Un signore coi baffi

Un signore coi baffi

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È una storia di qualche anno fa quando, giovane universitario poco più che ventenne, girovagavo nei sentieri della vita in cerca di avventura e di nuove esperienze. Quella mattina di primavera decisi di dimenticare gli obblighi accademici e me ne andai al mare. Dopo mezzora di treno e una quarantina di minuti camminando in un interminabile stradone che tagliava una pineta fitta e rigogliosa, arrivai su una spiaggia solitaria, lunga e larga, di sabbia fine e bianca, striata sulla riva da alghe verdognole e, qua e là, tronchi d’albero grigi, portati da onde e correnti da chissà dove. La superficie sabbiosa della spiaggia era mossa da dune e cavità che si susseguivano senza poterne intuire il termine e il mare azzurrassimo faceva da sfondo .Il sole caldo e una fresca brezza, che mi inebriava di profumi selvatici di macchia e arbusti, completavano il quadro marino. Ero già stato in quella spiaggia, sapevo che nel tardo pomeriggio e la sera si trasformava in un punto di incontro di coppie e uomini, ma la mattina era praticamente deserta, perfetta per trovare una duna accogliente e gettarmi sul mio telo a righe ad ascoltare il mio walckman e dimenticarmi degli esami e dei seminari, con la speranza, magari, di fare un incontro eccitante. Mi venne subito voglia di togliermi i vestiti per lasciarmi abbracciare dal vento e dal sole.

 

Da quando avevo scoperto il piacere di essere guardato da un uomo, nella mia nuda intimità, inizialmente timida e pudorosa e col passare degli anni sempre più disinibita e sfacciata le spiagge nudiste erano entrate dirompenti nel mio immaginario erotico. Ricordo quando da adolescente scoprii questo piacere, nel settore nudista della spiaggia della mia città natale, trovandomi stupito ed eccitato dagli sguardi indiscreti e desiderosi degli anziani frequentatori della spiaggia. Da quel momento avevo continuato a cercare questo piacere passando per diversi studi di sedicenti fotografi, posando come modello in luridi atelier di artisti, esibendo il mio corpo nei luoghi più disparati, trovandomi spesso con uomini le cui intenzioni erano soltanto farsi succhiare il pisello e sodomizzare, in un modo o nell’altro, un ragazzino carino e  timido. Di solito non capivano che non mi interessava il contatto fisico, ma che ero attratto ed eccitato da quella tensione erotica che si crea nell’incontro voyeuristico esibizionista.

 

Mi  misi alla ricerca di un posticino  e mi accorsi che mentre la riva era deserta, nella parte interna, dove c’erano le dune e le doline, giacevano sparsi, immobili come lucertole,  corpi nudi di uomini solitari e abbronzati. Vidi un’altra persona, un signore alto coi baffi che vagava come me alla ricerca di un posto dove piazzarsi. Trovai una dunetta riparata su un lato da un canneto e sull’altro da una macchia d’arbusti.  In quel momento, a 23 anni,  con un corpo molto sensuale, un po’ femminile, alto magro e  ben dotato, ma con un sedere piuttosto grande, rialzato e tondeggiante, che faceva impazzire uomini e donne, ero consapevole di essere un bocconcino appetitoso per la maggior parte delle persone che animavano la parte interna di quell’apparentemente deserto lido. Mi spogliai velocemente, mi misi gli auricolari e, dimenticandomi dell’intorno, mi ritirai in un mondo intimo e personale, fatto di sabbia e arbusti,  di sole, mare e pensieri piacevoli. Avevo voglia di rilassarmi, di fondermi con la natura selvaggia del posto e di scordarmi di tutto e tutti.

