Michele, io e… – Capitolo 2

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Michele, io e… – Capitolo 2

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Capitolo 2

Erano circa le quattro e trenta quando vedemmo Cris arrivare in bicicletta. Michele aveva suggerito di presentarci solo con i pantaloncini, quindi eravamo a torso e piedi nudi quando lo ricevemmo sulla porta. Lui era bello come lo ricordavo. Era alto quasi un metro e ottanta. I suoi capelli biondi si erano scuriti in un castano macchiato d’oro e ansimante e sudato per la pedalata, era molto sexy. Suggerii di andare a fare una nuotata per aiutare Cris a rinfrescarsi e lui accettò entusiasticamente. Michele lo portò disopra e gli mostrò la sua stanza.
Lui mi aveva detto di sgattaiolare su dopo di loro per sbirciare attraverso la porta.
Quando arrivai in cima alla scala vidi che Michele aveva lasciato la porta socchiusa, a sufficienza per permettermi di vedere dentro. Mi avvicinai silenziosamente, Cris stava prendendo alcune cose della sua borsa.
“Hai un bell’aspetto.” Disse Michele a Cris che si era tolta la maglietta.
“Grazie, anche tu.” Cris estrasse il costume da bagno dal suo zaino e lasciò cadere i pantaloncini sudati e le mutande sul pavimento.
“Ti dirò…” Disse Michele avvicinandoglisi prima che potesse mettersi il costume da bagno: “Non vedo l’ora di aver l’opportunità di succhiare quell’uccello.”
Mise le mani sotto il pene molle e le palle e le palpò delicatamente.
“Oh sì?” Sorrise Cris mentre gli diventava rapidamente duro.
“Sì!” Rispose Michele.
“Wow, questo è figo! Non posso credere che tu abbia tanta voglia di succhiarmi. Non l’avevi mai desiderato prima. Cos’è successo?”
Ora ce l’aveva completamente duro. Michele continuava a carezzarglielo dolcemente.
Il cazzo di Cris era veramente bello, pensai che dovesse essere approssimativamente di diciotto centimetri, circa come il mio. Cris mise una mano sulla vita di Michele e cominciò a strofinargli l’inguine con l’altra.
“Non so.” Disse Michele alzando le spalle: “Penso che sia perché ho smesso di averne paura.” E dicendolo si chinò e baciò Cris sulla bocca che sembrò scioccato in un primo momento, ma non si tirò via. In breve si stavano baciando appassionatamente. Poi Cris si staccò.
“Oh dio!” Sospirò sorridendo: “Spero che ne avremo presto l’opportunità!”
“Non preoccuparti, noi lo desideriamo” Disse Michele pizzicandogli il collo: “Sono sicuro che riusciremo a liberarci di Matt per un po’.”
Io fremevo un po’ di gelosia, ma mi ricordai subito che Michele sapeva che stavo guardando e che la sua meta era essere tutti a letto insieme.
“Mmm, peccato che lui non possa unirsi a noi.” Disse Cris avvolgendo le braccia intorno alla testa dell’amico mentre lui si abbassava per leccargli i capezzoli.
“Ehi, magari lui lo vuole.” Sorrise Michele con fare misterioso.
“Cosa intendi? Pensi che lo voglia?”
“Non so, forse.” Disse Michele prendendogli la mano e tirandolo verso la porta: “Vieni, sarà meglio che andiamo.”
“Ma io devo mettermi il costume!” Protestò Cris.
“Ah, noi non lo portiamo mai qui.” Disse Michele facendo una pausa per lasciare cadere i pantaloncini al pavimento.
Io scivolai via dalla porta ed aspettai che scendessero le scale prima di seguirli. Feci una deviazione attraverso la cucina togliendomi i pantaloncini nel tragitto e raggiungendoli nello studio. Michele stava ancora tenendo la mano dell’amico. Cris la tirò via rapidamente e si copri parzialmente il cazzo con la mano.
“Bene, sei è pronto.” Dissi. Cris arrossì un po’. Tutti e tre avevamo l’uccello duro: “Andiamo.”
Mi misi di fianco a Cris mentre ci avviavamo.
