Una cura ricostituente si rivelò assai piacevole

Una cura ricostituente si rivelò assai piacevole

Avevo quattordici anni e faticavo molto a studiare. Andai dal medico per una cura ricostituente e mi rifilò iniezioni che, ebbe il piacere sadico di farmelo presente, aiutavano moltissimo ma bruciavano il giusto, ovvero molto. A casa mia nessuno aveva mai praticato intramuscolari, ma mia madre si ricordò di una sua collega che era infermiera. Chi meglio di lei? Le telefonò ed io, il giorno dopo, ero a casa sua per iniziare la temuta cura. Quando me la trovai davanti alla sua porta, strabuzzai gli occhi: Bionda, alta, slanciata, cosce coperte da una minigonna, fianchi sinuosi ed un seno che sembrava dovesse esplodere per quanto era grande. Il viso , la bocca carnosa, gli occhi azzurro mare: Beato chi se la scopa, pensai subito. Mi fece entrare e, notando che ero un po agitato per la puntura ( ma, in verità, ero eccitatissimo nell’osservarla fantasticando che me la stavo scopando!), mi fece sedere ed iniziammo una chiacchierata sulla scuola, e bevendo un poco di brandi ghiacciato. Terminato il bicchierino, mi guidò in camera da letto dove mi fece abbassare i pantaloni e scoprire il sedere. La trepidante attesa fu lunga ma mi massaggiò la natica a lungo e così non sentii l’ago ed in fondo il farmaco non bruciò molto. Mi rimisi in piedi e lì lei notò che il mio cazzetto era dritto e rosso paonazzo ma fece finta di nulla. Mi rivestii e, dopo che mi chiese se avevo sentito dolore, mi complimentai per la sua manina leggera. Mi dette un bacio sulla guancia ed io divenni rosso infuocato, mi accompagnò alla porta e, dopo un ciao, uscii in strada. Tutto il restante giorno non feci che pensare a lei, ero eccitatissimo e, chiuso nel bagno,
mi feci una sega che causò giramento di testa ed una scossa di piacere mi scorse lungo la colonna vertebrale. Altra sega prima di dormire e rimasi a cazzo dritto per lungo tempo. Il giorno dopo, appuntamento con la seconda iniezione. Barbara, così si chiamava lei, mi ricevette con una vestaglia che le scopriva le cosce e risaltava ancora di più il seno ed io la salutai rimanendo incantato dalla sua bellezza. Andammo dritti in camera e, dopo che mi fece la puntura, mi disse di rimanere un poco sul letto perchè ieri ero rosso e certo era la reazione dell’iniezione. Si sedette a fianco e parlammo della mia vita di quattordicenne, chiedendomi poi se avevo la ragazza. Negai, ero maledettamente solo, guardandola come se potesse accendersi qualcosa tra noi ma non ci sperai nemmeno: lei era una trentenne ed io un ragazzino, per giunta inesperto in materia. Barbara mi carezzò il viso , notando che iniziava a spuntarmi la barba, poi si sdraiò al mio fianco e mi disse che per lei ero molto carino e non capiva perchè non avevo un amorino da vivere. Mi si avvicinò col viso al mio ed iniziò a darmi piccoli bacetti sulla guancia. Intanto la sua mano scorse alla patta dei mio pantalone e slacciò i bottoni. Prima mi spogliò completamente, poi venne il suo turno: la vestaglia cadde a terra e lei si trovava con solo gli slippini ed il reggiseno. In un attimo fu completamente nuda. Mi prese il cazzo in mano ed iniziò una lenta sega che lo fece indurire in pochi attimi. ero teso come una corda. Prese poi il cazzo in bocca e slinguò fino a farmelo diventare assai più grosso di prima. Le dissi che stavo per godere, preoccupato di non scaricarmi nella sua fighina rasata e profumatissima, tanto che, dopo che le infilai un dito dentro, me lo portai in bocca per assaporare l’essenza di donna che mai avevo provato. Lei mi disse di lasciarmi andare, così avrei goduto di più quando mi avrebbe sverginato. Aveva capito benissimo che ero un novellino! Mi leccò la cappella e succhiò a lungo il cazzo e, alla fine le schizzai un fiume di sperma in bocca. Lei succhiò, ingoiò fino all’ultima goccia ed io sentii vibrare l’intero mio corpo provando una sensazione sconosciuta che mi inebriava. Dopo che andò in bagno a sciacquarsi la bocca, ritornò e, stringendomi a lei, m’infilò la lingua in bocca poi mi disse:” adesso impara a baciare una donna come si deve, poi mi leccherai la fighina, i seni e il culo se lo vorrai anche quello!” Mi baciò talmente bene che mi provocò una nuova erezione. Mi fece mettere in posizione per leccarle la figa e mi guidò sul dove baciarle il sesso, mordicchiando lievemente il grilletto, il suo clitoride e leccando su e giù le labbra che si andavano gonfiando. Quando cominciò a godere, vibrando come una corda di chitarra, mi prese in mano il cazzo e se lo infilò in figa, scuotendomi come fosse lei un serpente che si contorceva sul mio corpo. Mi fece scandire i colpi di fianchi nell’infilarle il cazzo ed io, preso dalla foga, partii in quarta, scopandola impetuosamente. Sentivo che stavo per godere e le avvisai se potevo sborrare dentro e lei mi rassicurò che prendeva la pillola, così, l’inesperienza e la grande fame di figa mi fece scaricarle un fiume di sperma. Rimasi dentro di lei un poco di tempo, poi le afferrai i seni con l’eccitazione ancora in atto, glieli leccai, poi, con lei che mi stuzzicava i capezzoli con una mano mentre con l’altra aveva afferrato il cazzo, mi ritrovai una seconda erezione e, senza il suo aiuto, le tolsi il cazzo dalla mano e lo rinfilai in figa e giù, senza curarmi di lei, a scoparla impetuosamente. Altra sborratona che feci senza remore e poi, estratto il cazzo di fuori, mi sdraiai al suo fianco, osservandola incantato dalla bellezza del suo viso. La baciai in bocca, poi lei mi disse:” Allora, Franco, oggi hai conosciuto la mia fighina, domani imparerai altre eccitanti cose e, alla fine delle mie lezioni, ti papperai il mio bel culetto.” Ti piace? Mi disse voltandosi a pancia sotto. Lo accarezzai e, se lei non mi avesse bloccato, la avrei sodomizzata. Andammo a farci insieme la doccia, poi mi chiese di vestirmi perchè stava per arrivare una signora anche lei per le iniezioni, così mi rivestii velocemente e, dopo un lungo bacio in bocca, a malincuore, mi accompagnò alla porta.

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