Intriganti evasioni. Prima parte

Intriganti evasioni. Prima parte

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Intriganti evasioni

Mi chiamo Mario, ho cinquanta due anni e sono sposato con Paola che è quattro anni più giovane. Quando l’ho conosciuta, era la compagna di banco di mia sorella alle superiori, lei aveva diciassette anni e io ventuno. Di lei si diceva che già si dava da fare con i maschietti, specie in certi lavoretti di bocca che le venivano molto bene. Ci siamo trovati subito in perfetta sintonia e innamorarsi e decidere di stare insieme è avvenuto in breve tempo. Mi sono subito reso conto, con grande piacere, che a lei succhiare il cazzo le veniva benissimo, ma curiosamente era anche vergine, non la dava, solo bocchini. Dopo un anno passato ad esplorare il nostro corpo alla ricerca del piacere, abbiamo deciso di scoprire il sapore del sesso completo e così dopo sei mesi è rimasta incinta. Effettivamente avremmo potuto prendere delle precauzioni, ma la voglia di sentirmi esplodere dentro di lei ha avuto il sopravvento su ogni altro desiderio e così ci siamo sposati anche perche io già lavoravo come impiegato di banca, e lei aveva già terminato gli studi di ragioneria, ed è stata assunta assieme a mia sorella, nello studio di commercialisti di mio padre che le ha fatte diventare due consulenti finanziarie di elevato livello. Dopo la nascita di nostra figlia Giulia la vita a preso a scorrere sempre meglio. Fra di noi si è fin da subito instaurata una reciproca confidenza e lealtà assoluta. Le ho chiesto di essere sempre sincera con me, io avrei fatto la stessa cosa. Fin da subito mi sono reso conto che Paola è la classica donna che le piace il cazzo. Lo ha imparato a succhiare poi a godere. Le piacciono grossi e resistenti, e su questo mi sono trovato bene con lei, perche modestamente ho una bella nerchia fra le gambe, un cilindro non troppo lungo, quasi diciotto, ma molto largo e abbastanza resistente, questo lei, lo ha sempre apprezzato. Le piace anche molto prenderlo in culo, un piacere che ha scoperto con me, dopo che l’ho sodomizzata una sera per una scommessa persa. Da sempre, mi sono reso conto, che quando passa una donna alta uno e settanta cinque, capelli neri e lunghi, occhi scuri, labbra carnose e bocca ampia da vera succhia cazzi, con il seno una quarta piena alto e sodo, gambe lunghe e ben affusolate, sempre fasciate da autoreggenti, che sono sormontate da un bel culo alto e tondo, reso più invitante da scarpe con tacchi alti, è ovvio che l’idea che un altro maschio la desideri, la devi mettere in conto. Aggiungi poi, che a lei esibirsi e provocare la rende felice al massimo, devi intelligentemente correre ai ripari. Io ai ripari ci sono corso facendole capire che non avrei apprezzato avere le corna, ma che non avrei avuto nessun problema, a capire e appoggiare le sue voglie di femmina sempre in calore. La cosa importante era, che io ne fossi sempre a conoscenza dalla sua bocca, e non per sentito dire, e se poi mi rendeva partecipe delle sue avventure, ne avrei tratto giovamento pure io, e soprattutto il nostro rapporto.
«Mi dici che tu, se io scopo extra, non ti incazzi, basta che lo sai?»
Con la risposta a questa domanda abbiamo iniziato una vita di assoluto piacere per entrambi. Stranamente mi sarei aspettato una sfilza di scopate da parte della mia signora, che invece non è arrivata. Alla domanda del motivo di un simile comportamento, la sua risposta è stata semplice, nello stesso tempo meravigliosa.
«Mi piace sapere che sono libera di farlo. Mi sono resa conto che se lo faccio senza te, è come se mi mancasse il sesso, cosa non vera, perche tu a letto sei sempre molto soddisfacente e appagante, quindi se deve essere un gioco lo voglio giocare quando anche tu hai la possibilità di goderne.»
