Culo a nord-est (capitolo 6)

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Culo a nord-est (capitolo 6)

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Mattia

Mattia esce dalla doccia, si asciuga di corsa, indossa dei pantaloncini da casa e una maglietta in fretta e furia e corre ad aprire la porta al suo amico Andrei.
Mattia è adorabile con quella maglietta che lascia intravvedere i bicipiti scolpiti dalla palestra e quegli occhioni verdi. Basso ma con le spalle larghe, una leggera barbetta sul viso e quei pantaloncini che sono involontariamente sexy, corti e un po’ stretti che mostrano le sue gambe ben allenate. Il suo sguardo è leggermente spaventato: ha un sacco di emozioni contrastanti e vorrebbe poterle esprimere, ma è cresciuto tenendo tutto dentro di sé, cercando sempre di apparire come un duro.

Andrei, invece, è arrapato da morire. E’ corso a casa di Mattia sapendo che sarebbe stato a casa da solo, ha una sola cosa in testa e quei pantaloncini stretti di Mattia non lo aiutano a distogliere il pensiero!
I due si guardano e poi si avvicinano, in un abbraccio. Mattia chiude gli occhi e si lascia andare tra le braccia del suo migliore amico, cercando rassicurazione e comprensione.
Ma non la trova. Andrei è eccitato e il suo abbraccio è solo una scusa per poter allungare le mani e toccare quelle chiappe. Sentendo che l’abbraccio dura più del previsto, Andrei ne approfitta per palpare quel culo e contemporaneamente spingere Mattia verso la sua camera da letto.
Andrei pensa a quante ore Mattia passa in palestra. Solo raramente Andrei è riuscito a vedere di sfuggita il suo culo, nelle docce della spiaggia per esempio: quanto gli è piaciuto, così bianco, quasi di porcellana se paragonato al corpo più abbronzato di Mattia. Qualche volta era riuscito perfino a dargli un paio di pacche sul culo, insieme al terzo amico del gruppo, Ale. Il tutto, ovviamente, mascherato da “scherzi da spogliatoio”, tra maschi. E per Ale si trattava davvero di scherzi da spogliatoio, a differenza di Andrei!

E adesso, quel culo è suo. Andrei non perde tempo, gli ha già infilato le mani nelle mutande e gli sta afferrando le chiappe con entrambe le mani. “Girati” gli sussurra, mentre gli abbassa i pantaloni e lo piega a 90 sul letto.
Quel culo è la perfezione. E’ un meritatissimo secondo posto, dopo del culo moro di Marco ovviamente. Sembra il culo bianco di una statua greca, però molto più provocante. E a differenza delle statue greche, Andrei può effettivamente separarne le chiappe con le mani e dare un’occhiata a quel buchino rosa, inviolato (almeno così Andrei pensa!) e strettino.

Ora, un bravo attivo rassicurerebbe il passivo, lo coccolerebbe un po’, gli sussurrerebbe qualcosa di tranquillizzante. Giocherebbe un po’ con la lingua su quel buchino o almeno gli farebbe qualche complimento. Ma Andrei è inesperto e frettoloso.
Mattia è piegato e si sente qualcosa di bagnato sul buco: è il lubrificante che Andrei ha portato con sé, sapendo esattamente cosa avrebbe voluto ottenere. Poi il dito bagnato viene sostituito dal cazzo di Andrei, che spinge dentro con meno delicatezza di quanto avrebbe dovuto.

Il cazzo di Andrei non è particolarmente grande: è circa lungo come quello di Marco, sui 14-15 cm, però più sottile. Mattia sente un po’ di bruciore: un po’ per la troppa foga, un po’ perché si è irritato il buchino giocandoci prima, ma soprattutto perché non è molto eccitato. Mattia si è masturbato soltanto una ventina di minuti prima, eppure non riesce ad opporsi al suo migliore amico che entra dentro di lui. Grugnisce un pochino con la faccia nel letto, non vuole farsi vedere debole da Andrei ma vuole, paradossalmente, mostrargli la sua forza non opponendosi all’inculata.

