culetto strettissimo. La verginità del mio sedere, è un’altra delusione per lui. Mi ha ricordato come entra bene invece nel culo dell’altra sua schiava. Quella che abbiamo incontrato qualche mese fa. Di nuovo lo sconforto sale. Non sono all’altezza. Non lo sarò mai.
Mentre sono li che mi tocco con lui che tiene le dita ferme nel mio culo mi sussurra cosa vorrebbe succedesse con la presenza della sua Miss. Prima o poi la vedrò senza essere avvertita. Sarò legata e bendata, e magari anche imbavagliata se sarà necessario così Lei sarà libera di fare tutto quello che vuole senza vedere la mia fastidiosa insolenza. Mi umilieranno fino a farmi disperare. L’orgasmo arriva. Forte e prepotente come il tono di lui e come promesso mi infila tutto il dito fino in fondo al sedere.
E’ abbastanza per il momento. Mi dice di vestirmi ed uscire. Ritorna ad essere love. Passeggiamo, chiacchieriamo fino ad un bar vicino e li restiamo finchè non arriva il buio. Quanto è bello quando è love. Quando rivela la sua vera natura. E’ straordinario. Resterei ore ad ascoltarlo. Io invece resto sempre la stessa inutile slave. Non riesco mai a rivelarmi sul serio per quella che sono. La mia natura se ne va via. Riesco solo ad essere come una ragazzina alla sua prima cotta. Non pronuncio nulla di interessante. Resto li a guardarlo e sorridere alle sue battute. Davvero non capisco perchè lui resti li e non mi abbandoni dopo avermi usata. Sarà per la sua bontà infinita, probabilmente.
Rientriamo in auto. Mi chiede di raccontargli qualche mia fantasia e di masturbarlo ma non ci sono riesco dannazione e glielo faccio ammosciare. Maledetta stupida che non sono altro. Devo pagare ora. Mi fa mettere a cavalcioni. E poi infinite sculacciate. E’ inutile piangere e disperarsi e chiedere basta, tanto lui smetterà solo quando il sedere diventerà rosso e caldo come desidera.
Ora visto che non sai farmelo diventare duro, prova a farmi le coccole. Sei capace almeno in quello? Mi fa sedere. Le natiche mi bruciano. E’ una posizione scomoda ma devo resistere. Lui si sdraia e mette la sua testa sulle mie cosce. Sono imbarazzatissima. E so già come andrà a finire. La mia testa è in confusione. Lui mi ordina come fare. Del resto è solo un massaggio alla testa. Ma non va bene quel punto e nemmeno l’altro. E niente alla fine mi dice che sono buona solo a cucinare e ramazzare casa. Che mi avrebbe usato per quello.
Scende dalla macchina ma prima di andarsene mi sbatte nuovamente contro l’auto.
Questa volta però siamo di fronte. Mi bacia appassionatamente. Ma in modo che mi dia fastidio. Lui sa bene come fare. Si comporta come un fidanzato sapendo benissimo che mi da ai nervi. Si struscia contro di me. Sembriamo due adolescenti arrapati. Mi danno un fastidio tremendo queste situazioni. Ma riesce comunque ad eccitarmi. Mi sussurra ancora cosa ci avrebbe fatto la sua miss. Sai a lei piace da morire farmi scopare dagli uomini. Magari prima ci fa fare l’amore mentre ci umilia e ci deride. Poi resteremo abbracciati così come in questo momento, magari con il mio membro dentro di te. E nel contempo verremmo scopati entrambi. Ad uno di noi due sarebbe toccato un uomo all’altro lei con lo strap on. Chissà se ci avrebbe fatto scegliere. E con questo pensiero comincia ad inturgidirsi sempre di più. Quindi mi gira e lo sento ancora di più mentre mi alza la gonna e continua a strusciarsi. Lo supplico di scoparmi. Solo un pochino gli chiedo. Ho bisogno di sentirti dentro solo per qualche secondo. Apre la portiera nei sedili posteriori della mia auto e mi fa mettere a carponi. Mi abbasso subito da sola le mutandine, sono smaniosa, lo voglio. Lui mi dice che non devo essere così sicura di essere scopata. Poi mi dice che sono una troia e finalmente me lo mette dentro, tutto fino in fondo con un unico colpo. Io sono bagnatissima. Lo sento muoversi. Mi metto sempre più giù, la schiena ben inarcata spingo anch’io verso di lui. Non voglio che se ne vada. Grido dal piacere, non mi contengo e lui si stufa presto come prevedibile. Si allontana per ricomparire dall’altro lato della macchina. Così da poter leccarglielo tutto, coperto dal mio piacere. Mi tiene la testa, mi stringe i capelli e mi scopa la bocca, esce qualche lacrima. Poi più nulla, si è infastidito nuovamente per la mia incapacità. Mi sono tirata su le mutandine. Mi ha dato un paio di baci sulle guance bagnate di lacrime e mi ha ricordato che sono patetica. E se n’è andato strizzandomi l’occhio.
Durante il viaggio a casa abbiamo ripreso a chiacchierare per farci compagnia, ora era lui e basta. Il suo vero io è dolce, sensibile, premuroso ed estremamente divertente. Anche durante la giornata passata insieme lo è stato. E’ necessario alternare le due personalità nei giochi altrimenti diventa tutto troppo pesante e serio. Arrivo a casa. Posso starmene in balcone a godermi la pace dopo il dolore. Nulla è paragonabile a questa sensazione. Un po’ quello che si prova dopo un orgasmo, e un po’ quello che si prova dopo un pianto. Ed anche un po’ quello che si prova dopo aver raggiunto una vetta alla fine di un’arrampicata, senti il dolore alle mani, non riesci a stendere le dita, i tuoi muscoli sono tutti in contrazione ma sei su ed hai raggiunto il traguardo. Se si uniscono tutte queste sensazioni allora si può avere un’idea di come ci si senta dopo un sessione con il migliore dei Master.

 

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