Cosa desiderare di più da una donna che ti dimostra un simile amore e rispetto. Col tempo abbiamo intrapreso giochi e soprattutto momenti, che ci hanno eccitato così tanto, che alla fine ho sentito forte il desiderio di vederla godere, fra le braccia di uno o più maschi. La prima vera occasione è avvenuta per caso. Eravamo in vacanza in Sardegna e avevamo preso un bell’appartamentino vicino alla spiaggia di San Teodoro. Una spiaggia veramente bella e perfetta per le famiglie con bimbi piccoli, Giulia aveva appena due anni. Paola era al massimo del suo splendore di neo mamma, aveva ripreso la sua forma fisica annullando quasi del tutto gli inestetismi della gravidanza. Accanto a noi c’era nella stessa fila di ombrelloni, appena di lato un signore di nome Bruno, sulla sessantina, che tutti i giorni portava assieme alla moglie la nipotina al mare. Bruno, fissava Paola senza ritegno. Quando lei si sdraiava, era evidente, che il fatto che lei non portava il sopra del costume, ma esibiva un meraviglioso topless, lo faceva sbavare tantissimo. Anche sua moglie Maria, una bella donna, esibiva in topless, ma non era nulla in confronto di quello di Paola. Lo osservavo con interesse e discrezione, per capire dove voleva arrivare. Quando eravamo solo noi tre, perche spesso sua moglie risaliva con la nipotina per farle fare un riposino, non perdevo l’occasione per lasciarli soli, avendo intuito, che a mia moglie, queste attenzioni le facevano tanto piacere, e allora lui non mancava mai di farle i complimenti.
«Certo che la natura, con lei ha fatto un capolavoro! Un seno così bello andrebbe goduto sempre.»
La sera a letto io e Paola ne parlavamo liberamente.
«Hai visto che bozzo aveva oggi Bruno quando mi sono spalmata la crema sul seno. Se non ci fossi tu credo che allungherebbe le mani per toccarlo. Credo che mi voglia scopare e sborrare sul seno. Lo fa impazzire quando lo muovo o lo accarezzo. Poi è convinto che tu non te ne sei accorto, e questo lo rende a volte veramente sfrontato, anche se la presenza della moglie lo frena un poco, altrimenti mi sarebbe già saltato addosso.»
Io, che al solo sentirla parlare, avevo già il cazzo durissimo, ho voluto capire le sue reali intenzioni.
«Dimmi sinceramente ti eccita che lui ti desideri, o vorresti anche fartelo per sentire dentro di te, il palo che deve avere sotto il costume?»
Lei mi ha guardato e sorriso, poi ha afferrato il mio cazzo, e dopo averlo succhiato un poco è salita su di me e lo ha infilato tutto dentro. Era un lago! La sentivo fradicia e molto calda. Ha cominciato a scoparmi con molta calma, assaporando ogni spinta, che dal basso io con le gambe inarcate, le davo mentre le impastavo i seni. La sua voce era languida, e le sue parole molto eccitanti.
«Si porco! Ti eccita sapere che mi vorrebbe scopare come fai tu adesso!»
Il primo orgasmo, improvviso e imprevisto l’ha lasciata stupita, poi ha ripreso ad ondeggiare su di me, incitandomi a sbatterla sempre più forte.
«Dai, sfondami, lo so che ti piace sapermi troia! Cazzo ti sento! Sei enorme!»
Ero un toro impazzito! La sbattevo con colpi tremendi, poi l’ho messa sotto di me è ho ripreso a sfondandola con indicibile potenza. Ad ogni affondo vedevo il suo seno sobbalzare verso l’alto, lei che sbatteva la testa da ogni lato mordendosi le mani dal piacere.
«Sei una vacca! Ti sfondo tutta! Certo che ci godo nel sapere che quel porco ti vorrebbe sbattere come sto facendo io. Cazzo sei un lago! Mi fa impazzire saperti desiderata Dai godi! Godi adesso!»
L’ho pompata facendole provare altri orgasmi che l’hanno fatta tremare di piacere. Alla fine mi ha pregato di sborrare perche voleva sentire il mio piacere inondarle il ventre.
«Amore sei grande! Mi stai slabbrando tutta! Dai vieni, ti voglio sentire che mi inondi, si eccomi vengo! Ora!»
Troppo eccitato al solo pensiero di lei con lui, che non ho resistito al piacere di scaricarmi dentro di lei che ha avuto un ennesimo orgasmo.
«Dai amore vienimi dentro! Oddio! VENGO! Di NUOVO! Mi uccidi, mi fai morire, sei unico! Ti amo! Ti amo!»
