Un momento di intenso piacere.

Un momento di intenso piacere.

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Sono passate da poco le 22:00, quando entro nel prive’. È la seconda volta che vengo in questo posto, dove, prima, c’era un altro locale in cui passavo le mie serate trasgressive.
Mi chiamo Carlo e sono un over 60, industriale, benestante, attualmente single e sto trascorrendo queste ennesime vacanze in un angolo della Croazia, dove la trasgressione è elevata all’ennesima potenza. Si, mi piace molto trovarmi in zone o posti dove si può trasgredire liberamente. Questo piacere è stato da sempre il filo conduttore della mia vita. Infatti, appena ventenne, immerso nelle calde acque di Saturnia, una donna, con accanto il marito, mi fece una splendida sega, mentre io le accarezzavo la figa. Da quel momento, la trasgressione, il gioco con le coppie, l’esibizionismo sono stati per me il mio costante piacere. Da quel momento in poi, ho cercato posti e spiagge, sempre più trasgressive. Da Cap d’Agde a capo Rizzuto, dal Lido di Dante alle spiagge della Toscana, per me il sesso è stato sempre e solo un gioco di esibizionismo e trasgressione pura. All’inizio ero attratto, oltre che dalla semplice masturbazione o penetrazione, dai giochi manuali, ma poi, a seguito della diffusione dell’AIDS, ai giochi penetrativi son divenuti sempre più interessanti quelli esibizionistici. Col passare degli anni, mi è sempre più piaciuto il gioco che si instaura quando ti trovi a guardare una donna sconosciuta che, sfrontatamente, si masturba per te e si eccita a vedere il tuo cazzo duro che seghi per lei. Ammetto che adoro anche partecipare alla masturbazione della femmina. Infatti, in più occasioni, specie nel periodo in cui ho frequentato le dune di Maspalomas, oltre alla masturbazione, ho anche goduto nel portare la femmina al piacere, usando più la lingua che le mani. Sono state esperienze intense, forti ed appaganti. Oggi, invece, preferisco spiagge come Punta Kryzia, qui in Croazia, dove il sesso si esprime in maniera libera da preconcetti. Appena dentro il locale, sono nel salone principale e vedo con piacere che c’è tanta gente. Non potrebbe essere diversamente, trovandoci alla vigilia di Ferragosto, il periodo più clou dell’anno. Vedo, fra le persone sedute, molte coppie che, durante il giorno, avevo ammirato fra le scogliere di Punta Kryzia. Molte di quelle donne, si erano tranquillamente accoppiate con tutti i maschi che venivano a tiro, quelle stesse che mi avevano rivolto le loro attenzioni. In particolare, c’è una bionda che, sicuramente, deve esser di razza germanica, forse tedesca o austriaca, che oggi era sdraiata vicino a me e, nell’arco della giornata, si è lasciata scopare da una ventina di maschi, con la stessa naturalezza con cui si beve un bicchier d’acqua. Ora la vedo circondata da alcuni singoli che, sicuramente, la porteranno nel retro, dove, oltre una tenda rossa, ci sono camere per dare sfogo a qualsiasi fantasia. Io, però, questa sera, voglio qualcosa di diverso, qualcosa che mi scopi prima la mente e, poi, faccia godere il mio corpo. Prendo un drink, cerco un posto per mettermi seduto, ma, essendo il locale molto affollato, devo destreggiarmi un po’ fra i tavoli, alla ricerca di una poltrona libera. Ne trovo una in fondo al locale, probabilmente è libera perché davanti vi è una colonna che, in qualche modo, limita la visuale dell’intera sala. Mi siedo e, sulla mia sinistra, c’è la piattaforma della lap dance, dove una splendida femmina sta eseguendo numeri attaccata al palo e sotto lo sguardo estasiato, sia di donne che di uomini, che indugiano con lo sguardo su di lei, allungando anche le mani per toccare quel corpo che si muove in modo sinuoso e lascivo. Mentre sorseggio il mio drink, giro lo sguardo dall’altro lato e, oltre la colonna, sulla mia destra, la mia attenzione viene attratta da un tavolo posto quasi all’angolo, dove si trovano sedute quattro persone: due uomini e due donne. Quella che mi volge le spalle, è una mora lei capelli corti e, poiché si è girata, ho potuto notare che deve avere un’età apparente al di là dei 40. Alla sua destra siede un giovane, sicuramente non oltre la trentina, con i capelli neri, fisico asciutto e ben piantato. Davanti a lei vi è un uomo con i capelli bianchi, la faccia simpatica e, alla sua sinistra, la mia attenzione viene attratta da una splendida femmina bionda, con i capelli lunghi che le cadono sulle spalle nude. È seduta di lato, rispetto a me e questo mi permette di ammirare il suo splendido profilo. Il seno, appena coperto da un miniabito che le arriva sopra i capezzoli, deve essere, come minimo, una terza abbondante. Ma quello che risalta nel suo profilo è sicuramente il suo splendido culo. Il tessuto elasticizzato del vestito ne delinea i contorni, così come le splendide cosce che lei tiene accavallate: sono, nel loro insieme, uno spettacolo da non perdere.
