Michele, io e… – Capitolo 1

Michele, io e… – Capitolo 1

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Capitolo 1

Michele ed io eravamo amici da un paio di anni. Eravamo andati a scuola insieme fin dalle elementari ma fu solo alle medie che diventammo i migliori amici. La pubertà ci portò a stare insieme. Stavamo maturando ad un ritmo molto più veloce della maggior parte dei nostri compagni di classe e cominciammo a parlare fra di noi di quello che ci stava accadendo.
Dopo aver parlato per almeno un mese di sesso e di quello che stava accadendo ai nostri
corpi (quanti peli ci stavano crescendo, quanto erano diventati lunghi i nostri cazzi) alla fine approcciammo la masturbazione. Ammettemmo che ognuno di noi lo stava facendo
da almeno un anno. Io ero un autodidatta. Lui disse che gli era stato mostrato come fare da un altro ragazzo, ma non entrò mai nei dettagli.
L’invitai a passare il fine settimana a casa mia che era grande ed in campagna. Passammo il week end restando su fino a tardi e facendo il bagno nudi nella piscina e nella vasca dell’idromassaggio dopo che il resto della famiglia era andato a letto. Durante il giorno gironzolavamo nei boschi dietro casa mia. Una volta fuori di vista ci spogliavamo, arrotolavamo i vestiti e continuavamo la nostra escursione. Nuotavamo nel torrente e prendevamo il sole sui banchi di sabbia. Ci siamo masturbati molte volte uno di fronte all’altro. Una volta, mentre eravamo così a gambe aperte, allungai un piede e gli toccai le palle con le dita. Erano scivolose per la sborra appena versata. Lui non fece niente per fermarmi, ma io non andai oltre.
L’anno seguente cominciai le medie in un altro distretto scolastico e vidi raramente Michele o gli altri vecchi compagni. Una volta venne in bicicletta a casa mia subito dopo la scuola. Finimmo per masturbarci insieme nello sgabuzzo della mia vecchia stanza dei giochi, l’unica stanza in cui era improbabile essere disturbati. Non ci toccammo mai ma vedemmo chiaramente i nostri carichi spruzzare. Michele non rimase a lungo dopo. Aveva ammesso, mentre ci sparavamo la sega, che ogni giorno aveva voglia di essere ‘sporco’ ed era venuto per quello. Sembra una cosa divertente, tutta la nostra amicizia era costruita sul sesso, e non ci eravamo ancora toccati.
O almeno, lui non mi aveva toccato. Una volta, mentre nuotavamo nel torrente e parlavamo di sesso, io gli avevo carezzato audacemente la schiena e le chiappe per un momento. E, come ho detto, quella volta gli avevo toccato le palle col piede. Ma anche se non mi aveva mai fermato, non mi aveva neppure incoraggiato o iniziato alcun contatto, ed io avevo paura di andare oltre. Michele era apparentemente molto etero e anche un po’ rozzo. Gli piaceva la musica heavy metal, la lotta e le arti marziali. Non si era mai arrabbiato con me o era stato violento, ma io non volevo rischiare.
L’estate seguente mi fu affidato il controllo della casa dei miei zii mentre erano in vacanza per due settimane. Io ero in estasi! Anche se abitavano solo tre chilometri da noi, erano fuori del paese e molto più isolati di noi. Non avevano bambini, la casa era enorme, la pianta ricordava una casa dell’antica Grecia ed aveva molte camere da letto, un lussuoso ufficio, una stanza di proiezione ed una piscina al coperto oltre ad altri lussi. Sapevo anche che avevano una grande raccolta di riviste e film per adulti infilate qua e là, così ero entusiasta per l’opportunità di esplorare.
Dopo che un paio di giorni invitai Michele a venire a nuotare un pomeriggio. Lui fece in bicicletta i sette chilometri da casa sua ed era molto sporco e sudato quando arrivò. Ci spogliammo nudi immediatamente e saltammo nella piscina.