Siamo rimasti abbracciati e abbiamo limonato un poco facendoci le coccole, poi le ho chiesto cosa voleva fare con Bruno.
«Davvero non ti scoccia se ci scopo? Sei sicuro che lo vuoi veramente? Io lo farei anche subito, ma il massimo sarebbe che tu fossi almeno presente e questo non sembra molto facile da realizzare, perche abbiamo una bambina, e lui ha anche sua moglie.»
Ho riflettuto un momento, poi gli ho prospettato il mio piano.
«Domani pomeriggio, quando il sole picchia forte, tu potresti dire che porti Giulia a fare un riposino, e io potrei dire che resto in spiaggia. Lui in genere in quel momento è solo. Con una scusa dopo che tu sei andata via, potrei allontanarmi per dargli il tempo di seguirti, poi silenziosamente rientro in casa da dietro, dove c’è la porta della cucina, e ti posso ammirare mentre te lo gusti e te lo godi tutto.»
Lei mi ha guardato ammirata, poi ha detto che ci avrebbe pensato, si è distesa per dormire, mentre io, ero in preda ad una nuova erezione provocata dal solo pensiero di spiare mia moglie che si faceva sbattere da quel porco. Per alcuni giorni lei non ha accennato a fare nessun gioco, anzi sembrava un poco disinteressata al mio piano. Poi quando mancavano due giorni alla fine delle vacanze, un pomeriggio che eravamo soli, la signora Maria come al solito era risalita, perche la bambina doveva dormire, Paola mi ha detto che sarebbe risalita perche Giulia, che si era effettivamente, come sempre, addormentata sotto l’ombrellone, e lei ne avrebbe approfittato per fare un pisolino anche lei. Ho guardato mia moglie cercando di capire dove voleva andare a parare. Il piano era che lei avrebbe portato la figlia, per lasciarmi libero di agire, ma lei dopo aver dato una bella occhiata a lui, e ricevuto in cambio un cenno d’assenso, se ne andata lasciandomi da solo con Giulia e Bruno, che si è immediatamente eclissato. Ovvio era di sicuro salito con mia moglie per scopare, mentre io con il cazzo durissimo ero bloccato in spiaggia. Stavo cercando una soluzione, quando improvvisamente mi vedo comparire Maria, la moglie di Bruno, con il passeggino con dentro la nipotina addormentata.
«Scommetto che mio marito è sparito dietro sua moglie. Allora lei dovrebbe venire con me assieme a sua figlia che sta dormendo come mia nipote. Venga che abito qui vicino, e non se ne pentirà.»
Stupito la seguo in silenzio. Appena dentro il loro appartamento, e collocate le due piccine su di un lettino predisposto per loro, Maria mi trascina nella camera adiacente, mi bacia con passione. Resto un attimo stupito, poi me ne frego, decido che il gioco mi eccita molto. Bruno scopa mia moglie pensando di farmi cornuto, mentre io mi scopo la sua, che sicuramente lui pensa essere sola. Mi succhia il cazzo dopo essersi spogliata, e messo in mostra un bel fisico asciutto, solo il seno non è grande come quello di Paola, ma il resto è decisamente gradevole, e poi vuoi mettere il piacere di fottere la moglie, di chi è convinto che ti sta facendo cornuto. Non ha prezzo!
«Huummm che bel cazzo! Dai lasciamelo succhiare che mi piace tanto. Dai toccami.»
Le spingo due dita dentro la fica bollente, già molto bagnata, poi la masturbo molto velocemente, mentre lei mi divora il mio uccello infilandolo tutto dentro la gola. Succhia, gode e geme a bocca piena. Poi improvvisamente trema scossa da un orgasmo che la fa vibrare intensamente, poi si sfila il cazzo dalla bocca, e mi prega di scoparla. La metto sotto di me, lei solleva le gambe, e mi riceve dentro tutto d’un colpo. Affondo fin quando non sento la punta sbattere sul collo dell’utero, e lei ha subito un potente orgasmo, che le fa rovesciare gli occhi, aprire la bocca, e solo un flebile gemito ne esce, poi sembra che una scarica di corrente l’abbia colpita da quanto trema. Ha un orgasmo fortissimo, temendo e molto appagante. Le lascio assaporare il piacere, poi incomincio a pomparla con colpi tremendi che la fanno sobbalzare tutta. Solleva le gambe, le annoda dietro di me, mi viene incontro con il corpo quando affondo in lei. Gode a raffica. Non si capisce quando finisce un orgasmo e incomincia un altro. Poi dopo un ennesimo momento di piacere, con occhi languidi, il viso sfatto mi sorride mi fa una insolita richiesta.
