Un nuovo amore

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Ciao a tutti, mi chiamo Alberta e questa è la prima volta che scrivo. Ormai ho 47 anni, mi sento una donna matura, completa e voglio raccontare a qualcuno, approfittando dell’anonimato, un po’ della mia vita.
Ho sempre tenuto un Diario del cuore, sin da ragazzina; ma voglio approfittare di questo sito per parlarvi della parte piccante della mia vita, che non ha mai trovato spazio sul mio Diario, per tanti motivi: vergogna, paura (che qualcuno lo leggesse) ed immaturità.
Dopo sette anni di matrimonio, voglio raccontarvi come ho conosciuto mio marito; avevo chiuso con la mia vita precedente, fatta di eccessi e lascivia da diversi mesi, volevo cambiare. Dopo essermi trasferita in un’altra città, lasciandomi dietro persone poco raccomandabili e una reputazione compromessa, mi ero trasferita in una piccola cittadina di provincia, pronta a rifarmi una verginità (fittizia) e godendo di una buona reputazione, come insegnate capace, solerte e severa.
Ben presto benvoluta dalle mie nuove colleghe, essendo libera e senza pensieri, iniziai a frequentarle al di fuori del lavoro, ed ebbi modo di incontrare molti uomini. Scartai subito, quelli interessati solo al sesso o a stupide avventure adolescenziali, avevo già dato abbastanza in precedenza (ve ne parlerò in futuro, magari). Un uomo, di qualche anno più grande di me mi colpì appena lo conobbi. Di bell’aspetto e dai modi gentili, educato e riservato, con una cultura superiore alla media e benestante. Per una volta, cercavo un uomo che mi desse prima di tutto sicurezze, certezze. E a ben guardarlo, mi sembravo fin troppo riservato, insomma, si vedeva lontano un miglio che aveva poca esperienza con il così detto gentil sesso.
Non so se mi avesse notato tra tutte quelle persone la sera che ci siamo conosciuti, ma volevo rivederlo e volevo rimanere sola con Lui. Qualche settimana dopo si presentò l’occasione, e decisi di preparami adeguatamente: mi truccai e mi misi una bella maglietta attillata, per mettere in evidenza la mercanzia (ho una quarta di seno). Feci in modo di sedermi vicino a Lui, e a sentirlo parlare era davvero affascinante; dopo aver bevuto un po’ si dimostro anche simpatico.
Mentre ridevo veramente divertita dalle sue battute, mi sono appoggiai un paio di volte col mio voluminoso seno sul braccio, lo vidi trasalire, ma non si tirò mai indietro, segno che gradiva questo inaspettato contatto. Mi convinsi che c’erano dei buoni presupposti, e così usciti dal ristorante, mi sono autoinvitata come sua passeggera per il viaggio di ritorno, assicurandomi che nessuno venisse con noi.
In macchina c’era un po’ di tensione, era evidente che lui non avrebbe mai fatto la prima mossa, lo convinsi a disertare l’appuntamento con gli altri e mi feci portare in un punto panoramico della città, un posto noto per essere ritrovo di fidanzati e coppiette.
Mentre eravamo ancora in macchina, appoggiai la testa sulle sue spalle dicendogli quanto ero stata bene con lui e quanto mi piacesse, e volgendo la mia bocca verso la sua, alla fine ci baciammo, fu un bacio abbastanza imbarazzato, un bacio ricco di denti che si toccavano, cosa che non mi succedeva più da tanti anni (a ulteriore conferma della sua poca esperienza).
Dopo il bacio, lo vidi più calmo,e parlammo tanto. Ci scambiammo i numeri e poco dopo ci separammo.
Ci sentimmo nei giorni seguenti, ma lo percepivo distante, quindi spinsi per rivederci. Mi feci bella, misi una bella maglia scollata e dei pantaloni attillati (non misi la gonna, temevo fosse troppo).
Fui un po’ delusa da come ci salutammo, non riuscivo a capire se a muoverlo era disinteresse o solo nervosismo, non lo conoscevo abbastanza; mi risolsi a fare nuovamente la prima mossa. Appena saliti in macchina lo baciai, con foga, ed anche lui lo voleva, gli presi una mano e gliela misi sul mio seno, ed a quel punto lui sussultò. Era preso, mi voleva. Gli dissi di spostarci in un luogo appartato. Appena la macchina si fermò fu lui a cercare le mie labbra, e da solo guadagnò la via per le mie tette. A quel punto mi convinsi che per legarlo a me dovevo fare di più. Gli dissi che avevo caldo, e lui sorridendo mi disse: “Ti vuoi togliere la maglietta?”; io già mi stavo sbottonando i pantaloni e me li sfilai goffamente in macchina. Lo vidi un po’ sorpreso e gli misi la mano sul mio culo poco coperto dal tanga carinissimo e colorato che indossavo. A quel punto gli dissi: “Mettiti comodo anche tu”, e si sbrigò a togliersi i jeans che indossava. Vidi un piccolo rigonfiamento nelle mutande, non sapevo bene cosa fare però. Nuovamente gli indirizzai la mano all’interno delle mie cosce, ed io presi ad accarezzarlo sopra le mutande. Mentre mi toccava, non sapendo dove toccare, gli dissi di togliersi le mutande. Tirò fuori un cazzo normale, proprio come me lo aspettavo, e senza dirgli nulla lo presi in bocca, lo succhiai mentre lo scappellavo, Lui era diventato tutto di marmo, rigido, non diceva nulla, non un verso; il tutto durò poco, e mi sborrò copiosamente in bocca. Appena mi tirai su, mi porse un Kleenex dicendomi; “Puoi sputare qui dentro”. Io come da abitudine avevo ingoiato tutto, feci finta di usarlo sputandoci un po’ di saliva e lo ringraziai.
Le volte dopo gli ho insegnato come far godere una donna, cos’è la clitoride, fino a quando abbiamo fatto l’amore; ci sono voluti diversi tentativi, più volte ha fatto cilecca prima di riuscirci, ma ci volevamo bene, non era un problema. Quando facevamo l’amore veniva quasi subito, venire insieme non è mai stato possibile purtroppo.
Meno di un anno dopo ci siamo sposati, tutta la sua famiglia mi aveva accolta a braccia aperte, erano felici che il loro scapolone si fosse sistemato.
Ad oggi, poco sesso, raramente e poco soddisfacente, perciò mi trovo a ripensare al passato, ma non a questo episodio, bensì a cose successe molto prima.
Vi racconterò tutto nei prossimi racconti, un bacio a tutti

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