Dopo aver nuotato per un po’cominciammo a giocare. Non so come, ma nel corso del gioco per tentare di stare a galla finimmo in qualche modo sullo stesso materassino per una persona. Michele era davanti ed io dietro di lui, davanti alla sua schiena. Il materassino era di gomma e scese sotto il nostro peso, costringendomi a scivolare in avanti finché non fui schiacciato contro di lui, anche se tentavo di non farlo. Avevamo gli uccelli completamente eretti, cosa affatto insolita per noi quando eravamo insieme nudi, ma ora il mio era pigiato con forza tra le sue meravigliose natiche arrotondate. Mi scusai e tentai di retrocedere, ma lui disse che non gli importava, che sapeva che non stavo facendolo apposta e di restare pure. Remammo un po’ con le mani e questo faceva strofinare il mio cazzo contro la sua pelle. Dopo un po’ ci fermammo e restammo seduti a riprendere fiato. Michele mi scioccò dicendo che era piuttosto piacevole sentire il mio cazzo contro il suo culo. Disse che lo faceva sentire eccitato e mi chiese cosa sentivo io. Risposi che era bello. Rimanemmo così per un po’ ed io notai che lui di tanto in tanto si carezzava. Quando il suo accarezzare aumentò, io feci scivolare lentamente le mani intorno alla sua vita e gli carezzai un po’ lo stomaco.
Improvvisamente Michele spinse la parte anteriore del materassino nell’acqua e mi disse
di rientrare in casa. Una volta dentro mi disse di mettere su un porno. Noi gocciolavamo ed il cazzo di Michele era praticamente color porpora e pulsante. Feci partire il film che stavo guardando prima del suo arrivo. Era a metà di una scena nella quale un uomo stava scopando una donna nella cabina di comando di un aeroplano. La donna sedeva in grembo al pilota e rimbalzava su e giù mentre il pilota spingeva dentro e fuori di lei. Michele si sedette su una sedia ed immediatamente cominciò a carezzarsi il pene. Non tolse mai gli occhi dallo schermo fino a che con un gran gemito non eiaculò sul suo torace e sullo stomaco. Io venni alcuni secondi più tardi, guardando lui, non lo schermo. Alcuni ore più tardi lui tornò a casa.
Per tutta la sera continuai a pensare all’incidente nella piscina. Pensai che come sempre ero stato io a provocarlo, ma non potevo fare a meno di constatare che a Michele era sembrato piacere il mio uccello pigiato contro di lui.
Il martedì seguente trovai un gran numero di film di porno in un armadietto nell’ufficio di mio zio. Fra i film e i cataloghi trovai una scatola che non era stata ancora aperta. Il timbro diceva che era arrivata il giorno prima che gli zii partissero. L’etichetta informava che erano stati acquistati sei video (sei video!) ed altri due erano stati aggiunti come regalo. Non era possibile togliere l’imballaggio di plastica dai film che mio zio aveva ordinato, si sarebbe accorto che li avevo presi. Ma i video bonus erano semplicemente in una grossa busta marrone. Aprii la busta, uno era vecchio e apparentemente molto a buon mercato. Giudicando quanto i modelli sulla copertina erano poco attraenti, potevo capire perché il video era dato gratuitamente. Ma il secondo sembrava avere come tema l’università, sembrava buono, forse meglio anche di quelli che mio zio aveva acquistato. Lo misi nel videoregistratore. Era meraviglioso! Il livello di produzione era alto, gli uomini e le donne erano magnifici, c’era molto sesso e la recitazione discreta. Compresi rapidamente perché quella società che distribuiva video etero aveva difficoltà a vendere le copie di quel video. Il film era su un gruppo di universitari che frequentavano un corso su ‘sessualità umana’ che li costringeva a sperimentare sessualmente fra di loro. Scena dopo scena i ragazzi scopavano, ragazze e ragazzi facevano sesso in gruppo, di tanto in tanto coppie dello stesso sesso. C’erano anche un paio di molto tenere scene d’amore tra ragazzi con molti baci! Ed era tutto ripreso come una sperimentazione perfettamente normale. Dopo la fine, dopo l’elenco degli attori, c’era un invito che incoraggiava il pubblico a sperimentare nello stesso modo. Avevano fatto sesso orale ed anale! Decisi che dovevo mostrare quel video a Michele.