«Ti prego prendimi nel culo. Quel fesso di mio marito non me lo ha mai chiesto, mentre a me fa impazzire sentirlo in culo.»
La guardo estasiato da una simile richiesta, lei si gira, solleva le chiappe e appoggia il viso sul materasso e poi con le mani lo apre e me lo offre.
«Dai, inculami…dai che mi fa impazzire…»
Afferro il cazzo durissimo, lo appoggio al suo buchetto zuppo dei suoi umori. Lo spennello per lubrificare quel buchetto che a dire il vero è già bagnato del piacere che è colato giù. Lei mi incita sfondarlo senza riguardi.
«Dai spaccami il culo! Dai entra e fammi male! Lo voglio sentire che mi sfondi, che me lo spacchi con forza!»
L’afferro per i fianchi, e affondo deciso dentro quel foro che per un attimo oppone resistenza, poi si apre, mi risucchia tutto il cazzo dentro fin quando le palle sbattono sulle labbra della sua fica. Lei trema, urla e poi gode.
«aahhhiii! Sei enorme! Mi spacchi! Dai non ti fermare! Rompilo tutto!»
Sento una sua mano che mi accarezza le palle, e si masturba da sotto la fica, mentre io incomincio a limare quel buco che scopo sempre più forte. Spacco quel culo che mi stringe il cazzo, lei gode come una vacca, mi incita a scopala sempre più forte, fin quando non sono soddisfatto, e poi mi dice che devo sborrare in culo e in bocca.
«Dai scopami il culo, e quando ti senti pronto sborraci, ma ne voglio, un poco anche in bocca. Dopo ci voglio baciare mio marito, così senza saperlo, sentirà il sapore del maschio, che lo ha fatto cornuto. Continua, non ti fermare. Vengo! Godo di culo!»
La sbatto facendola venire ancora due volte, poi sono al limite, le schizzo un getto in culo, mi sfilo e mi presento davanti alla sua bocca.
Le sue labbra avvolgono la punta del mio cazzo, mi succhia come se volesse bere anche la mia anima. Lo assapora e poi lo ingoia. Sfiniti, ci accasciamo su letto fradici di sudore.
«Grazie, sei stato stupendo. Tua moglie mi aveva avvertito che eri molto resistente, che eri un vero porco a letto.»
La guardo stupito, lei sorride, poi continua a darmi spiegazioni.
«Da tempo mi sono accorta che a mio marito piace sedurre le donne che prendono il sole vicino a noi, e io allora per non passare sempre da fessa, e cornuta, ho escogitato un sistema che in qualche modo pareggia i conti. Quando lui scopa la signora, io mi faccio il marito, che in genere non ha nessun problema a pareggiare il conto. Appunto come hai fatto tu. Questa volta ho avuto anche più fortuna perche con tua moglie avevo scambiato qualche confidenza, quando voi andavate a prendere i caffe, e lei da persona intelligente, ha subito capito che io ero consapevole che mio marito le faceva la corte, e che a me non sarebbe dispiaciuto pareggiare il conto. Oggi era il momento giusto, allora adesso vorrei sapere se per te è stata dura fare questo scambio a tre, perche Bruno di questo gioco non sa nulla e non lo deve sapere.»
La guardo, le sorrido compiaciuto.
«Non solo mi è piaciuto, ma devo ammettere che voi donne siete sempre un passo avanti a noi maschietti sempre convinti di farvi fesse, mentre invece siete voi, che riuscite con la vostra astuzia, a prenderci per il naso, e a rendere la vita sempre un gioco meraviglioso. Grazie della splendida scopata, stai assolutamente tranquilla che il nostro segreto sarà ben custodito.»