Indossa dei sandali d’argento dal tacco alto, come minimo un 12 e parla e ride con gli altri muovendo le mani, che appaiono splendide, con dita lunghe, affusolate ed unghie laccate di rosso. Non vedo il suo viso, ma, sicuramente, deve avere più o meno l’età del ragazzo che le sta di fronte. Ridono e scherzano fra loro e, anche se non sento le parole perché coperte dalla musica, è evidente che stanno parlando di sesso e, forse, di piacevoli esperienze. L’altra donna spesso e volentieri le accarezza le mani, le sussurra parole all’orecchio e sembra che, fra loro, vi sia molta complicità. Ad un tratto la bionda si alza in piedi e allunga una mano verso l’uomo dai capelli bianchi, che si alza e, insieme a lei, vanno verso il bancone del bar. Ingoio l’ultimo sorso del mio drink e li seguo, perché ho desiderio di vedere quella femmina nuda mentre gode con quel maschio che tiene per mano. Si fanno largo fra i vari tavoli e, sicuramente, spariranno dietro la tenda rossa, che separa questa zona dall’altra parte del locale. Invece, appena giunti in prossimità del bar, anziché dirigersi verso la tenda, salgono su una scala a chiocciola, posta sul lato destro del bancone. Sollevo lo sguardo e mi rendo conto che sopra il bancone vi è un piccolo soppalco, con una piccola balaustra di legno. Non avevo mai fatto caso a quel dettaglio che consideravo un semplice arredo del locale e prendo anche atto che il maschio, facendo salire davanti a sé la donna lungo la scala a chiocciola, deve aver goduto di meraviglie davvero eccezionali. Vedere quelle splendide cosce muoversi davanti ai suoi occhi ed averlo eccitato in maniera così diretta, ammirare quel meraviglioso culo inarcato a causa dei sandali dal tacco alto, deve aver reso la visione davvero paradisiaca. Lascio passare qualche attimo, poi, a mia volta e lentamente, salgo anch’io i pochi scalini che portano al piano di sopra. Quando vi giungo, guardo in giro e vedo che lo spazio è arredato con un divano munito di penisola, ed un tavolino, situato davanti al divano, dove la coppia si è seduta, scambiandosi effusioni. Le luci sono soffuse e, quando si rendono conto della mia presenza, l’uomo sussurra qualcosa all’orecchio della donna che mi guarda e poi torna a baciare il suo uomo, senza mostrare alcun fastidio per la mia indiscreta incursione. Ciò mi rassicura sul fatto che non disdegnano la mia presenza e ne traggo immenso piacere; per non disturbare, mi sposto sul lato sinistro, vicino alla parete, a circa un paio di metri da loro e, nella penombra, li osservo mentre giocano. L’uomo la bacia e l’accarezza con passione, la stringe a sé e lei gli accarezza il pacco gonfio, che si nota attraverso la stoffa dei pantaloni. Poi, ad un tratto, l’uomo scavalca la piccola penisola e, seduto, attira la donna a sé, voltata di schiena, e le apre le cosce, rivolte verso di me. Ammiro la splendida visione di quella figa che viene oscenamente offerta alla mia vista. Posso notare il rosa di quella conchiglia succosa che ora l’uomo accarezza con le dita di entrambe le mani, lasciandole scivolare all’interno delle cosce fino ad arrivare alle labbra della figa, senza però accarezzarla. È evidente che la donna si sta eccitando, perché appoggia la testa all’indietro sulla spalla dell’uomo, volta lo sguardo verso di me, incrocia i miei occhi, abbassa lo sguardo e vede che ho già il mio cazzo in mano, che ho provveduto a tirar fuori dai pantaloni: è bello duro e mi sto segando per lei. È evidente che ne è compiaciuta, perché mi sorride e passa la lingua sulle labbra, in maniera lasciva e provocante. L’uomo continua ad indugiare nell’accarezzare cosce e ventre della donna e lei, d’un tratto, afferra la mano dell’uomo e la comprime contro la figa, ma lui, per tutta risposta, con un gesto rapido, abbassa il vestito di lei mettendo in mostra due seni stupendi, con i capezzoli già duri e tesi, e le impone di accarezzarsi il seno, mentre lui torna a ripetere il gioco delle carezze sulla coscia e lungo le labbra della figa. La donna freme, eccitata dal gioco e dal fatto che mi sto masturbando per lei, oltre che dal desiderio di esser toccata. Ad un tratto porta la mano destra dietro di sé e, in qualche modo, riesce ad estrarre il cazzo dell’uomo, che