Lo chiamai e gli chiesi se poteva passare un paio di giorni con me a casa dei miei zii. Lui ottenne il permesso dai suoi genitori e mi disse che era impaziente.
Il giorno seguente arrivò in bicicletta a metà pomeriggio. Portò il suo zaino nella camera da letto che avevo scelto per lui. Passammo la giornata a divertirci a nuotare nudi ed esplorare la casa. La sera cucinai una pizza surgelata e decidemmo per un paio di birre che erano nel frigorifero. Mangiammo mentre guardavamo un film. Io indossavo un paio di pantaloncini larghi ed una t-shirt e Michele una t-shirt e dei boxer stinti.
Avevamo le teste che ronzavano per le birre ed io stavo per suggerire di guardare il film che avevo trovato quando Michele chiese se c’erano altri bei porno. Dissi con noncuranza che pensavo ci fossero ed andai nell’ufficio a cercarli. Rimasi nella stanza alcuni minuti e poi portai il film dicendo che non l’avevo ancora guardato, ma che sembrava buono. Lui guardò la scatola e fu subito d’accordo.
Avviai il lettore, portai birre fresche per tutti e due e mi sedetti sul pavimento vicino a Michele. Lui suggerì di guardare tutto il film e decidere quale scena ci piaceva di più; avremmo potuto riavvolgere fino a quella scena e farci una sega. Dissi subito di sì. Il mio cuore batteva all’impazzata ed il mio cazzo era già durissimo.
A Michele piacque molto la prima scena. Nella seconda scena un gruppo di calcio faceva una masturbazione in cerchio sotto le docce. Ad un certo punto un ragazzo toccava le palle di un altro per scherzo, ma non c’era vero sesso gay. Michele sembrò essere colpito, ma la scena seguente era la vera prova. Un ragazzo descriveva al suo compagno di camera il sesso caldo che aveva fatto con un’insegnante, una giovane avvenente, mentre loro si masturbavano. Veniva mostrato il flash back mentre il ragazzo lo descriveva. Poi l’insegnante inculava il ragazzo con uno strap-on dildo. Michele ansò e disse “Oh cazzo!” ma non fece alcuna tentativo di smettere di guardare il film. Notai che la protuberanza non era diminuita. Il ragazzo alla fine scopava il suo compagno per dimostrargli il piacere che aveva provato dal dildo. Io non dissi niente. Michele guardò un po’ scioccato ma non disse niente. Di nuovo notai che il suo cazzo sembrava ancora duro.
Quando il film finì (compreso l’invito finale) spensi lettore e televisione, tentando di avere il coraggio di suggerire di provare quello che il film aveva raccomandato.
Michele mi guardò: “Bene, cosa ne pensi?”
“Non so, fino a quale scena vuoi riavvolgere?”
“No, voglio dire, pensi che dovremmo tentare?” Chiese timidamente.
“Cosa, vuoi dire ‘facciamolo’?” Chiesi.
“Sì” Lui rispose piano.
“Io non so. Vuoi?” Io ero ancora pronto a tirarmi indietro.
“Abbastanza. Sì lo voglio, sembra ok.”
“Ok.” Dissi emozionato, non era possibile che stesse per accadere.
“Come dovremmo cominciare?”
“Um…” Lui esitò: “…io non so, um, un ragazzo mi ha fatto un pompino una volta, ma non l’ho rifatto” Rimasi sorpreso. Potevo dire che era molto nervoso, come lo ero io.