 

Dopo aver sonnecchiato, letto, mangiato e fumato, cambiai un CD sul mio walckman, tornando improvvisamente alla realtà: la mia vista si posò su una dolina alla mia destra, a una decina di metri, dove incrociai lo sguardo del signore alto coi baffi. Vedevo soltanto la sua testa e le  spalle ma lui mi vedeva integralmente. Sentivo il suo sguardo fissato sul mio corpo nudo e cominciai a eccitarmi. Il cazzo mi si gonfiava a vista d’occhio, sicuramente il signore coi baffi se n’era già accorto; guardai con la coda dell’occhio e lo vidi fissandomi. L’erezione era ormai completa, ma l’eccitazione continuava ad aumentare. Speravo che il signore coi baffi non si alzasse, che non venisse a cercare sesso, mi piaceva quel gioco appena iniziato, eccome se mi piaceva, non volevo che finisse con delle parole banali o con un approccio volgare e fastidioso. Sentivo la voglia pazza di offrirmi al suo sguardo in posizioni provocanti ma volevo assicurarmi che lui accettasse il gioco. Feci l’indifferente, ma non potevo nascondere l’erezione a dir poco impressionante.

 

Mi girai e mi accucciai per prender dallo zainetto il tubetto di crema solare, offrendo al suo sguardo il mio bel fondoschiena, ben depilato dalla sera prima. Accucciandomi avevo lasciato intravedere il mio buchino separando le chiappe e appoggiandole sui talloni..Mi alzai, e senza guardarlo cominciai a ungermi il corpo con la crema solare; se non fosse stato per il membro eretto sarei potuto sembrare un bagnante qualsiasi alle prese con un tubetto di crema: mi cosparsi accuratamente ogni centimetro di pelle. Tornai a sedermi sul mio asciugamano e mi girai a guardare il signore. I nostri occhi si fissarono reciprocamente, la mia eccitazione cresceva, aprii le gambe, cominciai a carezzarmi le coscie con movimenti lenti, ma una mano scivolò sul membro e comincio a carezzarlo energicamente. Sentivo i suoi occhi fissi su di me e continuai con la mia esibizione. Mi misi alla pecorina, arcuando la schiena come un gatto e muovendo il culo come un maialino. Appoggiai la testa e il busto sull’asciugamano, lasciando in bella mostra il culo e carezzandomelo con le mani, que lo aprivano mostrando al misterioso signore il mio sfintere ben dilatato.

 

Il signore coi baffi si alzó, ecco, pensai, fine del gioco, e cominciò ad avanzare a passo lento verso di me. Lo guardai, era alto, col petto villoso, doveva avere una cinquantina d’anni, forse qualcuno di più. Quando abbassai lo sguardo vidi que anche lui era eccitato, aveva un cazzone come non ne avevo mai visti. Era enorme, sembrava un tronco d’albero che terminava con una cappellone scuro delle dimensioni d’una palla da tennis. Adesso ero io che non riuscivo a staccare lo sguardo da quella impressionante mazza turgida e rugosa. Sentivo la febbre che mi saliva e il corpo che tremolava, non so se per l’eccitazione o per trovarmi in una situazione diversa; per la prima volta ero attratto da un membro virile, forse le sue eccezionali dimensioni me lo rendevano attrattivo. In pochi secondi, che nei miei ricordi durarono un’eternità, mi ritrovai il signore coi baffi davanti a me. Nel frattempo mi ero seduto. Avevo il suo cazzo a pochi centimetri dalla bocca, senza dire una parola l’afferrai con la mano, cominciai a tastarlo, era durissimo, sembrava di ferro. Gli toccai i testicoli, anch’essi molto grandi, e ascoltai un sospiro di piacere. Non resistetti più, mi misi in ginocchio e cominciai a leccargli il glande; glielo leccai dalla punta in giù, impugnando il membro con la mano, dopo scesi con la lingua a leccargli la canna; Aveva un sapore molto salato e un odore molto forte, devo riconoscere che mi piaceva molto. Avrei voluto succhiarlo, ma era così grande che mi entrava a malapena in bocca.

 

Capii che il signore coi baffi doveva essere straniero, mentre glielo leccavo lo sentivo sussurrare parole in una lingua che non conoscevo, non so perchè ma credo che mi stesse dicendo qualcosa come “lecca troietta, leccamelo bene”, o almeno questo era quello che mi sarebbe piaciuto acoltare: La sua mano mi strinse brutalmente i miei lunghi capelli castani e mi schiaccio la bocca sui testicoli. Cominciai a leccargli e succhiargi le palle mentre continuava  mormorandomi frasi e parole che non capivo. Ero in una specie di trance, inginocchiato davanti a un cazzo gigantesco, leccandogli i coglioni bianchi e pelosi, il resto del mondo non esisteva, mi sentivo un giovane efebo offerto in sacrificio a un vecchio satiro, che con la sua verga mi iniziava in un ancestrale culto priapico.