Lei mi sorride, e dopo una veloce rinfrescata ce ne torniamo in spiaggia, dove siamo raggiunti dai nostri rispettivi partner. Quando lui è tornato mi ha guardato con un sorrisetto beffardo, e io ho provato un momento di puro piacere, quando Maria lo ha baciato sulla bocca. Bruno era convinto di ammirare le mie corna, senza sapere delle sue, che invece avrebbe dovuto intuire dal sapore del bacio della sua donna. Paola che ha un aspetto un po’ sbattuto, mi osserva, e con un sorriso sornione, mi domanda se il mio pomeriggio è stato bello e piacevole. Io guardo verso Maria, e annuisco. Paola ha notato la mia soddisfazione, senza capire fin quanto lo ero, e quando sotto voce le ho spiegato il motivo, mi ha detto che lui era solo venuto sul suo seno ma non in bocca. Ha guardato Bruno ridendo di gusto. La sera nel letto, le ho fatto un resoconto dettagliato della scopata con Maria e lei mi ha raccontato di Bruno.
«Come mi aspettavo mi ha seguito, e io non ho certo rifiutato di farmi raggiungere fino in casa, dove appena dentro, lui si è avventato su di me, che però ho volutamente fatto soffrire un poco. Mi sono fatta pregare.»
«Scusa, ma mio marito è un bel maschio, se cambio voglio cambiare in meglio, tu che mi offri? Sai per me le dimensioni contano, e anche le misure devono essere giuste, con un cazzetto non ci faccio nulla.»
«Ti assicuro che stava per scoppiargli il cazzo nei pantaloni. Lo ha tirato fuori, lo ha mostrato in tutto il suo splendore. Devo ammettere che ha una bella dotazione, sicuramente più lungo del tuo, ma il tuo è più grosso. Mi sono inginocchiata e lui cercava di spingerlo dentro la gola con forza.»
“Dai zoccolona! Succhialo, ingoialo tutto!”
«Lui spingeva, io mi sentivo eccitata e bagnata, ma volevo farlo soffrire ancora un poco, e ad un certo punto ho stretto i denti contro il suo cazzo, lui ha avuto un sussulto e si è calmato.»
“NO! Ti prego fai pure come ti pare, ma non morderlo, scusami non spingo.”
«L’ho guardato sorridendo, mi sono distesa sul divano, ho aperto la cosce e l’ho invitato a leccarmi per farmi godere.»
«Leccami, fammi godere. Solo allora prenderò in considerazione l’idea di farti scopare la mia fica, e voglio godere molto. Dai leccami porco!»
«Dovevi vedere con quanta passione e maestria mi ha leccato. Sono venuta due volte, devo ammettere che è veramente bravo, quasi come te. A quel punto avevo voglia di sentirlo dentro e lui si è scatenato.»
“Bella troia, ti scopo tutta! A che meraviglia! Lo sapevo che eri una vera puttana! Ti sfondo tutta! Godi vacca!”
«Mi ha scopato bene molto, ma non ha la tua resistenza, alla fine ho sentito che sarebbe esploso a breve, gli ho dato il colpo di grazia.»
«Dai porco, sborra, che la voglio sulle mie tette! Lo so che ti fanno impazzire! Dai sborra!»
«Non ha resistito un secondo di più. È venuto con un grido rauco e mi ha sborrato il seno. Ne aveva tanta, che lo ha veramente ricoperto. Lo voleva mettere in gola, ma io non ho voluto, lui poi si è seduto sfinito.»
Guardo mia moglie e cerco di capire se questa esperienza le è piaciuta. Lei esita un attimo nel rispondere mentre per tutto il racconto mi ha tenuto il cazzo in mano duro come il ferro. Lo succhia un poco, poi mi trascina su di se e lo vuole dentro.
«Prendimi, voglio sentire il tuo. Scopami, con lui mi è piaciuto, ma non sono soddisfatta, mi mancava la tua presenza, avresti dovuto ammirare la mia bravura di succhia cazzi e troia, invece tu eri con lei lontano, e io scopavo con lui senza te. Se lo rifacciamo, dobbiamo essere insieme. Adesso scopami, fammi tua, come mi fai impazzire tu nessuno!»
L’ho scopata facendola godere molto. Alla fine le sono venuto in bocca, lei lo ha ingoiato tutto, poi mi ha baciato. Da quella volta abbiamo sempre fatto tutto insieme, ma questo è un altro capitolo della storia.

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