“Guarda.” Suggerii: “Perché non andiamo a fare una doccia insieme. Possiamo lavarci l’un l’altro e vedere se ci piace. Poi se lo vogliamo ancora, possiamo andare a letto. Se non vogliamo non ci saranno problemi.” La ritenevo un’idea brillante.
“Ok!” Accettò rapidamente e sembrava molto sollevato.
Salimmo senza parlare. Accesi la grande doccia nel bagno padronale e la feci scaldare. Ci spogliammo lentamente. Eravamo stati nudo uno di fronte all’altro ed avevamo eiaculato uno di fronte all’altro molte volte, ma questa volta era diverso. Entrammo nella doccia. L’acqua era deliziosamente calda. Io feci la prima mossa e cominciai ad insaponargli il torace. Lui sospirò e chiuse gli occhi, prese l’altro sapone e si insaponò le mani. Cominciò a far scivolare le mani sul mio torace ed il mio stomaco. Decisi di farlo e feci scivolare le mani insaponate giù al suo cazzo. Era duro e così caldo nelle mie mani. Michele si lamentò rumorosamente, spinse in avanti le anche e cominciò a carezzarmi il cazzo. La sensazione era incredibile! Pensai che avrei potuto eiaculare in quel momento, ma non lo feci. Poi lui fece la mossa seguente, fece scivolare le braccia intorno alla mia vita e mi tirò a sé. Poi lui mi stava baciando appassionatamente sulla bocca, le nostre lingue turbinavano insieme. Avevo sperato che ci fosse qualche genere di tenerezza, ma non ci avevo contato.
Dopo essere stati per un po’ con la lingua nella bocca dell’altro ed aver masturbato furiosamente l’altro, Michele si tirò indietro e disse: “Ok, è estremamente figo. Perché non usciamo ed andiamo a letto prima di sborrare qui.”
Ero entusiasta per il fatto che Michele stesse godendo tanto. Questo mi dava molta fiducia. Ci sciacquammo e chiudemmo l’acqua. Ci asciugammo ed andammo nella mia camera da letto. Spinsi indietro Michele sopra le lenzuola e piombai su di lui. Lo baciai profondamente mentre lui si carezzava il cazzo. Feci scivolare la lingua nel suo orecchio destro facendolo lamentare rumorosamente. Scesi al collo e poi ai capezzoli. Lui gemette e passò le dita tra i miei capelli mentre io gli succhiavo i capezzoli. Scesi oltre l’ombelico finché non fui al cespuglio pubico. Feci una pausa. Michele trattenne il fiato per un momento prima che io continuassi. Prima passai le dita nel suo cespuglio e cominciai a massaggiare il suo uccello con ambedue le mani. Poi leccai un po’ e presi la cappella in bocca. Un feroce brivido attraversò il suo corpo quando glielo succhiai. Scoprii che riuscivo a prendere in bocca tutto il cazzo. Avvolsi le labbra intorno alla base del pene e succhiai più forte che potevo mentre muovevo la testa su e giù. Michele si lamentava e gemeva rumorosamente spingendo l’uccello nella mia bocca. Improvvisamente strinse con forza le mani sulla mia testa e gridò forte. Poi la mia bocca fu allagata dal suo sperma. Aveva un sapore salato e lievemente di spezie. Mi piaceva e l’ingoiai tutto. Quindi lui lo tirò fuori dalla mia bocca.
Ebbi paura per un momento che avesse cambiato idea e che quello sarebbe stato il finale. Invece si girò rapidamente e mi attirò in un caldo bacio profondo.
“Sento il sapore della mia sborra nella tua bocca, baby.” Disse. Non potevo credere che mi avesse chiamato baby!