Mattia rimane fermo a 4 zampe sul letto, incassando i colpi del suo amico e ricevendo quel cazzo dentro. Si aspetta un qualsiasi gesto di vicinanza, un abbraccio, una carezza, perfino un bacio, ma nulla di ciò arriva. Ciò che arriva sono un paio di sculaccioni e dei colpi più forti, due mani sui fianchi e gli schizzi di Andrei nel culo, dentro al culo.

A quel punto Mattia inizia, da bravo friulano, a bestemmiare dentro di sé appena si rende conto di cosa sta succedendo. Solo in quel momento si rende conto che, in effetti, i maschi vengono. Non si era mai posto la questione di dove finisce la sborra durante un’inculata, e ora l’ha scoperto su di sé stesso. Si maledice per essere rimasto lì fermo, passivo (letteralmente!) e non aver nemmeno preteso che Andrei usasse un preservativo.
Mattia si sente sporchissimo, eppure una parte di sé è perversamente eccitata all’idea che il suo amico gli sia venuto dentro. Ma adesso vuole solo correre a farsi una doccia e ripulirsi.
Andrei, invece, una volta venuto e dopo aver posseduto il culo del suo amico, gli si accascia sopra. Vuole stringerlo e abbracciarlo, vuole coccolarlo e dargli tutte le rassicurazioni di cui ha bisogno, ora che la sua mente non è più offuscata dal desiderio sessuale.
Però è troppo tardi. Mattia sgattaiola via da sotto di lui, si veste e fa per correre verso il bagno. Di nuovo entrambi desiderano affetto e rassicurazioni, ma in momenti diversi, e quindi riescono solamente a condividere il sesso e non le emozioni.

Tuttavia…Entrambi gli amanti rimangono pietrificati quando suona il campanello. E’ il terzo del gruppo, Ale, che è venuto anche lui per giocare alla playstation. Non c’è tempo per lavarsi e nemmeno per andare in bagno: Mattia si trova costretto a correre all’ingresso, aprire la porta e fare finta di niente, nonostante il suo buco sia completamente bagnato di lubrificante e con gli schizzi di Andrei dentro. Le prossime ore saranno molto, mooooolto lunghe per Mattia…

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Maurizio

Maurizio ha appena finito di esercitarsi in palestra. Sono passati 2 giorni da quando, incredibilmente, è riuscito ad inculare Marco. Ma ne vuole ancora, non riesce a toglierselo dalla testa: l’inculata, seppure meravigliosa, è durata circa 5 minuti. Vuole avere quel culo tutto per sé, poterlo scopare più volte, con calma e con la possibilità di adorarlo un po’ come si merita.
E’ un mese che Maurizio segue Marco, ne è quasi ossessionato, e adesso è il momento di battere il ferro finché è caldo! Oggi è andato in palestra con la sola speranza di incontrarlo lì, però… Non c’è.

Ma sotto le docce, la sua attenzione è attratta da qualcos’altro. C’è un ragazzetto, basso ma tutto muscoloso, voltato di spalle che si fa la doccia. E’ Mattia, ma Maurizio non lo conosce: rimane incantato a fissare quel culo da statua greca, bianco e senza un pelo, mentre l’acqua della doccia scorre lungo la schiena e si insinua tra le chiappe.

Niente da fare. Il ragazzetto si gira e, con i suoi occhi grigio-verdi, incrocia lo sguardo di Maurizio: avrà sì e no 18 anni, meglio lasciar perdere. Cercando di non attrarre l’attenzione sul suo principio di erezione, Maurizio si copre con l’asciugamano e si prepara per lasciare la palestra, ritornando a pensare a Marco e a come rintracciarlo.

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3 ore dopo

Maurizio non resiste. Lo sa che è tardi, ma deve vedere Marco! Ha provato a ragionare e a rendersi conto che è un’idea stupida, ma ha deciso comunque di fare una cosa che non dovrebbe fare: si ricorda l’indirizzo dove Marco abita, quindi si veste e cammina fino sotto casa sua. Si nasconde dietro una siepe, si sistema la camicia e la cravatta e cerca nervosamente il coraggio di avvicinarsi e suonare il campanello.

Poi però Maurizio sente un rumore e si volta di soprassalto. Dietro la siepe compaiono due occhioni grandi: li riconosce, sono grigi come il ghiaccio e leggermente impauriti.
A quanto pare, Maurizio non è l’unico a cui manca Marco stasera…

… Continua

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