Soddisfare Le Esigenze Di Tutta Questa Famiglia. Capitolo Secondo.

Soddisfare Le Esigenze Di Tutta Questa Famiglia. Capitolo Secondo.

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Mi trovo li a guardare mia suocera Luisa, senza parole, mi risuona solo la sua ultima frase: “anche io a dirtela tutta inizio a sentire la mancanza di un cazzo”.

Ho sentito bene? Ha detto cazzo? La mia suocera tutta casa e chiesa.. ha appena detto “cazzo” e riferendosi alla sua voglia sessuale.. Lei continua impassibile a guardarmi, misurando la mia reazione a quella frase.

Silenzio. Silenzi.

La guardo semi nuda a un metro da me… caldo, inizia a fare molto caldo dentro e fuori, balconi spalancati, mentre gli uccelli si svegliano e iniziano il loro cinguettio e io non riesco a rendermi conto so se sto ancora dormendo e sognando o vivendo la realtà di questa situazione terribilmente erotica.

  • Magari, vedi Marco – continua mia suocera- possiamo trovare una soluzione che soddisfi le esigenze di tutta questa famiglia. E il suo tono si sofferma sulla parola “tutta” con fermezza, quasi sillabandola.

Con gesti quasi da automa, come se non fossi io a farli, sposto il braccio dal mio ventre e la mia eccitazione è libera di mostrarsi completamente sotto i suoi occhi, e cresce ulteriormente nel vedersi osservata da lei.

Si mette di fronte a me, spalanca le gambe e continua a guardarmi. Mi si avvicina, si china e la sua canotta si apre, posso vederle entrambi i seni, mi sussurra all’orecchio:

  • non avevo visto male stamattina, devi essere pieno oltre ogni limite, toccati per me Marco, forte, mentre mi guardi e svuotati completamente…

Tutto in un vortice, un attimo e lei inizia a palparsi il seno sotto la canotta mentre l’altra mano la fa scivolare nei pantaloncini del pigiama.

Guardo la sua mano che inizia ritmicamente a masturbarsi, ansima mi guarda dritto negli occhi, è piacere che sale.

Non so ne come ne quanto ma il cazzo duro e gonfio era lì nella mia mano fuori dai boxer a seguire il ritmo del masturbarsi della signora Luisa.

Lei si penetrava con le dita ed io affondavo con la mano fini alla base del mio membro, a scoprirlo tutto fino a scendere giù ai testicoli, come se stessi affondando nella sua figa.

Mi avvicinò le dita zuppe di se alla bocca.

  • Leccale senti il mio sapore di donna

Ero in estasi, avrei ubbidito a qualsiasi cosa mi avesse chiesto, volevo di più…

Iniziò a leccare le dita insieme a me, ci passavamo quel suo sapore da una bocca all’altra, era inebriante, aveva un odore così deciso, da donna, ma molto simile alla figlia.

Abbassò la testa e fece colare una grossa goccia di saliva sulla punta del mio cazzo.

  • Vai forte ora, è molto più lubrificato, fammi vedere come ti masturbi con forza davanti a tua suocera, la mamma di tua moglie.
    Mi piace guardarti fare il porco per me.

Queste parole ancora di più mi fecero rendere conto di quello che stava avvenendo, della situazione che superava ogni limite e ogni ruolo posto dalla società.

  • Sei incredibile Luisa non avrei mai pensato che tu fossi così piena di desideri e così donna.
  • Chi ti ha detto di darmi del tu Marco? Sono tua suocera continua a chiamarmi Signora e trattami da troia.

Si abbassa e con un sol colpo se lo infila tutto in gola, senza che io senta nessuna ostruzione, come penetrare una figa stretta, iniziò a scoparsi la gola come la più esperta è consumata delle troie.
Sento come lo stringe nella sua glottide e ci gioca e poi affonda e lo ingoia fino nel profondo.
Una cosa che a mia moglie non era mai riuscita a pieno a causa delle mie dimensioni.

  • Si così Signora Luisa fatevi scopare la bocca da me. Così più in fondo che perfetta bocchinara che siete.

Ero completamente rapito da tutta questa cosa, con il capo appoggiato sul poggiatesta del divano,con gli occhi chiusi e le mani ai lati del mio corpo, completamente in balìa di quella bocca e quella gola, non credo di resistere ancora a lungo.

Sento che improvvisamente affonda tutto in un colpo fino quasi a prendere anche le mie palle in bocca e resta in questa posizione, sento il rumore di chi annaspa per aria, si sta soffocando con il mio cazzo.
Apro gli occhi e c’è una mano che le tiene la testa giù, bloccata con il mio cazzo conficcato in gola, erano le mani forti da muratore di mio suocero Gennaro, la premevano con una foga mai vista quasi in
preda a gesti incontrollati.
La sento strozzarsi e mugugnare il suo nome con il cazzo in gola… Enna’ aaaaa

La lascia andare per farle riprendere fiato…
Tira fuori il mio cazzo lucido è pieno di saliva.
Aveva le lacrime agli occhi e la saliva che le colava da entrambi i lati della bocca e le arrivava a bagnare i seni ormai scoperti

-Si arrivate finalmente Genna’, pecche’ ce mise accussi assaje? Marco steve quase pe me sburra’ nganne.

Continua….

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