Mi spinse delicatamente indietro sopra i cuscini e chinò la testa al mio inguine. Stava prendendo tempo, voleva assaporare l’esperienza. Avvolse il mio cazzo duro con lunghe leccate della sua lingua. Diede lo stesso trattamento alle mie palle, una cosa che non avevo avuto il tempo di fargli. Ci fece turbinare intorno la lingua e le succhiò anche delicatamente in bocca. Io mi lamentavo e spingevo nella sua bocca. Poi cominciò a succhiare il cazzo con energia. La sua bocca sembrava un potente aspirapolvere e non passò molto prima che sentissi lo sperma spingere nelle mie palle. Resistetti, gridando, finché ne fui capace prima di spararlo nella sua bocca. Come me, lui l’ingoiò tutto, facendo mugolii di godimento mentre gli fluiva in gola.
Poi lasciò andare il pene e mi guardò sorridendo. Anch’io gli sorrisi e poi scoppiammo a ridere. Venne su di me baciandomi profondamente e strisciando il suo cazzo ancora duro sul mio inguine. In breve stavamo sgroppando l’uno contro l’altro e stavamo spingendo le nostre lingue nella bocca dell’altro, fino a che con un sospiro Michele venne di nuovo sul mio stomaco. Rotolò via e raccolse il suo carico usandolo come lubrificante mentre mi masturbava per darmi un secondo orgasmo. Dopo che fui venuto mi baciò di nuovo e si accoccolò vicino a me. Pochi minuti e precipitammo in un sonno felice.
Fui piacevolmente sorpreso dal cambiamento nella nostra relazione. Michele si stava aprendo ed amava essere affettuoso. Il mattino seguente mi svegliai trovandolo ancora abbracciato a me. Quando si svegliò mi salutò con un caldo “Buon giorno, baby” ed un tenero bacio sul retro del collo. Ci alzammo e facemmo la doccia insieme, divertendoci di nuovo col sapone.
Dopo la colazione ci divertimmo a girare per la casa per un po’, poi mi sistemai in un posto tranquillo a guardare la televisione. Michele mi raggiunse dopo un po’ e, il mio stupore continuava, si accoccolò vicino a me sul divano con un braccio che mi circondava. Ci guardammo l’un l’altro e sorridemmo. Lentamente si chinò verso di me e mi baciò. Finimmo per andare avanti per circa un’ora. Era da brividi passare tanto tempo solo a baciarci appassionatamente, non ci togliemmo neppure i vestiti. Decidemmo di tornare a guardare la televisione, ma nessuno di noi era molto interessato. Alla fine del programma la spensi e rimanemmo sul divano.
“Ricordi che ti ho detto di aver avuto un pompino da un ragazzo ma che non l’avevo reso?” Mi chiese lui.
“Sì”
“Avevo paura a farlo. Vuoi sapere chi era?”
“Sicuro” Dissi estremamente intrigato.
“Cris Almi.”
“Cris Almi!” Mi venne quasi un colpo! Cris aveva un anno più di noi. L’avevo conosciuto casualmente alle elementari ed ebbi con lui un’amicizia simile a quella con Michele. Avevamo parlato della pubertà e di come stavamo cambiando. Ricordavo di come era rimasto impressionato quando gli avevo raccontato delle dimensioni del mio cazzo. Allora non sapevo se era grosso o no. Non avevo mai avuto l’opportunità di vederlo nudo ed erano passati due anni da quando l’avevo visto l’ultima volta. Ricordavo che era molto bello ed un po’ innocente, anche se non del tutto timido. Era
alto e sportivo con una faccia da cherubino. Era enorme il contrasto con Michele. Michele aveva un bel corpo da runner ed una faccia che colpiva ma un po’ rozza. E non sembrava mai innocente. Non mi aveva sorpreso sentirlo parlare così francamente di seghe e sborrate quando eravamo in prima media. Il livello di dolcezza e vulnerabilità di Michele in quel periodo era una piacevole sorpresa rispetto a quando l’avevo conosciuto.
“Quindi non gli hai reso il pompino?” Dissi io.