 

Tutt’a un tratto sentii una mano che mi sollevava, il signore coi baffi mi fece raccogliere le mie cose e mettendomi una mano sul culo  mi spinse verso il suo asciugamano,a pochi metri da dove eravamo. Credo che avesse visto qualcuno girare nei dintorni. Il suo posto era una specie di cratere circolare di due metri di diametro, al riparo dal vento e fuori dalla vista di possibili passanti, sembrava di essere in un deserto africano. Il signore mi spinse sul suo asciugamano e mi mise un’altra volta a quattro zampe; cominciai a muovere le natiche mentre le sue mani le carezzavano aprendole e divaricandole, prima dolcemente poi brutalmente. Mi mise il suo dito indice davanti alla bocca e me lo passò sulle labbra. Cominciai a succhiargli il dito come se fosse un pene e notai un sorriso dietro ai suoi baffi. Contemporaneamente cominciai a sentire degli schiaffetti sulle chiappe….mi stava sculacciando con l’altra mano. Levò il dito dalle mie labbra e mi fece aprire le chiappe con le mie mani. Sentí il suo dito avvicinarsi al mio buchino, lo accarezzò entrando soltanto con l’unghia. Io cominciai a mugolare di piacere. Mi piaceva accompagnarlo nelle sue carezze con mugolii, sentivo che lo eccitavano e eccitavano anche me. Improvvisamente sentii il dito entrare energicamente dentro di me, non potei trattenere un urlo per il dolore, che però si trasformò velocemente in piacere. Il signore cominciò a frugarmi dentro con violenza mentre io urlavo per la goduria, volevo masturbarmi, ma quando cominciavo a toccarmi il membro lui mi faceva rimettere le mani sulle chiappe e per punirmi aumentava la velocità di stantuffo del suo dito accompagnandolo con degli schiaffi abbastanza dolorosi sul mio sederone aperto.

 

Levò il dito, che era entrato interamente dentro di me e me lo passò sotto il naso. Aveva un odore fortissimo di escrementi e qua e la presentava qualche stria di cacca. Me lo fece pulire con la lingua mormorando frasi nella sua lingua. Non so cosa mi stesse dicendo ma la cosa mi eccitava moltissimo. Ripetè tutta l’operazione mettendomi questa volta due diti, dilatandomi il mio sfintere, che non si poteva più chiamare buchino, dopodiché si distese davanti a me offrendo ai miei occhi e alla mia lingua il suo cazzone turgido. Ero ancora a quattro zampe con il culo aperto e con la lingua che tornava a assaporare il gusto salato del suo sesso. L’odore di cacca mescolato al profumo di membro virile e di sudore era penetrato nel mio olfatto e mi avvolgeva facendomi sentire come prigioniero volontario in una bolla di peccato. L’uomo coi baffi mi forzò a ingoiare la sua cappella, ma era tanto grande che entrando in bocca non mi lasciava respirare. Dietro al suo cazzo vedevo i suoi occhi che mi guardavano mentre le sue mani mi premevano la nuca per farmelo ingoiare. Improvvisamente sentii che mi tirò i capelli e guidò la mia faccia sotto i suoi testicoli Aprì le gambe inarcò un po’ la schiena  e mi trovai con la bocca attaccata al suo buco del culo. Cominciai a leccare, a succhiare e a mettere la lingua nel suo ano, adesso era lui che mugolava di piacere. Continuai a leccare il suo buco peloso, era la prima volta che facevo una cosa così e devo riconoscere che mi piaceva, non vedevo niente ma sentivo, dai suoi movimenti che mentre gli mangiavo il culo si stava masturbando.