“È figo!” Dissi con voce un po’ rotta, non sapendo come cominciare.
Cris girò la testa verso di me interrogativamente.
“È figo che finalmente possiamo mettere a confronto i nostri cazzi.”
Ci volle un momento prima che lui si ricordasse quello di cui avevamo parlato più di due anni prima, sul fatto di mettere a confronto un giorno o l’altro i nostri peni. Un sorriso da sciogliere il cuore comparve sul suo viso quando se ne ricordò.
“Oh sì!” Disse sorridendo: “Bene, sembra che ce l’abbiamo circa uguale ora. Sono contento di non averlo fatto allora, ce l’avevi più grosso del mio.”
“Sei scresciuto nel frattempo.” Dissi gettando uno sguardo di ammirazione al suo cazzo duro.
“Grazie.” Disse lui dirigendo gli occhi verso di me: “Anche tu.”
Ci sorridemmo l’un l’altro per un momento che era, almeno per me, pieno di tensione sessuale. Ora eravamo in piscina e Michele interruppe la tensione tuffandosi in acqua.
Nuotammo per circa un’ora e fu meraviglioso quando il sole cominciò a comparire attraverso le grandi finestre del lato ovest della stanza. Cominciammo a giocare schizzandoci. Ad un certo punto Cris ed io eravamo nel lato poco profondo della piscina e lui stavano inzuppandomi spietatamente. Finalmente riuscii a prenderlo per il collo e strisciarlo con l’altro braccio. Per un momento, mentre mi alzavo, la mia mano scivolò giù e circondò perfettamente il cazzo molle e le palle. I suoi occhi incontrarono i miei. Prima stavamo ridendo ma ora eravamo silenziosi e rimase solamente il suo sorriso. Un istante più tardi lo rovesciai nell’acqua e nuotai verso il lato profondo della piscina prima che lui potesse riprendersi.
Non appena si rimise in piesi, lanciò un urlo e cominciò a nuotare verso di me. Ma Michele gli si oppose poco prima che la piscina diventasse troppo profonda per alzarsi in piedi. Si schizzarono l’un l’altro, Cris tentava di sorpassarlo ma Michele riuscì a respingerlo indietro. Io ero salito sulla scala del bordo opposto al loro e stavo guardando. Michele stava tenendo Cris, che continuava a lottare, contro il bordo. Erano schiacciati uno contro l’altro faccia a faccia e se non avessi saputo cosa stava accadendo, avrei pensato che stavano limonando. Il mio cazzo si agitò un po’.
“Vieni, Matt!” Gridò Michele girandosi verso di me: “Lo tengo!”
Mi colpì un’idea.
“Ehi, mi sono ricordato adesso, vado a dar da mangiare ai cavalli prima che venga buio.”
Michele e Cris avevano smesso di lottare ma erano rimasti abbracciati.
“Vado a mettermi qualche cosa e poi vado alla stalla, voi ragazzi potete restare qui. Mezz’ora e ritorno.”
Presi un asciugamano ed uscii dalla piscina. Feci una pausa in corridoio prima di voltarmi e tirai indietro una tenda, quel tanto per poter sbirciare. Erano ancora abbracciati ma ora erano uniti in un bacio lungo e profondo. Da quello che potevo vedere le loro lingue si muovevano una nella bocca dell’altro. Mi ritornò immediatamente duro.
Mi girai di malavoglia ed entrai in casa. Naturalmente avevo già dato da mangiare ai cavalli quel giorno e Michele ne era consapevole. Capivo che lui aveva riconosciuto il mio gioco e ci giocava. Andai in soggiorno e mi fermai di nuovo.
Erano passati non più di due minuti quando sentii aprirsi la posta della piscina. Michele mi chiamò, io non risposi ma mi scagliai attraverso la porta aperta della piccola stanza di proiezione in modo da essere nascosto nel caso fossero entrati in soggiorno. Sentii Michele dire all’altro che avrebbero avuto molto tempo prima che tornassi. Mi sarei aspettato di sentirli salire la scala, invece sentii la porta posteriore dell’ufficio di mio zio aprirsi e chiudersi. Uscii silenziosamente dalla stanza di proiezione e pensai di aprire la porta anteriore dell’ufficio, che era alla mia sinistra, ma decisi che era troppo cigolante e non volevo ancora essere visto.