“No, veramente lui avrebbe voluto. Voleva anche baciarmi, ma non glielo permisi.”
Ci fu silenzio.
“Pensi che dovremmo invitarlo ad unirsi a noi?” Chiese Michele.
Mi sentii sollevato! Negli ultimi due giorni stava accumulando un grande record di affermazioni corrette. Io avevo avuto una piccola cotta per Cris durante la nostra breve amicizia ed ero entusiasta al pensiero di andare a letto con lui, ma non volevo ferire i sentimenti di Michele nel caso pensasse che stavamo costruendo una relazione.
“Sicuro, penso sia grande!” Dissi entusiasticamente: “Perché non lo chiami?”
Michele andò al telefono in cucina e compose il numero di Cris, io non sentii la loro conversazione.
“Tutto bene?” Chiesi quando rientrò nella stanza.
“Sta venendo, ma non sarà qui fino a circa le quattro.” Disse tornando ad accoccolarsi vicino a me.
“Gli hai…, em, sai…” Chiesi con tatto: “Gli hai detto cosa aspettarsi?”
“Gli ho detto che forse stasera avrei avuto l’opportunità di rendergli quel favore. Ma non gli ho detto di te. Lui era veramente eccitato, comunque. Penso che anche tu gli piaccia.”
Io ne ero piuttosto sicuro. Ero sicuro che saremmo tutti finiti a letto insieme.
“Ma prima che arrivi c’è qualche cosa d’altro che voglio fare.” Disse lui sorridendomi.
“Cosa?”
“Voglio fare l’amore con te.” Disse guardandomi diritto negli occhi.
Mi massaggiò un po’ il torace: “Sai, essere dentro di te.” Io ero molto sorpreso che usasse tali parole tenere. Mi sarei aspettato che dicesse solo che voleva incularmi.
“Sono un po’ impaurito.” Dissi onestamente.
“Lo so, anch’io lo sono.” Disse piano. “Saremo veramente cauti e gentili. Io voglio veramente essere dentro di te.” Mi diede un rapido bacio sulle labbra.
“Ok.” Dissi: “Tenteremo. Vuoi farlo ora?”
“Sì, facciamolo ora, mentre abbiamo tutto il tempo di farlo lentamente.” Era circa l’una.
“Ok.” Dissi ancora. Ci baciammo profondamente e lentamente ancora una volta prima di salire.
Io andai nel bagno padronale per fare le preparazioni che avevo imparato nella parte ‘istruzioni’ del film porno che avevamo guardato la sera prima. Feci tutto quello che avevo imparato, poi presi la peretta dell’enteroclisma che trovai nell’armadietto, la riempii di acqua calda ed usai anche quella. Dopo che mi fui pulito completamente entrai nel bagno e lavai rapidamente la mia fessura ed il buco con sapone antibatterico. Mi asciugai ed andai nella camera da letto principale dove Michele stava aspettando.
Non ne avevamo parlato ma ambedue avevamo pensato che il letto padronale fosse il luogo giusto per farlo. Salii sul letto con lui e rimanemmo completamente fermi per un po’. Poi lui leccò appassionatamente le mie palle e scese al mio buco del culo completamente pulito. Ansai quando la sua lingua passò sul mio buco per la prima volta. Non avevo immaginato che potesse essere così bello! Rotolai su di me e mi misi a quattro zampe per permettergli un migliore accesso. Seppellii la testa in un cuscino e gridai di piacere quando inserì la lingua dentro di me mentre mi menava il cazzo pulsante. Dopo quella che sembrò un’eternità, recuperò la bottiglia di lubrificante dal comodino, dove io l’avevo trovata all’inizio del mio soggiorno. Lo mise sul mio buco e sulle sue dita e lentamente inserì un dito. Io non ero rilassato a sufficienza e gridai di dolore. Lui lo tolse e poi lo fece più lentamente. Dopo che mi fui abituato un po’ a quello, cominciò a far scivolare il dito dentro e fuori. Io mi stavo rilassando ma non ne godevo ancora completamente. Mi fece rotolare delicatamente sulla schiena e si posizionò in modo da potermi succhiare l’uccello. Il suo dito medio cominciò improvvisamente ad essere meraviglioso quando trovò la mia prostata. La sensazione del dito nel mio culo e del pene nella sua bocca quasi mi fece venire, ma resistetti.