è teso, duro e di buona consistenza. Lo sega, stringendolo forte fra le dita, mentre lui a quel punto le infila due dita nella fica e comincia a masturbarla velocemente, con la stessa intensità con cui lei masturba lui. Li osservo in silenzio, estasiato dall’intensità del gioco che si è creato fra di noi, che mi sta eccitando e decido di raggiungere il piacere nello stesso momento in cui sentirò godere lei. L’uomo la masturba con la mano sinistra, muovendola velocemente dentro e fuori quella fica slabbrata ed offerta alla mia vista, mentre con la destra risale il corpo della donna e, dopo aver afferrato il seno destro libero, ne stringe un capezzolo fra le dita, facendola gemere ancor di più e, dopo aver impastato un po’ quelle splendide tette, porta la mano ancora più in alto, fino alla bocca della donna e ne accarezza le labbra. Lei spalanca la bocca, l’uomo le infila due dita dentro, poi la costringe a girarsi verso di me. I nostri sguardi si incrociano e intuisco, dal gesto che l’uomo ha fatto, che la donna deve immaginare che quelle dita in bocca siano il mio cazzo, che io tengo in mano e che sto masturbando con il loro stesso ritmo. È un gioco di sguardi, di movimenti e desideri che, dalle nostre menti, si trasferiscono alle nostre mani, che si muovono all’unisono sui nostri sessi. Ora la donna sta masturbando l’uomo molto più velocemente e lui ricambia il piacere con la stessa intensità; io, con la mano sinistra, prendo un fazzolettino da una mensola posta di lato e lo posiziono esattamente sotto la mia cappella. Sia l’uomo che la donna hanno recepito il mio gesto ed hanno capito che sono in attesa del loro piacere per poter sfogare anche il mio. L’uomo ora le sbatte la mano in figa con più vigore e il corpo della donna si tende sempre più, finché, con una mano si toglie le dita dalla bocca ed emette un urlo che attesta il suo potente orgasmo. Il frastuono della musica non ha permesso che altri lo udissero, ma non è sfuggito né a me, né all’uomo, che ora continua a tenere le dita ben piantate dentro di lei, mentre anche lui con un sussulto le riempie la mano destra di sborra. In quel preciso istante, anch’io, con un gemito schizzo il mio seme sul fazzolettino e il gesto riesce gradito anche alla ragazza, che lo testimonia passandosi la lingua sulle labbra. È un attimo intenso, dove il piacere, dettato dallo sguardo, si è tramutato in un orgasmo reciproco. L’uomo, con la mano libera, prende la mano della donna farcita della sua sborra e gliela porta in alto, davanti alla bocca; lei raccoglie l’invito, tirata fuori la lingua, lecca il palmo di quella mano, per raccogliere tutta il nettare che vi è contenuto. Nel fare questo gesto, si è girata verso di me, quasi a voler significare che la voglia di leccare la sborra del compagno era maggiormente diretta a quello che il mio cazzo avrebbe potuto eruttare sul suo viso. Quella sensazione, quello sguardo, carico d’intense emozioni, è un piacere sottile che, partito dalla mente, ha percorso i nostri corpi, materializzandosi in un orgasmo che ciascuno di noi ha provato, giocando di fantasia e con i propri sessi. Resto per un lungo istante a guardare quella coppia e, soprattutto lei, il cui bel corpo ancora trema per il piacere provato, poi asciugo le ultime gocce del mio piacere e getto il fazzolettino in un piccolo recipiente, posto di lato. Ripongo il mio cazzo dentro i pantaloni e lei, prima che io me ne vada, mi sorride e, con la mano ancora lercia, mi manda un bacio. Scendo lentamente le scale, la mia presenza non è più necessaria; il gioco è stato intenso, emotivamente carico di piacere, che ha soddisfatto la mia voglia di godere in maniera assoluta, appagante, anche se fra noi non vi è stato nessun contatto. Quando sono di nuovo nel salone, vedo l’altra coppia, che era seduta al tavolo con loro, che si avviano verso la tenda rossa per accedere nell’altra parte del locale, dove sicuramente lei si godrà istanti di piacere profondo insieme a lui. Non li seguo, non mi interessa, per questa sera sono ampiamente soddisfatto per la forte ed intensa emozione che ho vissuto, e che mi ha fatto ulteriormente amare la mia vita libertina e trasgressiva.

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