 

Improvvisamente mi sentii tirare di nuovo i capelli e mi ritrovai un’altra volta con il suo membro davanti alla faccia. Sapevo che stava per venire e per aiutarlo cominciai a leccargli i testicoli. Vedevo che stava aumentando l’intensità della masturbazione fino a quando sentii un abbondante fiotto bollente di seme che mi inondava la faccia. Aprii la bocca per riceverne un secondo fiotto che arrivò in parte sulle labbra e in parte diretto in gola. Un terzo getto mi arrivò sugli occhi e un quarto nei capelli. Avevo la faccia piena di sborra. Il signore si era lasciato cadere indietro ed io ripulii con la lingua i resti di seme que rigavano il glande e la canna. Mentre ero intento in questa pulizia sentii un applauso da sopra il cratere. Guardai verso su e vidi che c’erano tre uomini eccitati che avevano visto tutta la scena. Il signore si alzò, li guardò, e cominciò a pulirmi la faccia con un dito spingendomi la sborra in bocca. Mi fece leccare e ingoiare tutto il seme che avevo in faccia, mentre gli uomini si masturbavano, e quando ebbe finito mi invitò ad alzarmi e ad andare a fare un bagno in mare con lui, lasciando i tre uomini con il cazzo in mano implorando che restassimo. Mi ricordo che gli dicevano “prestaci la tua puttanella almeno per un pompino”, ma il signore coi baffi non capiva. Non so perchè però mi sentivo protetto, come se fossi una sua proprietà, e, come un cagnolino, lo seguii in acqua.

 

La spiaggia si era un po’ popolata ed io mi sentivo osservato e giudicato da tutti. Un bellissimo ragazzino nudo coi capelli lunghi che va a fare un bagno con un anziano signore coi baffi e con un pene gigante era un quadretto molto eccitante; infatti anche se il suo tronchetto aveva perso l’erezione manteneva una dimensione e consistenza notevole. La palla da tennis marrone era scomparsa in un cappuccio di pelle. Dopo quello che era appena successo mi sentivo morboso e mi sembrava cue tutti notassero quanto vizioso ero. Questa sensazione era molto piacevole e mi accompagnó nel cammino fino al bagnasciuga.

 

Scoprii che il signore alto coi baffi aveva un nome, era tedesco e non parlava neanche una parola d’italiano. Capii che era in vacanza in un paesino a cinque chilometri. Mi chiese, in un pessimo inglese, se mi ero divertito e gli feci capire che ero entusiasta. Mentre gli parlavo il mio sguardo si posò sul suo pisellone, era più forte di me, mi piaceva tantissimo, avrei avuto voglia di inginocchiarmi per sentirne un’altra volta quell’odore forte e penetrante che mi faceva impazzire, ma non lo feci perchè vidi che il signore cominciò a vestirsi. Dopo essersi asciugato si mise la camicia, senza abbottonarsela e dei pantaloni verdi militari che indossò senza mettersi le mutande. Feci per rivestirmi, ma il signore, con un gesto brusco me lo impedí. Cominciammo ad incamminarci verso la pineta, lui vestito ed io nudo. Passammo nella zona degli uomini lucertola e ovviamente sentí addosso i loro sguardi libidinosi. Ero esibito dal signore, che mi sfoggiava come una sua preda ai loro occhi e in pochi passi ebbi un’altra erezione.

 

Camminammo fino alla pineta. Quando arrivammo in una radura, il signore si mise a sedere su un  sasso e mi invitò con un gesto a masturbarmi davanti a lui. Non eravamo soli, io mi esibivo per lui, ma sapevo che c’erano altri occhi che mi osservavano. Ero così eccitato che appena cominciai a carezzarmi sentivo già l’orgasmo in arrivo. In pochi secondi eiaculai e in seguito mi rivestii. Avevo notato sotto i pantaloni del mio signore coi baffi che si era eccitato di nuovo. Camminammo fino alla sua macchina e si offri di darmi un passaggio. Quando fui seduto sulla sua vecchia jeep, mi chiese, o almeno mi sembrò di capire, se volessi andare a casa sua, che mi avrebbe fatto delle foto sado/maso. Declinai l’invito perchè un’ora e mezza dopo avevo appuntamento con una professoressa che doveva approvarmi il mio piano di studi, ma mentre lo facevo non resistetti alla tentazione e gli misi una mano tra le cosce trovandomi tra le mani il suo elefantino membro in erezione. Gli feci capire che la proposta m’interessava e fissammo un appuntamento due giorni dopo, scesi dalla macchina e me ne andai ad aspettare il treno di ritorno..

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