“Ok, sono pronto” Dissi.
Ci alzammo dal letto ed andammo al muro opposto dove mi appoggiai con la schiena verso Michele. Il video aveva detto che questa era la posizione più facile per cominciare se non si aveva già esperti di sesso anale, ed io certamente non lo ero. Respirai profondamente, mi volevo rilassare completamente mentre Michele baciava dolcemente la mia nuca, il collo e le mie spalle mentre mi accarezzava il torso. Per tutto questo tempo la sua cappella strofinò contro l’apertura del mio buco, spedendo brividi di piacere attraverso tutto il mio corpo. Quando mi sentii completamente rilassato dissi a bassa voce un ‘ok’ appena udibile. Lui impugnò il suo uccello e molto lentamente cominciò a spingerlo dentro. All’improvviso ci fu un dolore tremendo e glielo feci estrarre. Lui mi abbracciò ed aspettammo un po’ prima di tentare di nuovo. Questa volta riuscii a rilassarmi veramente ed obbligai i muscoli dello sfintere ad aprirsi mentre lui spingeva. Prima che me ne rendessi conto lui era tutto dentro. Sospirò e mi chiese come stavo. Dissi che stavo bene. E lui come stava? Sospirò che era eccezionale, molto stretto. Lentamente lui cominciò a muoversi dentro e fuori, io stavo contro il muro e spingevo indietro ad ogni sua spinta, tutti e due stavamo gridando in estasi.
Improvvisamente Michele si fermò e suggerì di ritornare sul letto. Ci saltai sopra e mi sdraiai sulla schiena, alzando le gambe sopra la testa più che potevo. Michele si posizionò ed affondò di nuovo il cazzo caldo dentro di me. Io gridai con forza. Quella posizione permetteva alla mia prostata di essere stimolata molto più di prima. Il suo cazzo che spingeva sembrava voler spingere lo sperma fuori delle mie palle. Riuscii a resistere solo ad alcune spinte. Piagnucolando lasciai partire il miglior orgasmo che avessi avuto sino a quel momento. La sborra schizzò sul mio torace, sul mio stomaco ed anche sulla la mia faccia. Michele gridò, crollò a leccare lo sperma dalla mia faccia e spingere la lingua nella mia bocca. Mentre ci baciavamo sentii il suo cazzo contorcersi e lui vuotò il suo carico dentro di me. Restammo sdraiati boccheggiando e baciandoci per un po’ prima di appisolarci in sonno leggero.
Venti minuti più tardi ci svegliammo. Michele suggerì che avrebbe potuto andarsi a pulire dopo di che avrei potuto incularlo (era tornato al suo linguaggio usuale). Voleva essere sicuro di farmelo fare prima dell’arrivo di Cris.
Questo mi fece sentire molto speciale. Mettere il fare l’amore con me sopra tutto era particolarmente carino.
Michele si contorse con la più grande passione che avessi mai visto sotto il mio cazzo ed ad un certo punto gridò anche che mi amava, anche se non lo presi molto seriamente. Quando venni, lo sentii completamente diverso da qualsiasi orgasmo che avevo avuto precedentemente, anche nella sua bocca. E quando Michele venne fu prodigioso come era avvenuto per me. Gli resi il favore, leccai via lo sperma dalla sua faccia e lo baciai profondamente.
Dopo un po’ ci alzammo, facemmo la doccia, ci vestimmo e scendemmo per aspettare Cris.

 

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