Poi capii il progetto di Michele ed era molto intelligente! C’era un camino che si affacciava sia sul soggiorno che sull’ufficio. Quindi se guardavo attraverso i vetri che chiudevano il camino, avrei potuto vedere nell’ufficio. Il soggiorno era al buio ma Michele aveva acceso le luci nell’ufficio, così io ero celato mentre loro erano perfettamente visibili. Infatti, dal mio angolo, vedevo il grande divano di cuoio sopra il quale Michele aveva spinto Cris.
Erano inginocchiati sul divano e si tenevano stretti mentre si baciavano appassionatamente. I loro giovani cazzi erano completamente duri e cominciavano a pulsare. Li guardavo senza fiato mentre si palpeggiavano e si accarezzavano. Dopo poco Michele cominciò a scivolare giù lungo il corpo di Cris. Ambedue stavano ansimando forte ed erano ancora bagnati dell’acqua della piscina. Cris prese la testa di Michele tra le sue mani mentre l’amico metteva la faccia sui suoi capezzoli facendolo gridare di piacere.
Improvvisamente Michele si lasciò cadere sulle ginocchia, gli allargò le gambe, seppellì il naso nei peli pubici ed inalò profondamente. Tenne il lungo uccello di Cris contro il suo stomaco e cominciò ad avvolgere l’asta con lunghe, lente leccate. Cris pignucolò quando Michele rivolse la sua attenzione alle sue palle facendovi rotolare sotto la lingua e facendosele scivolare in bocca. Capii che Michele si aspettava che scivolassi nella stanza a quel punto, ma io avevo deciso di continuare a guardare per ora. Non avevo ancora deciso quando sarei entrato in scena, ma il momento non era quello.
Ora Michele aveva il pene in fondo alla sua gola. Il respiro di Cris era corto e la sua pelvi si alzava dal divano quando spingeva nella bocca di Michele con colpi brevi e forti. Era ancora gocciolante per la piscina, ma vedevo che il sudore cominciava a scendere dalle sue sopracciglia. Alcuni secondi più tardi strinse con forza le mani intorno alla testa di Michele ed alzò le anche il più possibile dal divano. I suoi denti si strinsero ed un lamento strozzato uscì dalla sua gola mentre vuotava le palle nella bocca. Michele si lamentò intorno al cazzo che teneva con una mano e tentò di ingoiare tutto il carico.
Grandi gocce di sperma cominciarono a colare dagli angoli delle sue labbra ed atterrare sul tappeto.
Il cazzo mi doleva e voleva spruzzare nella mia mano, ma decisi di non farlo.
Michele era ritornato sul divano e stava a gambe divaricate su Cris. Le sue belle natiche si stringevano ed allargavano mentre si sparava una sega, la testa gettata indietro e gli occhi chiusi. Cris lo teneva per la vita e colpì leggermente con la lingua la punta del cazzo dell’amico. Con un forte lamento Michele cominciò a rabbrividire, poi, contorcendosi, il suo cazzo cominciò a sparare fiotti spessi di sborra sopra il torace dell’amico. Si lamentarono mentre il liquido correva giù sullo stomaco di Cris e nel suo cespuglio di peli pubici marroni. Lui riuscì anche a prendere alcune gocce sulla lingua e le ingoiò. Michele emise un sospiro e gli cadde tra le braccia. Ricominciarono a baciarsi, molto più lentamente questa volta, poi Cris fece girare Michele e lo fece adagiare sul divano finché non furono distesi vicini con lui teneva la testa appoggiata sul torace dell’altro.
Silenziosamente uscii dal soggiorno e salii nella mia camera, dove mi vestii e cominciai a pensare a come entrare in gioco.

 


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